di  -  lunedì 4 luglio 2011

Anche quest’oggi, come anticipato la scorsa settimana, parleremo del Sistema Elettrico Nazionale, andando a vedere, nello scenario illustrato nel precedente post, quali risultano essere le fonti di energia primaria utilizzate ed il loro peso complessivo.

ENERGIA IN ITALIA – GLI IMPIANTI

Facendo sempre riferimento al 2009 (per la già discussa disponibilità di dati ufficiali completi) ed al gestore della rete, è possibile individuare la produzione energetica netta suddivisa per tipologia di fonte primaria e successivamente per tipologia di impianto di produzione.

La quota rinnovabile (20,8%) è composta dalle seguenti voci:

  • Idroelettrica – 52.843,3 GWh
  • Eolico + FV – 7.161,4 GWh

Totale Quota Rinnovabile: 59.122,5 GWh

La quota termoelettrica (65,7%) indicata nel precedente post viene raggiunta con il seguente mix energetico:

  • Gas Naturale – 143.051,4 GWh
  • Combustibili Solidi – 35.904,4 GWh
  • Altri Combustibili (Solidi) – 16.892,7 GWh
  • Petroliferi – 14.328,1 GWh
  • Gas Derivati – 3.596,5 GWh
  • Altri Combustibili (Gassosi) – 1.731,8 GWh
  • Vapore Endogeno – 5.051,8 GWh
  • Altre fonti – 581,9 GWh

Totale quota Termoelettrica:  221.102,7 GWh

Totale Energia: 281.103,3 GWh

Richiesta di Energia: 326.067 GWh

Importazioni: circa il 13.5%

Relativamente agli impianti termoelettrici è interessante valutare il consumo medio del combustibile utilizzato per la produzione di energia precedentemente indicata:

  • Gas Naturale – 28.634  milioni di metri cubi
  • Combustibili Solidi – 15.218 migliaia di tonnellate
  • Altri Combustibili (Solidi) – 14.789 migliaia di tonnellate
  • Petroliferi – 3.715 migliaia di tonnellate
  • Gas Derivati – 6.661 milioni di metri cubi
  • Altri Combustibili (Gassosi) – 1.289 milioni di metri cubi

L’andamento negli anni della percentuale di energia da fonti non rinnovabili è rappresentata nella seguente immagine:

(immagine tratta da Wikipedia)

Analogamente per la percentuale di energia da fonti rinnovabili:

(immagine tratta da Wikipedia)

Mentre per quanto riguarda le componenti mensili di energia elettrica dal 2008 al maggio 2011 si ha:

(immagine tratta da Wikipedia)

Per quanto riguarda la composizione del parco elettrico si possono individuare due principali categorie di impianti, ovvero quelli operanti con sola produzione elettrica e quelli con produzione combinata di energia elettrica e calore (sempre riferendosi alla produzione netta di energia, e senza distinguere per la tipologia di combustibile per semplicità):

1)Impianti con sola produzione di Energia Elettrica:

  • Motori a Combustione Interna – 2.366 GWh
  • Turbine a Gas – 473,2 GWh
  • Impianti a Vapore a condensazione – 50.573,3 GWh
  • Impianti a Ciclo Combinato – 62.716,7 GWh
  • Repowering di Impianti – 1.806,8 GWh

Totale 1): 117.936,0 GWh

2)Impianti con produzione di Energia Elettrica e Calore:

  • Motori a Combustione Interna – 3.717,9 GWh
  • Turbine a Gas – 3.756,5 GWh
  • Impianti a Ciclo Combinato– 83.140,5 GWh
  • Impianti a Vapore a contropressione – 2.404,3 GWh
  • Impianti a Vapore a condensazione con spillamento 4.549,7 GWh

Totale 2): 97.569,9 GWh

Totale: 215.504,9,0 GWh

Questa puntata sull’analisi del sistema elettrico nazionale termina qui, vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

24 Commenti »

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  • # 1
    Mortimer86
     scrive: 

    Questi articoli così corti sono come i piccoli bignè: uno tira l’altro e non ti saziano :).

    Comunque si sa a cosa sia dovuta la perdita di oltre 10 punti percentuali dell’idroelettrico >10MW nell’ultmo ventennio?

    Inoltre, vista l’inversione di importanza del gas rispetto al petrolio, adesso capisco perchè tutte le volte che la Russia chiude i rubinetti del gas, ci sia una certa agitazione.

    [OT] La nostra dipendenza dal metano è emblametica per un paese “alla canna del gas” :( [/OT]

  • # 2
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Mortimer86

    Un po’ per il poco tempo a disposizione (ma in generale per scrivere un post impiego parecchie ore tra scelta del materiale, sviluppo dell’argomento su più post e scrittura vera e propria) ed un po’ perché se scrivo tutto insieme il post non potrebbe fare altro che sfiorare un argomento senza mai approfondirlo, i post risultano abbastanza compatti… (e poi così tirano come bignè ;-) )

    Andando sulla domanda che poni, se esamini solo il diagramma (in effetti ora mi rendo conto che qualche dato in più non sarebbe stato male per completare il quadro) puoi farti un’idea sbagliata trattandosi di una percentuale… in realtà l’energia prodotta con l’idroelettrico tra 2008 e 2009 è aumentata, ma proporzionalmente il contributo delle altre fonti rinnovabili ne ha ridotto il suo peso in percentuale, non in assoluto.

    La considerazione sul gas poi è cosa ormai ben nota, e tale problema è accentuato dal fatto che tra Ucraina e Russia spesso ci sono attriti, e l’Ucraina è la porta principale del gas naturale in Italia (quando Galsi sarà pronto avremo una linea anche con l’Algeria attraverso la Sardegna)

  • # 3
    Notturnia
     scrive: 

    in merito all’idroelettrico la perdita di energia prodotta (e non di potenza) dipende da vari fattori.. inghiaiamento delle dighe e riduzione della piovosità media nonchè della neve “stoccata” in inverno…

    inoltre.. molti bacini hanno l’obbligo di fornire l’acqua alle coltivazioni anche in assenza di piovosità e questo fa perdere acqua.. e quindi energia elettrica.. etc..

    la dipendenza dal metano è un fattore fortemente accentuato dalla presenza di associazioni falsamente “ecologiste” che hanno ritardato di oltre 15-20 anni la realizzazione di rigassificatori e altri gasdotti.. questo sta causando un incremento di prezzo del metano da 20-23 c€/Smc di aprile 2010 agli attuali 30-35 c€/Smc.. purtroppo essere dipendenti da un mix ristretto di fonti è deleterio.. specie se il metano lo prendi da stati poco propensi alla stabilità politica..
    e qua mi fermo :D

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    p.s. il mio discorso sull’idroelettrico e la perdita della produzione energetica non è valido per tutte le centrali idroelettriche..

    ci si deve ricordare che quando si ha a che fare con sole, vento, acqua etc.. madre natura decide.. e non le esigenze umane.. l’acqua inoltre ha un regolamento regionale che spesso varia molto da concessione a concessione di sfruttamento..

  • # 5
    Ram
     scrive: 

    dato che tutti i diagrammi sono di tipo percentuale non rende a volte l’idea dei rapporti che ci sono con i consumi che variano nel tempo
    notando il secondo e il terzo post la percentuale del fotovoltaico sta incrementando a parte il costo della posa e della sua dipendenza tempo atmosferico
    quanto impatta nelle importa di combustibili
    ci sono previsioni o calcoli sul impatto negli acquisti dei combustibili
    e sulle tecniche dell’immagazzinamento dell’eventuale energia in surplus
    a parte i sistemi a batteria

    certo sull’altro post si parlava di 16 miliardi spesi in panelli
    l’unica cosa che mi dispiace e che la maggior parte serva per acquistare panelli dall’estero
    Se la maggior parte dei panelli fosse prodotta in Italia per me questa attività potrebbe aumentare l’occupazione ma invece si e creata aziende di installazione o al massimo di assemblaggio dei componenti

  • # 6
    bobkelo
     scrive: 

    #Ram

    Ciao,
    provo a tranquillizzarti sulle spese con alcune
    mie considerazioni maturate in questi mesi dalle
    discussioni qui di AD

    1)al momento attuale gli incentivi impattano meno
    che in passato, ed è previsto che verranno diminuiti
    ancora negli anni man mano che scendono i costi degli
    impianti fino a scomparire, chi teme “uno sperpero”
    spesso ragiona con le cifre degli anni precedenti,
    incentivi alti e costi FV anche 5 volte più di adesso.

    2) considera che una buona parte degli incentivi
    è recuperata con la tassazione dell’indotto del settore,
    (mi pare che venga attivato un fatturato indotto
    dell’ordine di 10 volte gli incentivi,
    questo in economia è pari quasi a un miracolo).
    Un’altra parte più piccola pare che la recuperiamo
    noi utenti in bolletta dalla calmierazione
    dei prezzi dell’energia nei momenti di picco
    dovuta all’intromissione di energia dagli impianti FV.
    In altri articoli ho postato analisi che per il 2010
    e anni futuri vedono un saldo economico zero o persino
    positivo per lo stato considerando alcuni indotti.

    3) aggiungiamoci che anche le altre tecnologie
    hanno spesso delle robuste sovvenzioni statali
    (spese per partecipazione dello Stato alla realizzazione
    dell’impianto o allo smantellamento a fine vita,
    realizzazione opere di infrastruttura, eventuali
    oneri di compensazione ai territori locali,
    contributi per tecnologie finto rinnovabili, ecc.)
    che però non sono pubblicizzate o evidenti o conteggiate
    nel costo del kwh prodotto, salvo poi essere scaricate e occultate già da molti anni per benino nella nostra
    bolletta di utenti o nel bilancio statale.

    4) certo rimane un po’ di amaro pensando che
    anche se lo stato non ci rimette, una parte
    degli incentivi va ai produttori esteri di silicio.
    A riguardo mi pare di aver capito (sole24ore) che il costo
    dei soli pannelli è il 45/50% del costo dell’impianto nel
    caso di impianti piccoli. Nel caso di pannelli fotovoltaici
    assemblati in italia con celle di silicio prodotte
    all’estero scendiamo poi credo ad un 30% dell’incentivo
    che va ai produttori esteri delle celle, il resto resta qui.

    5) Sto sperando abbia successo il progetto di ST microelectronics di creare nel sud italia un grande
    stabilimento per produrre massicce quantità di celle
    fotovoltaiche di qualità per fare una concorrenza seria
    ai produttori tedeschi senza complessi di inferiorità.
    Tra l’altro mi pare una parte dell’investimento
    sarebbe pagato da fondi europei, per cui doppio guadagno.
    Ci sono lungaggini e trattative, temo che la relativa serietà
    di ST e le logiche da rubapolli clientelari dei nostri
    politici non vadano molto daccordo,speriamo si accordino.

    6) Altro esempio di tentativo italiano di buttarsi
    nella mischia ed eccellere, incredibilmento fermo, un
    brevetto per produrre il silicio di grado solare a basso
    costo e usando meno energia (minore impatto ambiente):

    http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/4157-fotovoltaico-il-silicio-piu-puro-del-mondo-lo-fanno-a-ferrara-ma-nessuno-lo-sa

    per chi si incuriosisce consiglio di andare poi direttamente
    sul sito di questa società dove spiegano molti dettagli.

    Al solito mi scuso per la lungaggine. Saluti!

  • # 7
    Ste
     scrive: 

    @Ram
    “sulle tecniche dell’immagazzinamento dell’eventuale energia in surplus a parte i sistemi a batteria”

    Allo stato attuale, l’unico modo sensato per immagazzinare energia è usando impianti idroelettrici: di notte si pompa l’acqua al bacino superiore, di giorno (picco di richiesta) si fa fluire l’acqua verso valle producendo energia elettrica. Se non ricordo male si perde circa 1/3 dell’energia. L’energia immagazzinabile in questo modo è limitata dalla capacità dei bacini.
    Le batterie non possono fare niente a livello di sistema elettrico nazionale, al massimo possono essere usate per alimentare alcuni carichi.
    In pratica, trascurando il contributo dell’idroelettrico di pompaggio (che abbiamo detto essere limitato), istante per istante la produzione deve essere pari alla richiesta di energia elettrica (+ perdite).

    @Notturnia
    “purtroppo essere dipendenti da un mix ristretto di fonti è deleterio.. specie se il metano lo prendi da stati poco propensi alla stabilità politica..
    e qua mi fermo :D”
    Stavo già immaginando il seguito :) …
    Però hai fatto bene a fermarti, credo che avresti potuto causare un lunghissimo OT…e magari una “war”

  • # 8
    Notturnia
     scrive: 

    @Ste lavoro nel settore .. da un po’.. il bis-nonno ha iniziato nel… e chi se lo ricorda.. 1930.. su o giù di li..

    cmq in sicilia partirà uno stabilimento enel-sharp (se non ricordo era sharp il partner..) per fv.. e spero tanto che si segua presto la strada spagnola per il solare.. e non questo coso qua.. le sovvenzioni costano care nelle bollette italiane.. e se qualcuno l’ha notato da gennaio c’è una novità in bolletta.. o era da novembre,.. non ricordo.. la MPE.. Modulazione Produzione Eolica.. nuova “tassa” nelle bollette.. hehe.. purtroppo green costa.. dovrebbe costare circa 5 €/MWh alla lunga.. ma cmq.. male che vuole non duole..

    una cosa forse non è stata detta.. la richiesta di energia italiana.. reperibile facilmente da http://www.mercatoelettrico.org da dove si evince il peso della crisi (2008 e seguenti) ed il motivo per cui il fv+eolico pare cresca bene.. a percentuale.. 1. obbligo di acquisto da gse.. 2. calo consumi.. cmq.. vedremo quando si torna a consumare.. 2013..

    e ora faccio le valige per la spagna :-D Endesa arrivo..

  • # 9
    Ste
     scrive: 

    @Notturnia

    “@Ste lavoro nel settore […]”
    Scusa ma non ho capito cosa intendi dirmi.
    Per chiarire, il seguito che mi immaginavo per il tuo precedente post riguardava tecnologie generalmente osteggiate dalla popolazione, per questo genererebbero una guerra tra pro e contro e quindi un lungo OT

    “e spero tanto che si segua presto la strada spagnola per il solare”
    Posso chiederti a cosa ti riferisci?

  • # 10
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Ste

    Penso proprio si riferisca al termodinamico, i cui vantaggi rispetto all’analogo FV sono facilmente comprensibili anche dai vari post che presentai in rubrica a riguardo

  • # 11
    joe.vanni
     scrive: 

    Fabbrica fotovoltaico Sharp-STS microelectronics-Enel
    Temo che questa tecnologia a tripla giunzione, sviluppata da Sharp, quando questa fabbrica arriverà in produzione, sarà già obsoleta, a meno di un miglioramento.

    Infatti la resa annunciata (e poco pubblicizzata..) a suo tempo era intorno al 9%, che è un passo avanti rispetto al silicio amorfo, che ha rese del 6-7%, ma inferiore ad altri film sottili già in commercio che rendono 11, 12 o 13 % e con ricerche che stanno progredendo velocemente verso rese ben più alte

    Vorrei sbagliarmi e mi dispiacerebbe molto per la Sicilia e per la STS.. se ci viene sbolognata una tecnologia perdente
    Dalla Sharp che fino a tre anni fa era leader mondiale del settore FV, mi sarei aspettato qualcosa di più. Ma anche i manager italiani che hanno fatto questo accordo..

  • # 12
    eugenio
     scrive: 

    @joe.vanni

    uhm.. penso che sti facendo un po di confusione tra la tecnologia a film sottile destinata ai pannelli solari econimici e a bassa potenza (quella si con una resa intorno al 8/9%) e quella a film sottile a tripla giunzione che invece, in fase sperimentale (e quindi con tutti i benefici del dubbio visto che i dati si riferiscono a test di laboratorio comunque confermati da un organismo di certificazione indipendente) già nel 2009 aveva raggiunto una resa del 35,8% (link alla notizia: http://www.sharp-world.com/corporate/news/091022.html )

    Al di la del fatto che queste rese, per me, in condizioni di normale utilizzo un povero cristiano se le può tranquillamente sognare… resta il fatto che la tecnologia a tripla giunzione (vieppiù pure questa in continua evoluzione), permettendo di sfruttare un più ampio arco dello spettro solare, è al giorno d’oggi una delle migliori e più efficenti presenti sul mercato.

    Certo è un pochino (tanto) costosetta ma ha dalla sua un’alta resa (circa il 20% in più rispetto a quelli tradizionali) ed una estrema versatilità. Per questo tipo di pannelli sono infatti disponibili sul mercato anche delle vere e proprie tegole o dei pannelli strutturali coibentati che vanno a sostituire completamente il tetto conservandone al contempo la calpestabilità.

    P.S: a scanso di equivoci; io questo tipo di pannelli solari non li vendo ma semplicemente, trovandomi nella sciagurata posizione di dover rifare a breve il tetto di casa e volendo nel contempo installare dei pannelli fotovoltaici ho iniziato a prendere in considerazione queta opportunità e ad informarmi un pochetto.

    Comunque, nell’illusione di riuscir a pigliare i classici due piccioni con una fava (installazione dei pannelli solari risparmiando nel contempo sulla spesa del tetto nuovo) attendo con impazienza l’inizio della produzione “italiana” di questo tipo di pannelli… sempre che i preventivi siano poi alla mia portata :x

  • # 13
    bobkelo
     scrive: 

    L’articolo mi ha incuriosito a cercare la situazione
    aggiornata al 2011 della nostra produzione elettrica:

    http://mondoelettrico.blogspot.com/2011/06/in-crescita-i-consumi-elettrici-in.html

    Nella pagina linkata interessanti gli ultimi due grafici:

    1) produzione dal 2009 al 2011 da “rinnovabili e assimilate”
    il cosidetto e famigerato gruppo “CIP6″ (rinnovabili vere +
    molti inceneritori e impianti che brucianano un po’ di tutto,
    da biomasse a scarti di raffineria).

    Nota sul “CIP6″:

    da circa 20 anni ci costa in sovvenzioni/incentivi
    circa 3 miliardi all’anno (finora quasi tutti destinati
    appunto a finanziare truffaldinamente inceneritori
    e bruciatori di un gruppetto ristretto di società furbette); all’appello delle sovvenzioni poco pubblicizzate mancano
    poi ancora circa 500 milioni ogni anno destinati alla Sogin
    per la conservazione delle scorie, la sorveglianza delle nostre centrali nucleari dismesse e oneri compensazione.

    2)grafico produzione dal 2009 al 2011 delle sole rinnovabili
    vere: Geotermico, Eolico, Fotovoltaico, Idroelettrico
    (attenzione che questo grafico ha due scale a dx e sx,
    a dx è per l’idroelettrico, che ancora predomina)

    Nota sul FV:

    La produzione da FV dopo il 2009 pare in fase di
    crescita esponenziale, a primavera 2011 pare aver
    raggiunto l’eolico e superato il geotermico.
    Prima c’è anche un grafico con l’andamento mese per mese
    dei consumi, il picco (+20%) è a Luglio (e immagino
    nelle ore diurno), cioè in un mese molto soleggiato..

    Parrebbe che, termico o fotofoltaico, un po’ di solare,
    (ragionando per i prossimi anni anche oltre al 10%
    della produzione) integrato con le fonti tradizionali,
    torni proprio a fagiulo per dipendere meno da carburanti
    o energia comprati all’estero, calmierare i prezzi di picco,
    e non costruire impianti in sovrannumero che poi servano
    quasi solo nelle ore diurno del periodo di picco estivo.

    So già cosa mi diranno gli scettici:
    “e se dopo aver installato 10% di solare un giorno
    fa nuvolo/pioggia su tutta italia contemporaneamente
    e manca un 5% di energia dal solare? ”
    Be..immagino che sia meglio comprare più energia o
    bruciare più carburanti per alcuni giorni all’anno
    che farlo molto più spesso..come disse Catalano :)

  • # 14
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non ti seccare, ma se da anni paghiamo il conto del nucleare SENZA TRARNE ALCUN VANTAGGIO non è certo colpa del nucleare, ma di quelli che hanno votato a quel referendum più di 20 anni fa che hanno costretto i governi a fermare gli impianti.

    Non è certo il segreto di Pulcinella il fatto che in Italia ci fossero già delle centrali, che tra l’altro hanno molto contribuito alla nostra crescita dal dopoguerra.

    L’Italia si scopre anti-nuclearista a scoppio ritardato, pagandone le spese senza nemmeno sfruttare l’esistente (e già pagato).

    Direi che se di colpa dobbiamo parlare, è sicuramente a carico degli italiani. Gente che dimostra al momento del voto la proverbiale “furbizia”…

  • # 15
    Cesare
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    > Non ti seccare, ma se da anni paghiamo il conto del nucleare SENZA TRARNE ALCUN VANTAGGIO non è certo colpa del nucleare, ma di quelli che hanno votato a quel referendum più di 20 anni fa che hanno costretto i governi a fermare gli impianti.
    Mi sembra la frase tipica degli adolescenti: “non sono io che sporco, è che tu vuoi pulire tutti i giorni”. ;-)
    I costi ci sono perché la tecnologia in oggetto ha scorie pericolose per millenni, intrinsecamente e per gli impatti potenziali se cadessero in mano a terroristi (non parlo di costruirci armi atomiche, ovviamente, solo di minacciare contaminazioni con attentati).
    Se gli impianti fossero rimasti in produzione avremmo avuto ancora più scorie, a parte il rischio di incidenti durante le fasi di produzione, che in questo contesto mi sento di ignorare.
    Aver caricato i costi del rinnovabile degli oneri di impianti come gli inceneritori è invece servito al solito gioco dei politici furbetti che procurano favori agli amici sostenitori, finanziando alcuni e mettendo in cattiva luce i concorrenti. Certi titoli di giornale sul costo delle rinnovabili sono tanto ignoranti da non poter essere che di parte, visto che assomigliano a chi si lamenta della fatica dell’igiene personale e al costo del sapone. Ancora una volta, frasi da adolescenti, non da “furbetti”, nella migliore delle ipotesi.
    Andate a leggere con che scenario di sviluppo energetico e di mobilità si stanno organizzando alcuni giganti produttivi internazionali come Siemens. Per es. stanno progettando di trasformare il parco macchine elettriche fermo in parcheggio in enormi campi di batterie per compensare i picchi della rete, sfruttando un investimento (parco veicoli) per un doppio utilizzo senza doppio onere. Non so se potrà funzionare, ma dimostra che a volte le idee possono cambiare le regole del gioco tanto quanto una nuova tecnologia fantascientifica.

  • # 16
    Ste
     scrive: 

    @Simone Serra
    “Penso proprio si riferisca al termodinamico”
    È quello che penso anche io, volevo la conferma

    @Cesare
    “I costi ci sono perché [ecc]”
    Quello che intende Cesare di Mauro è che se le centrali avessero continuato a funzionare, durante la loro vita avrebbero permesso di accantonare i soldi necessari al decommissioning e alla gestione delle scorie.
    Per gli incentivi alle rinnovabili e ASSIMILATE, certo è abbastanza vergognoso chiamarli “incentivi alle rinnovabili” e poi usarle per fonti non rinnovabili. Però qualche vantaggio l’ha portato: per esempio sono stati costruiti impianti di gassificazione dei residui di raffineria, in questo modo gli scarti della lavorazione del petrolio vengono usati per produrre energia elettrica anziché finire chissàdove…di certo però non ha a che fare con le rinnovabili. Però consente un migliore sfruttamento delle materie prime.

  • # 17
    joe.vanni
     scrive: 

    @ eugenio

    Non credo proprio di essere io a fare confusione..

    http://paroleverdi.blogosfere.it/2008/07/il-nuovo-modulo-della-sharp-presentato-in-occasione-del-g8.html

    Per l’ efficienza poi andrebbe specificato se si tratta di quella della superficie “di apertura” oppure quella del modulo -che ci interessa maggiormente- che sarebbe 1-2% in meno. Bisognerebbe avere delle specifiche di catalogo del modulo per valutarne il reale valore.

    Il link che hai citato si riferisce a una tripla giunzione costosissima, quindi utilizzabile per usi satellitari o per il fotovoltaico a concentrazione, non certo per il residenziale.

    Qualche ragguaglio lo trovi negli articoli che a suo tempo ha fatto Simone Serra, l’autore, sull ‘argomento fotovoltaico.

    Senza dilungarmi, essendo OT (e per questo mi scuso, ma volevo rettificare alcune notizie incomplete o imprecise)

    Ribadisco che la fabbrica STMicroelettronics-Sharp, che arriverà in produzione se va bene tra un anno , parte molto svantaggiata. Già ora Sharp produce questo prodotto in Giappone.

    Si era iniziati a parlare nel 2008 di questa iniziativa ed allora poteva avere ancora senso, mentre ora ci sono altri film sottili più concorrenziali, e il silicio amorfo si sta ritagliando nicchie di mercato solo nel BIPV (building integrated photovoltaic), ma pure lì diventa importante l’efficienza.

  • # 18
    The3D
     scrive: 

    Ringrazio dio che per una volta (anzi per due, non si capisce perchè un popolo che si sia gia’ pronunciato una volta su un argomento debba pronunciarsi di nuovo…ma divago) il popolo italiano abbia mostrato la sunominata “furbizia”. Gia i nostri mari sono pieni di scorie e dio solo sa cosa hanno buttato dentro (se credete alla prestigiacomo e all’indagine ridicola che hanno fatto l’anno scorso, provate a farvi un giro sulle zone costiere tirreniche e a parlare con i pescatori, o a fare un giro in spiaggia quando c’è mare mosso..potrebbe capitarvi un bel bidone semicorroso pieno di materiali esausti tra i piedi) non oso immaginare cosa avrebbero combinato 30 anni fa se avessimo continuato sul nucleare. Se la tecnologia ci costa tanto e non ha ripianato i costi, magari la colpa non è del popolo ma forse della nostra cara classe dirigente che non ha pianificato uno switchoff adeguato…o no?

    Premesso che non sono contro la tecnologia in se (anche se gli ultimi avvenimenti mi hanno fatto cambiare parzialmente idea) ma in un paese in cui interi paesi crollano per una scossetta di grado 5 della richter, non la considero nemmeno.

  • # 19
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ The3D

    Che in Italia i paesi crollino per una scossa del 5° grado Richter o che si costruiscano case sin dentro un vulcano è qualcosa di ben differente dal fare bene altre cose… con questa logica in Italia non dovrebbe resistere od essere fatto bene nulla e quindi noi dovremmo vivere in fatiscenti abitazioni che cadono a pezzi perché il cemento è di scarsa qualità, i ponti dovrebbero essere tutti a rischio, le navi bucate, gli aerei con le ali tarpate ecc ecc ecc… se guardiamo la realtà, tutto ciò accade e giustamente viene segnalato, ma non mi sembra che tutto sia così.

    Sul discorso switch off, nucleare SI/NO e pronunciazioni popolari (e non vedo perché l’essersi pronunciati una volta implichi che per il futuro debba restare tutto invariato… il referendum vale 5 anni… evidentemente è previsto al suo interno un limite fisiologico oltre il quale tale decisione possa venire ridiscussa, mi sembra una forma di libertà)spero sia l’ultimo OT perché questo discorso sta diventando stantio

  • # 20
    The3D
     scrive: 

    @simone

    Onestamente, io di cose fatte bene in italia ne vedo veramente poche. Le strade sono pessime e costosissime, le citta’ sporche, vecchie e non a misura d’uomo (almeno le + grandi) i trasporti pubblici sono pessimi, e se è vero che gli aerei non hanno “le ali bucate” non voglio nemmeno provare a verificare quanti sprechi negli ultimi 30 anni ci sono stati sul trasporto aereo. In definitiva, si ci sono veramente poche cose che funzionano in italia e fortunatamente non abbiamo (e non avremo) altre scorie nucleari sul groppone oltre a quelle che gia’^abbiamo.

    L’OT non sono stato io a tirarlo in ballo, ma onestamente la saccenza dei presunti furbi + furbi degli altri mi da un po fastidio.

  • # 21
    Saccente
     scrive: 

    @The3D
    “fortunatamente non abbiamo (e non avremo) altre scorie nucleari sul groppone oltre a quelle che gia’^abbiamo.”

    Visto che insisti sull’argomento: sai che tra pochi anni queste quelle che chiami “scorie” verranno chiamate “combustibile”?

  • # 22
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ The3D

    Sul funzionamento delle cose abbiamo opinioni discordanti, abbiamo di certo tanti problemi, ma non mi pare ci sia tutto questo scatafascio nelle cose fondamentali… ho vissuto anche all’estero e le cose, dopo i primi mesi nei quali tutto sembra perfetto, si mostrano per quello che sono, ovvero non così perfette come spesso crediamo…

    fortunatamente non abbiamo (e non avremo) altre scorie nucleari sul groppone oltre a quelle che gia’^abbiamo.

    Su questo mi spiace contraddirti… perché di queste scorie se ne producono anche per usi non legati all’energia nucleare, senza dubbio una quantità esigua rispetto ad essa, ma comunque non nulla, ed anche per essa serve un adeguato deposito…

  • # 23
    Nicola
     scrive: 

    Guardate che la maggior parte delle centrali nucleari italiane non sono “spente”, hanno solo staccato le turbine per fare l’energia elettrica dalla rete di distribuzione….

  • # 24
    bobkelo
     scrive: 

    Spero abbastanza a tema, completo quanto detto sul CIP6
    al commento #13 con dati più precisi.

    Quota media incentivi CIP6 negli anni 2001-2009:
    – 5,2 miliardi di euro all’anno (46,5 totali)
    (non sono inclusi i 400-500 milioni annui per Sogin,
    credo da pagare per 50 anni totali di attesa, poi seguiranno le
    spese vere di inizio smantellamento impianti e confinamento scorie;
    il contributo per l”interrompibilità” Enel per grandi utenti;
    ..e di sicuro sfugge ancora qualcosa all’appello..)

    Quota media incentivi CIP6 caricata in bolletta:
    – circa 50% ovvero 2,6 miliardi all’anno (se ho
    capito bene l’altro 50% è recuperato dalla vendita
    dell’energia prodotta o in parte caricato sullo Stato)

    Anno 2006:
    – 622 milioni per “rinnovabili vere”
    (idroelettrico, geotermico, eolico, solare)
    – 5,5 miliardi per le “assimilate” !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (inceneritori, bruciatori sostanze varie, ecc.)

    Anno 2007:
    – 440 milioni “rinnovabili vere” – 4,8 miliardi “assimilate”

    Anno 2008:
    – 1,4 miliardi “rinnovabili vere” – 4 miliardi “assimilate”

    Anno 2009:
    – 1,2 miliardi “rinnovabili vere” – 2,9 miliardi “assimilate”

    Anno 2010 (da verificare):
    – 1,5 miliardi “rinnovabili vere” – 2 miliardi “assimilate”

    La tendenza è di mantenere costante la spesa annua totale
    ma a partire dal 2008 è in rialzo la quota per
    le rinnovabili vere (crescita eolico e fotovoltaico)
    a scapito delle “fonti rinnovabili assimilate” .
    A scapito forzato!! Perché la volontà politica
    di fermare la truffa non c’era, da anni spuntano
    sempre vari decreti furbetti per le concessioni
    a “proroghe”, “emergenze”, impianti “rinnovati”.

    A me pare che senza la scossa imposta dalle rinnovabili
    probabilmente staremmo ancora “cornuti e mazziati”
    pagando oggi la stessa cifra annua di 5 miliardi
    ma quasi tutti ai gestori di impianti “assimilati”,
    con scarso ritorno ambientale e socioeconomico.
    (?? tipo pagare i giocatori dell’Inter ??)

    Nel 2011 mi aspetto che (per fortuna) almeno il 50%
    degli incentivi vada in “spesa-investimento utile”
    in rinnovabili vere e nel 2012 anche di più,
    e che di pari passo scenda forzatamente la quota
    “spesa-spreco truffa” per le fonti “assimilate”.

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