di  -  mercoledì 22 gennaio 2014

Chi è appassionato di calcolatrici saprà sicuramente di cosa sto per parlare. L’ambito delle calcolatrici, specialmente quelle programmabili, vanta una numerosa schiera di appassionati, collezionisti e cultori di questi piccoli ed interessanti oggetti.
C’è chi preferisce le giapponesi, con Casio e Sharp a guidare la schiera orientale, chi preferisce le americane come Texas Instruments e HP in testa, ma tutti hanno in comune la passione per queste minuscole scatolette delle meraviglie che, spesso, si rivelano molto più che semplici calcolatrici.

In particolare, vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni dei modelli di punta della Texas, i modelli delle serie TI-92 e TI-89, che vantano una così nutrita schiera di utilizzatori, appassionati, collezionisti e hacker da fare invidia alle migliori demoscene per personal computer.

Texas Instruments TI-92

La serie inizia ben 19 anni fa, nel 1995, con l’uscita dell’originale TI-92, una calcolatrice dotata di tastiera QWERTY e display LCD monocromatico ad alta risoluzione (per l’epoca), con ben 240×128 pixel. Si tratta della prima Texas Instrument capace di disegnare grafici in 3D, dotata di algoritmi CAS, nonché di un vero e proprio sistema operativo con tanto di applicazioni installabili e GUI, non troppo dissimile da quello che troviamo sui dispositivi Palm.

Il sistema CAS della TI-92, sigla che sta per Computer Algebra System, si basa sul software Derive, molto usato in ambito scientifico e scolastico, un software computazionalmente molto pesante.
Per reggere il carico di lavoro richiesto, Texas progetta la sua TI-92 intorno ad una versione a basso consumo della famosa CPU Motorola 68000, con frequenza di clock a 10MHz, che fino a pochi anni prima era usata per far muovere personal computer come l’Amiga 600.

Texas Instruments TI-89

La TI-89, nata tre anni dopo nel 1998, riprende la stessa piattaforma della TI-92 ma con una forma più classica, priva di tastiera QWERTY per venire incontro alle normative USA riguardo gli esami universitari, rendendo così la propria calcolatrice di punta disponibile anche agli studenti.

Le differenze hardware sono minime, e si limitano ad un display più piccolo, da 160×100 pixel, una memoria Flash al posto della ROM quindi con possibilità di aggiornamento, e una maggiore dotazione di RAM che passa da 128 a 256KB.

Negli anni si sono susseguiti alcuni aggiornamenti che hanno aumentato la disponibilità di memoria Flash e Ram su entrambe le linee, frequenze di clock maggiori, porta USB e nuovi design, nei modelli che sono tutt’ora in commercio TI-89 Titanium e Voyage 200, eredi rispettivamente della TI-89 e della TI-92.

Texas Instruments Voyage200TI-89 Titanium

Tutti questi modelli sono rimasti sostanzialmente compatibili tra loro, a meno di piccole varianti dovute alla versione del sistema operativo e altri piccoli dettagli, e la loro presenza sul mercato per quasi vent’anni ha favorito la nascita di una corposa comunità di sviluppatori e di software homebrew, concentratasi in buona parte attorno al sito/archivio www.ticalc.org.

Le creazioni vanno dal semplice programmino educativo scritto in TI-Basic, il linguaggio di programmazione integrato nel sistema, fino a complessi software di simulazione scritti in C e Assembly, senza tralasciare naturalmente anche scopi meno “professionali” come giochi ed emulatori!

Emulatore GameBoy per TI-89

Il tool di sviluppo homebrew più usato è GCC4TI, un cross compiler basato su GCC per Motorola 68000, modificato per generare binari compatibili con il particolare sistema di numeri floating point proprietario della Texas Instrument, consentendo quindi l’interazione con gli altri software di sistema.

Ma gli “hack” non si fermano al software. Esistono anche numerosi progetti per estendere le possibilità hardware, come espansioni di memoria, overclocking e retroilluminazione casereccia del display per citarne alcuni.

Una via di mezzo tra l’hacking ed il retrocomputing, insomma, con una piattaforma che nonostante sia ancora annoverata tra i modelli di punta della casa, si porta alle spalle quasi vent’anni di storia e sviluppi senza apparentemente accusarne il peso.

14 Commenti »

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  • # 1
    biffuz
     scrive: 

    Ce l’ho ancora la TI-89, dal lontano 1999, e a volte trovo ancora modo di usarla!
    Ma ha poco senso parlare della calcolatrice senza parlare un po’ del CAS, che secondo me ha ancora pochi rivali.

  • # 2
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @biffuz: hai ragione, il CAS della TI-89 è fenomenale! Ci vorrebbe un articolo tutto per se per rendergli giustizia :)
    Potrebbe essere uno spunto per un approfondimento successivo.

  • # 3
    grattaculo
     scrive: 

    Più che altro quel che mi stupisce della TI89 è come sembri immune a quanto accade ad ogni oggetto tecnologico: ne deprezzamento ne upgrade. Eppure non è perfetta, i margini ci sono anche solo sull’ hardware a riguardo dei consumi e dimensioni. Dando un’ occhiata su ebay sembra che nell’ usato la mia TI89 titanium sia addirittura aumentata rispetto a 5 anni fa.

  • # 4
    sisko212
     scrive: 

    Nooo !!! la TI-92 monta addirittura un 68000 ???!!! e pure a 10 Mhz… più veloce dell’Amiga che si fermava a 7,62 mhz ????
    Fra poco mi direte che hanno fatto anche il porting dell’Amiga Os 1.2 e dei giochi e così il cerchio è completo.

  • # 5
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    eheh sì, era veramente potente per l’epoca. E’ come se oggi si mettessero a fare calcolatrici usando un Core 2 Duo :D

  • # 6
    Al
     scrive: 

    La mitica TI-92!!!! La mia funziona sempre! Quanti integrali ha divorato, eppure è sempre affamata… :D

  • # 7
    Gianluigi
     scrive: 

    Che ricordi :)
    Sembra ieri ed invece sono passati ormai 10 anni dal primo anno di università in cui per l’esame di ricerca operativa fui “obbligato” a comprare la mitica Ti89 …fedele compagna di viaggio negli anni universitari .
    Lacrimuccia :D

  • # 8
    Mirko
     scrive: 

    non c’entra nulla ma io ho avuto un pc della texas che mi regalò mio padre da bambino si chiamava T99/4a.
    Per l’epoca era eccezionale, se non ricordo male cpu a 16 bit e parliamo primi anni 80.

  • # 9
    kraken
     scrive: 

    appunto, non c’entra nulla.

  • # 10
    Giovanni
     scrive: 

    Io sono sempre stato sul lato oscuro (HP), ma le TI erano macchine interessanti e anche più semplici da utilizzare.

  • # 11
    Angelo Pica Alfieri
     scrive: 

    Oltre al Computer TI 99 4A ho due calcolatrici (funzionanti) : la TI-30 e la TI-41 , funzionanti !!!!

  • # 12
    lakar
     scrive: 

    Anch’io sono sempre stato sul lato oscuro delle HP! Spero di vedere presto un’articolo anche sulle HP.

  • # 13
    Faculté des Sciences de la Technologie
     scrive: 

    good article molte grazie

  • # 14
    Maui
     scrive: 

    Certo sono stati coraggiosi quelli della Texas che producevano chips a prendere il 68000 della Motorola, vabbeh che a quei tempi era obsoleto stano che lo producessero ancora.
    Le tastiere delle sharp erano molto piu’ belle e precise.

    Io andavo con la onestissima TI 68 ancora funzionante, presa prima ancora che uscisse sul mercato, bella; la prima in cui potevi fare i calcoli inserendoli come se li scrivessi a mano utile per ricontrollarli con 2nd+ans quando si facevano i pothenot necessaria nel calcolo delle are usando le coordinate geografiche negli enormi sistemi di costruzioni.
    Ne avevo gia’ un’altra praticamente nuova ma con 80 milla lire mi sono preso questa per la facilita’ di inserimento delle operazioni e ricontrollo nei calcoli lunghi.
    Che macchina; che soddisfazioni!!!

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