di  -  martedì 18 agosto 2009

Tempi di tagli economici per molte aziende. A causa, o con la scusa, della crisi economica mondiale molte aziende, tra cui anche molti grandi nomi come Sony, Philips, e chi più ne ha più ne metta hanno dovuto operare tagli sostanziosi nelle spese.

Questi tagli sono spesso uno spauracchio per i dipendenti, che come è comprensibile temono riduzioni di stipendio o addirittura di perdere il lavoro.

In questo periodo di tagli però, le aziende discutono anche di ridurre quacosa che il dipendente medio non rimpiangerà di sicuro: la settimana lavorativa! Sembra infatti, secondo molti analisti, che ridurre a quattro giorni la settimana lavorativa, senza però ridurre il numero di ore, possa portare grossi vantaggi all’azienda, non solo in termini prettamente economici, ma anche da un punto di vista della produttività e salute mentale dei dipendenti.

Negli Stati Uniti sembrano crederci parecchio, e in molti stati questa discussione è passata all’ordine del giorno, tanto è vero che diverse aziende hanno già cominciato in via sperimentale a fare qualche prova facendo lavorare i loro dipendenti dieci ore al giorno per quattro giorni alla settimana.

Il principale esempio di questo tipo è lo stato dello Utah , in cui più di 17.000 persone hanno cambiato il loro orario di lavoro, con un progetto che va sotto il nome di Work4Utah. Questo mese si celebra il primo anniversario di questa prova, e il risultato sembra essere ottimista.

Gli uffici statali hanno infatti risparmiato quasi 2 milioni di dollari finora, non avendo la necessità di accendere luci, ascensori e soprattutto, aria condizionata e riscaldamento per ben 3 giorni alla settimana. Inoltre sembra proprio che i lavoratori siano soddisfatti di questo sistema. Infatti grazie a un sondaggio fatto tra le persone che hanno partecipato alla prova, sembra che quasi il 90% degli intervistati sia soddisfatto del sistema e desideri mantenere permanentemente questo tipo di orario.

I più ottimisti vedono la settimana corta come un grande vantaggio anche da un punto di vista ambientale. Oltre ai risparmi energetici dovuti alla riduzione dell’utilizzo dell’elettricità, non bisogna dimenticare che migliaia di persone utilizzeranno la macchina un giorno in meno. Inoltre chi lavora dieci ore al giorno probabilmente non prenderà i mezzi pubblici e privati nelle stesse ore di chi ne lavora 8, riducendo ulteriormente l’inquinamento grazie allo snellimento del traffico nelle ore di punta.

Sempre lo stato dello Utah ha steso un rapporto con una stima dell’energia e dell’impatto ambientale del loro progetto. Solo grazie alla chiusura degli edifici di venerdì, gli uffici dello Utah hanno prodotto 6000 metri cubi di diossido di carbonio in meno rispetto all’anno precedente. Se si include il risparmio dovuto all’utilizzo un giorno in meno delle automobili da parte dei dipendenti questo numero raddoppia. Per fare un confronto, queso risultato equivale a ritirare dalle strade 2300 automobili in un anno.

La critica che nasce spontanea è che lavorando dieci ore al giorno il personale abbia meno tempo per se stessi alla sera, quindi che ci possano essere problemi di salute derivanti da una riduzione dell’attività fisica e un aumento di alimentazione poco salutare ma veloce, come i fast-food. Sebbene la critica sia convincente, i dipendenti dello stato dello Utah sembrano contraddirla.

Solo il 20% degli intervistati, infatti, sostiene di essere andato più spesso nei fast food, e solo il 30% di aver svolto meno attività fisica. Dato da confrontarsi, tra l’altro, con un altro 30% che sostiene di aver fatto più attività fisica, disponendo di più tempo nei weekend. Un’altro dato alquanto inaspettato è che la settimana di 4 giorni ha anche fatto aumentare considerevolmente il volontariato tra i cittadini dello Utah.

Personalmente vorrei anche vedere dati sulla produttività personale, ma sono abbastanza ottimista in questo senso, perché ho notato spesso, nel mio lavoro, che quando devo lavorare veramente capita spesso di rimanere in ufficio un numero di ore che si avvicina di più alle 10-11 rispetto alle classiche 8. Credo però che dipenda molto dal tipo di lavoro che viene svolto.

Rimane in ogni caso un’idea molto interessante, e mi domando come sarebbe la mia vita se dovessi organizzarla con questo tipo di orario!

37 Commenti »

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  • # 1
    I vantaggi della settimana corta | succoso
     scrive: 

    […] I vantaggi della settimana corta […]

  • # 2
    Sergio
     scrive: 

    Secondo me lavorare 8 ore al giorno è un’assurdità, la vita è 1 sola, si dovrebbe lavorare 2/3 ore al giorno per 3/4 giorni la settimana. http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=7pEjwMiswOo

  • # 3
    Guada
     scrive: 

    io non sono d’accordo con Sergio, evidentemente non hai capito come va inteso IL RAPPORTO con il tuo lavoro. (in sostanza, non ti piace il lavoro che fai).
    Detto questo, è assolutamente vero che spesso si fanno più delle canoniche 8 ore al giorno, quindi ridurre i giorni non deve essere affatto male.

  • # 4
    Marco
     scrive: 

    sergio ovvio 3 ore al giorno per 4 giorni a settimana…ovvro a 8 euro allora ben 96 euro a settimana ossia meno di 400 euro al mese…come fai conto di vivere? con i sogni e le speranze? chi ti paga mille o + euro al mese per lavorare meno? chi produce in quelle ore che tu non lavori????

    senza tralasciare che in 3 ore non si riesce a fare molto,anzi immagina un tagliaboschi che fa un turno di 3 ore…arriva perde mezz’ora a prepararsi, poi non va la motosega mezz’ora persa per farla funzionare e gia un ora delle 3 non ha fatto niente….e poi magari c’è anche gente che magari fa un ora di viaggio x cosa? x 3 ore di lavoro? Ma per favore qua si tratta di…”voglia di lavorare…saltami addosso…che mi sposto”

  • # 5
    vero
     scrive: 

    State parlando di lavoro di ufficio…
    Un operaio non può lavorare 10 ore filate…
    L’idea può essere buona solo se applicata a lavori di ufficio, per i lavori fisici, turni di 10 ore sono schiavitù…da operaio cinese.

  • # 6
    saggiodelWeb
     scrive: 

    lavorare 8 ore se fatte bene ad un videoterminale spacca, figuariamoci 10-11 ore come dice l’autore dell’articolo .
    per me gia 6-7 ore spaccano (faccio il programmatore e da noi si fanno poche micropause altro che 626).
    cmq se mi danno 1000 euri al mese o 1100 dollari se sono iin usa per fare 4 gg lavorativi anche a 8 ore al di mi andrebbe alla grande….

    la verità è in italia si lavora solo nelle aziende medio-piccole dove ci sono i capi che controllano 8ore su 8…
    mentre negli enti statali o provinciali nessuno controlla e si fanno 9899 pause caffe e sigaretta..

  • # 7
    saggiodelWeb
     scrive: 

    scusa autrice del articolo non autore :P

  • # 8
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    È vero che bisogna capire come distribuiscono le pause. Se sono 10 ore senza pausa pranzo e senza break pomeridiano va a finire che rimani in ufficio 12 ore, ed è abbastanza folle…
    In ogni caso è ovvio che un discorso del genere vale solo per lavori di ufficio, non lavori pesanti.
    Sarebbe anche interessante capire se, per esempio, l’esposizione al monitor e lo sforzo degli occhi procurerebbe maggiori danni così…

  • # 9
    Marco
     scrive: 

    e secondo voi gli operai non fanno straordinari?lavorano ben + di 8 ore al giorno

  • # 10
    vero
     scrive: 

    @marco
    Un conto è lo straordinario (lo dice la parola stessa) un conto è lavorare sistematicamente 10 ore al giorno.

    @presani
    l’ovvietà sui lavori pesanti è venuta fuori dai commenti non dall’articolo.

    @saggiodelWeb
    non credo sia il caso di inziare un flame su chi lavora e chi no….non tutti gli statali sono fannulloni come vorrebbe farci credere qualche ministro “piccolo piccolo” meglio noto come ministrino.

  • # 11
    elevul
     scrive: 

    I have a dream.
    I wish a world free of the slavery of the work, a world where everyone can use their time to be happy, instead of suffering for an unhappy day.
    A world where parents have the time to stay with their children, instead of working all the time.
    A world wheere everyone is free.
    I have a dream.

  • # 12
    Giuliano
     scrive: 

    Parlando personalmente preferisco sempre concentrare le ore di lavoro, potessi lavorerei per 2 giorni a 20 ore…

    L’idea dello utah è bellissima, quasi un sogno…vi immaginate quante cose farei con 3 giorni liberi alla settimana? potrei stare di più con la famiglia educando meglio i miei figli, svilupparei hobby in modo più costante, farei più sport…e sopratutto risparmieremo tutti in salute perchè meno movimenti = meno inquinamento = meno rischio di incidenti = meno stress = migliore qualità della vita…e anche più acquisti facendo muovere l’economia.

    Io la vedo molto positiva la cosa, inutile frammentare le ore…

    è ovvio che dipende dal lavoro ma personalmente faccio sempre più di 8 ore al giorno quindi sarei abituato…e faccio pure un lavoro molto pesante.

  • # 13
    paul
     scrive: 

    @vero

    Io nell’articolo ho letto di uffici statali e di traffico inferiore grazie agli orari diversi di chi fa 8 ore e chi 10.

    Mi sembrava ovvio che non si parlava di minatori già prima di leggere i vostri commenti :P

    Ciao XD

  • # 14
    Giacomo
     scrive: 

    E’ chiaro che una certa visione malata del capitalismo intesa come catena di montaggio frenetica in continua accelerazione è al tramonto.
    Come disse Montanelli già tanti anni fa ci siamo incamminati erroneamente verso la “quantità della vita” perdendo di vista la ben più importante qualità della vita.
    Comunque mi fa sorridere quando penso alle critiche verso la Francia quando qualche anno fa introdussero la settimana lavorativa corta, poi come sempre tutti dietro a copiare..

  • # 15
    arkanoid
     scrive: 

    confesso che mi piacerebbe provare….anche se lavorare 10 ore al giorno non è una cosa fisicamente sostenibile in tutti i settori, ma molta gente già lavora 9 ore al giorno ed è pagata per 8, quindi non mi sembra un’idea malvagia a prescindere

  • # 16
    Tasslehoff Burrfoot
     scrive: 

    Mah ci sarebbero tante considerazioni da fare sull’orario di lavoro. Nel mio campo ad es (consulente IT) capitano giornate dove 12 ore al giorno non bastano, molte altre dove delle canoniche 8 ore lavorative, quelle realmente utilizzate per lavorare sono a dir tanto 3-4.
    Il resto del tempo è spesso utilizzato per sperimentare e documentarsi su nuove tecnologie o fare cose interessanti ma non immediatamente utili dal pdv lavorativo, e perchè no anche un po’ di relax non guasta.

    Più che lavorare 10 ore secondo me basterebbe cominciare con un approccio più soft scaglionando le attività durante un arco temporale maggiore.
    Ad es io da settembre sto lavorando dalle 11:30 alle 20:00 e devo ammettere che i vantaggi sono innumerevoli, meno problemi di trasporto, meno stress, costi inferiori, meno traffico e una maggiore produttività senza il break della pausa pranzo.

  • # 17
    max
     scrive: 

    secondo me invece l’ideale sarebbe lavorare non più di 6-7 ore al giorno, 5gg a settimana, a tutto vantaggio del tempo libero per se stessi, di una produttività che non risentirebbe affatto di un’ora in meno giornaliera ( a fine turno, dopo una giornata passata incollato davanti al monitor, tranne casi eccezionali di emergenza, si è stanchi, meno concentrati, e più svogliati);

    le 35 ore settimanali migliorerebbero senz’altro la qualità della vita, a tutto vantaggio del contesto familiare, sociale delle perone, e anche economico per le aziende (maggior tempo libero= maggior tempo per attività extra-lavorative=maggior tempo per acquisti etc etc )

  • # 18
    jnukman1980
     scrive: 

    @ arkanoid

    io mi faccio 11 ore in media di lavoro al giorno(per contratto ne dovrei fare 7,5/die) eppure sto bene.anzi, benissimo!soprattutto a fine mese quando mi ritrovo la busta paga gonfiata di 700euro…hehehe

    @ sergio
    sei il classico esempio di chi si nasconde dietro a queste scuse per non ammettere che la tua non e’ nient’altro che “voglia di non fare un ****”.purtroppo il sistema ci impone questo sacrificio per poter vivere adeguatamente. se non ti sta bene, puoi ribellarti ed andare nei boschi a fare l’eremita. li si che nessuno ti rompera le scatole.

  • # 19
    The3D
     scrive: 

    Jnukman:

    Che razza di discorso (mi riferisco alla risposta verso Sergio) io invece penso che abbia perfettamente ragione. Lavorare 8 e + ore al giorno con break pranzo che a volte (nel mio caso sempre) si trasforma in soli 20 min x ingurgitare il necessario e tornare al lavoro, e aggiungiamoci anche il tempo di andata/ritorno lavoro che sempre tempo perso per il lavoro è, per me è puro schiavismo. Al posto tuo me ne sbatterei altamente dei 700 euro in busta paga, pur di dedicare a me stesso le ore rimanenti. E ti assicuro che la mia non è voglia di nn fare una cippa come la chiami tu: io quando lavoro do il massimo, ma non voglio vivere per lavorare, semmai il contrario. Infatti mi sto cercando un part time, me ne sbatto dei soldi, io voglio vivere la mia vita. Se non sei d’accordo ok, ma non ti puoi permettere di dire agli altri che la pensano diversamente da te che non hanno voglia di lavorare.

  • # 20
    jnukman1980
     scrive: 

    hai ragione.forse il mio commento era troppo a “senso unico.faccio ammenda.
    pero dalle mie esperienze ho capito che solo con il sacrificio si puo innalzare la qualita della vita(ripeto,qualita,non quantita).vivendo e lavorando all’estero mi sono reso conto che non c’e’ nulla da fare: si vive molto meglio che da noi ma allo stesso si deve dare di piu(come giusto che sia,imho).poi basta sapersi organizzare: mi sbatto 5 giorni la settimana,si,ma il sabato,la domenica e le ferie pagate me le stragodo senza badare a spese.
    Oppure se un mio caro od un amico hanno bisogno di una mano economica, posso aiutarli senza risentirne, ecc. Sentirmi utile agli altri e non vivere la mia vita egoisticamente mi rende felice.
    Poi se vogliamo, viviamoci la nostra vita,grattiamoci l’ombelico dalla mattina alla sera,ma per favore non lamentiamoci che il nostro paese e’ considerato da tanti il terzo mondo dell’occidente e funziona tutto male.molte volte mi e’ capitato di dover ascoltare dei nullafacenti, che si lamentavano del fatto che in italia non si puo piu vivere e bla,bla,bla…pero nessuno di loro ha pensato minimante a rimboccarsi le maniche e cercarsi un lavoro….no,se ne stavano seduti davanti al baretto del quartiere ad aspettare che la fortuna gli cadesse fra le braccia…come se tutto fosse dovuto…e’ questo che mi manda in bestia!

  • # 21
    pmware
     scrive: 

    Anche io sono per lavorare meno delle attuali 8 ore al giorno, magari con la possibilità di spostare l’arco lavorativo in base alle necessità. Ad esempio basterebbe fare un’ora e mezza in meno al giorno, che potrei sfruttare per tutte quelle cose che ora sono costretto a fare sabato: sport, hobby, shopping, andare in posta/banca, visite mediche. Se devo fare queste cose di settimana devo puntualmente chiedere il permesso per arrivare dopo o uscire prima. A 25 anni preferisco prendere 22euro in meno a settimana ma avere tempo per vivere.

  • # 22
    The3D
     scrive: 

    Per me l’orario lavorativo + corretto sarebbe 6 ore al giorno x 5 gg, senza pausa pranzo (che diventa altrimenti un’ora lavorativa in +). Mi piacerebbe lavorare dalle 8 alle 14, e avere il pomeriggio libero per seguire le mie passioni. Utopia?

  • # 23
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    eheh, ma 6×5 sono 30 ore lavorative alla settimana… ovvero un quarto in meno rispetto a come è ora. Se ti accontenti di 3/4 del tuo attuale stipendio si può fare, ma molti non potrebbero permettersi di dedicarsi ai loro hobbies, a quel punto….se invece di 1200€ ne prendi 900 qualcosa cambia. Si tratta in ogni caso di scelte personali.

  • # 24
    avve
     scrive: 

    Certo che proprio non me lo so spiegare che sia davvero necessario lavorare tutti (gli operai beneinteso) 40 ore a settimana, per poter sbarcare il lunario.
    Davvero, non riesco proprio a capacitarmi come facessero 10, 20 o 30 anni fa, quando le tecnologie erano di gran lunga peggiori, l’automazione era molto più rudimentale, e le rese, ahhh, le rese, molto inferiori! Cioé, io non dico che dovremmo prendere 10 volte tanto rispetto a 30 anni fa, ma, secondo me, lavorare un po’ meno, sì.

    Poi un’altra cosa di cui non mi capacito, è: prendiamo il cibo. Con le tecnologie attuali, pochissime persone riescono a fare un prodotto immenso, talmente elevato che spesso dev’essere in parte distrutto per evitare di squilibrare il mercato. Talmente elevato che una buona parte del raccolto è destinata all’allevamento, quando se fosse direttamente usato dagli uomini allevierebbe di molto il problema della fame nel mondo.

    io posso capire che sulla tecnologia ci sono investimenti e ricerca e rinnovate esigenze che fanno lievitare i costi (la sicurezza, l’ecologia, ecc), ma sul cibo? Come mai con lo stipendio attuale di un operaio, solo a mangiare, riesci giusto a sfamarti e a sfamare un bimbo, mentre 10 20 30 anni fa oltre a sfamare te sfamavi la moglie e due, tre figli? Il costo del cibo dovrebbe essere la metà di quello che è.
    E’ un ricatto bello e buono quello di costringerti a lavorare gran parte della tua vita per poter sopravvivere e mantenere un figlio (che infatti molti non fanno più). Se invece per mangiare fosse necessario lavorare poco, il resto uno potrebbe valutare se vale la pena sacrificarsi per acquistarlo oppure no. Ci sarebbe comunque gente desiderosa di cimentarsi per ore in qualche attività, ma molti invece preferirebbero dedicarsi alla famiglia, alle amicizie, al sesso, ecc!

    Io poi ci ho pensato tanto, a dove va il mondo.
    sembra talmente assurdo, c’erano i licenziati che protestavano perché i robot industriali toglievano loro lavoro! Gli impiegati temevano che i computer li rendessero pedine sacrificabili.
    Finora dove il settore primario si è liberato di risorse umane, se le prendeva il secondario. Quando il secondario si liberava di risorse umane, aumentavano le tasse, e con queste si pagavano i lavoratori del terziario.
    In un mondo dove le aziende sono totalmente automatizzate, e più del padrone non serve alcuna persona, cosa succederà? Quando anche nel terziario interverranno tecnologie automatiche e futuristiche in grado di rendere l’uomo obsoleto, quale scusa si inventeranno, i proprietari delle terre, delle fabbriche, dei servizi, per darci a noi lavoratori la possibilità di umiliarci, di venderci, di prostituirci, in cambio di una frazione della nostra vita?

  • # 25
    avve
     scrive: 

    junkman il tuo è il discorso dello schiavo.
    anche io ho fatto mesi a guadagnare 2000 facendo doppi turni sulle ribalte. 12 ore con una pausa non ufficiale di 30 minuti tra un cambio turno e l’altro. E il panino me lo mangiavo mentre spingevo le gabbie da 450kg e oltre. Arrivavo a casa stravolto che se non c’era mammà neacnhe sarei stato in grado di cenare.
    Ma mi compravo l’ipod e lo schermo lcd. E poi ritornavo alle mie 6h x 6giorni.
    Adesso c’è gente che è costretta a fare roba simile per avere un tetto sotto cui dormire. Per poter comprare i libri “obbligatori” di scuola ai figli. Persino per mangiare, se la tua azienda “soffre la crisi” (aka: è stata vittima delle speculazioni dei pescecani) e ti si chiede di fare gli straordinari gratis, con l’implicita promessa di una cassa integrazione in caso di rifiuto.

    L’eremita oggi non è più un’opzione. L’opzione è l’accattonaggio o il furto, e non mi stupisce che sempre di più la seconda diventi la più gettonata.

  • # 26
    Ale
     scrive: 

    Sarebbe molto bello ma io non potrei perchè già ci metto 3 ore e mezza ad andare e tornare dal lavoro… in pratica in quei 4 giorni non potrei fare niente altro, a malapena mangiare, quasi neanche lavarmi! E con me tutti i pendolari in questa condizione!

    Se invece ci mettessi, poniamo, due ore al massimo tra andata e ritorno (dal momento in cui esco di casa al momento in cui entro in ufficio, e viceversa) sarebbe molto meglio… con un giorno in più di tempo alla settimana si può andare in palestra o a corsi assortiti una volta di più, fare grandi passeggiate, stare con i propri cari, coltivare i propri hobby… insomma, gioverebbe molto alla salute… mi sa che mi trasferisco in Utah :)

  • # 27
    Andrea R
     scrive: 

    Non so se qualcuno di voi ha visto il documentario Zeitgeist:Addendum e ha riflettuto un po’ sull’economia basata sulle risorse, ma vedo che qualcuno che nota che non sia normale la nostra situazione.
    Guardate sto documentario online e vedrete esattamente dove sta il problema.

  • # 28
    jnukman1980
     scrive: 

    @ avve
    discorso dello schiavo?adesso la definite cosi la voglia di lavorare? :) vabbe evitiamo commenti…

    forse cio che manca in italia e’ proprio la motivazione di fondo…lavoro in una azienda italiana a tokyo(filiale) e so benissimo le differenze di contratto generali che ci sono tra il quartier generale nel belpaese e qua:

    1- in italia si inizia con 800 euro(netti),trasporti non pagati e si arriva a prendere 1100euro dopo 7-8 anni…con picchi di 1700euro dopo 15-17 anni…fine.

    2- nella nostra filiale,invece,si inizia con 2200euro,trasporti pagati e dopo soli 2-3 anni si arriva a 3000euro(l’aumento non bisogna chiederlo,e’ automatico!).poi una volta arricchito il curriculum con l’esperienza(intorno i 5 anni) si hanno 2 opzioni: 1-si ottiene la promozione con conseguente raddoppio dello stipendio 2- si va a lavorare in un’altra azienda che magari ti offre pure di piu(qui e’molto comune fare cosi,perche il lavoro c’e’ sempre!anche in periodo di crisi!).

    quindi ci credo,che tutti si sentono derubati della propria vita…penso che anch’io non lavorerei mai per delle briciole.pero piuttosto che lamentarmi come tanti fanno,me ne sono andato all’estero(con solo uno zaino e biglietto aereo in mano.non scherzo)dove ora,grazie a dio,posso contribuire alla societa,senrtirmi utile agli agli altri,venir ripagato adeguatamente e sentirmi realizzato.

    p.s. ora per favore non venitemi a dire: “eh,vabbe ma il giappone e’ caro” che e’ una str****ta colossale.dopo l’avvento dell’euro la vita a Tokyo e’ diventata grossomodo un 20% piu economica delle varie Milano,Roma,ecc

  • # 29
    The3D
     scrive: 

    Ecco, diciamo che lavorare a quelle cifre sarebbe già un’altra vita :D

    ma vedermi sottratte 10 ore al giorno per 20 giorni al mese per 1100 euro, è veramente frustrante. Ti invidio per la scelta che hai fatto, vorrei farla anche io.

  • # 30
    junkman1980
     scrive: 

    che aspetti a partire allora?se nel frattempo non ti sei creato una famiglia,non e’ mai troppo tardi!

  • # 31
    paul
     scrive: 

    @3D

    in serbia per esempio si lavora 7 ore al giorno… non 8, ma sembra che per motivi “europei” si adegueranno.

  • # 32
    Bellastoria
     scrive: 

    @Paul
    Nn sono un esperto ma nn credo. Qui in Danimarca si lavora 37 ore a settimana con 5 settimane di ferie l’anno. E il discorso salario è più o meno lo stesso che ha fatto Junckman1980 per il Giappone. Basta già muoversi in nord Europa per vedere che il mondo può girare diversamente. Ovviamente con le eccezioni del caso. E diciamocelo, ormai stare da qualche parte in Europa è un po’ come andare a vivere in una città diversa in Italia.

  • # 33
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Confermo che anche qui in Olanda si hanno 5 settimane di vacanze. L’orario lavorativo dipende dal datore, ma in genere sono 8 ore compresa la pausa pranzo (che però non è molto lunga). Gli stipendi si avvicinano molto di più a quelli citati in Giappone che agli stipendi italiani….
    Io, come vedo anche altri qui, ho deciso di andare via dall’Italia per poter sviluppare il mio lavoro e le mie ricerche assieme a mio marito (in Italia non è molto facile trovare due posti di ricercatori vicini). Però ammetto che andarsene non è sempre la soluzione migliore, anzi, sarebbe il caso di lottare e darsi da fare per cambiare la situazione in Italia. È ovvio che se si è insoddisfatti del proprio lavoro 2 ore o 8 ore sono sempre troppe…

  • # 34
    junkman1980
     scrive: 

    Qui si inizia con 18 giorni(4 fissi + 14 flessibili) di ferie pagate.Un po meno rispetto agli altri paesi,ma in compenso abbiamo 17 festivita l’anno.le ore lavorative sono di regola 37,5 ore la settimana.

    Cara Eleonora
    anch’io credo,in parte,che andarsene non sia la soluzione migliore,ma paradossalmente e’ la piu facile.
    E sinceramente non me la sento di sacrificare la mia vita facendo il martire ed avvelenarmi il fegato.
    Lo saprai meglio di me che per cambiare anche una sola e piccola frazione del sistema richiede decenni ed io sinceramente non me la sento…soprattutto finche il nostro parlamento non sara ripulito da tutti gli ingordi maiali che lo popolano.ma questa e’ pura utopia…

  • # 35
    Limo
     scrive: 

    Secondo me il ragionamento non fila per niente dal punto di vista ambientale.

    Vero che lo Stato dello Utah risparmia sui suoi costi fissi (riscaldamento, aria condizionata, energia in generale), ma viene incrementato il consumo a livello personale.

    Con un giorno in più libero a settimana, denaro permettendo, si moltiplicherebbero le “gite fuori porta” di 3 giorni (per 2 spesso non vale la pena), o comunque le attività personali anche non virtuose (certo, ci sarà chi legge più libri o fa più attività fisica, ma sono la minoranza).

    Diciamo che questa riduzione a 4 giorni lavorativi ha un altro effetto: rilanciare i consumi dovuti al maggior tempo libero a disposizione!

    Niente di male (in fondo la nostra società vive di questo), ma: no grazie, personalmente ne faccio a meno.

    E poi lavorare mi piace!

  • # 36
    elevul
     scrive: 

    @The3D:

    praticamente l’orario scolastico… :D

    Io, invece, vorrei lavorare di pomeriggio, magari dalle 12 alle 18, visto che odio la mattina. :D

  • # 37
    diggita.it
     scrive: 

    I vantaggi della settimana corta…

    Tempi di tagli economici per molte aziende. A causa, o con la scusa, della crisi economica mondiale molte aziende, tra cui anche molti grandi nomi come Sony, Philips, e chi più ne ha più ne metta hanno dovuto operare tagli sostanziosi nelle spese.
    Qu…

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