di  -  lunedì 14 aprile 2008

televisioneLa Rai ha annunciato che in alcune zone d’Italia [Roma, Torino, Milano, Valle d’Aosta e Sardegna] sarà possibile seguire i prossimi campionati europei di calcio anche in alta definizione, grazie al digitale terrestre. Non sarebbe corretto dire che questa possibilità è offerta in maniera del tutto gratuita, ma in un certo senso è così, se si considera che l’unica altra possibilità di godere dell’alta definizione è grazie al satellite, che comporta la sottoscrizione di un abbonamento.
Perché allora non ce la sentiamo di abusare del termine gratis per il digitale terrestre Rai?

Semplicemente perché a quanto pare, la maggior parte dei decoder finora immessi sul mercato, immessi nel senso più letterale del termine, visto che sono stati spinti grazie a finanziamenti statali, quindi in parte pagati coi soldi dei contribuenti, non sono abilitati a ricevere il segnale in alta definizione [HD].

Se uno Stato utilizza i propri fondi derivanti dalle tasse per promuovere una tecnologia, convinto che questo sia nell’interesse dell’intero Paese, mi pare quantomeno scontato che si assicuri almeno per un certo periodo iniziale di tempo di poter trarre dei benefici da offrire a tutti i cittadini, sotto forma di servizi a disposizione di tutti. Chi sta lucrando invece, oggi, grazie al digitale terrestre? Principalmente una società il cui proprietario è l’allora Presidente del Consiglio – e forse anche futuro visto che sono in corso le elezioni – o comunque membri del suo nucleo familiare.

Ora l’Adiconsum, associazione dei consumatori, denuncia la Rai per il mancato rispetto del contratto di servizio, in parte a ragione, visto che, come la stessa associazione evidenzia:

La RAI inoltre, con atteggiamento discriminatorio, esclude invece il satellite, tecnologia che da tempo usa l’alta definizione e permette l’acquisto di decoder appropriati.

Però siamo di nuovo al punto di partenza, si attacca la Rai che alla peggio paga per tutti, invece di valutare un piano di sviluppo tecnologico che si basi sull’effettivo apporto di innovazione, ed utilità per l’utente. Si insegue la tecnologia senza l’opportuna programmazione, accecati dal miraggio di nuovi business, e intanto Pantalone paga.

[photo credit: CraigPJ]

11 Commenti »

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  • # 1
    AlessioF
     scrive: 

    Il bello è che tuttora di decoder HD non ce ne sono sul mercato. In arrivo dicono alla MW, OK, bene ma tuttora non ci sono.

    Dove è l’innovazione? Forse recitava bene una pubblicità (Ford?): la tecnologia è utile quando è per tutti e costa poco. Ma in questo caso non vale.

    Ah fra un po’ televisori nuovi con decoder DTT HD…

  • # 2
    davide
     scrive: 

    alessioF, quella frase l’ha detta Henry Ford circa un secolo fa….

  • # 3
    Giulio P
     scrive: 

    Mah io non parlerei di lucrare, dal momento che cmq viene dato un servizio come appunto viene detto.

    Il problema è per l’appunto la mancanza TOTALE di concorrenza, la Rai che fa?

  • # 4
    Lorenzo
     scrive: 

    Se il digitale terreste, comunque inutile che sia LD o HD, deve essere diffuso per dare al vulgo il solito pane et circensem (leggi calcio, ma pure tutta l’altra spazzatura come GF e soci), allora tanto vale rimuoverlo!

    Se le associazioni consumatori fossero gestite da persone intelligenti, si sarebbero preoccupate di valutare gli sforzi per la diffusione di tale servizio, la quantità (pluralità di informazioni come si diceva all’inizio) ma soprattutto la QUALITA’. Avrebbero così appurato che il servizio è scadente, e l’acquirente premium un pantalone beota.

    Ma viviamo in Italia, un bel paese purtroppo abitato per il 51% da pecoroni, almeno stando alle scorse elezioni, e quindi continueremo a farci del male…

    Ah, spero di sbagliarmi, ma con queste elezioni dovremmo tutti cambiare almeno 2 o 3 decoder DTT perché ZioPaperone deve preparare la dote dei figli visto che dovranno sposare delle precarie… (nel pieno rispetto delle promesse elettorali)

  • # 5
    Frank
     scrive: 

    Ma no, non ti preoccupare, al peggio andremo a rubarli in qualche centro commerciale al grido di “Esproprio proletario!”.
    D’altronde è il consumismo che ci costringe,noi che colpa ne abbiamo….

  • # 6
    Ilruz
     scrive: 

    A casa mia ho spento il le tv “nazionali” circa due anni fa: la settimana scorsa ho definitivamente staccato l’antenna.

    La merda, anche se ad alta definizione, sempre merda e’.

  • # 7
    » Appunti Digitali #26 | Il blocco-note di Markingegno
     scrive: 

    […] Digitale terrestre, Rai, Europei di calcio e alta definizione; […]

  • # 8
    Mamma Rai ci porta agli Europei - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] abbiamo già detto in passato, solo in alcune zone gli Europei Rai saranno il alta definizione, e comunque sarà necessario un “upgrade” del decoder – che […]

  • # 9
    vincenzo
     scrive: 

    Salve,nella zona dove io abito non so cosa significa dgt terrestre,sono in una zona d’ombra ed è abbastanza ampia, essa, contiene migliaia di persone,come possono dire i Signori della RAI di chiudere l’analogico???La cosa ridicola che non riesco a ricevere bene anche quest’ultimo!!!Pago il canone(TASSA)!Forse non siamo anche noi cittadini italiani? Fra l’altro sono un tecnico antennista e satellitare ormai da molti anni e sinceramente mi sono scocciato della Rai,Mediaset della 7!Siete solo dei mediocri parlate di altissime percentuali di ricezione dgt e anal.in tutto il territorio italiano ma ne siete sicuri?Ma perchè non vi fate un giro per l’Italia? Buona serata.

  • # 10
    roberto verdi
     scrive: 

    prima di comperare decoder o cambiare tv si dovrebbe far ricevere il segnale pulito a tutti gli utenti anche a coloro che sono nei posti piu’ disagiati.

  • # 11
    roberto verdi
     scrive: 

    Il segnale non arriva? Che ne pensate di non pagare il canone motivando la cattiva ricezione del segnale? Con l’amico Vincenzo, antennista di mestiere sono pienamente d’accordo, quindi quei signori della RAI sentendosi toccati nel portafoglio dovrebbero muoversi a fare un giro d’ispezione nei luoghi che riterranno morosi dal pagamento del canone.

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