di  -  venerdì 23 settembre 2011

Dall’uscita di Snow Leopard (agosto 2009) ad oggi sembra passato un secolo per Apple. Due anni caratterizzati dall’incredibile successo dei dispositivi con la “i”, iPhone e iPad in primis, per i quali la casa di Cupertino ha sviluppato iOS, un nuovo sistema operativo concettualmente e strutturalmente diverso da Mac OS X.

Nel frattempo Mac OS X 10.6 è stato costantemente aggiornato per correggere i vari bug scoperti, ma per diverso tempo BigA non ha fornito indicazioni rispetto alla futura release, alimentando le voci secondo cui Jobs è intenzionato a far piazza pulita dei “vecchi” felini in favore del nuovo sistema operativo.

Back to the Mac

Apple, però, smentisce categoricamente, giustificando la lunga attesa per il nuovo Mac OS X con il fatto che Snow Leopard è assolutamente affidabile e all’altezza delle aspettative correnti degli utenti.

Effettivamente non è realisticamente pensabile una sostituzione a “caldo” di Mac OS X con iOS, viste le differenze architetturali dei device di riferimento, anche se lo stesso non si può dire per quel che riguarda la possibilità di far convergere gli elementi alla base della user experience dei due sistemi. Proprio questa è la strada che Apple intraprende per portare alcuni paradigmi funzionali di iOS nel nuovo “felino”.

Così il 6 giugno del 2011, Lion (alias 10.7)  fa il suo primo ruggito ufficiale durante il tradizionale WWDC di Los Angeles. Jobs, che di li a poco lascerà la carica di CEO di Apple per i ben noti problemi di salute, lo definisce come “il nuovo punto di riferimento per il settore dei sistemi operativi”.

 

Mac OS X Lion

Per sintetizzarne le nuove caratteristiche si po’ tranquillamente utilizzare la frase che gli ingegneri Apple utilizzarono al lancio dell’iPad “abbiamo imparato molto da iPhone e abbiamo trasportato in iPad [Mac OS X Lion] le nostre conoscenze”

Infatti la caratteristica che più ne ha contraddistinto la fase di sviluppo e che subito salta agli occhi è il nuovo (rivoluzionario ?) Launchpad, che rende il desktop del Mac molto simile a quello di un iPad/IPhone, duplicando, di fatto, le funzionalità offerte dalla classica Dock.

Meritano sicuramente rilievo anche le nuove Gesture Multitouch, che permettono di effettuare molte più operazioni attraverso il pad. Ad esempio è possibile passare da un’App all’altra scrollando in orizzontale con tre dita, effettuare lo zoom con un doppio “tap” su testi e immagini, navigare fra le tab aperte con due dita. Con quattro dita, invece, si può  passare da uno Space all’altro, muovendole in avanti o all’indietro a seconda delle necessità. Un movimento dal basso verso l’alto delle stesse permette, invece, di eseguire Mission Control, tramite il quale è possibile visualizzare tutte le applicazioni aperte e le rispettive finestre. Sempre con quattro dita, infine, è possibile scorrere tra le varie pagine delle applicazioni lanciate in modalità schermo intero.

Mission Control

Sicuramente di rottura la scelta di Apple di rende disponibile il nuovo sistema, al momento del lancio, esclusivamente tramite il Mac Store e solo successivamente (in seguito alle pressioni dei clienti) in confezione retail su penna USB piuttosto che su DVD (scelta in linea con la rimozione dei lettori ottici dai nuovo Mac).

Ma al di la delle 250 nuove feauture che accompagnano Lion, sicuramente interessanti, unitamente ai diversi bug che hanno fatto già lievitare le release di fix, quello che gli utenti si chiedono è quale sarà la strategia Apple per i prossimi anni.

Probabilmente Mac OS X assomiglierà sempre più a iOS, ma continuerà ad essere un sistema operativo decisamente diverso nella sua essenza, esattamente come nel futuro Windows 8 in cui si troveranno a convivere un’anima Windows Phone like e una “Classic”.

Quello che è certo è che tra nuove modalità di interazione, nuove esigenze degli utenti e device sempre più “mobile” i sistemi operativi sono decisamente ad una svolta, ma la sfida saprà stranamente di “vecchio” perché a contendersi il mercato saranno nuovamente Apple e Microsoft, gli stessi che hanno plasmato l’informatica moderna, anche se entrambe orfane dei loro fondatori, visionari che difficilmente potranno essere sostituiti.

Si chiude così il nostro viaggio nel mondo dei felini di Apple, salutandoci con un video omaggio al carismatico Steve Jobs.

Stay Hungry, Stay Foolish!

11 Commenti »

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  • # 1
    Nica
     scrive: 

    la prima volta che ho toccato un mac è stato il powermacintosh 9600, doppio procio 200mhz, system7 e monitor xga. venivo da un vetusto ma visionario amiga, mi trovai bene nonostante tutto.

    mi son fatta tuta la trafila fino al macos9.2 per poi fare il salto diretto a jaguar, e da lì tutti i felini fino ad oggi…. beh, Lion è il primo sistema della mela che non mi piace.

    e mi piace ancora meno il fatto che per la prima volta non ci sia un sistema ragionevolmente pratico e semplice che mi soddisfi pienamente

    spero che Lion rappresenti solo l’ennesimo Leopard, un po’ di WinVista dei Mac, ma temo non sia così… è un sistema ben fatto che fa bene quello per cui è stato pensato.
    il problema è proprio quello: macos9, panther, tiger erano pensati con un scopo preciso; anche ora lo scopo è preciso, ma è cambiato.

    è ora di guardarsi intorno

  • # 2
    D. Gaspare
     scrive: 

    @Nica
    anche io ho avuto un’esperienza simile alla tua. Il mio primo Mac è stato un 5400 a “soli” 100 Mhz, System 7.5.2. Ho proseguito fino al System 9.2 e fatto il salto direttamente a Panther.
    In realtà a me Lion non dispiace completamente. Alla fine fa quello che faceva Snow Leopard, o Leopard, o Tiger, o Panther. Né mi dispiacciono Mission Ctrl o LauchPad. Anzi trovo quest’ultimo molto più pratico che mettere decine di collegamenti nel Dock o sul desktop. Ciò che lamento di Lion sono le decine e decine di piccoli bug e incompatibilità parziali coi vecchi software, a 2 mesi dal lancio non ancora sistemati. Convergenza verso iOS mi può stare bene – dopotutto il mondo dell’informatica sta cambiando: prima la riga di comando e il monotasking, poi multitasking sempre più spinto e interfaccia grafica a menù e icone con la quale interagire tramite mouse… adesso sembra che la parola d’ordine sia nuovamente usare un programma alla volta (v. fullscreen à la iPad) e interagire con voce, tocchi e sempre meno click. Senza contare che piano piano stiamo passando da un’epoca con software complessi e completi ad App sempre più banali! Ci stiamo avvicinando verso un altra rivoluzione, probabilmente epocale come la nascita di icone e finestre. Non condividerla significherebbe rimanere ancorati al passato e rischiare di far parte di un piccolo mercato di nicchia come quello degli amighisti (dei quali faccio parte anche io, ma solo di tanto in tanto, senza spese folli e senza rinunciare al progresso che Apple mi ha permesso fino ad oggi).
    Lion ha bisogno di alcuni aggiustamenti e bugfix, ma – se buttiamo un’occhiata a Windows 8 e ai notebook Android – è chiaro e tondo che l’andazzo e gli scopi dell’informatica stanno cambiando.

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    ahh… proprio vero: “al mac si concede tutto e per lui tutto si giustifica!!”

    ho seguito questo post fin dall’inizio com’é mia abitudine del venerdì a fine lavoro: fatto bene, complimenti Felice e auguri per la tua splendida e mpegnativa iniziativa culturale nel mondo della retroinformatica.
    Continuo inoltre a leggere queste melense “sviolinate” di plagio nei confronti di Apple ed il suo OS desktop (un po’ buono, un po’ come tuti gli altri,molto ex-unix e molto fuffa per chi ha il prosciutto negli occhi!). Io so solo che da me, quelli che lavorano con mac usano desktop remoto, macchine virtuali,emulazioni… e molto spesso li sento silenziosamente piagnucolare (mai pubblicamente…in tal caso,se il mac non riesce a fare alora non si può in generale!) perché le incompatibilità sono proprio tante anche tra le diverse versioni di OS e applicazioni.

    Personalmente ho un’esperienza mista, cerco di riconoscere meriti e difetti (non é questa la sede) e piuttosto retrodatata (ben prima del system7). Ricordo fin da quando é iniziato a costruirsi questo fantomatico mito (esisteva già da prima del Mac) che poi è stato esteso estemporaneamente a ogni azione di Jobs.

    Scusate, ma in questi ultimi due post ho letto un sacco di “aria fritta”, luoghi comuni e frasi in gergo ma praticamente del tutto vuote di senso. Perciò consiglio davvero di costruirvi una visione un po’ più estesa dell’informatica (almeno di quella personale e consumer).

    @nica
    …vedrai che finirà col piacerti anche Tiger, alla fine ti “soddsferà pienamente” perlomeno perché è… Apple!
    Pensa che per alcuni (ancora oggi) risulta più comodo e altamente produttivo il comando in linea (ma penso che, giustamente, sia un concetto che sfugge a chi usa mac).

  • # 4
    D. Gaspare
     scrive: 

    Ti assicuro che il comando in linea non sfugge assolutamente a chi usa mac! innanzitutto perché molti comandi e funzioni avanzate sono accessibili solo tramite terminale Unix (e se vogliamo c’è applescript che permette di creare file batch). Nel mio caso personale ho usato per anni DOS e la cli di Amiga.
    2° non è affatto vero che al mac si perdona tutto. Non nel mio caso almeno. Da quali commenti ti risulta ciò?

  • # 5
    Giovanni
     scrive: 

    @Gaspare

    davvero nulla di personale, il mio era solo uno sfogo in generale (e il discorso sulla linea di comando andava generalizzato: non era rivolto allo specifico “universo Mac” ma un esempio per parlare di “abitudini” nell’usufruire di un’interfaccia.

    PS: prego evitare atteggiamenti didascalici riguardo all’uso di Mac… l’ho sempre usato, ultimamente poi, anche troppo spesso!

  • # 6
    Simon71
     scrive: 

    Ancora?

    Possibile che molti NERD ancora pensino al “sottosistema”? Possibile che nel 2011 non ci si renda ancora conto che un OS è semplicemente una piattaforma dove farci girare un software? La tragedia vera se mai è il nuovo FCX! -incompatibilità? Certo, ovvio….Non è colpa di Apple…E’ colpa di chi sviluppa un software…Spero sia chiaro.
    Un altro sistema operativo fatto in una località di nome Redmond garantisce retrocompatiblità “millenarie” (è il caso di dirlo)…Si, ma A CHE PREZZO? Miliardi di righe si codice lasciate lì a marcire perché “non si sa mai..”

    Io se devo mettere sulla famosa bilancia Lion e Seven (per quanto sia un grande passo avanti rispetto ai predecessori) continuo a scegliere OSX tutta la vita…Ultimamente ho scoperto che persino giocare (per quei pochi giochi che faccio) è un’esperienza totalmente diversa..Il Mac si comporta di più come una consolle che come il mio PC (Windows)…

    Linux? Sulla carta distro user friendly come Ubuntu/Debian/MAndriva/Fedora potrebbe essere il miglior Kernel là fuori (anzi, lo è sicuramente, ma il non poter usare “software commerciale” lo rende di fatto inutile nell’80% dei settori professionali.

    PErché come dicevo prima un OS è solo una piattaforma dove farci girare un software…

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Guarda che la compatibilità a tutti i costi è stata un vessillo di Apple, e non di Microsoft:

    1) Emulazione 68K col passaggio a PowerPC
    2) Emulazione Classic col passaggio a OS X
    3) Driver e applicazioni con GUI a 32 bit, pur avendo aggiunto il supporto alle applicazioni (senza GUI) a 64 bit
    4) Emulazione PowerPC col passaggio a x86

    Microsoft s’è affidata da tempo ai “subsystem” proprio per evitare situazioni come queste, e non s’è legata mani e piedi col passato.

    Col tempo, infatti, ha eliminato ciò che rappresentava un problema. Prima, con NT, l’accesso all’hardware. Poi ha eliminato il subsystem Posix e quello OS/2. Infine con x64 il supporto al subsystem Win16 e al DOS (ma con Vista ha introdotto un nuovo subsystem pienamente POSIX-compliant).

  • # 8
    Gennaro Tangari
     scrive: 

    @Cesare
    OK … ma tutti gl’esempli che hai portato si riferiscono alla varie “transition”.
    Di solito per retrocompatibilità a tutti i costi ci si riferisce al fatto che un software scritto per Windows 95 funzionerà più o meno senza problemi sotto Windows 7, mentre certamente un software scritto per Mac OS X 10.1 non lo fai girare sotto Lion neanche se che … :-)

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Questo sì, ma è una cosa normale: se definisci un’API, mi sembra giusto che le applicazioni che la utilizzino (correttamente) funzionino anche dopo, posto che continui a essere manutenuta. E’ quello che fa Microsoft e che dovrebbe fare qualunque azienda seria che espone delle API pubbliche per i propri prodotti.

    Nello specifico, però, software scritto per Windows ’95 potrebbe non funzionare affatto su 7 (ma anche 2000, XP, Vista), perché non è più disponibile l’accesso diretto all’hardware. Un esempio classico è l’applicazione che controlla il numero di serie dell’hard disk: non funzionerà assolutamente, anche se quella è l’unica operazione di accesso all’hardware.

    Il fatto che un’applicazione Cocoa possa non funzionare su Lion, pur usando la stessa API, mi sembra deprecabile per Apple.

    Altra cosa a cui accennavo prima, al punto 3), è il fatto di aver mantenuto l’ABI per i driver a 32 bit per OS X, pur potendo fare girare codice a 64 bit, esclusivamente per una questione di retrocompatibilità con tutti i driver esistenti (altrimenti ne sarebbe stata necessaria la riscrittura).
    Mentre qui Microsoft ha dimostrato di non essere affatto legata alle ABI dei driver, avendole cambiate diverse volte negli anni (d’altra parte ciò che conta è la stabilità delle API per le applicazioni).

    Riguardo alle transazioni, potremmo anche escluderle perché si tratta di cambiamenti “epocali”, ma l’introduzione di appositi “emulatori” anziché un taglio netto con la passata architettura è certamente indice di un fortissimo attaccamento alla (retro)compatibilità.

    Sempre prendendo Windows, questo s.o. è stato ed è disponibile per diverse architetture, ma generalmente non viene affiancato da un emulatore x86 per eseguire codice di questo tipo su un’architettura diversa (fatta eccezione per Itanium, perché era dotato della possibilità di eseguire codice x86 in una sua apposita modalità), e mi sembra che il prossimo Windows 8 per ARM non ne sia anch’esso dotato.

    Ritengo, e chiudo, che tutti questi elementi siano sufficienti per dimostrare che il pallino della retrocompatibilità (continuerei a dire “a tutti i costi”) sia saldamente in mano ad Apple. ;)

  • # 10
    Gennaro Tangari
     scrive: 

    Le API di Windows hanno raggiunto ormai una maturità da anni, e sicuramente questo facilita la retrocompatibilità. Su Mac OS X ogni nuova versione tipicamente porta nuove API e le API deprecate si contano a decine: è in questo senso che Microsoft garantisce una “retrocompatibilità” molto più “spinta” fammi dire di quanto non faccia Apple (ed infatti puntualmente ad ogni major release del sistema operativo, c’è un’applicazione tra le “big” che va a farsi benedire…).

    Lasciami poi osservare che il momento in cui maggiormente Apple ho dovuto garantire la retrocompatibilità è stato nei momenti di massima debolezza: leggi dal passaggio da 68k a PPC (e ti credo, non avesse garantito la retrocompatibilità si sarebbero trovati con una piattaforma ormai in affanno che non aveva per giunta neanche software a disposizione) e da Mac OS 9 a Mac OS X (dove la situazione era ben peggio che in passato). Insomma, il fortissimo “attaccamento” col passato era un passo obbligato per non chiudere bottega.

    Non appena hanno ripreso un po’ d’aria hanno subito tagliato Classic (che poi non era niente di diverso della XP Mode disponibile oggi con Windows 7) e la compatibilità con l’architettura PPC.

    Insomma, a mio parere, è evidente che Apple ha tutt’altro che il pallino della retrocompatibilità :-P

  • # 11
    lakar
     scrive: 

    Quoto quanto scritto da Gennaro Tangari.
    Win7-64 fa girare ancora programmi per Win95 che è un sistema operativo uscito 14 anni prima. Senza dimenticare che per Win-64 c’è anche la possibilità di usare l’Xp-Mode e Win7-32 fa girare pure programmi per Win3.1 e MS-Dos quindi anche un po’ di programmi di oltre 20 anni prima di Win7.

    Invece Apple ha inserito emulatori solo in occasione di cambiamenti epocali di os o di hardware ma poi ha fatto presto a toglierli. Classic è stato tolto in MacOS 10.5 Leopard nel 2007 dopo 6 anni dall’introduzione di MacOS 10.0 e 5 anni dopo che MacOS 9 è stato pensionato. Rosetta è stato tolto in MacOS 10.7 Lion nel 2011 dopo 5 anni dal passaggio PowerPC-Intel.

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