di  -  lunedì 2 novembre 2009

Il 2 Giugno 1967 i satelliti Vela, satelliti americani atti a controllare la pace atomica e quindi che nessun paese facesse test nucleari non autorizzati, rivelò una radiazione ad altissima energia così potente da spaventare il governo americano.

Dopo i primi dubbi riguardanti una possibile arma russa, si sono presto resi conto che la radiazione non arrivava dalla Terra, ma dallo spazio.

Nel corso degli anni, in particolare dopo il 1991, data in cui è stato lanciato il satellite BATSE, si è capito che questi raggi gamma estremamente energetici e di breve durata erano una radiazione prodotta da stelle lontane, oggetti molto compatti nella fase finale della loro vita. Quando queste stelle implodono , fino a creare un buco nero , emettono dei jet ad altissima energia lungo l’asse di rotazione.

Questi jet contengono particelle velocissime, che subiscono un complicato effetto di accelerazione, fino a emettere fotoni ad energie irraggiungibili in sistemi diversi. Questi fotoni vengono chiamati raggi gamma proprio a causa della loro intensissima energia e sono emessi dalla stella per un tempo estremamente limitato, che va da qualche manciata di secondi fino a un massimo di un’ora.

Dopo l’esplosione vera e propria si manifesta un’emissione successiva, in genere di energia più bassa (radiazione X ) che viene chiamata “afterglow”.

Nonostante gli sforzi e gli innumerevoli passi avanti nella comprensione di questi raggi gamma, chiamati in per la precisione Gamma Ray Bursts (GRB), ci sono ancora molte domande a cui dare risposta.

Per esempio non conosciamo con certezza quale sia il meccanismo di accelerazione delle particelle durante l’esplosione, né sappiamo la composizione completa dei jet. Per questo i GRB sono ancora, e anzi direi sempre più, al centro dell’interesse della comunità di astrofisica.

Questi oggetti però suscitano l’interesse anche di scienziati di altri campi, perché quello che accade in quei pochi secondi all’interno della stella è irriproducibile. Per pochi secondi l’intero universo è “illuminato” da questa radiazione gamma che, nonostante la sorgente sia lontanissima, ben al di fuori della nostra Galassia, supera in intensità qualsiasi sorgente che ci circonda, come il Sole o il Centro della Galassia. Per questa ragione anche fisici delle particelle e fisici teorici sono estremamente interessati a capire cosa succede veramente durante un Gamma Ray Burst, e a interpretare la fisica che lo caratterizza.

Il satellite Fermi (precedentemente chiamato GLAST) è in orbita da circa un anno per osservare e caratterizzare il GRB nell’intero cielo, e ultimamente ha dimostrato le sue potenzialità misurando il GRB (e quindi in generale l’oggetto) più lontano da noi mai osservato: il GRB 090423.

Le distanze cosmologiche vengono spesso misurate in termini di redshift , ovvero lo spostamento verso il rosso della banda elettromagnetica osservata a causa del movimento relativo dell’osservatore e dell’oggetto osservato (a causa dell’effetto Doppler). In questo caso la distanza del GRB eraa redshift 8.2, per cui il più lontano che sia mai stato osservato finora.

Per confronto la galassia più lontana osservata finora era ad un redshift di circa 7. L’osservazione di questo oggetto ha garantito alla squadra di Fermi una pubblicazione sulla rivista Science .

Ma le scoperte di Fermi non si sono limitate a questo. Il mese successivo, a Maggio di questo anno, ha misurato un’altro GRB alla stessa distanza, 8,2 di redshift, ma questa volta il Gamma Ray era ancora più interessante. Infatti oltre ad essere estremamente lontano, era anche estremamente energetico. In particolare è stato rivelato un singolo fotone, la cima dello spettro elettromagnetico, di 31 GeV (gigaelettronvolt, circa 5×10^-9 Joule). Perché questo singolo fotone è così interessante?

Perché potrebbe darci informazioni estremamente importanti sulla natura stessa dell’Universo e dello spazio tempo. Infatti uno dei problemi principali della fisica di oggi è l’incompatibilità che esiste tra la meccanica quantistica (la teoria che meglio descrive l’infinitamente piccolo, il comportamento degli atomi e delle particelle fondamentali) e la relatività generale, ovvero la migliore descrizione che abbiamo dell’infinitamente grande e della legge di gravità che gestisce i corpi celesti.

I teorici si stanno spremendo da anni per cercare in qualche modo di far andare d’accordo queste teorie, ma le difficoltà tecniche e soprattutto la difficoltà di sperimentare e osservare queste teorie fa si che non ci sia ancora un’unica risposta. Tra le teorie più plausibili ci sono la teoria delle stringhe e la teoria della gravità quantistica.

Quest’ultima in particolare cerca di armonizzare le due teorie limitandole a scale energetiche differenti, in modo che possano convinvere senza essere in contrasto. Secondo la teoria della gravità quantistica, per esempio, l’invarianza di Lorentz, che è una delle basi della relatività di Einsten (in questo caso la relatività speciale) dorebbe valere fino ad un certo limite di energie, in particolare al limite chiamato “di Planck“.

L’Invarianza di Lorentz postula che la velocità della luce nel vuoto sia un limite invalicabile e sia costante per qualsiasi osservatore. In pratica vuol dire che la velocità dei fotoni che ci arrivano dallo spazio sia sempre uguale, e non cambi in base alla loro energia. La gravità quantistica, invece, sostiene che dopo una certa energia la relatività lasci il posto alla meccanica quantistica, e quindi che l’inverianza di Lorentz venga violata quando le energie in gioco sono estremamente alte.

Il nostro fotone di 31 GeV rappresenta un sistema per porre un limite a questa violazione. L’osservazione, pubblicata anche questa sulla rivista Science, dimostra come non ci siano i presupposti per dichiarare l’invarianza di Lorentz violata. Il fotone risulta infatti aver viaggiato alla stessa velocità di tutti gli altri, facendo cadere l’idea che la velocità della luce dipenda dall’energia.

In fisica però è molto difficile dire che una cosa NON succede. Se si osserva una cosa, allora si può dire che quella accade. Ma se non si osserva, in pratica non si può dire niente, perché può sempre succedere in condizioni diverse, oppure può essere una limitazione dei nostri strumenti.

Quello che si può fare, in questi casi, è porre un limite inferiore. In questo caso vuol dire che se è vero che c’è una variazione della velocità in funzione dell’energia che questa variazione deve essere più piccola di un tot, che è la precisione dei loro strumenti. Il loro limite è così basso però, da buttare un’ombra sulla teroia della gravitazione quantistica, che ha quindi perso molto terreno in confronto ad altre teorie di unificazione.

20 Commenti »

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  • # 1
    banryu
     scrive: 

    Questioni assoloutamente affascinanti, per quel poco che capisco.

  • # 2
    goldorak
     scrive: 

    Tanto per mettere in prospettiva la cosa, se il nostro sole dovesse emettere fotoni di tale energia la sua superfice dovrebbe avere una temperatura di 10000 miliardi di gradi centigradi.
    Una cosa inconcepibile. La temperatura superficiale del sole e’ grossomodo attorno ai 5500 gradi centigradi.
    I fotoni che ci vengo dal sole sono circa 10^-10 volte meno energetici di quelli di un GRB.

  • # 3
    DosFX
     scrive: 

    Anche secondo me la velocita’ della luce non puo’ dipendere dall’energia perche’ alla fine e’ solo un’onda elettromagnetica e in base alle mie conoscenze di elettronica con 1 o 10 Gev non cambia nulla solo la sua intensita’, certo non sono un fisico loro ne sapranno molto piu’ di me l’unica cosa che posso pensare e’ che la luce possa viaggiare a una velocita’ superiore solo se ne viene curvato il suo spazio-tempo ma questo e’ un altro discorso…

  • # 4
    Gas
     scrive: 

    Quoto banryu:
    come al solito un articolo davvero interessante (per quanto mi manchino parecchie nozioni sull’argomento e quindi non mi e’ proprio del tutto chiaro =P )

  • # 5
    goldorak
     scrive: 

    @DosFX : questo non e’ vero in alcune teorie di gravita’ quantistica. La velocita’ interpretata come una serie di potenza dipende sia dall’energia del fotone che dall’energia di planck grosso modo cosi :

    Celerita’ (E) = c + A1*E/Eplanck+A2*(E/Eplanck)^2+…termini di ordine superiore.
    c e’ la velocita’ della luce nel vuoto e Eplanck e’ l’energia caratteristica alla scala di planck e vale qualcosa come 10^19 GeV. L’energia caratteristica per cui i fenomi di gravita’ quantistica diventano rilevanti.

    La rilevazione di questo GRB ha consentito di mettere un paletto al valore di A1. E di conseguenza consente di discriminare tra alcune teorie di gravita’ quantistica che forniscono un valore oltre il paletto determinato da questo GRB e quindi vengono invalidate.
    Le altre teorie invece che hanno un valore di A1 entro i paletti sperimentali non vengono invalidate ma neanche confermate come giuste.
    Rimangono potenzialmente in corsa finche’ non ci saranno esperimenti in grado di fissare i valori dei coefficienti di ordine superiore.

  • # 6
    n0v0
     scrive: 

    Bell’ articolo davvero! Ho un paio di domande per Eleonora:

    il redshift pari a 8,2 a quanti miliardi di anni luce corrisponderebbe? È riferito alla distanza comovente, giusto? Perchè sennò vorrebbe dire che la fonte è più vecchia dell’ universo stesso.. ;-)

    L’ altra domanda è: conosci quell’ altra candidata al ruolo di mediatore fra meccanica quantistica e relatività generale, meglio nota come “trinagolazione dinamica causale”?

    Ne hanno parlato su di un articolo di Le Scienze e, in effetti, mi è piaciuta come idea. Tu che ne pensi?

  • # 7
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @n0v0
    Mi avevi gia` domandato questa cosa della triangolazione dinamica causale in un articolo che scrissi qualche tempo fa:
    http://www.appuntidigitali.it/3462/il-grande-rimbalzo-nuove-teorie-gravitazionali-prevedono-un-universo-che-muore-e-ritorna/

    La mia risposta non cambia molto… nel senso che non e` una teoria ancora ben sviluppata, se n’e` parlato in qualche conferenza e qualche articolo, ma non e` il mio campo per cui non ne so molto. E` ad ogni modo una branca della gravita` quantistica, anche se come ha spiegato goldorak si sono diversi approcci, per cui non e` detto che questo limite, scoperto grazie al GRB, si possa applicare a tutte le teorie quantistiche della gravitazione. La teoria della triangolazione causale si pone di ricomporre lo spazio tempo sotto forma di triangoli di base, per capirne la struttura. Non so esattamente come questo si riperquota sull’invarianza di Lorentz, ma sospetto che richieda anch’essa di violarla…

    Per quanto riguarda la distanza in redshift, si basa sul fatto che il nostro universo e` in espansione, quindi le stelle e le galassie sono in accelerazione reciproca. Per effetto Doppler, quindi, ciascuna vede le altre con una luce spostata verso il rosso. Visto che la misura dello spostamento si basa sull’ espansione dell’Universo, ci da` anche un’informazione temporale di QUANDO e` successo l’evento.
    Pensa per esempio che l’oggetto piu` distante in assoluto e` il CMB, il fondo cosmico a microonde, emesso dall’universo 300mila anni dopo il big bang, e sta a redshift = 1089, per cui ben piu` lontano del GRB in questione. redshift 8.2 vuol dire che la luce ci ha messo 13 miliardi di anni per raggiungerci, quindi quel GRB e` avvenuto circa 630 milioni di anni dopo il Big Bang.

  • # 8
    n0v0
     scrive: 

    perdo colpi! Mica me lo ricordavo!

    è la vecchiaia… ;-)

    cmq grazie del chiarimento

  • # 9
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    ma non sarà che non si riesce ad unificare la gravità con le altre forze solo perchè la gravità appartiene ad un altro sistema?
    Per esempio…mele pere ed arance appartengono alla stessa specie..le patate no.
    Forse la gravità è una patata!

  • # 10
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    Il principio di indeterminazione quantistica.conosciuto come collasso d’onda, mi fà venire alla mente il guardare un film
    Un film gira 25 fotogrammi al secondo (pal) e nonnostante ai nostri occhi sembri fluido in effetti non lo è.
    Ci sono dei brevi intervalli tra un fotogramma e l’altro dei quali non ci rendiamo conto per le proprietà del nostro siatema visivo. Potremmo definire allora il film un film quantico, in quanto salta da uno stato all’altro senza continuità analogica.
    Perchè questo? Io penso per risparmiare spazio( per uno avezzo ai sistemi informatici per risparmiare memoria).
    Dunque un universo quantico sarebbe come un universo zippato
    dove l’informazione sarebbe contenuta tutta nella funzione d’onda delle relative particelle.
    Quando voglio estrarre una informazione dall’ onda della particella questa collassa , come se volessi fermare un fotogramma dal film, rendendomi solo il valore del momento od il fotogramma. ovvio che in questo modo perdo tutte le altre informazioni.Collasso d’onda!

  • # 11
    n0v0
     scrive: 

    questa è forse la più efficace delle metafore che abbia sentito!

    niente male.. ;-)

  • # 12
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    Ma perchè questo?
    Forse perchè l’universo non è così infinito come si dice ed anche lui deve risparmiare il più possibile?
    Arriviamo alla velocità della luce…è dimostrato che nel nostro universo non è possibile superarla, ma ci sono casi dove questo limite viene smentito…naturalmente nella meccanica quantistica ed è il principio di non localizzazione. Non mi sto a dilungare nel descriverlo, chi lo desidera si puo informare in internet.
    Allora, abbiamo due sitemi…uno dove la velocità della luce è impossibile da superare, un’ altro dove è possibile.
    Beh..cosa c’è di strano..! Se uno ha sempre viaggiato e può solo viaggiare su treni accellerati e poi si vede sfrecciare accanto un treno ad alta velocità può solo fare due considerazioni: o non è possibile, oppure sono due linee ferroviarie differenti!
    Io propendo per la seconda ipotesi!

  • # 13
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    Ma perchè due linee differenti?
    Forse che una è la linea della fisica classica e l’altra la fisica quantistica?

  • # 14
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    Torniamo alla velocità della luce…ed all’universo zippato!
    Ora, mettiamo che io voglia viaggiare da roma a napoli,sono il solo a fare questo tragitto e nessun altro mi seguirà..
    la cosa più intelligente ed economica da fare sarebbe costruire man mano la strada che devo percorrere utilizzando il materiale già usato, cioè quello della strada appena percorsa.Nessun altro la userà ed il lasciare indietro una striscia di asfalto inutilizzata non avrebbe nessun senso!
    Ecco che interviene il range della velocità della luce, esso mi mostra solo la strada che sto percorrendo,non posso vedere più in la, mentre, invece, la quantistica mi costruisce appena poco dopo la strada che percorrerò.
    Ora ha un senso parlare di due sistemi diversi.
    Ed è anche comprensibile che la freccia del tempo indichi sempre una sola direzione anche quando in fisica sarebbe possibile il contrario.
    Naturalmente questi sono solo pensieri di una persona qualunque.

  • # 15
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    PS.
    La quantistica ha solo un significato, almeno per me, ed è quello che io ho definito universo zippato o pidocchio( nel senso di tirchio).
    Nonnostante le sue incredibili manifestazioni di energia l’universo è molto avaro nel produrle e bisogna tirarglirle fuori con le cattive!

  • # 16
    giuseppe de facendis
     scrive: 

    Ancora una cosa…se la gravità fosse solo un sistema per registrare le masse e quindi l’informazione dell’universo, tipo touch screen, funzionerebbe lo stesso ma non sarebbe la stessa cosa.
    Aspetto con ansia la rilevazione di onde gravitazionali…!

  • # 17
    Foton
     scrive: 

    Domanda…..
    Possiamo quindi parlare di “Multiverso”?
    ———— Bo e chi lo sa!
    Io penso che tutto vada verso lo zero assoluto!
    Ho una seriazione e un pensiero che mi affligge da decenni!

    Esiste lo zero assoluto? E per quanto tempo è possibile conservare lo zero? Per sempre? Non credo!

    Lo zero è comunque una particolare condizione energetica che dipende dal punto di osservazione!

    Mettiamo d’essere come dei quanti e di viaggiare a velocità crescenti fino alla velocità della luce!
    Che cosa vedremmo mai?
    Alla velocità della luce tutto parrebbe fermo immobile immutato e il tempo sarebbe zero… le lancette non si muoverebbero, o meglio i fotoni che dovrebbero tracciare le immagini, sarebbero impossibilitati ad arrivare a noi… per il semplice fatto che viaggiamo assieme a loro e in parallelo alla loro stessa energia!

    Ora

    Se rallentassimo vedremmo di nuovo muoversi qualcosa…(i fotoni)

    Ma se fosse possibile andare più veloci della luce?

    Credo che vedremmo il tempo e le cose andare a ritroso!

    E sì, i fotoni che prima ci facevano vedere il divenire, ora sono passati avanti, ma dopo aver superato la loro velocità, li rincontreremmo tutti quanti in sequenza inversa!

    Allora se fosse possibile vedere ciò, non possiamo far altro che guardare indietro, ma non potemmo vedere Niente!

    In dietro, i fotoni non arrivano piu a noi, rimarranno sempre più distaccati, e quindi il divenire, il presente, diventerebbe il passato e il futuro sarebbe inesistente, il futuro sarebbe Zero!

    Allora se continuiamo a superare la luce dove arriveremo?
    Ovviamente vedremo l’origine del tutto!

    Arrivati presso l’ultimo , o meglio, primo fotone o quanto che sia, cosa vedremo mai?

    Niente nulla zero, e neanche noi potremo essere presenti, almeno che il Nulla, lo zero assoluto, non siano altro che dei punti per un salto energetico superiore o inferiore!

    Ma questo è impossibile perché pare che alla velocità della luce massa ed energia siano infinitamente grandi da non poter essere superati!

    Dico pare, appunto per il fatto che alla velocità della luce il tempo si ferma lo spazio e la massa si dilatano all’infinito e l’energia superiore sarebbe impossibile da misurare per il fatto che sfuggirebbe più veloce dei nostri fotoni resi immobili dal fatto di viaggiare alla stessa velocità!

    Ora dico io in un sistema siffatto, non è logico aspettarsi che il tutto non sia stato generato da un punto zero che ha subito una concentrazione infinita di zeri, tanto che si sono fusi assieme provocando appunto un brusco rallentamento, o accelerazione, delle condizioni tenevano tutto e tutti la stessa energia, reiteravano sempre ed ININTERROTTAMENTE lo stesso zero?

    Riflettendo su ciò non mi rimane altro che pensare che alla fine tutto sarà zero!

    In fondo se i buchi neri sono spettri di stelle implose, dai quali nessun’energia può uscire, possiamo anche pensare che in questi buchi assieme alla curvatura infinita dello spazio si stia già verificando l’azzeramento del tempo e la massa tenderà sempre più all’infinito ovvero non si fermerà mai, fino a quando esisterà l’universo che conosciamo.

    La teoria della grande implosione è ancora lontana da una soluzione, invece se esistesse un modo per invertire l’entropia dell’universo, scopriremo davvero il Multiverso Inverso! Ovvero la possibilità che da una concentrazione infinita di situazioni energetiche identiche dove non potrebbe esistere alcuna rilevazione, visto che il passato e il presente assolutamente non esisterebbero, se non in forma di un futuro che mai arriverà, almeno che, una di queste infinite singolarità di “zero relativo” non collida con un’altra e che le rispettive energie si compenetrino sommandosi o sottraendo l’una nell’altra …

    Ecco che allora Spazio tempo e massa tornerebbero ad essere relativamente percepiti e così nasce un Verso Non Unico Ma a doppio senso!
    Ovvero, le particelle dell’universo a noi relativo potrebbero essere derivate dalla compenetrazione di due o più Universi talmente Mono-Energetici da risultare Nulli a se stessi, ma non esattamente tutti con lo stesso punto d’azzeramento… o meglio … ( sapendo che il big bang è un fatto)
    Pensiamo pure che gli universi Nulli a se stessi sono infiniti; allora basterà che anche solo uno in positivo, o negativo, non sia stato abbastanza uguale al resto, che da esso, o in esso, l’energia si è finalmente palesata e ha fatto il botto! In fati se era infinita ed equipollente, stazionava nei vari infiniti nulli relativi, trovando una energia maggiore o minore, l’Universo è semplicemente esploso; oppure, prima è imploso nel punto di minor energia assoluta, poi è comunque esploso!

    Ma quale logica potrebbe essere usata per spiegare questo?

    Il Caso, è un valido punto di partenza!

    In un infinito sterminato di Nullità Relative esisterà sicuramente un caso dove le energie non si trovino più perfettamente allineate?

    Ed ecco che arrivano i raggi Gamma GRB che ci avvertono che la porta per materia spazio e luce si sta per chiudere e che l’abisso dello Zero Relativo si sta palesando richiamando energia, spazio e tempo in un punto singolare dal quale prima un sole emanava energia, ora si inverte il processo.

    Ma se tutto tornasse al punto di origine?
    Che succederebbe?
    Un nuovo big bang?

    Non è possibile sapere, visto che se tutto implodesse in un solo punto torneremo ad aver nuovamente Spazio Tempo e Massa talmente Infiniti da essere contemporaneamente anche nulli a se stessi e completamente paralleli a tutto il resto dello zero relativo che al posto del nostro universo, riprenderà nuovamente canopo, fino a quando nell’infinito, una casualità non comprometta nuovamente l’equilibrio dei Multiversi Nulli a se Stessi.

    E se invece l’universo si espandesse all’infinito?

    Allora al centro non esisterà più neanche un fotone libero visto che le distanze saranno talmente infinite da far risultare il resto inesistente.
    Questo Difficile da comprendere in termini relativi.
    Infatti, visto che un fenomeno esiste perché lo vedo, è impossibile concepire distanze per le quali nessun fotone sarebbe mai e poi mai percepito!

    Allora pensiamo a come facciamo a vedere il passato del’universo… andiamo a cercare le energie che vengono riflesse dai confini più remoti!

    Allora ammettiamo di stare in una posizione esterna all’universo, potremo vedere che esiste solo quando la sua energia c’investirà e vedremo prima il big bang e poi il resto…

    Ecco noi invece stiamo osservando il resto sperando di vedere anche il prima, ma questo secondo me non sara mai possibile!
    Per un semplice fatto che come avviene nei buchi neri appena nati, l’energia che gli sfugge è poca ma ad altissima nergia; anche al momento del big bang potrebbe esser sfuggita dell’energia infinitamente più grande dell’infinito esistente che non ha neanche la possibilità di tornare indietro visto che per essa la luce risulterebbe più lenta e quindi non potrebbe neanche aver presente un suo passato, ma solo viaggiare all’infinito sfuggendoci per sempre e diventando a noi non rilevabile, ma sempre e comunque possibile e credibile a tal punto di esser chiamata materia “Oscura”!

    Ok e ora in sintesi che cosa significa questo?

    Non importa come è avvenuto il big bang, ma importa come in un infinito zero relativo che tende all’assoluto possa mai trovarsi una contraddizione di tale tendenza.

    Bhe se pensiamo che per mantenere lo zero relativamente assoluto ci vogliono reiterazioni infinite d’infinite energie… e qua arriva il bello!
    E’ impossibile che infinite energie di infinita entità siano sempre tali che tra esse relativamente risultino tutte, allo stesso stato di infinità.
    Ovvero essendo il tempo e lo spazio legati alla luce, non vedo perché non possa essere il contrario.
    Ovvero ad energie più alte della luce spazio e tempo non possono esistere.

    E qua ci risiamo!
    L’energia epurata da spazio e tempo avrebbe ragione d’esistere? no? E allora è ovvio che lo zero relativamente assoluto in quanto formato da infinite energie equipollenti, potrebbe riempire e delimitare i confini dell’universo e non esclude che, sparsi nell’infinito zero relativamente assoluto, vi siano altri UniVersi in espansione, o in formazione, ma questo non lo sapremo mai, per il fatto che lo zero li circonda!
    Ma se due universi si incontrassero?
    Potrebbe essere che il piu energetico dei due vada a precipitare verso l’altro aumentandone la massa o l’energia. In questo modo ci sarebbe una big implosion stile buco nero, oppure un aumento energetico determinerebbe una velocizzazione dell’espansione che riceverebbe nuova energia di espansione verso lo zero relativamente assoluto!

    —–

    Ora basta, domani vado alla Neuro e mi faccio internare…

    Però è divertente speculare sull’universo!

    Ok saluti a tutti!

  • # 18
    nemo
     scrive: 

    Questo articolo mi fa venire in mente una domanda circa la velocità della luce.

    La velocità della luce è costante nel vuoto. Ma quale vuoto? Per esempio se riproduciamo l’esperimento dell’effetto Casimir (come hanno fatto a Padova nel 2001) tra le due lastre c’è un vuoto “diverso” dal vuoto esterno alle lastre. Quindi la velocità della luce passando da una regione all’altra dovrebbe subire un “salto” discontinuo o sbaglio?
    Quindi velocità della luce e vuoto quantomeccanico sembrano collegati così come la gravità macroscopica e la luce sono legati.

    La velocità della luce sembra la chiave di volta per collegare gravità quantistica e gravità classica e dare ragione non solo del perchè ci sono le masse ma anche perchè c’è il vuoto, e soprattuto “come ” è fatto tale vuoto.

    Ciò detto vado a farmi internare anche io.

  • # 19
    goldorak
     scrive: 

    Lo spazio interstellare rappresente in maniera chiara e netta il concetto di vuoto. Ci saranno si e no qualche decina/centinaio di atomi per metro cubo.
    Sulla terra si posso generare vuoti ma non cosi’ spinti come quello interstellare.
    A livello quantistico il vuoto non e’ vuoto nel senso che ce’ sempre una certa quantita’ di energia.
    La velocita’ della luce e’ costante sia nella relativita’ ristretta (che e’ appunto una teoria classica) sia nelle teorie di campo quantistico.
    E soltanto nelle teorie di gravita’ quantistica, cioe’ quando ci avviciniamo alla scala di planck che si pensa che la velocita’ della luce dipenda dall’energia.

    La velocita’ della luce con la massa delle particelle centra per niente. E il campo di Higgs/Bosone di Higgs il responsabile della massa delle particelle. E uno dei compiti del Large Hadron Collider e’ proprio quello di rilevare questo fantomatico bosone di Higgs.

  • # 20
    banryu
     scrive: 

    Quote:
    “La velocita’ della luce con la massa delle particelle centra per niente. E il campo di Higgs/Bosone di Higgs il responsabile della massa delle particelle. E uno dei compiti del Large Hadron Collider e’ proprio quello di rilevare questo fantomatico bosone di Higgs.”
    Sperando che sono capiti di nuovo un incidente.
    Ok, questo era OT.

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