di  -  lunedì 14 luglio 2008

central park, new york

Google Street View, le mappe di Google che ci permettono di passeggiare per le strade delle città con una vista a 360 gradi, sbarcano in Europa. Così come era accaduto per le mappe satellitari, qualcuno ha storto il naso. Legittimo e comprensibile. Allora come ora, si teme che possano essere utilizzate per scopi non leciti. Lo spettro del terrorismo incombe.

Così come le mappe satellitari sono state realizzate con una minore risoluzione per aree particolarmente delicate, come quelle dove si trovano le basi Nato, allo stesso modo dovranno essere prese delle precauzioni nella gestione delle “mappe vista strada”.

Il terrorismo non è l’unico problema per Google Street View, c’è anche la privacy da tutelare, come aveva anticipato Stefano.

Nel Regno Unito il sistema automatico di oscuramento dei volti del colosso di Moutain View, non è stato ritenuto sufficiente, quindi sono state richieste ulteriori rassicurazioni. In Italia Francesco Pizzetti, Garante per il trattamento dei dati personali, ha annunciato che Google dovrà rispettare le norme sulla Privacy dello Stato Italiano.

Se questo era più complicato per le mappe satellitari, infatti, pare più immediato ora che le Google-car dovranno circolare per le strade delle nostre città per effettuare le riprese da utilizzare sul web.

Le principali condizioni, quindi sono:

  1. rendere impossibile identificare le persone eventualmente riprese,
  2.  oscurare le targhe dei veicoli,
  3. rendere evidenti gli avvisi che allertano i cittadini quando vengono effettuate le riprese vista strada.

Quindi se vedete girare per le strade della città una macchina con un cartellone a caratteri cubitali con scritto “Sorridi, ti stiamo riprendendo”, quella è una Google-car :)

Scherzi a parte, credo che sia più che legittimo il desiderio di ognuno di sapere e scegliere consapevolmente se diventare comparse di mappe digitali che saranno viste dall’intero globo terrestre. Però ho fatto anche una passeggiata per Manhattan e in Central Park, e superato una certa sensazione di disorientamento iniziale, è stata un’esperienza davvero significativa.

Il mio pensiero è romanticamente volato al Wimax, o alle connessioni mobili in generale, alla possibilità, non più remota, di inserire un indirizzo nel proprio telefonino e seguire il filo. Di Arianna? No, di Google.

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