di  -  lunedì 11 luglio 2011

Venerdì scorso è decollato per l’ultima volta lo Space Shuttle Atlantis. Questo lancio è decisamente importante, poiché pone la parola fine sull’intero progetto Space Shuttle, durato 30 anni esatti. Il programma Space Shuttle, o STS (Space Transportation System), rappresenta uno tra i più importanti traguardi per la colonizzazione umana nello spazio. Grazie allo Shuttle l’uomo ha imparato a sopravvivere per periodi di tempo estesi in orbita bassa attorno alla Terra. La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) rappresenta in un certo senso il coronamento di questo traguardo, poiché dimostra come sia possibile per l’uomo vivere e lavorare nello spazio, sebbene per ora soltanto in un’orbita molto bassa (LEO, Low Earth Orbit, ovvero a circa 2000 km di altitudine).

Sebbene sia difficile negare che il programma Space Shuttle sia arrivato al suo momento di pensionamento, è comunque con un po’ di tristezza che vediamo il governo americano smantellare la parte civile del Kennedy Space Center, mandando a casa quasi mille persone (anche se non credo che un personale così specializzato abbia difficoltà a trovare un nuovo impiego, anche tenendo conto della promessa di Obama di un supporto in questa direzione). La domanda da porsi è la seguente: vale la pena investire milioni di euro/dollari nella ricerca spaziale, vale la pena proseguire il programma dell’esplorazione umana dello spazio, oppure l’uomo non ha possibilità di sopravvivere nelle condizioni dello spazio profondo? E, anche se riuscisse a sopravvivere, varrebbe la pena in termini economici investire in questo tipo di ricerca?

Personalmente credo che la risposta a questa domanda non possa ancora essere data con certezza. Di sicuro nel breve termine un investimento del genere non sarebbe fruttuoso. Anche se fosse possibile risolvere alcuni dei nostri problemi principali (pensiamo all’energia o alla ricerca di materie prime) tramite l’esplorazione spaziale, non credo che ciò avverrebbe in tempi brevi. D’altro canto il presidente americano Obama sembra aver già preso una decisione, nel momento in cui la stragrande maggioranza dei tagli nella finanziaria 2011 sono stati applicati alla ricerca all’interno della NASA. Personalmente, avrei preferito vedere tagli più sostanziali negli investimenti militari del paese, visto che la NASA si occupa moltissimo anche di ricerca di base.

È vero, però, che il progetto “Constellation” era forse troppo ambizioso, e andava ridimensionato, secondo me soprattutto nella scala di tempi di realizzazione. La crisi economica che ha attaccato gli Stati Uniti si è sicuramente fatta sentire, ma non mi sento di approvare la scelta di una totale chiusura del progetto. Dopo l’esperienza della Stazione Spaziale, il progetto Constellation prevedeva uno sviluppo di colonizzazione umana sulla Luna. Secondo il presidente Obama, questo programma non valeva la pena di essere perseguito, poiché “sulla Luna ci siamo già stati”. Ha quindi deciso di passare al livello successivo, e cercare di studiare e sviluppare un progetto per colonizzare dei vicini asteroidi entro il 2025.

Il piano di Obama per l’esplorazione spaziale non è in generale una cattiva idea. Ha deciso di ridurre le spese correnti a breve termine, per aumentare dei lenti investimenti a lungo termine, allo scopo di riprendersi dalla batosta economica attuale, senza penalizzare il futuro della ricerca spaziale. L’idea è buona, ma credo che si sia fatto prendere un po’ troppo la mano. Saltare a piè pari la colonizzazione della Luna per andare direttamente a studiare un asteroide pone una serie di problemi che non possono essere sottovalutati. Da un lato, non c’è un asteroide abbastanza vicino e abbastanza grande da prestarsi per tale esplorazione. Dall’altro, ci sono veramente ancora tantissime cose che dovremmo imparare prima di buttarci nello spazio profondo.

La Stazione Spaziale sopravvive solo grazie ad un continuo contatto con la Terra, da cui ottiene ogni tipo di materiale di sostentamento. Riuscire a rendersi almeno parzialmente autonomi con una base lunare sarebbe, secondo me, una prova essenziale per comprendere se l’uomo è in grado di sopravvivere fuori dalla Terra. In un campo del genere, saltare dei passaggi può essere rischioso. Inoltre lo sviluppo tecnologico in campo aerospaziale è molto rapido, e una prova sul campo sulla Luna permetterebbe di capire se potremmo riuscire a creare motivazioni economicamente valide per proseguire in questa direzione (per esempio cercando una fonte di materie prime sulla superficie della Luna).

Da un lato viene lasciata la gestione del sostentamento e trasporto umano verso la Stazione Spaziale Internazionale in mano a privati, causando una spesa diretta non trascurabile. Il “biglietto”, di andata e ritorno, che un astronauta deve procurarsi per raggiungere la Stazione Spaziale con la navicella russa Soyuz, parte dalla moderata cifra di 51 milioni di dollari.

Diverse aziende aerospaziali, tra cui la ben nota Boeing, hanno ricevuto sovvenzioni governative di diverse decine di milioni di euro, da investire nello sviluppo di un mezzo di trasporto per portare persone e materiali a bordo della Stazione Spaziale, cercando di rifarsi delle spese offrendo soluzioni commerciali in ambienti di microgravità. Niente di male, ma partendo da questa realtà il viaggio verso la colonizzazione di un asteroide (o addirittura di Marte!!) mi sembra più una vaga promessa fatta per non intristire troppo chi ha dedicato la vita a questo progetto.

37 Commenti »

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  • # 1
    andrea
     scrive: 

    da profano dico: non sarebbe stato meglio costruire una stazione permanente sulla luna da usare poi come base di lancio per missioni via via sempre più lontane?

    o ci sono davvero i transformers sul lato oscuro??

  • # 2
    n0v0
     scrive: 

    x Andrea

    ottima idea, solo che ci vorrebbero montagne di soldi, migliaia di persone a lavorarci fra scienziati, tecnici e operai, e una collaborazione profonda fra le varie nazioni. Sempre che sia tecnicamente realizzabile.

  • # 3
    Y3ll0W
     scrive: 

    La base lunare, se ci fosse stato solo la metà dell’impegno profuso nella ricerca di nuovi armamenti e/o di nuovi campi di battaglia dove “imporre” democrazie occidentali, a mio avviso sarebbe già operativa.

  • # 4
    Fog76
     scrive: 

    A voler fare le cose da soli… si arriva a questo punto! Si dovrebbe creare un’agenzia spaziale planetaria che pianifichi le future missioni spaziali e dia in appalto anche a società di privati la realizzazione dei mezzi necessari a completarle, nonché all’addestramento del personale necessario.

    Un solo (grande) sito di lancio, vettori e piattaforme di sviluppo standard, possibilità di accedere al know-how a tutti…

    Bisogna voltare pagina…

    Ciao

  • # 5
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    A mio modestissimo avviso l’esplorazione spaziale farebbe meglio a fermarsi in attesa di sviluppare tecnologie che rendano i viaggi spaziali più rapidi e sicuri per l’uomo e affidarsi all’esplorazione automatica per i viaggi più lunghi ed impegnativi.

    Penso che una nuova era dell’eplorazione spaziale umana si aprirà solo quando cambieremo tecnologia di propulsione, passando dalla vecchia chimica ad una di tipo nucleare.

  • # 6
    Confusio
     scrive: 

    Droni, macchine automatiche o semiautomatiche, questa e’ secondo me la chiave per l’esplorazione del sistema solare. Una macchina puo’ essere letteralmente “sparata” sulla luna, essendo in grado di sopportare accelerazioni che ci ucciderebbero: un sistema di accelerazione lineare potrebbe ridurre di un bel po’ la necessita’ di propellente … e iniziare l’invio dei materiali o dei pezzi necessari all’assemblaggio delle macchine pesanti. Per fare una base occorrera’ una ruspa, una gru, un camion, una trivella; oggetti pesanti, non quei trespoletti leggerissimi mandati fin’ora, che si inceppano per la polvere e gli stress. Per prima cosa va inviata una fonte di energia potente e stabile nel tempo per caricare i macchinari, e poi tutto il resto, a pezzi da assemblare sul posto. Proprio perche’ il progetto e’ progressivo, ci potrebbero volere diversi anni per mandare su tutto … a rate :D

    Francamente non capisco l’idea di mandare “l’uomo su un’altro pianeta”, perlomeno non a breve termine: le macchine dovrebbero preparare la strada, l’uomo dovrebbe scendere dalla navetta e trovare una base quasi completamente operativa.

    Le ricadute tecnologiche terrestri sarebbero enormi e immediate.

  • # 7
    n0v0
     scrive: 

    x Y3ll0W

    anche io sono del parere che i soldi potrebbero essere spesi meglio di adesso, però è dagli anni ’50 che leggo di ipotetiche “case autosufficienti, con colture idroponiche, riciclo estremo di tutto, ecc..”. Tutte bellissime idee, in teoria.

    Il fatto è che, se non siamo riusciti a farne una qui sulla Terra, come credi si possa pensare di costruirne SULLA LUNA?

    x Fog76

    vorresti che l’ ONU si occupasse di spazio? ;-)

  • # 8
    Cesare
     scrive: 

    Questo argomento ha acceso tante discussioni anche in forum USA, mettendo sul piatto all’incirca gli stessi argomenti e le stesse diverse opinioni.
    Purtroppo ho la sensazione che non tutti i numeri siano sul tavolo:
    la ISS è già un progetto in larga parte internazionale, eppure fatica a finanziarsi. Sovietici ed europei la pagano “in natura”, fornendo voli cargo e passeggeri in cambio del diritto ad abitarla e a farci esperimenti. I sovietici non hanno denaro per proporre da soli nulla più che evoluzioni tecniche delle vecchie Soyouz; gli europei stanno riprendendo da poco lo sviluppo di capsule abitate partendo dall’attuale modulo cargo, dopo aver fermato per anni ogni sviluppo per l’enorme costo e l’impossibilità di aprire un mercato commerciale di trasporti in orbita bassa. Cinesi e altri stanno riusando a costo contenuto tecnologie consolidate da decenni, ma non sposteranno il quadro tecnologico.
    Il denaro è arrivato solo dai satelliti fino ai geostazionari: telecomunicazioni, GPS, qualcosa nello studio delle risorse, territorio e meteorologia. La ISS è tanto un laboratorio di se stessa da avere un tasso di guasti importante e, come dice l’autore, dipendere abbondantemente dalla Terra. Obama ha messo il dito nella piaga: senza un “salto” di tecnologia, una “discontinuità” importante, la strada più sensata è delegare ai corrieri privati il servizio alla ISS, concentrando i pochi denari rimasti nella ricerca NASA su obiettivi più ambiziosi, che i privati non percorreranno mai per i troppi rischi di “buco” economico.
    Credere che manchi solo la volontà politica per raggiungere i risultati che si attendevano nelle previsioni degli anni 70 significa sognare. L’apparato militare consuma sicuramente risorse, ma queste non sarebbero mai riassegnate alla ricerca, nemmeno se si cancellassero gli eserciti istantaneamente.

  • # 9
    Andrea R
     scrive: 

    I soldi mancano, le risorse e le possibilità ci sono invece. Finchè si opera all’interno di un sistema economico di mercato la tecnologia non potrà mai essere ottimale.
    Basta pensare che se non ci fossero i soldi di mezzo sicuramente si potrebbero fare computer standardizzati, potentissimi e a prezzo basso, con migliore “economia” che fare dei prodotti scadenti e poi buttarli via dopo poco.
    Se non si sprecassero risorse in cazzate, avanzeremmo così tanto da impiegare anche il 25% della popolazione nella ricerca.

  • # 10
    Marco Milani
     scrive: 

    Io mi sono sempre chiesto , se è così impossibile e pericoloso viaggiare nello spazio esterno alle fasce di van allen come abbiamo fatto a farlonel 69 ?
    Forse obama non vuole andare sulla luna per paura di non trovarci bandiere piantate sopra.

  • # 11
    loregori63
     scrive: 

    Tutte le tecnologie che stiamo usando oggi e quelle che useremo fra 20 anni sono derivate dai programmi spaziali e militari degli anni 50-90. Speso solo che la ricerca possa continuare in altri modi, ma purtroppo la storia insegna che ci sono anche gli anni e i secoli bui e potremmo averne imboccato l’inizio.

  • # 12
    Alex
     scrive: 

    Se la smettessimo di fare guerre e iniziassimo a pensare al futuro probabilmente avremmo già colonizzato il sistema solare. Invece continuiamo a spendere soldi per qualche goccia di petrolio o per fazzoletti di terre mentre l’universo infinito ci sovrasta.

  • # 13
    fornost
     scrive: 

    La verità, semplificando, è che finché c’è stata la guerra fredda e la “corsa allo spazio” era vista anche e soprattutto per le ricadute militari c’erano finanziamenti da paura e salti tecnologici da paura. E l’uomo è andato sulla luna…

    Da quando è venuta meno la guerra fredda e la ricerca spaziale è diventata “solo” una necessità per la specie umana i budget si sono ridimensionati costantemente. E questo non solo in tempi di “crisi economica”, ma anche quando le borse e i mercati salivano (tipo in tempo di boom della “new economy”).

    E questo a me fa parecchio incazzare

  • # 14
    Tasslehoff Burrfoot
     scrive: 

    Mentre si discute sul futuro ci si dimentica di quanto il programma STS fosse essenziale per la sopravvivenza della ISS.

    Faccio presente che il 30 giugno scorso è stata inviata al direttore della NASA una lettera firmata da alcuni dei più illustri astronauti e partecipanti ai programmi spaziali USA (tra cui Neil Armstrong) per cercare di sensibilizzare la NASA su questo aspetto.
    Probabilmente sarebbe stato più saggio cancellare la recente ultima missione dell’Atlantis per mantenere in stand-by il programma STS, in modo da riservarsi un ultimo lancio in caso di emergenza o riparazioni particolarmente critiche o impossibili da effettuare dalla ISS.

    http://tomsastroblog.com/archives/8939

  • # 15
    Giove
     scrive: 

    Davvero non capisco questo entusiasmo per l’esplorazione umana dello spazio. A meno di ipotetiche rivoluzioni future nella conoscenza del mondo fisico, l’unica regione accessibile dell’Universo è il nostro piccolissimo Sistema Solare (la sola nostra galassia è fatta da 100 miliardi si Soli), che, aggiungo, a parte il pianeta Terra, è del tutto inadatto alla vita. L’idea di creare ambienti artificialmente abitabili e del tutto ipotetica, non ha alcuna prospettiva se non a lunghissimo termine (forse). Allora perché spendere montagne di soldi per portare l’uomo fuori dalla terra? Meglio spenderli per lo studio dell’Universo e l’esplorazione robotica del Sistema Solare. E aggiungo anche per l’educazione e la divulgazione scientifica. Con un budget infinitamente più piccolo si ottiene molto di più in termini di conoscenza. In questo senso, lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale non sono altro che la storia di un fallimento. Di questo fallimento non mi interessa molto, il problema è che i tagli riguardano anche la ricerca scientifica di base.

  • # 16
    carlo
     scrive: 

    Ma secondo voi,dal 69 ad oggi le tecnologie sono uguali? sono stati fatti passi da giganti,anzi,di più,ora,dico io,se ci sono davvero andati nel 69 (e secondo mè non ci sono mai andati)quando il computer piu potente era come un orologio da polso di adesso, mi spiegate tute le difficolta ad andarci ora?anzi,si parla di andarci nei prossimi 20 anni!!!vi spiego io il motivo,negli anni 60 non esistevano mezzi di comunicazione di massa (internet in prismis)quindi si poteva inventare tutto e coprirlo con la stessa facilità,con la certeza di non essere scoperti(almeno con un rischio basso), adesso sarebbe impossibile inscenare un’altra farsa come quella del 69,con internet e le persone mediamente super infarinate di tecnologie varie, verrebbero smascherati subito, se ci erano andati davvero nel 69 adesso ci potremmo andare tutti sulla luna partendo dal giardino di casa, l’uomo potrà davvero viaggiare nello spazio e non solo ruotare a qualche centinaio di kilometri sopra le nostre teste solo quando verra scoperto un sistema per generare l’anti gravità e degli scudi di protezione magnetici,con relativo motore a propulsione non chimica,bensi magnetica o ionica o similare.

  • # 17
    aeternal
     scrive: 

    carlo:
    A rigor di logica, se il tuo ragionamento è vero, allora proprio in virtù di questo “infarinamento tecnologico” dovrebbe risultare triviale smentire l’allunaggio. Ma non credo sia il caso, anzi, proprio grazie a queste moderne conoscenze ci sono ulteriori prove. Personalmente ho assistito ad una presentazione abbastanza convincente di Attivissimo. Non ho letto la versione pdf sul suo sito, ma presumo dia le risposte che lui citò nella presentazione. Il sunto è sostanzialmente che, inscenare effetti come lo spostamento della polvere, come anche il modo in cui schizza la polvere sotto le ruote del veicolo lunare, il senso della prospettiva (ricordo infatti che mostrò un video in cui uno degli astronauti si avvicinava ad una montagna. Apparentemente sembrava vicina, ma ci ha messo più di 15 minuti, forse anche 30, ad arrivarci quindi questo set doveva essere mostruosamente grande) ecc ecc . In ogni caso tutto ciò avrebbe richiesto una capacità tecnica probabilmente superiore all’allunaggio stesso. Quindi, ne sarebbe valsa la pena? Il problema è un altro. Riflettiamoci: perchè non tornare sulla luna? Diciamo che sia tornando che non tornando, i complottisti più accaniti avrebbero materiale su cui speculare. Per intenderci, tornarci ora sarebbe quasi un: “ora ce l’abbiamo fatta” quindi implicitamente negare la riuscita passata. Allo stesso modo, non andarci (qualsiasi sia la ragione) significa sottolineare ancor più la nostra incapacità di andare sulla luna.
    Permettimi di dire due parole sulla tua ultima frase. Però non fraintendermi. A parte il fatto che la propulsione ionica esiste già da dieci anni (intendo che è già stata sfruttata, a livello teorico immagino abbia anche mezzo secolo). Mi sembra però una frase molto ad effetto ma che sostanzialmente non dica assolutamente nulla. Tipo: “il futuro sono fucili ionici a fotoni catatonici”, carina come frase, quel che di futuristico e fantascientifico, incute potenza, ma ? Non serve a niente. Per dire sostanzialmente che non necessariamente bisogna passare ai paroloni da fumetto o da Ogame per poter andare sulla luna. In altre parole, per quale ragione è necessaria la propulsione magnetica, l’antigravità e tutto quello che hai detto per andare sulla luna? Che possano rivelarsi tecnologie particolarmente favorevoli (se esistono o mai esisteranno) al contesto spaziale possiamo essere d’accordissimo, però mi sembra che esageri. E’ come se dicessi: “Esisteranno macchine volanti solo quando l’uomo svilupperà il motore a ionizzazione plasmatica gamma due”. In altre parole: perchè mai? Che diavolo è un motore a ionizzazione plasmatica gamma due? E’ veramente un requisito o semmai una possibilità?

    Tornando all’articolo, un po’ a malincuore mi rincresce ammettere che questo riprova il fatto che la ricerca al giorno d’oggi è tanto più portata avanti, quanto più sono i vantaggi a livello bellico, o di mero prestigio piuttosto che economico. Ma non è solo la ricerca spaziale a soffrirne, ahimè è un trend abbastanza generalizzato. Forse un po’ di pausa sia necessaria, si tratta di progetti costosissimi e a lungo termine. Se lo Space Shuttle è durato trent’anni, possiamo supporre che bisogni avere una visione a lungo termine. In altre parole, il prossimo progetto (se mai ci sarà), dovrà essere talmente avanti da poter essere usato in modo convincente per diversi anni. Signori, non dimentichiamoci che parliamo di macchine dalla complessità a dir poco mostruosa. Non sono macchine che si producono diverse ogni 6 mesi perchè cambia la moda o perchè adesso è più fashion il muso color occhi di cammello africano piuttosto che le alette rosa trasgressivo. Credo e spero che questa pausa possa in un qualche modo favorire un “ritorno allo spazio” con più cognizione di causa e con un supporto tale da dare un futuro a questa scienza. Da scoprire c’e’ ancora molto, ma fin tanto che saremo legati al concetto “ricerca = mi arricchisco muahaha” allora c’e’ poco da fare, meglio rimanere sulla terra. Che la ricerca sia profondamente legata all’economia questo non lo metto in discussione, ma in futuro l’uomo deve imparare a ritagliarsi uno spazio di ricerca pura, fine a se stessa. Credo che invidierò profondamente le persone che potranno beneficiarne.

  • # 18
    n0v0
     scrive: 

    x Giove

    calma. Fallimento la ISS è un’ eresia, soprattutto per un ragionamento come il tuo.
    Al suo interno vengono fatti fior di esperimenti (ultimo è AMS, sull’ antimateria) in condizioni impossibili da replicare altrove, ovvero nell’ ambiente detto di microgravità. Inoltre vengono analizzate le risposte dell’ organismo a una permanenza prolungata in tale situazione.
    Quindi la Stazione Spaziale sta portando avanti quello che tu chiami “lo studio dell’ universo” e “la ricerca di base” ;-)

  • # 19
    n0v0
     scrive: 

    x carlo

    hai bevuto?

  • # 20
    Flare
     scrive: 

    Simpatica la vignetta.. e purtroppo è così.
    A proposito di immagini di non cambiamento, guardate questa:
    http://www.universetoday.com/87398/an-image-it-took-30-years-to-complete-father-and-son-at-first-and-last-shuttle-lauch/
    Stupenda. In 30 anni la passione di chi ama l’esplorazione spaziale è rimasta. :)

    Purtroppo senza soldi non si va da nessuna parte e neanche Colombo avrebbe fatto i suoi viaggi, se non fosse riuscito a trovare il suo “sponsor” ante litteram. Il programma Apollo non era finito, fu interrotto… E per chi dice che non ci siamo stati, ci sono ora perfino le foto scattate dalle ultime sonde lunari. Un laboratorio e osservatorio permanente sulla Luna non sarebbe affatto inutile, se poi col tempo nascesse una piccola industria lunare che consentisse di costruire la strumentazione (telescopi, radiotelescopi) direttamente in loco, grazie all’assenza di atmosfera e interferenze umane, gravità ridotta che rende più facile la costruzione di grandi strutture e, essendo in loco, la non necessità di fare missioni spaziali di manutenzione… gli osservatori terrestri e spaziali diverrebbero del tutto obsoleti.

  • # 21
    Giove
     scrive: 

    @ n0v0

    Quello che tu dici è vero, lo space shuttle è servito anche per esperimenti scientifici importanti, ultimo ASM per lo studio dei raggi cosmici, e prima l’Hubble space telescope e il Compton gamma ray observatory. Tuttavia la stazione spaziale non è essenziale per questo tipo di esperimenti, che possono essere fatti tramite l’utilizzo di satelliti artificiali con una spesa enormemente inferiore. E’ una questione di costi. Lo space shuttle e e la stazione spaziale internazionale trovano una “giustificazione” in termini di esplorazione dello spazio da parte dell’uomo. Per le altre cose ci sono altri strumenti, satelliti artificiali e sonde robotiche, decisamente meno costosi.

  • # 22
    dotlinux
     scrive: 

    Grazie alle sole missioni Mercury-Gemini-Apollo si contano oggi 5000 oggetti di uso comune che sono stati inventati o si sono evoluti grazie a questi tre programmi.
    C’era un elenco dettagliato su un vecchio numero di Science.

    Per non parlare della miniaturizzazione dei componenti.

    Poi vabbè, c’è chi ancora non crede che CI SIAMO andati (tutti, non gli americani cattivi, l’UOMO è andato sulla luna, lasciamo perdere la politica almeno su questo pezzo di storia).

  • # 23
    n0v0
     scrive: 

    x Giove

    si, in linea di massima sono d’accordo. Magari non al punto di bollare come inutili le missioni di volo e la stazione spaziale.. diciamo che servono tutti allo scopo! :)

  • # 24
    GiovanniX
     scrive: 

    Per raggiungere un obiettivo appetibile davvero, ovvero quel pianeta simile alla terra che dista da noi 20 anni luce, lo shuttle impiegherebbe 1.199.170 anni.
    Alla velocità della luce ci vorrebbero appunto 20 anni. Solo andando a velocità Smaco ci metteremmo 7,3 giorni. Fintanto che non avremo le tecnologie che ci permetteranno di andare a velocità Smaco, allora saranno solo soldi buttati, meglio sospendere tutto, abbandonare quel ammasso informe e inospitale che qualcuno chiama stazione spaziale e concentrarci sulla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e sulla scoperta di nuove leggi della fisica e della chimica!

  • # 25
    Giulio
     scrive: 

    Che dire? Io la vedo in modo piuttosto diverso, mi sembra di capire dai commenti, da molti di voi…

    Io credo che l’esplorazione spaziale sia ancora, in qualche modo, quel sogno e quel mistero che si è perso con l’arrivo della moderna scienza (non che rimpianga il medioevo)… Sappiamo oramai tantissimo del pianeta terra. Era giusto (anche grazie alla guerra fredda) guardare oltre.
    Cancellare oggi l’esplorazione dello spazio è un po’ come abbandonare l’avventura, il mistero, ciò che ci spinge a fantasticare su noi stessi, sul mondo in cui viviamo, su chi siamo e cosa facciamo.
    La guerra fredda era un mezz come un altro per guardare avanti.
    E questa è solo la parte romantica…

    Parliamo di scienza: invenzioni, scoperte, adattamenti e miglioramenti. Perfino il solare fotovoltaico che tutti conosciamo deve molto all’esplorazione spaziale.
    Mi chiedo: come si possono fare salti e progressi tecnologici senza spingersi oltre? E’ vero che non esiste un motore fotonico che possa spingere alla velocità della luce, ma se nessuno proverà mai a teorizzarlo e costruirlo non lo vedremo mai.
    Già nel XIX secolo un famoso fisico (mi pare, non ricordo esattamente chi fosse) sosteneva che nel suo campo non ci fosse poi molto da scoprire. Potremmo oggi dargli ragione?

    Tagliare la ricerca significa tagliare sulle possibilità future. Lo hanno già fatto i privati (che pretendono un ritorno economico oramai pressoché immediato quando valutano se proseguire una ricerca o no). Lo fanno ora pure i governi. Chi allora guarderà avanti e ci porterà avanti?

    Non si può (e lo dico da un po’ e non solo in questo ambito) collegare tutto al vincolo economico. C’è di più da considerare.
    E mi fermo qui perché penso che il mio pensiero sia chiaro… Ahimé troppo romantico, ma assolutamente in linea con gli insegnamenti della storia. Perché non si può guardare solo al breve periodo… legislatura, cosnsiglio di amministrazione, bilancio.
    L’uomo, la storia lo insegna, vuole sempre di più, si spinge avanti, esplora e scopre. E’ così che deve essere.

  • # 26
    Andrea2001
     scrive: 

    Dico la mia opinione da profano. Raggiungere la luna fu un obiettivo relativamente semplice e con un grande impatto mediatico e politico, cosa importante all’epoca. Le prossime tappe (marte? gli asteroidi?) sono missioni con una difficoltà esponenziale e forse non ha senso farle finché non ci sarà la tecnologia adeguata. La mia idea quindi è che sia necessario investire nelle tecnologie per i viaggi spaziali da sviluppare sulla terra per fare una missione umana quando saremo pronti.
    Nel frattempo continuare a mandare droni per esplorare il sistema solare.

  • # 27
    ECCE ALIEN
     scrive: 

    Per quale ragione dovremmo andare su corpi celesti lontani ed inabitabili? Forse per la stessa per cui andiamo a piedi sulla vetta dell’Everest? O per quella per cui andiamo a messa la domenica? Ragionare da piccoli babbei non ci serve, perchè vantaggi non ne possiamo trarre: svantaggi invece sì. Persino la Luna è già troppo lontana anche per scopi bellici, e allora non se ne farà niente di costruttivo. Invece macchine automatiche che proseguano l’esplorazione spaziale rappresentano il sistema migliore per lo studio della realtà, che non hanno bisogno di passeggeri umani da sprecare. Ma se inventeremo mai un veicolo spaziale con cui lanciare verso il sole tutti i preti ed i santoni del mondo, allora avremo fatto un piccolo passo per la scienza ed un grande passo per l’umanità.

  • # 28
    Notturnia
     scrive: 

    @ecce alien..

    spettacolare.. non credevo possibile fare flame anche sullo space shuttle.. ma cretinate come quelle che hai scritto tu mi fanno stare meglio..

    a volte basta poco per non sentirsi in fondo.. leggere il tuo commento mi ha fatto capire di essere almeno in penultima posizione :-D

    in merito al fatto di non essere andati sulla luna.. hehe.. mai usato un telescopio ?.. sarebbe facile dimostrare che ci siamo stati.. basta guardare la luna..

    ed ora speriamo che non ci si fermi.. vorrei vedere qualche altro pianeta prima di andare a concimare la terra..

  • # 29
    ECCE ALIEN
     scrive: 

    Quelli che non credono che gli americani siano stati sulla luna nel 69 sono sempre gli stessi che credono che un povero analfabeta di duemila anni fa sia risuscitato per intraprendere un lungo volo; sono sicuro che uno di quelli sia quello che mi ha dato del cretino: per questo non posso certo offendermi…

  • # 30
    francesco
     scrive: 

    L’autrice ha mai sentito parlare della MIR etc..? (http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale)
    Cosa c’entrano gli Space Shuttle con le stazioni spaziali è difficile comprenderlo, tanto più visto che gran parte del lavoro di “sostegno” alla ISS è svolto con le “vecchie” Soyuz. Se non proprio documentarsi, invece di fare un po’ di copia incolla di agenzie stampa, l’autrice poteva almeno ricordarsi una vecchia pubblicità televisiva dove un astronauta russo atterra in quella che ormai era diventata ucraina…

  • # 31
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Il lettore francesco potrebbe cercare, invece, di comprendere il contesto del post. Chissà cosa c’entra lo Shuttle con la ISS… mah….

  • # 32
    Tasslehoff Burrfoot
     scrive: 

    Gentile Francesco, cito testualmente:
    “The Space Shuttle fleet is the only spacecraft, now operating or under development, that is equipped with the airlocks, life support supplies and robotic arm needed to support the required two-person spacewalking repair crews. We believe the Space Shuttle fleet should be kept in service to provide the capability of independent repair spacewalks in the event that the International Space Station is crippled by a systems failure or accident. The Space Shuttles would also be available to support one or two logistics and science missions per year, provide unmatched capacity to return components and scientific experiments to Earth (with low gravitational loads on crew and cargo during reentry) and extend the reliability of space station operations with a Service Life Extension Program.”

    Firmato
    Christopher C. Kraft, Former Director of NASA Manned Spaceflight Center
    Scott R. Spencer, Transportation Management Consultant
    Robert L. Crippen, Pilot STS-1, Commander (STS-7, STS-41C & STS-41G)
    Frederick H. Hauck, Pilot STS-7, Commander (STS-51A & STS-26)
    Walter Cunningham, LM Pilot, Apollo 7
    Neil A. Armstrong, Commander, Apollo 11
    James A. Lovell, Jr., Commander, Apollo 13
    Eugene A. Cernan, Commander, Apollo 17
    Gene Kranz, Director of Mission Operations – Flight Director
    Tom Moser, NASA Space Station Program Director
    John W. Robinson, Chairman, Space Propulsion Synergy Team

    —-

    Ora io non sono un astronauta ne un dirigente Nasa con esperienza missioni spaziali, ma questi signori credo che ne sappiano un tantino più di noi in materia.
    Poi hai mai visto come sono le condizioni di volo e la capacità di carico della Soyuz?

  • # 33
    IRIS-T
     scrive: 

    Non ci sono più soldi questa è la verità. Gli USA hanno perso tempo nell’evoluzione delle armi, dei missili, caccia bombardieri e porta aerei es. la CVN-77 una portaerei gigante, un vero aeroporto degli oceani la quale porta il nome di George H.W. Bush (un guerrafondaio).A partire già dal 1998 le ricerche degli USA sono destinate nella creazione di nuove armi e….. NON NELL’EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI ESPOLRAZIONE STELLARE O NELL’EVOLUZIONE DEL TRASPORTO AEREO CIVILE, BASTI NOTARE LA DIFFERENZA DELLA CABINA PILOTI DI UN NUOVO BOEING DA TRASPORTO CIVILE E QUELLO DI UN AIRBUS.
    Il B-747 è un rottame che dal 22 gennaio 1970 ad oggi è ancora in servizio e ormai rimpiazzato dall’A-380. Per quanto riguarda l’esplorazione su Marte rimane l’unica più affascinante il progetto di tale esplorazione venne già consolidato alla fine del 1980.

  • # 34
    Alessandro Tesio
     scrive: 

    In effeti la crisi economica ha il suo peso in tali costose imprese.
    Mi è spiaciuto quando lo Shuttle fece l’ultimo volo. Ero ad Orlando in Florida quel giorno.
    Però è stato giusto pensionarlo: 30 anni per un qualsiasi mezzo di trasporto sono tanti. Se poi a questi si aggiungono le sollecitazioni legate al rientro dell’atmosfera e all’uscita della stessa… bè… la navicella doveva essere cambiata.
    Gli astronauti dovevano farsi il segno della croce tutte le volte che salivano sopra.

    Obama è un politico non certo lungimirante: il taglio alla nasa FORSE serve a non far spendere di più ma è da megalomani lanciare l’impresa sugli asteroidi. Abbiamo visto dove sono? Dopo Marte…
    Varrebbe davvero la pena tentare di colonizzare la Luna, vicina (si fa per dire) ben conosciuta e con potenziali estrattivi mica da ridere.
    Molti specialisti della NASA sono stati reintegrati in altri uffici: ne conosco uno che, dopo un breve periodo qui in Italia (Torino) adesso è a Washington.

    P.S. Questo articolo è un attempato: le transazioni internazionali sono tornate in dollari dato che l’euro non se lo fila più nessuno.

  • # 35
    Alessandro Tesio
     scrive: 

    un doveroso appunto: dire che le Stazioni Spaziali non c’entrano con lo shuttle definisce la solita posizione ideologico-politica di qualcuno (il 1989 per questi non è non mai accaduto).
    La MIR l’hanno messa insieme e dopo qualche anno è venuta già dopo svariati incendi. Materiali pessimi e scarsa tecnologia. Oltre alle numerosi morti ipotetitche che il buon socialismo-reale deve ancora rendere note.

    Lo Shuttle è stato FONDAMENTALE per la costruzione dell’attuale stazione: lo spazio volumetrico in esso contenuto per lo stoccaggio di attrezzature, la strumentazione consentivano di montare grossi pezzi dell’attuale stazione in pochi viaggi.
    Inoltre, in caso di difficoltà, aveva la possibilità di ospitare ben più di 3 persone come quella “500 Abart” della navetta russa.
    Adesso se succede qualcosa chi va a prenderli? E questo è un problema non indifferente.

    Lo sviluppo militare USA è stato esagerato ma di certo se non ci fossero culture GUERRAFONDAIE come quelle islamiche e cinesi (per le quali nessuno manifesta quando impiccano le donne o invadono il tibet) probabilmente non si sarebbe reagione di avere tante armi ;)

  • # 36
    attack
     scrive: 

    cosa ci vuole per dare una svolta a tutto questo? una minaccia aliena con una nuova guerra fredda.

  • # 37
    Pietro
     scrive: 

    Per il momento no. Il motore per andare su marte, NERVA X, era
    già stato testato più di 40 anni fa e da allora nè è passata
    di acqua sotto i ponti……

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