di  -  mercoledì 15 settembre 2010

Le notizie sulla rinascita di Commodore e dell’Amiga sono ormai cicliche. Ogni tanto ne spunta qualcuna che riporta in auge l’argomento, da una parte sollevando la gioia dei nostalgici che aspettano il “riscatto”, e dall’altra facendo storcere il naso a chi pensa che si tratti di manovre puramente commerciali per sfruttare un marchio (e un sogno) che rimane ancora impresso nell’immaginario collettivo, il tutto per arrivare al portafogli dei precedenti.

Da qualunque prospettiva la si veda, rimane il fatto che la comunità Amiga è ancora viva e vegeta, e risulta particolarmente sensibile a eventi di questo tipo. L’ultimo è stato analizzato di recente da Alessio Di Domizio, e porta un’interessante novità: l’installazione di AROS nelle “macchine Amiga” (dei PC a tutti gli effetti).

In precedenza abbiamo parlato di Minimig e Natami, “evoluzioni” dell’hardware originale (quindi basate su Motorola 68000 e chip custom), per cui era perfettamente naturale trattare anche la controparte software, cioè AmigaOS.

In parte è stato già trattato l’argomento in quest’articolo in cui è stato discusso di come sia possibile far girare questo sistema operativo su macchine con hardware diverso, in particolare focalizzando l’attenzione sull’assenza dei chip custom che hanno segnato la storia di questa piattaforma.

Il s.o. dell’Amiga ha subito alterne vicende, che lo hanno portato alla fine a essere sviluppato da una società chiamata Hyperion Entertainment che ne ha rilasciato qualche tempo fa la versione 4.1, la quale gira però su sistemi con hardware completamente diverso dall’originale, basati su CPU PowerPC e vecchie schede grafiche per PC.

In precedenza un altro s.o. (basato su microkernel), chiamato MorphOS, aveva provato a riportare lustro ad AmigaOS, ma girando sempre su macchine PowerPC. Il record di longevità spetta, però, ad AROS, in quanto il progetto era stato pensato circa 17 anni fa, e i lavori iniziati all’incirca 15 anni fa, quando ancora internet era roba di pochi e le informazioni circolavano su reti basate su BBS, come FidoNet.

Questa volta si tratta di un progetto a più largo raggio, in quanto non è legato a una specifica famiglia di microprocessori, ma si pone l’obiettivo di realizzare una riscrittura di AmigaOS in grado di funzionare potenzialmente su qualunque architettura hardware, riproducendo API e funzionalità tipiche del suddetto, con l’intento dichiarato di essere totalmente compatibile con le applicazioni a livello di sorgente, e anche a livello binario per CPU di classe 68000.

Attualmente sono supportate le CPU x86 (a 32 bit, dall’80486 in poi), x86-64 (a 64 bit) e PowerPC a 32 bit. Ironia della sorte, proprio i 68000 (e successori) non sono supportati, per cui non è possibile farlo girare sui computer da cui la storia dell’Amiga, e di AmigaOS in particolare, è partita.

Allo scopo sono stati creati due sostanziosi bounty (trovate i dettagli qui e qui) per invogliare qualche sviluppatore a tentare l’impresa, ma al momento sono stati fatti dei tentativi senza purtroppo venirne a capo.

Comunque la situazione potrebbe sbloccarsi grazie ai già citati Minimig e Natami, che hanno riportato un po’ di gente (anche giovani che hanno scoperto questo mondo e vogliono smanettarci) e quindi risollevato l’interesse per questi microprocessori (in particolare) e macchine.

La spinta maggiore arriverà da Natami, di cui entro fine sembra verrà commercializzata la prima, lungamente attesa, versione, per cui sia gli sviluppatori del progetto che gli utilizzatori (e programmatori che vogliono realizzare applicazioni) hanno interesse a che venga completato questo porting.

Difatti fra i donatori si trova il nome di qualche personaggio che lavora nel team di Natami, oppure che vi gravita attorno (gli appassionati che fremono per la sua commercializzazione e ne frequentano il forum sono tanti, ve l’assicuro!).

Personalmente penso che avere AROS portato su 68K sia enormemente importante per diversi motivi. Il primo è chiaramente di prestigio: sarebbe (e lo è, a mio avviso) assurdo avere una riscrittura di AmigaOS che non giri proprio sugli originali Amiga.

Il secondo, lo ammetto, è di convenienza. Quanti hanno provato a smanettare con WinUAE per rituffarsi nel passo? Penso molti, e sappiamo bene che serve una copia delle ROM originali per poterlo utilizzare.

Ed è il motivo per cui tengo ancora in garage il mio vecchio, ma ormai malfunzionante, Amiga 1200: poter usare KickStart 3.0 e AmigaOS 3.0), oppure acquistarne una (venduta da una delle poche e rinomate aziende italiane ancora impegnate a supportare questa meravigliosa piattaforma, com’è testimoniato anche dal fatto che risulta il maggior contributore al primo bounty!).

Avere un “rimpiazzamento” sarebbe sicuramente comodo, certamente non soltanto per evitare di spendere soldi (non parliamo, infatti, di cifre astronomiche), quanto per avere la possibilità di aggiornare il Kickstart e AmigaOS in generale, cosa abbastanza complicata al momento e che richiede una certa abilità (bisogna “patchare” opportunamente il vecchio codice).

Infine Natami ne ha ancora più bisogno, in quanto espone delle funzionalità più avanzate in termini sia di CPU (sono state aggiunte diverse istruzioni, e si prospetta l’arrivo di un’unità SIMD nuova di zecca) che di chipset (grafica, Copper, Blitter, audio, e core 3D anch’esso nuovo di pacca).

Con AROS disponibile per 68000 e chipset originale (dall’OCS all’AGA) e/o schede grafiche avanzate (come le celebri Picasso, ad esempio) sarebbe di gran lunga più semplice realizzarne una versione ad hoc che sfrutti queste peculiarità, con driver appositamente scritti e ottimizzati.

Un’altra versione di cui si sente la mancanza è quella per i processori ARM, che negli anni si sono ritagliati una considerevole fetta di mercato (in particolare su PDA, smartphone, e telefonini), e si apprestano a invadere anche il mercato dei PC di fascia bassa (netbook su tutti) e server (che hanno bisogno di bassi consumi e buone prestazioni).

Anche per questa è stato aperto un bounty (di cui trovate qui i dettagli) ben pagato, e sono molto curioso di poter provare AROS/ARM sul mio vecchio Zaurus SL-5500, magari rimpiazzando del tutto il s.o. della casa madre (ma servirebbe anche un buon software di riconoscimento della scrittura).

Il supporto alle periferiche rappresenta chiaramente il tallone d’Achille di questo progetto, che purtroppo non conta molti sviluppatori come per altri s.o. più blasonati. In questa pagina c’è un elenco di hardware più o meno supportato, ma bene o male AROS dovrebbe almeno partire su qualunque macchina che soddisfa i requisiti minimi (estremamente ridotti).

Per cercare di ovviare a questo grosso problema gli sviluppatori hanno realizzato delle versioni di AROS non native (chiamate hosted), che fanno girare AROS su s.o. già esistenti (sono supportati Linux, FreeBSD e Windows), in modo da poterne sfruttare in maniera semplice i driver e, quindi, allargare considerevolmente il supporto ai dispositivi hardware che troviamo in giro.

Un altro motivo che ha spinto i programmatori a questa scelta (che a me non piace, ma ne comprendo le motivazioni) è stato quello di poter disporre di un comodo ambiente per poter sviluppare il progetto, che attualmente fa uso della tool chain GNU e permette agevolmente anche la cross-compilazione.

E’ interessante notare che già da qualche tempo AROS è in grado di “autocompilarsi”, nel senso che non è più necessario un ambiente hosted per compilarne i sorgenti e generare i binari necessari per farlo partire, e questo è sicuramente un grosso passo avanti che è stato fatto per realizzare un s.o. autonomo e indipendente (com’era nelle intenzioni, comunque).

A mio avviso sarebbe stato molto utile poter sfruttare ambienti di sviluppo come Visual Studio o CBuilder (che sono decisamente più produttivi per i coder), ma mi rendo conto che ci sarebbero stati problemi per la generazione del codice oggetto finale (sarebbe sempre necessario l’uso di tool esterni, come la suite GNU appunto).

Per il momento mi fermo qui avendo dato una panoramica di AROS e delle finalità che si propone, ma conto di tornare a breve con un altro articolo che riporta le mie impressioni d’uso (e riflessioni) sfruttando una nota “distribuzione”, Icaros, nata grazie al lavoro di Paolo Besser (che penso alcuni conosceranno dai tempi di Bovabyte).

62 Commenti »

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  • # 1
    Zeirus
     scrive: 

    Complimenti all’autore per questo ennesimo articolo sull’Amiga. La nostra passione per questo grande Computer (con la C= maiuscola) non tramonterà mai, anche se sono passati anni dal suo periodo di massimo splendore. Guarda caso anche io ho preferito tenermi il mio Amiga 1200 invece di venderlo. Troppi bei ricordi mi legano a quel diabolico marchingegno e la speranza di vederlo rinascere è sempre vivida… ;)

  • # 2
    G
     scrive: 

    “La spinta maggiore arriverà da Natami, di cui entro fine sembra verrà commercializzata la prima, lungamente attesa, versione”

    fine anno, secolo, millennio?:D

    Sarebbe bello metterci su le mani per natale!

  • # 3
    [D]
     scrive: 

    Come dice il detto, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Aspetto una recensione sulle capacità effettivamente dimostrate dal sistema in questione poi sparo le bordate.

  • # 4
    homero
     scrive: 

    complimenti per l’articolo…ottimo….
    è singolare che il nome amiga continui a risuonare a distanza di 20 anni…
    20 anni in campo informatico sono secoli….
    io spero in un nuovo amiga…ma non su x86….

  • # 5
    Pluto
     scrive: 

    Mai avuto ne un amiga ne un comodore. Comunque mi piacerebbe vedere come funziona il sistema operativo.

  • # 6
    Pluto
     scrive: 

    Mai avuto ne un comodore ne un amiga, comunque vorrei provare il sistema operativo in qualche PC.

  • # 7
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Prima o poi dedicherò una partizioncina anche ad una distribuzione basata su AROS. Anche se nella lista delle cose da fare un gradino sopra c’è una prova approfondita di Haiku OS.

    Questi piccoli grandi progetti portati avanti con passione e poco più sono, secondo me, la cosa più strabiliante del panorama informatico.

  • # 8
    [D]
     scrive: 

    Ti conviene tenere un HD a parte su slitta per aros. Ha ancora gravi difficoltà a tenere in ordine il FS, spesso lo corrompe a random.

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io l’ho provato su una penna USB nuova di pacca, e non mi si è corrotto nulla.

    Leggendo nei forum di AROS non mi sembra che ci siano di questi problemi.

    @homero: non capisco il tuo astio nei confronti degli x86. L’architettura non è certo bella come quella dei 68000, ma ormai il mercato l’ha imposta come leader, e ignorarla non ha molto senso.

    Tra l’altro AROS il supporto migliore ce l’ha per gli x86, ovviamente.

    @Pluto: puoi scaricare la distribuzione Icaros, che è molto comoda. Funziona anche come live CD/DVD.

    L’unico consiglio che mi sento di darti è di NON provare a utilizzare VMWare o il QEmu in dotazione, perché l’esperienza cambia drasticamente.

    @Emanuele: c’è un altro interessante progetto di cui spero di poter leggere in futuro nella tua rubrica. O:-)

  • # 10
    [D]
     scrive: 

    “Io l’ho provato su una penna USB nuova di pacca, e non mi si è corrotto nulla.”

    Solo fortuna. Avevo installato il tutto su un sistema fatto ad hoc dotato di hd estraibili per gli os ed un’unità interna formattata in fat per lo scambio dati. Quell’unità interna erano due anni che rullava a meraviglia con linux, sono bastate una manciata d’ore con aros, qualche tentativo di scrivere un file, il signorino ovviamente crashava allegramente come la più vergognosa delle alpha spacciata per stable, fatto sta che qualche ora dopo il disco non rulla più ed ho dovuto sudare fretto con qualche tool serio per rimetterlo in carreggiata.
    Idem con le penne usb, anche loro tanti bei formattoni a basso livello per riuscire a riprenderle.

  • # 11
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Mai successo nulla (usando l’ultima versione di Icaros), con due PC completamente diversi (un vecchio ThinkPad R40, e il mio PC “Frankenstein” assemblato con A64 2800+).

    Comunque ho dedicato l’intera penna alla partizione di AROS. Proverò a inserire un’altra penna formattata FAT32, e a giocarci un po’.

  • # 12
    [D]
     scrive: 

    Forse non era proprio l’ultimissima versione ma cavolo, un cambiamento così importante non può passare come un numerino di sotto,sotto versione.

  • # 13
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Veramente AROS sta subendo enormi cambiamenti nel giro di poco tempo.

    Ti assicuro che provando Icaros dalla 1.2.2 alla 1.2.3 c’è una netta differenza.

    E questo è un bene: significa che il progetto è vivo e lo sviluppo sta subendo un impulso.

  • # 14
    Zeirus
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro

    Icaros è opera di Paolo Besser? Lo ricordo dai tempi di Zzap! e TGM! Chissà che fine hanno fatto Bonaventura di Bello (BDB), Stefano Gallarini ed il resto della combriccola. Ricordo ancora le rece appassionate di Marco Auletta e Matteo Bittanti! Che tempi quelli lì… :) … i ragazzi di oggi non sanno proprio che cosa si sono persi! Le migliori annate di quelle mitiche riviste ed i migliori recensori che la storia dei videogames italiani ricordi… ;) … quasi quasi mi commuovo… :'(

  • # 15
    Giovanni
     scrive: 

    Davvero simpatico… senza voler essere un cinico detrattore sono molto scettico. E’ vero che AROS (che seguo da almeno 10 anni) ha subito delle stupende evoluzioni grazie alla incredibile perseveranza, capacità e passione degli abilissimi sviluppatori.
    Inoltre confido molto in questa esperienza perché, finché la perseveranza si mantiene tale, le idee per renderlo efficace si aggiungono, i tempi cambiano e magari potrà avvenire il “miracolo”.
    Purtroppo, oltre ai fondamentali interessi economici che non ci sono, l’entità del fenomeno è talmente desolante soprattutto in quanto a mezzi e a risorse umane che le prospettive non possono andare oltre all’esercizio di stile, all’elucubrazione mentale!

    Io me ne sono appassionato solo perché vecchio fedelissimo di Amiga (dal 500 al 3000), ho pure avuto un AmigaOne per un periodo (giochetto costoso), ma alla fine mi è rimasto soprattutto un senso di frustrazione. Insomma, se uno non ha tempo sufficiente per smanettare con qualche strana distribuzione Linux, a maggior ragione per questi deliziosi giocattoli!

    Secondo me l’evoluzione su PPC sarebbe stato il naturale sviluppo per Amiga, perciò non ci trovo niente di strano. A parte al fatto che AmigaOne e Pegasos (che comunque erano schede industriali) erano arretrati di una decina d’anni informatici e senza risorse ufficiali per poter giungere al passo con i tempi. D’altra parte, già al tempo della scomparsa di Amiga si parlava del suo sviluppo in questa direzione ed erano state distribuite schede acceleratrici basate sui primi G1 (601) tentando di stimolare il porting del SO verso quell’architettura.

    Notte!

  • # 16
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Realizzare un intero s.o., per giunta col vincolo di essere compatibile con AmigaOS, è già un mezzo miracolo se consideriamo le scarse risorse del team.

    Per il resto preferisco parlarne nel prossimo articolo.

  • # 17
    Lattuce
     scrive: 

    Sono un Amighista sin dai tempi dell’Amiga 1000, anzi uno dei pochi in Italia ad averlo avuto con l’uscita composita PAL a colori. Attualmente ho il 2000 variamente espanso che giace in cantina in attesa di giusta collocazione in soggiorno…
    Non condivido la qui sbandierata importanza di avere Aros soprattutto sulle macchine 68K. Perchè non avrebbe proprio nessun senso avere un sistema operativo moderno su macchine dalla potenza ormai ridicola, come la si voglia girare e mettere. Sarebbe assai castrato OGGI rispetto a una macchina x86 o x64 con Aros, non ci sarebbe nessun paragone, per quanto ottimizzato possa essere sarebbe un’esperienza frustrante ed umiliante. Assai meglio lasciare l’Amiga con il SO originale, quale che ne sia la versione, ed utilizzare Aros su un moderno x64. Per la nostalgia c’è WinUAE. Se vogliamo il futuro bisogna guardare al nuovo e all’attuale, che si chiamano PC + Aros.
    Se Aros fosse realmente il SO nuovo per l’Amiga, supportato con una certa forma di ufficialità e se questa venisse sancita dalla presenza di software moderno presente già su Windows (ad esempio) realizzato per Aros pagherei per avere un nuovo computer con il marchio Amiga. Sarebbe la rinascita di Amiga e la differenza la farebbe il software visto che un PC moderno ha già l’hardware assai potente. Il resto è solo perdita di tempo e spreco di risorse.

  • # 18
    simone bernacchia
     scrive: 

    @lattuce

    Avere AROS su 68k non e’ solo un esercizio di stile: ci sono progetti che ne beneficherebbero, vedi il Natami – che usa una sua reimplemtazione e miglioramento dell’architettura AGA su FPGA e che usando Amiga OS tradizionale non potrebbe rendere disponibili le nuove funzionalita’ al di fuori della programmazione assembler; oltre a questo siccome la versione 68k prevede compatibilita’ binaria rappresenterebbe una valida alternativa al dover procurarsi ROM e il vecchio OS amiga presso terze parti quali cloanto e farebbe beneficiare anche le piattaforme 68k di componenti dell’OS e di software piu moderno :)

  • # 19
    [D]
     scrive: 

    “Realizzare un intero s.o., per giunta col vincolo di essere compatibile con AmigaOS”

    Secondo me sta cosa è un’autentica pazzia. Praticamente stanno rinunciando a gran parte dell’evoluzione degli so per mantenere la compatibilità con qualcosa che a conti fatti non porta niente di utile. Dico, almeno, fossero stati portati su aros i vecchi programmi di amiga os, ma nei fatti, in pochissimi hanno risposto alla chiamata.

  • # 20
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Guarda che AROS è partito come progetto 17 anni fa…

  • # 21
    [D]
     scrive: 

    Linux è più vecchio ma per fortuna tante ca..te che ne hanno frenato la diffusione sono state deprecate e sostituite con roba più moderna e funzionale.
    Perfino windows ha finito per rinunciare alla retrocompatibilità esasperata proprio per poter guardare al futuro con meno fardelli sulle spalle, non vedo perchè non si possa fare anche qui che in fondo non c’è niente da salvare dal lontano passato a parte la memoria che si può sempre richiamare in causa con lo uae.
    Dai, siamo nel 2010: cose come la memoria protetta sono date per scontate anche nel più scabroso degli os. Anzi adesso si sta già cercando di guardare oltre vedi ASLR, DEP/NX ecc. Il resto del mondo corre a velocità curvatura mentre qua ci si rifiuta di sostituire la ruota in pietra con quella in legno. Si ha un bel da dire a tirare in ballo “l’os per hobbysti” ma non vedo una sola ragione per la quale un hobbysta dovrebbe essere onorato di usare un sistema che è capace in incantarsi senza preavviso ad ogni istante solo perchè dice di scimmiottare amiga.
    Scusa ma allora perchè non ci mettiamo a scimmiottare il C64 con un bel CROS (Commodore Research…) ? Ovviamente facciamo girare, pretendiamo di far girare il tutto su un quad core ma con le limitazioni SW di un 6510 a cominciare dai 64KB di Ram così giusto per, tanto è roba per hobbysti…

  • # 22
    simone bernacchia
     scrive: 

    @d

    Secondo te un progetto deve avere per forza una ragione pratica nel mainstream a breve termine?

    Una ragione pratica ce l’ha, sta preservando la conoscenza della programmazione Amiga OS e di molte delle sue tecnologie, alcune che avrebbero ancora un senso pratico oggi; poi ci sono molte utilizzazioni che indirettamente aiutano le altre comunita’, una e’ quella di essere una sorgente di codice, programmi e tecnologie, l’altra e’quella di portare gente che non ha avuto modo di conoscere l’originale Amiga, e quindi di creare “nuove leve” che sanno come programmare Amiga – cosa non banale nel panorama odierno, potrei assimilarlo al lavoro di un artigiano come un liutaio; vedo un sacco di gente dire che opere come AROS sono inutili, non hanno scopo pratico, etc; ma secondo te se a uno piace fare una cosa come hobby, deve per forza essere utile? Se poi addirittura persone come Steve Jones e Pascal Papara riescono a ottenerne un ritorno economico, e l’aggiunta di pezzi portera’ alcuni a usarlo quasi quotidianamente per i propri lavori/utilizzo del computer tanto quanto morphOs e os4 (e l’aggiunta del wireless recentemente aiuta), perche’ no? oltretutto un Amiga/AROS e’ molto piu friendly verso un hobbista di un linux (ergonomicamente e come licenza), quel che manca e’ la forza lavoro, altrimenti sarebbe molto piu’ sviluppato di ora :)

  • # 23
    simone bernacchia
     scrive: 

    in breve, se ci si diverte a fare un amiga OS alternativo, perche’ no? Se poi ci viene fuori anche dei dindini meglio…

    (e cmq in caso le ventures commerciali come aos e mos dovrebbero sparire, aros resta)

  • # 24
    [D]
     scrive: 

    “Secondo te un progetto deve avere per forza una ragione pratica nel mainstream a breve termine?”

    Breve termine ? Ma quale ? Qui non c’è nessun termine, breve o lungo che sia.

    “Una ragione pratica ce l’ha, sta preservando la conoscenza della programmazione Amiga OS e di molte delle sue tecnologie”

    Programmazione e tecnologie che avevano un senso quando erano legate a doppio filo con i chipset. Senza quelli, stiamo parlando quasi di spazzatura. Al giorno d’oggi un sistema operativo ridotto nelle condizioni di aros è considerato spazzatura.

    “l’altra e’quella di portare gente che non ha avuto modo di conoscere l’originale Amiga”

    Vuoi conoscere amiga ? Ti compri un amiga, uno vero però. Niente scimmiottamenti su pc o ppc.

    “che sanno come programmare Amiga”

    Prendi un programma moderno, gli fai fuori tutti i concetti classici di una buona programmazione, abusi con i puntatori, fai porcherie con gli spazi di memoria riservati al sistema che tanto lascia fare impunemente. Bella roba, giustificabile 20 e più anni fa quando le risorse in gioco erano quelle che erano, oscena adesso.

    “se a uno piace fare una cosa come hobby, deve per forza essere utile?”

    Magari non farebbe schifo se evitasse di piantarsi a random quando si conferma qualche nuova impostazione, piccole banalità che non si vedevano neanche sui veri amiga.
    Una persona prova Aros credendo che operi come un vero amiga e si fa un’idea totalmente distorta del tutto.

    “Se poi addirittura persone come Steve Jones e Pascal Papara riescono a ottenerne un ritorno economico”

    C’è chi s’è fatto i miliardi con distribuzioni linux che non funzionavano neanche a prenderle a calci, oramai non mi stupisco più di niente.

    “e l’aggiunta di pezzi portera’ alcuni a usarlo quasi quotidianamente per i propri lavori/utilizzo del computer tanto quanto morphOs e os4″

    Evidentemente non hanno molto da fare sia come quantità che come qualità se possono affidarsi a codesta roba.

    “oltretutto un Amiga/AROS e’ molto piu friendly verso un hobbista di un linux”

    questa è proprio comica

    “quel che manca e’ la forza lavoro, altrimenti sarebbe molto piu’ sviluppato di ora”

    certo campa cavallo. Se c’è poca forza lavoro è perchè in pochi ci vedono veramente un futuro in questo sistema e se in pochi ci vedono un futuro è grazie agli assurdi limiti tecnici del sistema in se. Immagino che se alle mie giuste critiche la reazione è stata questa, riproporle in qualche forum dedicato come minimo farà scoppiare la terza guerra mondiale ad opera di gente che non vuole far evolvere in alcun modo la baracca del resto 17 anni per sfornare sta roba spiegano moltissime cose.

  • # 25
    simone bernacchia
     scrive: 

    ma te che cavolo ci fai sveglio alle tre di notte? io almeno sono giustificato, sto nella costa ovest degli stati uniti quindi qua sono le sette di sera… :P

    E cmq i limiti ci sono non posso negarlo, ma in una situazione ‘uovo e gallina’ come dicono qui tocca beccare quello che c’e'; personalmente sono arrivato su AROS nel 2007 e ho visto il sistema crescere in maniera paurosa: la prima nightly che avevo provato aveva fresco il tema white ice, niente visione lista e mouse a puntatore unico, con l’usabilita’ al minimo(e i temi erano cosa nuova); nei tre anni successivi mi son visto apparire icaros, allora chiamata VMWaros,il port sotto 64 bit, su sam e su efika, le preferenze per il network, OWB, il port di poseidon, il boot da chiavetta, mesa funzionante, gallium, i driver HDaudio,janus-uae, emumiga(su cui stanno lavorando), la nuova shell su cui sta lavorando vidarh, diversi port di programmi da amiga os (alcuni sono anche grazie alla mia intercessione e domanda come ghostscript e screen recorder), le macchine di Steve e di Pascal, e recentemente il driver wireless con WPA2;

    fino a due anni fa non c’era neanche uno stato dei lavori aggiornato, invece adesso ci sono alcuni goal piu o meno chiari e su cui sta lavorando Pavel Fedic ed altri, quelli di aggiornare la graphic library e di migliorare la gestione dei display, da un altra parte so di Kalamatee che sta aggiornando wanderer, hanno migliorato le sdl,staf verhaegen sta portando avanti la ABI v1, c’e’ chi sta lavorando sul sistema di stampa, etc….

    chiaro che poi se andiamo a vedere sotto il cofano molte delle magagne sono sempre quelle che i sistemi amiga si portano dietro; c’e’ gente che ha messo le tue stesse critiche sui siti e la discussione si e’ protratta per trenta pagine; e alla fine la discussione e’sostanzialmente arrivata al punto che PRIMA si finisce il lavoro primario [completamento della API 3.1, passaggio alla nuova ABI – critico che richiederebbe la ricompilazione di tutto il software finora fatto – e l’integrazione della branca 64-bit di AROS – che comprende metodipiu avanzati di gestione della memoria e un sistema di parziale protezione tipo Grim Reaper – con il codice mainstream] e quindi si sforna AROS v1.0; POI si pensa a come farlo procedere, magari anche riprendendo idee da Anubis;
    anche solo nel 2007 l’idea pareva impossibile ma visti gli attuali progressi risulta una cosa fattibile; io personalmente sto lavorando per aumentare la visibilita’ di AROS qui nella zona: ho fatto una conferenza allo SCaLE, un altra a un LUG locale che si riunisce al Caltech di Pasadena un paio di mesi fa, pubblico (quando ho il tempo) sul mio blog, contribuisco come grafico con fondali, puntatori, icone (quelle della versione AROS di amifig sono mie), preparo brochures e slides che poi possono essere usatre anche da altri; ho anche tentato di fare applicazioni usando amilua (un test per il pannello di controllo network che ai tempi mancava ma mi han battuto sul tempo),etc.

    Quando dico che per me un AROS e’ piu’ amichevole verso l’hobbista di un linux intendo persone al mio livello, con una conoscenza media di computer, ma per cui smastricciare con linux a un livello superiore di usarne i programmi e’ difficile; per quanto ancora sottosviluppato, la versione dell’OS di AROS e’ per me piu comprensibile della shell linux e ne eredita alcune potenzialita’, la gestione delle periferiche, la gerarchia dei file,l’aggiornamento ‘a caldo’ delle libraries e di altri pezzi dell’os,REXX,il recente Amilua, consentono di sviluppare applicazioncine rapidamente anche a uno che non ha troppe conoscenze (vedi il pannello network di cui sopra, era il mio primo progetto in assoluto con amilua/zulu).

    Ma a sentire te toccherebbe buttare via tutto e subito – si e’ questo il tono che leggo – in quanto non moderno e perche ci si e’ badato troppo – a tal pro non so se conosci gli amighisti, ma sono persone con forti opinioni certe volte anche piu testoni dei linuxari: AROS era ed e’ ancora considerato da alcuni una sorta di bestia nera per il fatto di funzionare sotto x86; solo di recente alcune bounty importanti e il ritorno alle altre comunita’ (vedi la bounty per poseidon) ne hanno aumentato il rispetto, ma ce ne e’ voluto del tempo.

    Per me sostenere AROS va al di la del logico e pragmatico, e’ una cosa emozionale, un mio hobby e mi ha ridato il piacere di usare un computer, sara’ che su amiga ci son cresciuto e ci ho fatto alcuni dei piu bei lavori; mi piace il modo in cui il workflow e’ sviluppato e mi piace l’idea di usarlo sul mio PC per diletto; se poi si riesce a farlo avanzare anche meglio.

  • # 26
    simone bernacchia
     scrive: 

    @cdimauro

    Magari se dai un occhio anche alla distribuzione di Pascal Papara, ovvero Broadway, che ha delle sue specifiche peculiarita’ ed include anche Cinnamon Writer (che pero funziona solo se installato) non fa male:)

    http://www.aros-broadway.de/

  • # 27
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    La conosco già, ma non credo di avere il tempo per provarla.

    A parte il fatto che la mia non vuole essere una (ennesima) recensione, ma una “prova su strada” a cui aggiungerò le mie riflessioni sullo stato di AROS.

    @[D]: nella tua furia distruttiva non riesci a vedere nemmeno quanto di buono c’è in questo s.o. che, puoi dire quello che vuoi, non ricalca soltanto lo spirito di AmigaOS, ma ne è una riscrittura a tutti gli effetti. Altro che “scimmiottamento”.

    AmigaOS da programmare era e continua essere una pacchia, perché le API erano state ben scritte (ovviamente non tutte) tant’è che le applicazioni si potevano tranquillamente scrivere anche in assembly, pur potendo di disporre di linguaggi ben più produttivi. Ed era quello che facevo io, con applicazioni totalmente os-friendly.

    Il tuo paragone col Commodore 64 è completamente privo di senso, perché AmigaOS ha avuto fin dal day 1 un s.o. “mainstream”, e lo dimostra l’enorme successo che ha avuto.

    Se riscrivi il kernel del Commodore 64 oggi, e magari il Commodore BASIC v2.0, che cosa ci fai?

    10 PRINT “Hello, world”: GOTO 10

    Ecco cosa ci fai. E finisce lì.

    Con AROS possono essere compilate le vecchie applicazioni, e ne sono state realizzate di nuove. L’interfaccia grafica è migliorata, vengono supportati nuovi processori, nuove periferiche, nuovi filesystem, ecc..

    Riguardo alla mancanza di chip custom mi sono già espresso in questo come nel precedente articolo dedicato ad Amiga e AmigaOS, ma evidentemente non ti è chiaro il concetto di sistema operativo e di astrazione…

    Comunque non sto certo dicendo che sia tutto rose e fiori, ma rimando il tutto al prossimo articolo sull’argomento.

  • # 28
    [D]
     scrive: 

    “e alla fine la discussione e’sostanzialmente arrivata al punto che PRIMA si finisce il lavoro primario [completamento della API 3.1, passaggio alla nuova ABI – critico che richiederebbe la ricompilazione di tutto il software finora fatto – e l’integrazione della branca 64-bit di AROS”

    Prima si ricamano gli interni della macchina poi ci si accorge che mancano i cilindri. Ah bhè…

    “Magari se dai un occhio anche alla distribuzione di Pascal Papara, ovvero Broadway”

    Quella ha il record di velocità del crash nel sangue. A dir poco fenomenale. Fossi al posto suo eviterei accuratamente di mettere in vendita qualcosa con questo sistema sopra per almeno un altro annetto.

    “nella tua furia distruttiva non riesci a vedere nemmeno quanto di buono c’è in questo s.o. che, puoi dire quello che vuoi, non ricalca soltanto lo spirito di AmigaOS, ma ne è una riscrittura a tutti gli effetti. ”

    Ma che senso ha una simile riscrittura con i sistemi attuali ?

    “AmigaOS da programmare era e continua essere una pacchia, perché le API erano state ben scritte (ovviamente non tutte) tant’è che le applicazioni si potevano tranquillamente scrivere anche in assembly, pur potendo di disporre di linguaggi ben più produttivi. Ed era quello che facevo io, con applicazioni totalmente os-friendly.”

    Quando le cpu avevano 8 mhz e la ram orbitava intorno al primo MB, tutto quello che dici poteva avere un senso e dal momento che il grosso del programma era pianificato a carta e penna era ovvio che si venisse a determinare un certa cura del tutto. Adesso però le cose sono cambiate: nessun programmatore sano di mente, se può scegliere, si mette a programmare giocando con gli indirizzi di memoria. Si usano librerie, framework ai quali di fatto si demanda in larga parte la stabilità dell’intero progetto ma anche loro, arrivate ad un certo punto, come per tutti i progetti di una certa complessità, finiscono per non garantire il top della stabilità ed è lì che un kernel fatto come si deve interviene. E’ lì che finalmente vediamo introdotte cose come la memoria protetta, praticamente un ultimo salvagente prima di avere un mouse freezato sullo schermo così a random. Aros è come l’astronave dei bambini: fatta con le scatole di cartone, pretende di andare sulla luna e non ha la benchè minima base per poterci riuscire veramente se non nella testa e nell’immaginazione dei suoi fanboy.

    “Se riscrivi il kernel del Commodore 64 oggi, e magari il Commodore BASIC v2.0, che cosa ci fai?

    10 PRINT “Hello, world”: GOTO 10

    Ecco cosa ci fai. E finisce lì.”

    Intanto una volta dato il run, funzionerebbe… Aros ogni maledetta volta che apri un pannello preferenze e cerchi di impostare qualcosa non sai mai se il sistema si sveglia, recepisce ed applica, o si inchioda in maniera miserabile con te che ravani come un matto per caricare scout e tentare qualche macumba come non si vedevano dai tempi di norton system works su win 98. Stesso discorso quando cerchi di far partire un programma o perfino chiuderlo. Il tasto reset improvvisamente diventa di nuovo e prepotentemente tuo amico, la sicurezza data per acquisita di poter tenere due programmi aperti senza che vadano a farsi friggere a vicenda, sparisce come neve al sole. Una cosa del genere non è accettabile neanche in un sistema per hobbysti.

    “Con AROS possono essere compilate le vecchie applicazioni,”

    Ecco diciamo una volta come stanno le cose: si è rimasti legati al passato perchè da una parte si pensava di ricompilare il tutto sugli amiga classici (un po’ come ai tempi venne fatto il MinT sugli Atari ST) e dall’altra credendo che masse di sviluppatori avrebbero ricompilato il tutto verso il nuovo sistema. Alla fine, gli amiga classici non hanno visto un fico secco ed i programmatori che hanno portato i vecchi software si sono contati sulle dita di una mano.

    Questo si traduce in “Miserable FAIL”

    “L’interfaccia grafica è migliorata, vengono supportati nuovi processori, nuove periferiche, nuovi filesystem, ecc..”

    La GUI è migliorata ? Dove ? Solo perchè non mostra i limiti di uno schermo a 256 colori è “migliorata” ? Tutti e sottolineo TUTTI sono concordi a definire il WB del OS4 osceno ed arcaico, il Wanderer non è neanche degno di baciare i piedi a quell’oscenità. Perfino un programma esterno per cercare un file ? Roba da Win 3.1 !!!! Riguardo ai filesystem è meglio che non si avvicinino troppo ad altra e più seria roba perchè da un sistema schizzato con il vizio di crashare a random, non gli permetto proprio di toccare altro che il misero disco che gli metto a disposizione.

    “Riguardo alla mancanza di chip custom mi sono già espresso in questo come nel precedente articolo dedicato ad Amiga e AmigaOS, ma evidentemente non ti è chiaro il concetto di sistema operativo e di astrazione…”

    Invece è proprio perchè ho capito il qual’è il vero punto della questione che trovo a dir poco idiote diverse scelte alla base di questo sistema.
    Se crei un os con tanti livelli di astrazione (com’è naturale fare su sistemi non custom quali pc), prima di preoccuparti del colore del mouse, ti devi preoccupare che le parti fondamentali del sistema non ti tradiscano di punto in bianco.

  • # 29
    simone bernacchia
     scrive: 

    SomebodyIsWrongOnTheInternet![tm]

  • # 30
    simone bernacchia
     scrive: 

    Non hai ancora risposto alla mia domanda: quindi dovremmo buttar via tutto?

  • # 31
    Paolo Besser
     scrive: 

    Ciao Cesare, grazie per la citazione di Icaros. Ti prego di contattarmi direttamente, in caso di difficoltà, così che ti possa chiarire ogni eventuale dubbio. Mi trovi con estrema facilità sul portale AROS-EXEC.org, che ti invito caldamente a frequentare se già non lo hai fatto.

    In merito alle critiche di [D], è inutile dargli contro. Su molte cose parte da presupposti che noi “AROSiani” non condividiamo, o possiamo condividere solo in parte, ma su altre cose – stabilità in primis – ha assolutamente ragione. Non usciremo mai dallo stato di “alpha-quality software” se prima non correggiamo tutti gli errori. Ma è del tutto inutile correggere tutti gli errori se prima non implementiamo tutte le funzioni secondarie del sistema (quelle necessarie bene o male ci sono tutte): queste aggiunte finirebbero con l’introdurre la necessità di un nuovo “giro” di health check. Quindi l’unica per adesso è avere pazienza, e dare un mano se si ha voglia/tempo/possibilità di farlo, perché blaterare e lamentarsi su cose che tutti possiamo vedere, purtroppo, non ci aiuta in nessunissima maniera.

  • # 32
    Paolo Besser
     scrive: 

    @Zeirus: messaggino così giustopper… sabato 2 ottobre trovi buona parte di quella vecchia cricca al Videogames History di Monza, me compreso. Carlo Santagostino parlerà dei vecchi tempi di Zzap! in una conferenza, io parlerò di Icaros e così via…

  • # 33
    [D]
     scrive: 

    “Ma è del tutto inutile correggere tutti gli errori se prima non implementiamo tutte le funzioni secondarie del sistema”

    Scusa ma stai dicendo un’assurdità colossale. Nessun software sarà mai perfetto, esente da difetti ed è per questo motivo che si cerca di fare in modo di sistemare quelle cose che fanno la differenza tra un sistema che crasha ed uno no.
    Come si può pensare ad implementare funzioni secondarie quando le fondamenta sono di burro e senza alcuna ragione sensata per giunta ?
    C’è la pretesa di mantenere la retrocompatibilità con qualcosa di cui non frega niente ad anima viva. Non si può limitare la crescita e l’evoluzione di un sistema operativo per far piacere a programmi scritti un paio di decenni fa. Sembra di rileggere le ridicole coder war sui forum internazionali di amiga dove si pretende di continuare ad utilizzare framework ultra datati perchè su 68k “erano veloci” dimenticandosi però che tutto il sistema non ci gira più sui 68k ma su ppc.
    Secondo me il vero problema ruota intorno al fanatismo di certi che vanno avanti convinti, a testa bassa, che “amiga è il top e tutto il resto merda”. Tutta l’evoluzione informatica successiva ad amiga “è sbagliata” e non ci si deve sporcare adottandone le soluzioni e se il mondo non è d’accordo che si fotta insieme.
    Ci sono già stati gruppi di fanatici che hanno ragionato così e non hanno fatto una bella fine. S’è per caso liberato un posto e qui si sta scalpitando per occuparlo ?

  • # 34
    Paolo Besser
     scrive: 

    @[D]

    Scusa, ma non capisco esattamente quale sia il tuo problema con AROS, visto che nessuno ti obbliga a usarlo e nessuno ti chiede dei soldi per scaricarlo e installarlo: è lì, se ti piace lo usi, se non ti piace invece no. A me non piacciono i dolci alle castagne, ma non per questo mi sento nel diritto di entrare in pasticceria e cominciare lunghe e tediose discussioni su quanto possano essere cattivi i maron glaçee o le torte dal gusto e dagli ingredienti simili. AROS ha degli obiettivi ben precisi, condivisibili o meno, che possono essere facilmente cambiati se ti premuri di prenderne il codice sorgente, fondare il tuo branch o il tuo progetto, e portarlo avanti come meglio credi, aggiungendo la memoria protetta, la multiutenza e qualunque altra cosa ti passi per la testa.

    In secondo luogo, non è che passiamo le nostre giornate a scrivere AROS o a farne i lavori di contorno: lo facciamo (chi più chi meno) per DIVERTIMENTO, non per fanatismo. Ancora una volta: se a te il nostro gioco non piace, non è che devi per forza partecipare eh. Sembri uno di quei bambini che, quando tutti giocano a nascondino, entrano a gamba tesa e vanno avanti a piagnucolare finché tutti non giocano a Guardie & Ladri o a quello che vogliono loro.

    Infine, le fondamenta di AROS sono piuttosto solide, e fin tanto che stanno in piedi non c’è motivo di fermare lo sviluppo delle feature mancanti per cercare i tarli che le corrodono. Quando crolla qualcosa, ci mettiamo una pezza o risolviamo il problema definitivamente. Fra l’altro, è proprio grazie allo sviluppo di applicazioni di terzi, e all’aggiunta di altre funzioni all’ambiente operativo, che vengono fuori le magagne dei file di sistema. Problemi di progettazione o di implementazione che magari risalgono a diversi anni fa, e che ora vengono a galla. Basta seguire la mailing list degli sviluppatori per accorgersi di quanto sia febbrile, nonostante la scarsità di braccia e mezzi, questo lavoro. Comunque, ti ripeto, se tu ritieni tutto questo inutile e/o controproducente (non si capisce per chi o per cosa, fra l’altro), sei liberissimo di fare qualcosa di diverso e di più funzionale.

  • # 35
    [D]
     scrive: 

    “Quando crolla qualcosa, ci mettiamo una pezza o risolviamo il problema definitivamente.”

    Per fortuna che le fondamenta sono solide…

    Ogni operazione che si fa in Aros è a rischio crash, del programma prima e subito dopo del sistema. Pensi di metterti a correggere in maniera certosina ogni bug di ogni programma incluso nel sistema ? Praticamente non finirete mai. Tra dieci anni sarete al palo come oggi. Ma cosa credete ? Di avere un treno a voi riservato che starà ad aspettarvi sempre e comunque ?
    Quel treno non l’ha avuto linux che ha fondamenta che aros neanche si sogna e dovreste averlo voi in virtù di qualcosa oramai non più definito chiamato amiga ?

    “lo facciamo (chi più chi meno) per DIVERTIMENTO”

    Uh che divertimento, stavo cercando di cambiare un opzione nel pannello, non sapevo bene cosa toccavo perchè una spiegazione manco a puntare una pistola in testa a qualcuno, però imposto confidando che dato l’ok vedrò un cambiamento ed invece o non succede niente o crasha. Oh bhè resetto che è tanto divertente…
    Non so chi sta peggio tra voi, gli utenti linux che si vantano del cubo 3d o i truzzi con l’itelefono quando passano le giornate ad ingrandire le foto con il multitouch…

    “Problemi di progettazione o di implementazione che magari risalgono a diversi anni fa, e che ora vengono a galla.”

    Hai bisogno che un programma crashi per sapere che serve la memoria protetta ? Forse basterebbe farsi un piccolo (?) elenco di cosa ci si aspetta da un os moderno e confrontarlo con quello che offre aros, dopo di che rimettere in riga le cose.
    Non è così che si porta avanti la memoria di amiga.
    Chi ci mette mano sopra credendo di avvicinarsi a quel mondo si fa la peggior impressione possibile.

  • # 36
    simone bernacchia
     scrive: 

    @paolo
    mi pare di essere in Pressing e aver a che fare con il Mughini storico quando cerco di ribattere a d… se poi dice “io ABORRRRO AROS” allora non ci son piu’ dubbi :P

    @d

    Allora ho capito che hai avuto problemi con AROS che hanno influenzato negativamente le tue opinioni; considerato che ora anche Besser si e’ presentato su questo thread penso che magari ti puo’ dare dei consigli; le cose sono migliorate rapidamente negli ultimi tempi anche se una certa predisposizione al piantone soprattutto se si smastriccia con le schede di rete la vedo…:P

    Ma e’ anche la “forma mentis” che conta quando ci si rapporta con AROS; io non toccavo piu’ l’amiga da almeno quattro anni quando ho provato la nightly (e da due,essendomi trasferito all’estero non ne avevo proprio modo), e mi ci ero avvicinato con l’idea di un sistema open source e portato avanti da hobbisti, quindi per me quel che c’era era positivo anzi, considerato da dove viene quasi fantastico, invece magari te un amiga o uno dei suoi derivati lo hai usato piu recentemente, quindi sai cosa e dove vedere; [provocazione] a sto punto perche’ non cerchi di aiutare ad aggiustarlo anche te se ne hai le conoscenze tecniche? [/provocazione]

    Fortunatamente la comunita’ AROS non e’ un ambiente RTFM-NOOB come certe comunita’ linux e si puo’ trovare alcuni degli sviluppatori sia sul forum, dove rispondono in tempi ragionevoli, che sul canale irc forse uno dei pochi vantaggi ad essere piccoli, qualita’ elevata nel rapporto utente/sviluppatore…

  • # 37
    simone bernacchia
     scrive: 

    @d

    Mi son messo a rileggere alcuni dei post perche’ pensavo di aver perso un po’ il filo; allora, il corrompere le chiavette e’ un problema che c’e’ e si presenta occasionalmente; l’ho visto in altri forum e ne ho avuto prova io stesso; la mia dane-elec da due giga oh dovuto riformattarla e reinstallarla un po’ di tempo fa perche’ nel mio caso bootava, caricava il wanderer e si impiantava dopo cinque secondi (forse si erano fiarate le preferenze della rete o qualcosa altro, non so)cmq il boot da chiavetta e’ feature relativamente recente quindi di sicuro cose da aggiustare ci sono;
    so che della parte filesystem si occupa Neil Cafferkey e magari se gli mandi un debug lo mette anche a posto, sti giorni cmq e’ impegnato ad aggiustare il wireless. Personalmente sono conscio dello stato ancora alfa del sistema e cerco di tenere i dati su un altra chiavetta formattata FAT-32; so solo che se uno sto AROS non lo prova su strada e comunica le magagne che trova allora c’e’ poco da aggiustare, ma da qui a dire che sia un progetto fallito ne manca…

  • # 38
    [D]
     scrive: 

    Come ho già detto il vero problema è questa maledetta gestione della memoria.
    E impossibile pensare di correggere tutti i bug di tutti i programmi e pannelli presenti nel sistema, ma si può fare in modo di mettere una diga a valle.
    Vado su youtube, cerco amiga e trovo fior di video di gente che con un vero amiga faceva cad 3d e raytracing. Aros in un certo senso cerca di trasmettere le stesse emozioni su un computer che non è un amiga, soltanto che allo stato attuale non gli affiderei neanche il controllo della posta elettronica, altro che una qualche impresa in grado di coinvolgere sottosistema video (dedito al tirare strisciate in lungo e largo) e disco rigido (quest’altro invece impegnato anima e corpo a fare sempre qualche errore obbligando a scegliere se sospende un solo task -che però pianta il sistema- o rebootare).

    Qui la vera priorità è risolvere questi odiosissimi limiti prima che qualcuno cominci a pensare che l’esperienza originale amiga prevedesse violenza sul pulsante di alimentazione nella foga di dover riavviare la baracca ogni 10 minuti.

    1° Memoria Protetta
    2° Attivare una combinazione di tasti che bypassi quella gran merda del Wanderer e permetta di raggiungere un task manager magari scout dove in caso di necessità si possa tentare un recupero d’emergenza del sistema.

    Far uscire nuove release che non prevedono queste due cose è solo una gran perdita di tempo.

  • # 39
    Paolo Besser
     scrive: 

    @[D]

    Non voglio sembrare cattivo, ma nel tuo ultimo messaggio ravvendo una grossolana contraddizione: la gestione della memoria su Amiga era quella di AROS, né più, né meno, con la sola differenza che, quando la macchina andava in crash, compariva la scritta “Guru Meditation” accompagnata da un errorcode incomprensibile ai più e da un contorno rettangolare lampeggiante.

    Che cosa significa “Vado su youtube, cerco amiga e trovo fior di video di gente che con un vero amiga faceva cad 3d e raytracing. Aros …cerca di trasmettere le stesse emozioni…, soltanto che allo stato attuale non gli affiderei neanche il controllo della posta elettronica”? Se l’Amiga originale poteva fare cad 3D e raytracing SENZA la protezione della memoria, può farlo anche AROS alla stessa maniera.

    Che poi la protezione della memoria vada messa lo sanno anche i sassi e ancora di più lo sappiamo noi, che con i problemi di AROS ci conviviamo e cerchiamo in qualche modo di superarli, ma te lo ripeto per l’ennesima volta, se ancora non lo avessi capito: avere attorno a noi il coro dei quaqquaraqquà che ci ripetono la stessa solfa dal 1995 o giù di lì *non* *ci* *serve* *a niente*, trovare qualcuno in gamba che riesce a colmare le lacune preservando la compatibilità con quanto già scritto (che in fondo è il nostro obiettivo che ti piaccia o no), invece, sì. Scrivendo codice eh, non andando fare le piazzate sui forum.

    p.bes

  • # 40
    Paolo Besser
     scrive: 

    sempre @ [D]

    \2° Attivare una combinazione di tasti che … permetta di raggiungere un task manager magari scout dove in caso di necessità si possa tentare un recupero d’emergenza del sistema.\

    Questo invece mi sembra fattibile. Ora devo solo capire/ricordarmi come diavolo si fa a lanciare un programma e nasconderlo immediatamente dopo, assegnandogli una combinazione di tasti per richiamarlo. Ma credo che sia possibile farlo. Grazie.

  • # 41
    Ash
     scrive: 

    E’ qualche anno che seguo saltuariamente l’evoluzione di Aros.
    Ai programmatori di questo sistema operativo va tutta la mia stima e la mia incondizionata ammirazione.

  • # 42
    amonpaike
     scrive: 

    @paolo
    La memoria protetta….
    capisco che sarebbe una nuova funzione rispetto allo scopo del progetto che è riprodurre in toto l’os 3.1

    ho alcune domande che vorrei farti…

    La memoria protetta richiederebbe un’implementazione che farebbe perdere la compatibilità API con i vecchi programmi?

    E’ molto più complessa la progettazione della memoria protetta, rispetto a cose di rilievo che sono state già sviluppate all’interno dell’ os?

    Anche se non è una priorità del progetto, non credete nel team che questa funzionalità abbia una priorità più elevata rispetto al resto, visto che garantirebbe almeno un AROS più solido e quindi più propenso all’utilizzo oltre la mezzoretta?

    Un Bounty? :)

  • # 43
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ti dico la mia, poi Paolo potrà precisare se vuole.

    Alle prime due la mia risposta è sì. Alla terza, a mio avviso il team dovrebbe almeno raggiungere la versione 1.0 (cioè tutti gli obiettivi inizialmente prefissati).

    Comunque da quel che ho visto AROS lo si può usare ben più di una mezz’oretta. Che ci siano dei problemi è assodato, ma da qui a presentare un prodotto inutilizzabile stiamo facendo il passo più lungo della gamba.

    Infine i bounty possono essere aperti da chiunque ne abbia interesse. Basta mettere i soldi. :P

  • # 44
    paolo besser
     scrive: 

    Ciao Amonpaike.

    Ti devo rispondere di sì, che la memoria protetta comprometterebbe seriamente la compatibilità con i programmi scritti in passato, ma tra gli sviluppatori di AROS c’è anche chi non è d’accordo e… beh, la R di AROS sta per “research”, ricerca, quindi chissà mai che prima o poi non salti fuori una qualche soluzione geniale a proposito. Devo essere sincero fino in fondo: anch’io voglio che un meccanismo di questo tipo venga implementato al più presto, ma preferirei che prima si completassero tutti gli obiettivi originali del progetto, prima di aggiungere cose in grado di sconvolgerlo e di proiettarlo verso qualcosa di completamente nuovo. Più che altro, perché finché si fanno cose che si conoscono, avendo un modello chiaro da imitare, è facile andare d’accordo. Ma quando si comincia a discutere su come fare questo o quello… si finisce col discutere e basta. E di persone che blaterano e basta, attorno alla piattaforma Amiga, ce ne sono già state fin troppe.

  • # 45
    Zeirus
     scrive: 

    Video Game History (2010) by Paolo Besser (3 ottobre 2010)

    http://pcretrogames.blogspot.com/2010/10/video-game-history-2010.html

  • # 46
    Zeirus
     scrive: 

    Errata corrige. L’articolo è di Luca “Tex” Tessitore. Mi ha tradito una foto del Paolone con i nomi invertiti… ;)

  • # 47
    Zeirus
     scrive: 

    @ Paolo Besser

    Ho letto dell’incontro solo oggi… :( … peccato, avrei veramente desiderato incontrare dal vivo tutta la mitica redazione di Zzap! e TGM riunita di nuovo insieme. Ma al prossimo incontro non mancherò assolutamente! ;)

  • # 48
    [D]
     scrive: 

    Allora provata la 1.2.4 di Icaros e ancora una volta, NO, NON CI SIAMO PROPRIO.

    Leggo con piacere dalle news l’introduzione di una shortcut per richiamare scout, decido di fare una prova, tempo 5 minuti e belle visto che non serve ad una benemerita mazza.

    Due cose: testo doom in 800×600 e noto che una volta apparsa la finestra del gioco sparisce il puntatore del mouse; riapparirà solo quando via tastiera chiuderò il gioco attraverso il suo menu interno. Sta cosa l’ho vista succedere in moltissimi programmi in aros.

    Adesso cosa significa questo ? Semplicemente che non è il sistema che decide quando dare e quando togliere ma sono i programmi che decidono quando e come concedere funzioni al sistema. Insieme alla mancanza della memoria protetta, un’altra cosa veramente inaccettabile. Multitasking ? Come, se il mezzo d’interazione principale (il mouse) sparisce tra le nebbie, fatto prigioniero dal programmino scritto con i piedi di turno ?

    Seconda cosa, provo megamario. Qui ho potuto valutare che ci sono veramente grossi limiti a livello di gestione della grafica.
    Il programma “va” in schermo intero ma purtroppo dentro questo il gioco rimane in una finestrella nel lato alto sinistro dello schermo. Tralascio il fatto che il menu che appare viaggia per i fatti suoi, mi felicito che stavolta il mouse mi viene concesso ma la mancanza di un pulsante sulla barra, che spunta per metà, per iconizzare o spedire via la finestra mi costringe a provare la famosa shortcut per scout. Provo, forse qualcosa carica, ma rimane bellamente in background, non posso accederci, quindi niente controllo dei task e niente terminazione del gioco in questione.

    Rimarrebbe da premere il reset sul case, se non fosse che il pc di test è un vecchio acer che non prevede tale pulsante, al massimo uno spegnimento brutale…

    Servono ulteriori commenti ?

  • # 49
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Uno lo aggiungo io: qualunque applicazione, se apre uno schermo a sé stante, può far sparire il mouse.

    E questo non c’entra nulla col “multitasking”. Non è la presenza del mouse o meno a dimostrare che sia ancora presente.

    Tra l’altro il multitasking in AmigaOS si poteva disabilitare fin dal day one. Idem per la memoria protetta, assente fin dall’inizio.

    E qui, mi sembra, stiamo parlando di un s.o. che è un remake di AmigaOS. O no?

    Quindi, di che ti lamenti? Son cose note, e non puoi pretendere di provare “AmigaOS” e lamentarti perché si comporta come… AmigaOS.

    Per AROS si penserà a delle soluzioni a questi problemi quando sarà completato, come giustamente aveva scritto Paolo prima.

  • # 50
    [D]
     scrive: 

    “E questo non c’entra nulla col “multitasking”. Non è la presenza del mouse o meno a dimostrare che sia ancora presente.”

    E allora perchè nella prima demo di Lorraine si sono inventati proprio gli schermi draggabili ? Proprio per poter dare una dimostrazione tangibile della presenza del multitasking.

    “Tra l’altro il multitasking in AmigaOS si poteva disabilitare fin dal day one.”

    Il multitasking lo disabili a comando non causa bug, kernel fatti di cartapesta ed api ferme agli anni 80

    “E qui, mi sembra, stiamo parlando di un s.o. che è un remake di AmigaOS. O no?

    Quindi, di che ti lamenti? Son cose note, e non puoi pretendere di provare “AmigaOS” e lamentarti perché si comporta come… AmigaOS.”

    Di che mi lamento ? Um… vediamo… mi lamento del fatto che ogni volta che cerco notizie storiche su amiga, tutti sono concordi nel ricordare la superiorità tecnologica di hw e sw della piattaforma in questione rispetto le macchine sue contemporanee per cui anche se i tempi non lo consentono più, anche se non potremo mai rivedere un amiga più avanti rispetto la concorrenza, non farebbe schifo che almeno cercasse di mettersi in pari.

    Dove lo vedi il remake di amiga os ? Io vedo un baraccone che ha chiuso occhi ed orecchie al mondo, io vedo una cosa che non glorifica amiga ma ne insulta il ricordo !

  • # 51
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    E allora perchè nella prima demo di Lorraine si sono inventati proprio gli schermi draggabili ? Proprio per poter dare una dimostrazione tangibile della presenza del multitasking.

    Quello lo si vedeva già con le singole finestre.

    Gli schemi “draggable” sono, invece, una dimostrazione dell’hardware dell’Amiga.

    Anche perché una stessa applicazione (single-task) poteva aprirne quanti ne voleva (chipram permettendo).

    Il multitasking lo disabili a comando non causa bug, kernel fatti di cartapesta ed api ferme agli anni 80

    I bug non bloccano il multitasking, a meno che non vadano a toccare ALCUNE strutture del s.o..

    Il kernel non è di cartapesta e le API sono state rinnovate ben dopo gli anni ’80.

    Sei rimasto un bel po’ indietro…

    Di che mi lamento ? Um… vediamo… mi lamento del fatto che ogni volta che cerco notizie storiche su amiga, tutti sono concordi nel ricordare la superiorità tecnologica di hw e sw della piattaforma in questione rispetto le macchine sue contemporanee per cui anche se i tempi non lo consentono più, anche se non potremo mai rivedere un amiga più avanti rispetto la concorrenza, non farebbe schifo che almeno cercasse di mettersi in pari.

    AROS è un progetto HOBBISTICO: non c’è dietro un’azienda a foraggiarne lo sviluppo.

    Dove lo vedi il remake di amiga os ?

    In quello che è stato realizzato. Ovviamente parlo da tecnico.

    Io vedo un baraccone che ha chiuso occhi ed orecchie al mondo, io vedo una cosa che non glorifica amiga ma ne insulta il ricordo !

    Io rivedo AmigaOS, invece.

    E vedo che continui a spargere veleno su una cosa di cui non hai ancora capito nemmeno le finalità (che già ai tempi della sua ideazione erano state fissate).

    Ma non è un problema mio, a questo punto.

  • # 52
    simone bernacchia
     scrive: 

    Veramente,D, a stpo punto se vuoi qualcosa di professionale E amighista ti puoi rivolgere a MorphOS (che di recente ha incluso altri power mac ai modelli supportati) ed OS4; AROS e’ fatto da gente nello scantinato di casa tanto quanto un linux dei tempi storici, con un millesimo della forza lavoro di linux (dicevano in un thread che si contano 13/15 sviluppatori del core OS); e’ quello che devi considerare prima di fare giudizi…

  • # 53
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    A mio avviso non è nemmeno quello. Perché le lamentale riguardano più che altro AmigaOS, quindi come funzionava e… continua a funzionare con AROS, visto che ne è una (abbastanza fedele) riscrittura.

    Detto in altri termini, dannarsi perché AmigaOS funziona… come AmigaOS. E lo trovo privo di senso…

  • # 54
    simone bernacchia
     scrive: 

    @cesare

    no,ha abbastanza senso, si lamenta perche’ AROS funziona ESATTAMENTE come Amiga os, secondo lui AROS doveva partire gia’ come il santo graal (retrocompatibilita’ e memoria protetta) senno non aveva senso; ma non ha capito che fare come dice lui passa per forza nel fare come stanno facendo loro, si e’ scordato di tutte quelle discussioni nel 95 quando cose come sandboxing e virtualizzazione non erano quasi pensate…

  • # 55
    paolo besser
     scrive: 

    Eh, [D], ma ti devo proprio spiegare tutto…

    “testo doom in 800×600 e noto che una volta apparsa la finestra del gioco sparisce il puntatore del mouse… Adesso cosa significa questo ? Semplicemente che non è il sistema che decide quando dare e quando togliere ma sono i programmi che decidono quando e come concedere funzioni al sistema. Insieme alla mancanza della memoria protetta, un’altra cosa veramente inaccettabile. Multitasking ? Come, se il mezzo d’interazione principale (il mouse) sparisce tra le nebbie, fatto prigioniero dal programmino scritto con i piedi di turno?”

    La possibilità di personalizzare il puntatore e di nasconderlo è propria di AmigaOS da sempre. Se un programma è pensato per prendere possesso del puntatore, lo prende, fino a che non è l’utente a chiudere il programma o a passare a un altro task. Per il resto, non vedo proprio cosa c’entrino screen e puntatore del mouse con il multitasking, che è tutta un’altra cosa. Linux senza Xserver ha solo la shell testuale, ma multitaska benissimo lo stesso.

    “Seconda cosa, provo megamario. Qui ho potuto valutare che ci sono veramente grossi limiti a livello di gestione della grafica.
    Il programma “va” in schermo intero ma purtroppo dentro questo il gioco rimane in una finestrella nel lato alto sinistro dello schermo.”

    Questo succede perché stai usando una modalità VESA e in modalità VESA AROS può sì aprire quanti schermi vuole, ma sempre e solo alla risoluzione “visibile” che hai scelto all’avvio (di default: la risoluzione fisica del display o quella che AROS ha giudicato ottimale dopo aver interrogato il monitor). Se ci fai caso, in modalità VESA non puoi cambiare nemmeno la risoluzione di Wanderer on the fly. Se tu avessi usato un driver nativo (Radeon, GeForce, Nouveau), al contrario, Megamario e gli altri programmi che aprono schermi a risoluzioni differenti… sarebbero andati a pieno schermo come ti saresti atteso.

    Fa eccezione a questo comportamento il solo MPlayer, ma questo perché chi lo ha portato ha messo in preventivo la possibilità che il video fosse riprodotto su uno schermo in modalità VESA e, per tanto, che l’utente volesse farne automaticamente un resize a pieno schermo. Usando un driver nativo (quelli di prima), invece, Mplayer in modalità pieno schermo avrebbe aperto uno screen alla risoluzione più vicina a quella del filmato, e poi applicato un piccolo resize se necessario.

  • # 56
    flameman
     scrive: 

    ragazzi ho bisogno di una mano

    ho realizzato tempo fa una piccola scheda 68000-8Mhz, bus sincrono 16 bit

    prima di cimentarmi nella costruzione di una isola 68020

    vorrei provare ad impiegare una “Amiga CSA Mega Midget Racer 68030″ (che trovo ai mercatini, gia’ collaudata)

    si, si stratta di una scheda migliorativa per amiga 500, capace di rimpiazzare il 68000 di bordo con un 68030 + FPU e Static RAM

    esiste documentazione tecnica su questo genere di schede ? mi occorre il memory map

  • # 57
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Anche se ce ne fosse, sarebbe difficile trovarne.

    Comunque per memory map di queste schede cosa intendi? Il 68030 non ha memoria sua mappata in qualche modo, e utilizza quella del sistema in cui gira. Nello specifico, è la logica di decodifica del bus dell’Amiga 500: è questo che ti serve conoscere?

  • # 58
    flameman
     scrive: 

    se ti parlo di una scheda di quel tipo e’ xke’ ne ho una che tengo d’occhio al mercatino

    se fosse difficile recuperarla, me la costruirei da solo

    (opzione di scorta, fattibile, se vedo che adattare quella scheda costa + tempo che fabbricarne una meno complessa =P )

    e in particolare quella scheda

    http://amiga.resource.cx/manual/Mega-Midget_Racer.pdf

    http://www.amiga-hardware.com/showhardware.cgi?HARDID=64

    Processor: 030@16Mhz, 030@25Mhz, 030@33Mhz or 030@50Mhz
    FPU: Optional 68881 or 68882 (PGA) at the same frequency as the processor or asynchronously if a crystal is used
    MMU: Yes
    Max Ram: 8MB (requires optional RAM expansion board)
    Ram Type: ZIP Chips

    “The card also includes 512K of very fast SRAM which can be configured as system RAM, or be used to cache the Kickstart for increased ROM access. These are four chips located in the top left hand corner of the board”

    aggiunge anche un banco da 512Kbyte, e propone di usarlo come copia + veloce della rom kickstart: ebbene dove li mappa sul memory map del sistem sottostante ? sovrapponendosi al memory range della rom del kickstart ?

    per esempio, prendendo non una A500 (di cui al volo non ho dati) ma di una A1000

    parliamo di $F80000-$FFFFFF System ROM ?

    Amiga 1000 Memory Map
    =====================

    Address Use
    —————————————–
    $000000-$07FFFF Chip RAM
    $080000-$1FFFFF Reserved
    $200000-$9FFFFF Potential Fast-RAM
    $A00000-$BEFFFF Reserved
    $BFD000-$BFDF00 PIA B (even addresses)
    $BFE001-$BFEF00 PIA C (odd addresses)
    $C00000-$DFEFFF Reserved for expansion
    $DFF000-$DFFFFF Custom chip registers
    $E00000-$E7FFFF Reserved
    $E80000-$EFFFFF Expansion ports
    $F00000-$F7FFFF Reserved
    $F80000-$FFFFFF System ROM

    mi servirebbe anche capire come includa/escluda il 68000 di cui va ad emulare il bus

  • # 59
    flameman
     scrive: 

    mi piacerebbe anche capire come faccia a copiare la rom del kickstart in static-ram: ovvero al bootstrap dovrebbe mappare la s-ram su di una area diversa da quella della rom del kickstart, quindi copiare byte a byte (o longword a longword, facciamo prima) il contenuto della rom in ram (256Kbyte ?), quindi istruire l’elettronica della acceleratrice affinche’ escluda la rom dall’address range visto dal 68030 e al suo post indirizzarvi la sdram: in pratica, tutto quel po-po di chip che si vedono in foto

    http://www.amiga-hardware.com/display_photos/megamidget_small.jpg

    altro non fanno che far si che, dal punto di vista del 68030, la rom diventi una ram: stessi dati, ma molto molto + veloci negli accessi

    va capito anche se/come gestisca la protezione in scrittura

    esiste documentazione di questo tipo ? ho trovato solo il manuale di installazione =P
    (il pdf postato precedentemente)

    avrei bisogno anche del pin/out del connettore della scheda di espansione memoria DRAM opzionale

  • # 60
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Forse ti è più utile questo: http://www.appuntidigitali.it/11877/amigaos-senza-il-chipset-dellamiga/ articolo che avevo scritto un po’ di tempo.

    Può darsi che la scheda acceleratrice sfrutti l’autoconfig per eseguire il suo codice al boot, e approfittare quindi della situazione per effettuare le operazioni che hai descritto.

    Servirebbe un dump della sua ROM per disassemblarla e capire cosa fa e quali locazioni utilizza per mappare i suoi registri.

    Comunque se non c’è altra documentazione la vedo dura.

  • # 61
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Il tuo messaggio #58 era rimasto bloccato dall’antispammer, per cui m’ero perso un pezzo. Ho recuperato il PDF, e penso d’aver capito cosa ti potrebbe aiutare.

    Nelle pagine 21-23 dovrebbe esserci la soluzione ai tuoi problemi.

    Pagina 22: “The SROM option copies the Amiga ROM kernel into the 32-bit SRAM on the Mega-Midget
    Racer and enables a hardware feature that allows the ROM kernel to be executed out of
    the fast, 32-bit RAM without the use of the MC68030’s Memory Management Unit
    (MMU). Depending on the size of the ROM, either 256k or 512k bytes of the 512k byte
    SRAM area will be used. If both the SROM and SRAM options are specified, the SROM will
    be installed first. Any remaining SRAM will be added to the system as fast memory. If
    the SRAM option is specified without the SROM option, then all 512k bytes of SRAM will
    be added to the system as fast memory.”

    Pagina 23: “The Switch_CPU program allows the user to switch the Mega-Midget Racer from the
    MC68030 mode to the MC68000 mode. The Amiga computer is rebooted during this
    process, which allows an alternate operating system to be loaded, if desired (some game
    programs do this). While operating in the MC68000 mode, total software compatibility
    is achieved. To return to the MC68030 mode, simply reboot the computer (either warm
    or cold boot). The Switch_CPU program can be run from the CLI or from the Workbench
    (by double-clicking on the Icon). The CSA-MMR program (described above) must be
    run before the Switch_CPU program will function properly.”

    Quindi basta disassemblare rispettivamente il programma CSA-MMR e quello Switch_CPU per capire come funzionano i meccanismi di mappatura della ROM nella SRAM, e di abilitazione del 68000.

    E’ chiaro, a questo punto, che il processo è interamente controllo via software, il che è un bene, visto che questi programmini sono piccoli e facilmente disassemblabili.

  • # 62
    flameman
     scrive: 

    ummmm, la questione si fa intrigante, e acquistero’ ugualmente quella scheda (150 euro, al mercatino, ma qualcosa si trova, a volte, anche su ebay

    http://cgi.ebay.it/Amiga-CSA-Mega-Midget-Racer-68030-33mhz-/160508384943?pt=LH_DefaultDomain_0&hash=item255f0b96af

    )

    per ora, a conti fatti, costa di meno fabbricare un modulo che faccia esattamente quello che voglio, piuttosto che adattarne uno (in termini di costo, e ore)

    ho gia’ in casa un paio di 68020-25Mhz, relativi zoccoli, quarzi da 25Mhz, buffer ad alta impedenza, bassa latenza, e un paio di CPLD XC95**108

    quindi realizzero’ qualcosa di molto semplice: non emulazione ma adattamento, del bus a 32bit del 68020 al bus a 16 bit del 68000, sfruttando la naturale caratteristica “dynamic bus sizing” propria del 68020

    sfruttero’ xro’ poi l’idea delle rom locali della “Amiga CSA Mega Midget Racer 68030 @ 33mhz” x confezionare una isola cpu con 8Mb di NVram (4 chip da 2Mbyte, datasize 8bit, ciascuno, in parallelo) con accesso diretto a 32bit: nel mio caso sara’ usata come area firmware di sviluppo

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