di  -  lunedì 24 ottobre 2011

Prosegue anche quest’oggi la discussione sul Sistema Elettrico Nazionale e sul risparmio elettrico nei vari settori, in particolare parleremo del Settore Terziario.

RICHIAMI SUL SETTORE TERZIARIO

Il settore terziario rappresenta circa il 32% (riferito al 2009) dei consumi elettrici complessivi Italiani, ed in tale percentuale rilevante risultano racchiuse attività estremamente importanti quali i Trasporti, il Commercio e l’Illuminazione Pubblica oltre a diverse altre che è utile richiamare nel seguito (dati aggiornati al 2010):

  • Servizi vendibili – 75.797 GWh
    • Trasporti – 10.666 GWh
    • Comunicazioni – 4.226 GWh
    • Commercio – 24.083 GWh
    • Alberghi, Ristoranti e bar – 12.430 GWh
    • Credito ed assicurazioni – 2.615 GWh
    • Altri servizi vendibili – 21.776 GWh

  • Servizi non vendibili – 20.488 GWh
    • Pubblica amministrazione – 4.609 GWh
    • Illuminazione pubblica – 6.366 GWh
    • Altri servizi non vendibili – 9.513 GWh

Esaminando più in dettaglio le singole voci è possibile individuare come tali consumi possano venire ridimensionati a parità di servizio.

Per quanto riguarda i trasporti è ipotizzabile che una ampia parte della quota di consumi sia imputabile al trasporto ferrato a motorizzazione elettrica, pertanto più che auspicare una sua riduzione sarebbe preferibile un suo incremento, sia dal punto di vista dell’incremento dei servizi, sia dal punto di vista della sostituzione almeno parziale della trazione diesel attualmente utilizzata.

I consumi del commercio ricadono con molta probabilità principalmente in consumi per illuminazione, alimentazione di banchi refrigerati ed impianti tecnici (raffrescamento e riscaldamento), pertanto la loro riduzione passa attraverso l’impiego di soluzioni a minore consumo (anche se bisogna tenere presente che nel campo dell’illuminazione molto è stato già fatto in termini di sostituzione delle lampade con tipologie moderne), uso razionale dell’illuminazione cercando di realizzare sistemi a luce naturale laddove possibile, e riduzione dell’illuminazione notturna spesso utilizzata come deterrente per i furti, mentre per quanto riguarda i consumi di banchi refrigerati si può operare alla sostituzione dei modelli aperti, laddove utilizzati, con soluzioni che prevedono sportelli di chiusura.

Dal fronte degli impianti tecnici si può ottenere un consistente risparmio progettando gli stessi con maggiore criterio, soprattutto ottimizzandoli dal punto di vista fluidodinamico, ottimizzazione che permetterebbe l’impiego di ventilatori di potenza ridotta, oltre che intervenendo nell’ottimizzazione dei ricambi d’aria e delle temperature di esercizio qualora tutto ciò non risultasse già ottimizzato.

Dal punto di vista della bontà dell’impianto si può notare come da un punto di vista fluidodinamico essi risultino spesso scadenti, in quanto progettati evidentemente con la condizione del risparmio economico sul costo di realizzazione, non su quello d’esercizio, ed è frequente notare diramazioni delle condotte che si innestano senza raccordi opportuni aventi lo scopo di guidare al meglio il flusso, ottenendo una distribuzione dello stesso non ottimale ed introducendo perdite di carico che richiederanno un ventilatore di maggiore potenza rispetto alle condizioni ideali.

Altre voci di consumo rilevanti si individuano negli “altri settori vendibili” e negli “alberghi, ristoranti e bar“, ma mentre nei primi bisogna individuare esattamente la tipologia di servizi, nei secondi valgono in tutto od in parte le considerazioni svolte per il commercio in termini di ottimizzazione di impianti ed utilizzo di attrezzature moderne e più efficienti.

Per quanto riguarda i servizi non vendibili risulta interessante vedere come l’illuminazione pubblica non sia una voce di consumo così elevata come inizialmente si poteva pensare, ma ciò non toglie che anch’essa possa e debba venire ottimizzata.

La sua ottimizzazione passa essenzialmente attraverso due vie, la prima è quella relativa all’impiego di corpi illuminanti più efficienti (cosa che spesso viene fatta già ora) mentre la seconda prevede prima di tutto l’uso razionale dell’illuminazione, andando a definire un vero e proprio piano per l’illuminazione pubblica che individua le esigenze (quanto spesso si trovano zone fortemente illuminate a fronte di zone scarsamente illuminate?) di energia luminosa e definisce il numero e la dislocazione dei corpi illuminanti in modo che non vi siano né eccessi né insufficienze.

Ovviamente questa seconda via impone anche l’uso delle tecnologie più efficienti, o quantomeno più valide in relazione ad una valutazione costi benefici.

Con queste ultime considerazioni termina il post odierno, pertanto vi rinnovo l’appuntamento alla prossima settimana per parlare di risparmio elettrico nel settore domestico e vi aspetto sempre con la rubrica Energia e Futuro, ovviamente sempre su AppuntiDigitali.

5 Commenti »

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  • # 1
    Ethusiastic!
     scrive: 

    Era prevedibile….

    Il Pubblico zitto zitto si fa i lampioni ad alta efficienza … e risparmia sulla bolletta…. ha che bellooooooooo, ma non solo … riduce l’inquinamento in misura dello stesso risparmio ottenuto, bene menomale che c’è il pubblico!

    Mentre il “famoso” favoloso entusiasmante “privato” è uno sprecone che risparmia solo sulla messa in opera, ma poi la gestione è scarsa inefficiente e sprecona… tanto i costi, prima o poi li ricaricano al “cliente”….

    Azz…. visti i risultati del “settore illuminazione pubblica”, … c’è da ripensare il concetto della privatizzazione o no di certi “servizi”…. ma questo argomento, almeno per ora, è fuori dal nostro controllo…

    Quindi, il pubblico risparmia Energia, Peccato che poi dopo tutto il risparmio in bolletta, nel pubblico ci siano falle gigantesche sulle commissioni appalti e simili.. tutte fatte a vantaggio di pochissimi “Privati” quasi tutti disonesti e ladri …

    In definitiva una società di tipo statale con Zero Privato potrebbe incentivare più sul risparmio che sulla spesa?
    Si forse… ma il prezzo da pagare è una ridotta libertà… e poi comunque gli sprechi e le inefficienze vi sono pure nelle reti pubbliche, basti vedere la rete idrica… che appunto con il 40% di perdite oltre che a sprecare acqua potabile, rendono inefficaci le pompe che immettono l’acqua nell’impianto…

    Certo che se la risposta è la gestione manageriale del pubblico simil privato … allora, viste le gravi inefficienze attuate nel terziario privato….. stiamo freschi!

    Nota positiva:
    Il Bello che c’è un margine davvero amplio per ridurre i consumi….(Qunto? 30-40% Almeno) ma per fare ciò senza che la politica o lo stato intervenga e ci costringa a farlo, è cosa piuttosto difficile da immaginare.

    (Per esempio la comunità Europea ha vietato le vecchie lampadine ad incandescenza… altrimenti io conosco persone che mai avrebbero comprato le nuove lampade che costano dalle 6 euro in su… anzi una volta le lampade a “basso consumo costavano pure 15-20euro! con quella cifra si compravano 10 lampadine da 40W e con 400W a fronte di 100W si illuminava tutta casa! Oggi grazie a politiche più inteligenti le lampade a basso consumo costano il giusto.. peccato che però che per lo smaltimento sono da considerare “rifiuti speciali” SPERIAMO che nel FUTURO i LED siano neno costosi più efficienti e allora forse chi sa magari illuminare una stanza a giorno con soli 10w al costo d’impianto di soli 5 euro non sarà più un’utopia!)

    Nota negativa:
    Per rendere il terziario energicamente più efficiente e risparmioso nei consumi purtroppo serve investire per modificare, migliorare o anche solo ottimizzare gli impianti, ma questo dipende dalla sensibilità e sopratutto dalla tasca del solo privato che spesso usa il “Risparmio” solo come etichetta di facciata “Green Pover” ma poi ricarica i costi sull’utente finale o magari lo fa alle spese di incentivi statali concessi a chi per esempio mette il FotoVoltaico, o simil coz.e…. e ricarica il costo sulla bolletta di tutti gli altri.

    Bhe il risparmio energetico a costo zero pare che sia un punto poco sviluppato, ma basterebbe progettare fin dall’inizio il tutto per sfruttare al meglio l’illuminazione e la ventilazione climatizzazione naturale, ma spesso questi concetti cozzano con i vari regolamenti comunali, che impongono certi vincoli estetici e impiantistici non sempre facili da interpretare, e quindi la soluzione più facile è sempre quella di muratura tradizionale con muro di 25-30cm e intercapedine… punto.

    Senza contare che ormai tutto il territorio è costruito con edifici colabrodo… l’unica cosa che converrebbe fare sarebbe buttare giù le case non storiche e che hanno più di 50 anni e rifarle con concetti e progetti a basso impatto energetico … magari il tutto a spese dello stato… che rinunciando ad opere inutili come il ponte per la Sicilia, potrebbe finanziare in toto la ricostruzione dell’Italia e magari un nuovo sviluppo si affaccerebbe ……

    ……..ma questa è FantapoLLitica!!!!!!!!!!

  • # 2
    AlessioF
     scrive: 

    Oggi ho sostituito le luci di un negozio (piccolo), ottimizzando l’illuminazione interna e sostituendo le luci della vetrina con soli LED.

    Da 1250W a 662W

  • # 3
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Ethusiastic!

    Il tuo commento è frutto di un ragionamento serio e ponderato o solo voglia di fare delle sparate senza senso nel mucchio tanto per sollevare questioni e discussioni?

  • # 4
    Gabo
     scrive: 

    Ma parlare di risparmio energetico per ciò che riguarda le stampanti??
    Ricordo che una stampante laser consuma 250W per stampare una pagina mentre una stampante ink-jet ne usa solo 32W.
    Tutti pensano che una stampante laser abbia costi inferiori rispetto all’ink-jet per ciò che riguarda i consumabili: Sbagliato!!
    Sapete quanto consuma una fotocopiatrice?? Tanto!!
    Ecco dove si risparmia!

  • # 5
    joe.vanni
     scrive: 

    È giusto, come dice Simone, l ‘uso della illuminazione naturale, ove possibile.

    Risparmi elettrici -in generale- si possono ottenere costruendo l‘edificio in modo intelligente.

    Ad esempio l ‘uso di frangisole o dei vetri solari, abbatte di molto i consumi dell’aria condizionata, visto che le finestre a giorno sono gli elementi da cui penetra di più il calore.

    Anche la scelta della tipologia di ascensore può significare un cospicuo risparmio elettrico. Chi costruisce per vendere di solito sceglie quello meno costoso ma che consuma di più.

    Io penso che in un edificio, un negozio o una alloggio anche i consumi elettrici, specie quelli per la climatizzazione, dovrebbero avere un peso rilevante nella classificazione come CLASSE ENERGETICA. Classe A, B, ecc. dovrebbe tenere conto di tutti i consumi energetici, non solo quelli per il riscaldamento.Questo incentiverebbe costruire tenendo conto di queste esigenze.

    Già ora esistono edifici passivi che sfruttano in modo naturale la ventilazione, l’inerzia termica delle pareti, l’esposizione ottimale delle finestre e la loro ombreggiatura che varia in modo mirato durante la giornata.

    È più complessa la progettazione, ma per i risultati in termini di confort abitativo, di economia e minore impatto sull’ambiente ne vale la pena.

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