di  -  lunedì 6 agosto 2012

Prosegue la miniserie con le 5 cose che più apprezzo di Linux. Ammetto che questa volta ho avuto qualche difficoltà, perché dal punto di vista dell’utente non smanettone è arduo trovare dei validi motivi per preferire Linux rispetto agli altri due sistemi in esame.
Per chi si fosse perso il precente articolo può leggere qui le 5 cose che mi piacciono di Windows. Ma passiamo subito alla lista. Non mi sono basato su una distribuzione in particolare, ma faccio un ragionamento valido in generale per le maggiori distro Linux (Debian, Fedora, Ubuntu, OpenSUSE).

Quasi gratis

Si, lo so. I puristi diranno che Free Software non vuol dire “free as in free beer” ma “free as in free speech”. Ciò non toglie che solo un’esigua minoranza degli utenti sceglie il proprio software basandosi su considerazioni filosofiche riguardo le licenze. Il 90% di essi sceglie un software (come ogni altro prodotto tecnologico) basandosi sul rapporto benefici/costo. Linux è anche gratis, quindi ogni minimo beneficio fa schizzare il rapporto benefici/costo alle stelle. Attenzione, però, a non considerare il solo costo della licenza. Infatti preferisco indicare sempre il “Total Cost of Ownership”, in cui si fanno rientrare anche i costi di manutenzione e messa in opera. Generalmente Linux richiede maggiore manutenzione e smanettamenti di Windows, per cui il tempo impiegato in queste circostanze dovrebbe essere conteggiato come “costo”.

Flessibile

Se sai dove mettere le mani, puoi configurare una distro Linux per adattarsi a compiti diversi, dal semplice utilizzo desktop al grid computing, passando per smartphone e console da gioco. Linux è molto apprezzato in ambito embedded, dove gode del supporto diretto dei vari produttori di hardware specifico (Qualcomm, Samsung, Marvell, Atmel, Texas Instruments, ecc…). Inoltre ha letteralmente spopolato come webserver, distruggendo le quote di mercato di qualsiasi concorrente con la diffusa (sebbene tecnicamente discutibile) tripletta Apache / PHP / MySQL.

Istruttivo

In ambito accademico si è sempre favorito un approccio Unix-centrico e Linux è uno dei sistemi Unix-like più diffusi, ed ha velocemente sostituito i vari Unix proprietari in questo ambito (molti dei quali non girano su comuni macchine x86). Nonostante non sia un amante del “sistema Unix” (nel senso ampio del termine), è un sistema molto diffuso e con una notevole importanza, anche storica, per cui risulta molto comodo avere un sistema Unix-like da poter studiare su un comune PC di casa. In questa categoria faccio rientrare anche FreeBSD che, secondo me, è ancora più indicato per l’utilizzo accademico in quanto i sorgenti sono molto meglio documentati ed ha un’architettura più pulita ed efficiente. Inoltre, grazie alla quantità di operazioni manuali che su Linux sono quasi obbligatorie, l’utente è costretto ad imparare alcuni dettagli di funzionamento del proprio computer che altrimenti non avrebbe mai affrontato con sistemi operativi più user friendly.

Leggero

Generalmente un sistema Linux, escludendo gli effetti grafici più pesanti di alcuni Desktop Environment, ha un basso footprint in memoria e richiede poche risorse. Si rivela quindi un buon sistema per riciclare hardware dalle prestazioni modeste come vecchi PC e netbook.

Multipiattaforma

Linux è uno dei sistemi con il maggior numero di port attivi verso le architetture più disparate. Un’applicazione correttamente sviluppata per Linux può compilare e funzionare, teoricamente, senza modifiche su un numero molto grande di piattaforme hardware diverse, tra cui x86, AMD64, PowerPC, MIPS, ARM e altre.
Questioni tecniche a parte, questa è la mia personale lista delle cose di Linux che preferisco. Avrò modo di parlare anche dei difetti in un prossimo articolo.

E voi, cosa piace di Linux?

108 Commenti »

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  • # 1
    supertigrotto
     scrive: 

    Cosa mi piace di Linux?che è un dj che spacca!Radio dj one nation one station!
    Scherzi a parte,può piacere per avere più libertà di controllo sul sistema….

  • # 2
    n0v0
     scrive: 

    […]Generalmente Linux richiede maggiore manutenzione e smanettamenti di Windows[…]
    ma quando mai.. Forse all’ inizio è necessario configurarlo a dovere e ciò può richiedere un’oretta invece che 10 minuti. Ma una volta configurato RESTA COM’È, te lo dimentichi. A Windows gli devi fare ogni tanto un po’ di manutenzione, sennò si azzoppa.

    […]dal punto di vista dell’utente non smanettone è arduo trovare dei validi motivi per preferire Linux rispetto agli altri due sistemi in esame[…]
    uno a caso, piuttosto importante, potrebbe essere quanto ho scritto sopra, ovvero un sistema che non necessita di manutenzione, esente da virus e simili, che faccia il suo lavoro.
    Normalmente la gente tratta il pc come se fosse il microonde: lo accendo e deve funzionare. Da questo punto di vista Linux e OSX sono superiori a windows.

  • # 3
    dtm
     scrive: 

    Dimentichi la sicurezza. Il principale motivo per cui son passato a Linux è non dover fare attenzione a qualunque stupido virus passi per caso nella mia rete. Intendiamoci: molto è dovuto alla minore diffusione delle distro Linux, ma solo il fatto che gli aggiornamenti sono più frequenti e che esistono le password per le operazioni di sistema avanzate da molto tempo fa di linux un sistema più sicuro di Windows.

  • # 4
    cristian76
     scrive: 

    ogni click sui link portano all’annuncio commerciale su doubleclick. Io vedo il banner in alto, invece è come se fosse, ma trasparente, invisibile su tutta la finestra.
    Capisco, e questo articolo lo conferma, che per voi esiste solo windows e quindi magari su Explorer tutto funziona, ma io uso Firefox e Chrome. Ora ho disabilitato javascript per scrivervi.

    Nell’articolo (che non era male) su Windows , non ti dichiaravi non smanettone, infatti parlavi anche di programmazione ed ambiente di sviluppo. Qui ora improvvisamente, dalla tua premessa pare il contrario. O forse dovremo capire cosa sia uno non smanettone. PEr me è semplicemente una persona che usa il pc per collegarsi a facebook, e non fa altro. Una persona che parla di IDE, compatibilità Hardware e scrive un articolo su appuntidigitali, credo sia competente.

    Altra cosa, ovviamente, casualmente qui salta fuori che scriverai dei difetti in un ulteriore articolo. Su win si parla solo di vantaggi.

    Bene passiamo alle tue considerazioni:
    Quasi gratis. Che io invece chiamo con il termine “universale”: E’ proprio gratis. Se invece hai una rete, o sei in ambito lavorativo o domestica è normale che tu abbia dietro un’azienda che segue tutte le tue macchine.
    Si, capisco che per un capitalista possa sembrare assurdo ma permette anche ad i paesi sottosviluppati, o semplicemente a chi tra noi non puà permetterselo di avere un sistema operativo ed applicativi funzionanti e gratuiti.

    Flessibile: dovresti scrivere, riferito ad Apache,Mysql,PHP “sebbene PER ME, (cioè per te) sia tecnicamente discutibile.
    In ogni caso anche se lo fosse, non sempre nel mondo prevale la tecnologia migliore. Ci sono molte tecnologie e non parlo solo nel campo informatico, che si sono imposte grazie a comunicati commerciali, mode ed abitudini, pur non essendo tecnicamente le migliori tra le scelte possibili.

    Istruttivo: dipende da quale mondo parliamo. In Italia sino a poco tempo fa, si partiva con il Pascal, ed il massimo dello studio era Java. Ora le cose stanno cambiando, ma siamo ancora lontani, purtroppo, a quanto descrivi.

    Leggero: Ma dipende dall’uso. E’ un discorso valido solo le distro vengono studiate per macchine datate. E la differenza non è semplicemente dovuta per gli effetti grafici.

    Multipiattaforma: dipende dalla distro. Non è tanto un problema di applicazioni, ma è la distro che deve essere progettata per girare su altre applicazioni. E qui comunque siamo nel campo degli smanettoni (ma non hai scritto che non lo eri?)

    Vediamo ora effettivamente i vantaggi:
    Sicurezza: Un sistema Linux risente di meno attacchi, virus e altro rispetto a qualsiasi altro s.o. (non ho scritto che è completamente assente dal problema.) Questo vale sopratutto in ambito domestico, ovviamente le reti aziendali dovranno essere studiate, come qualsiasi rete, per evitare attacchi esterni.

    Opensource: Che è diverso dal gratis, scritto in precedenza, ma qui il discorso è troppo lungo.

    Stabilità: sino a prova, contraria, e documentata, Linux è stabile, ed inoltre non tende a rallentare con il tempo (o comunque il rallentamento è minimo).

    Documentazione: Tantissima documentazione e forum di discussioni sono presente in rete, per risolvere ogni tipo di problema.

    Installazione driver e software: Su un sistema in cui tutte le periferiche siano compatibili con il kernel, non abbiamo bisogno di installare manualmente tutti i driver, come invece capita con altri sistemi. Anche l’installazione del software più utilizzato, se svolta attraverso le funzioni specifiche di ogni distro (ad esempio yum, apt-get, ecc..) è alla portata di tutti gli utenti.

    collaborazione: la possibilità di collaborare ad un progetto opensource, sia attraverso una semplice traduzione, sia attraverso la realizzazione del software costituisce comunque un valido curriculum per gli studenti.

    Questi i principali vantaggi, a cui se ne aggiungono chiaramente anche altri… E ci sono anche svantaggi.
    Buon proseguimento…

  • # 5
    Gabriele
     scrive: 

    U ma garda quei piaccia pro “LINUX” a tutti i costi, non si fanno vedere :)

  • # 6
    Gabriele
     scrive: 

    ops.. Mi sono sbagliato eccolo: cristian76

    ” non ti dichiaravi non smanettone, infatti parlavi anche di programmazione ed ambiente di sviluppo.”

    Ma ha senso questa frase? Che vorresti dire? Un programmatore è uno smanettone?

    Se la pensi cosi, vatti a rintanare…

  • # 7
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Confermo il problema dei click sollevato da cristian76

    Venendo all’articolo, quello che mi piace di Linux è la sua strettissima integrazione con i repository online. Ogni volta che ti serve un software non devi andare a cercartelo su qualche sito, non devi rischiare di scaricarlo da un sito malevolo e se vuoi puoi installare tutto il software che ti pare con una sola riga di comando. Questo si traduce in una maggiore sicurezza, in aggiornamenti cumulativi (i programmi non si aggiornano ognuno per i fatti loro) e in una maggiore velocità di messa in opera di nuove installazioni.

  • # 8
    Gabriele
     scrive: 

    “Documentazione: Tantissima documentazione e forum di discussioni sono presente in rete, per risolvere ogni tipo di problema.”

    Main andato su msdn?
    http://msdn.microsoft.com/it-it/ms348103.aspx

    A gli stessi livelli nulla esiste…

  • # 9
    Andrea R
     scrive: 

    Il Total Cost of Ownership per un utente Windows che abbia cambiato negli ultimi 15 anni 5 computer è tra i 400 e gli 800 euro.
    Un utente che abbia usato linux negli ultimi 15 anni, oggi è come minimo sistemista da 1700 euro al mese.

    I miei 5 motivi sono:
    libertà di poterci fare cosa voglio
    la potenza della shell
    la sicurezza
    l’enorme parco del software libero
    la sensazione di fare del bene contribuendo in qualsiasi modo

  • # 10
    Gabriele
     scrive: 

    “Confermo il problema dei click sollevato da cristian76

    Venendo all’articolo, quello che mi piace di Linux è la sua strettissima integrazione con i repository online. Ogni volta che ti serve un software non devi andare a cercartelo su qualche sito, non devi rischiare di scaricarlo da un sito malevolo e se vuoi puoi installare tutto il software che ti pare con una sola riga di comando. Questo si traduce in una maggiore sicurezza, in aggiornamenti cumulativi (i programmi non si aggiornano ognuno per i fatti loro) e in una maggiore velocità di messa in opera di nuove installazioni.”

    Ecco un altro linaro smanettone ignorante:
    1° i repository non hanno firma digitale, chi ti assicura che non sia malevole?
    2° se sai usare windows update, scoprirai che quelli si che sono sicuri…

    Bah…

  • # 11
    Gabriele
     scrive: 

    “Multipiattaforma: dipende dalla distro.”

    parla di linux, non di una distribuzione in particolare, cita fedora semplicemente perché è una distribuzione ottima, ma l’argomento è sui linux…

    “Opensource: Che è diverso dal gratis, scritto in precedenza, ma qui il discorso è troppo lungo.”

    l’ha detto anche lui :P

  • # 12
    m6t3
     scrive: 

    1. Trasparenza:
    ogni operazione che esegua il sistema operativo è riportata e documentata, non ci sono meccanismi oscuri ed esoterici, non devo aver paura di spyware o backdoor.
    Inoltre posso studiare cosa fa il mio sistema, eliminare quello che non mi serve, aggiungere feature interessanti e ottimizzarlo per il mio hardware.

    2. Flessibilità:
    Il coumputer è davvero mio, non devo sottostare alle scelte di un’azienda, installo i componenti che voglio e rimuovo quelli che non mi piacciono.
    Con alcune distro (come Arch Linux) costruisco il sistema esattamente come voglio che sia, mattone per mattone, avendo come risultato un sistema potente ed efficiente che non spreca risorse per servizi che non mi interessano (fondamentale per sistemi vecchi con poche risorse hardware.

    3. Gestione del software
    Il sistema dei repository, ogni software è installato in pochi secondi (ragionevolmente alla dimensione) e proviene da archivi sicuri verificati con chiavi. Ogni software è tracciato e le dipendenze vengono gestite in automatico, lasciando solo i pacchetti necessari, consentendo l’estensione di funzionalità tramite pacchetti opzionali.
    L’aggiornamento è gestito in maniera centralizzata e posso avere sempre un sistema bleeding edge con le ultime tecnologie, sia esso ultraminimale o sovrabbondante e pronto per ogni evenienza.

    4. Know-how comune
    Linux è ovunque dunque quello che imparo su una distro può ritornarmi utile nell’uso di un cellulare android, un router, un sistema UNIX-like come MacOS o BSD.
    Le utility di basso livello UNIX (o meglio GNU) sono sempre le stesse, si può dunque avere sempre un’idea su dove mettere le mani, nonostante interfaccia grafica differente e altre personalizzazioni.

    5. Prestazioni e sicurezza
    Tecnologia all’avanguardia che sfrutta appieno l’hardware (aimè non tanto le gpu), filesystem moderni, kernel scalabile dalle lavatrici ai supercomputer, il più vasto supporto hardware, velocità e stabilità del sistema in ogni situazione.
    Gestione dei permessi rigida, software di sicurezza informatica disponibili solo per questa piattaforma.
    Possibilità di compilare ogni software per ottimizzarlo alla propria macchina.

    Ovviamente parlando solo del lato tecnico-pratico, poi ci sarebbe da fare il discorso etico/filosofico che vi risparmio perchè lo avete già sentito tante volte.

  • # 13
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Gabriele: cosa non ti è chiaro del fatto che se hai intenzione di disquisire DEVI farlo sul piano della civiltà e del rispetto degli altri?

    Se continui così i tuoi commenti vanno moderati.

    D’altra parte ti faccio notare che puoi benissimo dimostrare le tue ragioni con intelligenza, senza scadere nelle prese in giro e nelle offese.

  • # 14
    Gabriele
     scrive: 


    la potenza della shell
    la sicurezza
    l’enorme parco del software libero

    *la potenza della shell*
    Il bash è una buona shell?
    Buona notte…

    *la sicurezza*

    Dipende dalla distribuzione…. ubuntu e i debia derivati sono quasi ai livelli di windows….

    Fedrona ad esempio è sicura e anche centOS…

    *l’enorme parco del software libero*

    Questa sa di patetico…

  • # 15
    Gabriele
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    Ok sarò più civile.
    Mi scuso, ma mi è venuto quasi spontaneo leggendo alcune assurdità…

  • # 16
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Se sono assurdità non ti sarà difficile dimostrarlo senza scadere così in basso, no?

    Fine OT.

  • # 17
    cristian76
     scrive: 

    @Gabriele:
    Il linaro Ignorante (notare come rispondano questi, che si venderebbero la madre pur di comprarsi un ipad,) non ha mai fatto alcun paragone con windows riguardo la documentazione.

    Anzi di windows manco ne parlo. Ad ogni modo quando andavo su msdn e facevo i primi soft in C# tu forse avevi il cervello collegato ad un joypad (e lo hai ancora)

    Se proprio vuoi fare un paragone, ti posso dire che Linux è il sistema operativo più documentato in rete. MA non era mia intenzione affermare il “più”. Ma purtroppo per te, lo è. Sconvolto? non sapevi questo? ah che ignoranza!
    PEr il resto, manco rispondo, credo tu non abbia la minima idea di cosa stai scrivendo. Grazie dei tuoi 5 inutili commenti, potrò stamparli e pensarti tra poco, mentre andrò a svolgere alcune funzioni in bagno.

    Ah si se non risolvete quel problema, dubito che a parte qualche bimbominkia che usa explorer, gli altri possano inserire qualcosa.

  • # 18
    Gabriele
     scrive: 

    @cristian76

    “Per il resto, manco rispondo, credo tu non abbia la minima idea di cosa stai scrivendo.”

    Mah da quel che dici mi sembra che tu sei il primo a non averne :)
    Inoltre mi sembra che la lettura dell’artico da parte tua sia sta molto superficiale, vedi ad esempio la tua “risposta”
    su “è quasi gratis” dove ha ben specificato che non parlava di licenza ma di costi aggiuntivi. E te ne sei uscito su “cosa è l’opensource”.

    E tanto per la cronaca, uso linux, ho linux istallato su tutti i terminali (fedora/arch linux), ma uso anche Mac OS X e windows, perché non sono cosi miope da inventarmi una religione su gli OS e cosi facendo legandomi a solo a uno OS diminuendo le mie conoscenze e la mia competitività nel mondo della programmazione…

  • # 19
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    @Gabriele
    Ecco appunto…datti una calmata e non fare il fanboy che ce ne sono già troppi in giro.
    Se fai due rapide ricerche su internet vedrai che Linux si basa pesantemente sui repository signed.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Software_repository

  • # 20
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Quanto scritto a Gabriele ovviamente vale per tutti. Per cui… regolatevi.

    Il prossimo commento non in linea con la netiquette verrà moderato. Chiaro?

    Non lamentatevi poi con accuse di censure, perché qui nessuno censura il libero pensiero, ma la libera offesa sì.

    ****PS SIAMO AL CORRENTE DEL PROBLEMA COI CLICK, CI STIAMO LAVORANDO****

  • # 21
    m6t3
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 22
    m6t3
     scrive: 

    vorrei sapere cosa c’era di offensivo nel mio commento.
    ho semplicemento detto DON’T FEED THE TROLL, da quando questo è considerato offensivo? incoraggiate i flame dunque?

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Dare del troll E’ offensivo. Qui ognuno è libero di giudicare il comportamento degli altri, ma non di ergersi a giudice affibbiando etichette offensive a destra e manca.

    Chiudiamo quest’OT una volta per tutte, cortesemente. Grazie.

  • # 24
    m6t3
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

    Sono stati dati dei precisi avvisi, a partire dai quali sarebbe scattata la moderazione. Spero che si torni a parlare esclusivamente dell’articolo, adesso. Grazie. La redazione.

  • # 25
    cristian76
     scrive: 

    Il punto caro Gabriele, è che ti sarebbe bastato leggere attentamente il mio intervento per capire che non sono il solito Linaro, e che ho sottolineato anche i difetti di Linux.
    Anche in altri forum intervengo sempre con moderazione perché credo che Linux non sia il sistema operativo perfetto così come vogliono far credere certi estremisti, e vi sia molto da migliorare. Ma ha dalla sua anche molti aspetti positivi.

    Quindi ripeto, invece di insultare, avresti dovuto leggere.
    E visto che hai scritto molte cose inesatte, mi permetto comunque di credere, che in realtà tu non sia un utente Linux o comunque sei poco documentato in materia. Avere tre o quattro sistemi operativi sul pc, e non saperne usare manco uno, non significa nulla… Io ne uso solo 2, windows e Linux. Ma con entrambi ci lavoro, non per passarci il tempo. E la distro Linux l’aggiorno raramente, perché ho dati e software importanti, non ho la possibilità di fare aggiornamenti ogni 3 mesi come alcuni utenti, che installano i sistemi operativi come se fosse un’attività sportiva… (ed a maggior ragione non voglio fare il betatester “a gratis” di prodotti commerciali come windows8)

    Ho scritto che Opensource e Software gratis sono due cose diverse, mentre l’autore le ha descritte in un solo paragrafo dal titolo Quasi gratis. Ho scritto che in ambito accademico non è così usato, e che non è neanche così leggero come tutti vogliono far credere.. E secondo te queste sono cose da estremisti con la mente chiusa?
    LA verità è che vuoi semplicemente, attaccare ed offendere gli altri, per il solo gusto di farlo… E non mi sembra una cosa molto normale.

  • # 26
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    In tal caso ha scelto il posto sbagliato, perché i suoi commenti verranno moderati, come già detto.

    Dagli altri mi aspetto che intervengano nel merito, senza alimentare nuovamente inutili flame…

  • # 27
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Volevo fare una veloce precisazione sul mio primo post. Io parlo da sviluppatore che utilizza Linux.
    Se utilizzi tecnologie opensource per programmare è davvero impagabile il fatto che Linux ti installi in un sol colpo tutto ciò di cui hai bisogno, prendendosi cura anche di effettuare le configurazioni necessarie per lavorare da linea di comando o col il tuo IDE preferito.

  • # 28
    Unas
     scrive: 

    un grande pro dell’instalalzione delle distro linux: iil poter ottenere un ambiente produttivo dopo 25 minuti di installazione (30 se si debbono installare i driver di una stampante non presente nei repo o configurarlo in una rete); l’affidabilità genrale del sistema, che tende a funzionare sempre, l’esistenza distro live che più volte (molte) mi hanno aiutato nei momenti in cui la macchina era inutizzabile, la possibilità, grazie ai repository di poter modificare integralmente il mio sistema grazie ad un comando (esempio stupido, mi sono stufato di Unity e voglio installare KDE).
    L’enorme quantità di software specialistico esistente (nei reppo di Ubuntu ci sono anche software di sequencing genetico che usano solo qualche decina di persone nel mondo).
    Poi ci sono anche i grossi contro come la mancanza di software professionale specialmente nell’ambito del disegno, cosa che genralmente non tocca l’utente normale ma solo che ha particolari esigenza, e lo scaso, rispetto alle altre piattaforme supporto dei produttori di hardware su molte periferiche.

  • # 29
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Passiamo a quello che NON mi piace :)

    -qualche “minchiata” di troppo qua di troppo (in Ubuntu!!), tipo: la sospesnsione della sessione che a volte non funziona, lo shutdown che si blocca e non spegne il PC, constringendomi a farlo a mano. Mi sembra però (e sottolineo mi sembra) che questi problemi si presentino quando si usa il sistema dopo aver fatto un aggiornamento di kernel senza aver riavviato.
    A voi sono mai capitati?

    -a volte un’eccessiva disinvoltura nel proporre software nuovo o semplici modifiche non sufficientemente “meditate” e che si traducono in una cattiva esperienza d’uso

  • # 30
    cristian76
     scrive: 

    Si passiamo a non mi piace (ovviamente è solo la MIA idea):
    1) Avere le librerie condivise tra le varie applicazioni, porta i suoi vantaggi, ed è infatti il cuore di sistemi come apt-get, però se devi compilare del software partendo dai sorgenti, ed inoltre questo non è aggiornato o scritto male, nascono spesso problemi di compatibilità.. E devi stare dietro a capire quale libreria possa creare questo problema. E magari modificando la versione della libreria, scopri che non va con altri software già installati. Mi è capitato da poco con del software per radioamatori. D’altronde le altre alternative, come quella proposta da Pc-Bsd, presenta comunque dei problemi, tra cui le dimensioni dei pacchetti pbi.

    2)L’aggiornamento delle distro, inteso come avanzamento di versione, di qualsiasi tipo, spesso porta più problemi che altro. Insomma scordiamoci realmente di fare un dist-upgrade. Meglio installare tutto da zero.

    3)Driver video. Nouveau ha solo complicato ulteriormente le cose. A parte Ubuntu, nelle altre distro in alcuni casi, bisogna ancora fare i salti mortali.

    4)Aggiornamenti: Qui, so di essere anomalo, ma per me il fatto che la nuova versione di una distro esca dopo 6 mesi è un difetto. Da quanto è presente Windows XP? E nessuno si lamenta, anzi si lamentano per la fine del supporto. E’ un difetto perché mi costringe ad un backup, ad una nuova installazione, con conseguente perdita di tempo (vedi punto 2). Devo testare qualche rolling relase e vedere se in questo modo risolvo questo problema…

    Questi i principali che mi vengono in mente ora, ma ve ne sono anche altri.

  • # 31
    Gendo Ikari
     scrive: 

    Io sottolineerei un aspetto che per me e’ fondamentale per l’adozione dell’infrastruttura Linux, ovvero il suo essere open, ma da un punto di vista del programmatore.
    La differenza con Windows su questo aspetto, a mio avviso, e’ molto marcata. Le distribuzioni Linux sono piene di bug, ma per ogni problema nel 99.99% dei casi si riesce ad arrivare al cuore, scavando in profondita’. E si puo’ fare perche’ tutta l’infrastruttura e’ open.
    Ho un cliente, sulla sua macchina il software presenta un comportamento anomalo, non ho bisogno di contratti di assistenza gravosi, posso scavare potenzialmente fino ai sorgenti del kernel, e debuggare tutto. Non devo temere di arrivare di fronte ad un muro e non sapere che fare perche’ non si puo’ indagare oltre.
    E la community di Linux nasce con questo approccio. Cio’ significa che vi sono moli non indifferente di documentazione, di esempi, di esperienze di programmatori e utenti che hanno scavato e che sono abituati a scavare in profondita’ fino al cuore dei problemi. E si trova davvero di tutto.
    E nel malaugurato caso in cui la tua particolare configurazione e’ troppo unica per trovare una soluzione gia’ pronta, i sorgenti sono li’ pronti per essere consultati. Costruire know-how con tecnologie open significa anche questo. Essere non solo utenti di queste tecnologie, ma anche potenziali sviluppatori.
    Tutto cio’ e’ veramente una marcia in piu’ quando si sviluppa software e le dimensioni aziendali sono contenute.
    Tutti possono accedere ai bug tracker del kernel di linux, di kde, di ubuntu, etc… Non e’ cosa da poco. Con Windows puo’ esistere la situazione di trovarsi di fronte ad un comportamento anomalo, di bassissimo livello, e avere grosse difficolta’ anche solo per capire se e’ un bug noto, se e’ risolto, se e’ effettivamente un bug del sistema, etc…
    Magari programmatori specializzati in programmazione Windows avranno altre esperienze da raccontare.

  • # 32
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @n0v0 #2: Quello che dici è corretto e mi è capitato di sperimentarlo in diverse occasioni. Purtroppo, però, se ti capita dell’hardware mal supportato (ultime vicende che ho avuto con un Netbook basato su chipset Poulsbo), non bastano 30 minuti di configurazione ma parliamo di “giorni”, duranti i quali ho provato tutte le possibili combinazioni di xf86-video-* sotto ArchLinux (la mia distro preferita), più o meno funzionava decentemente con fbdev (accelerazione uxa), ma non sono riuscito a risolvere i problemi del wifi che durante l’autenticazione freeza il sistema o semplicemente cade la connessione dopo pochi secondi (è un problema documentato e mai risolto dal 2009 a oggi).
    Alla fine ho dovuto rimettere Windows per rendere utilizzabile quel netbook, nonostante mi sarebbe piaciuto tenere Linux per avere un ambiente più leggero (solitamente uso Fluxbox o LXDE su queste macchine lente). Morale della favola: facendo un’indagine su larga scala ci sono sempre tante piccole problematiche che ti portano via tempo e se uno lavora, il tempo che impiega alla manutenzione è sottratto ad attività produttive (quindi lo considero un costo).

    @Andrea R #9: perchè un utente Linux dovrebbe diventare sistemista semplicemente usando un computer? Se io fossi un grafico pubblicitario (amatoriale, perchè i professionisti usano InDesign), diventerei sistemista usando per 5 anni InkScape su Fedora?

    @dtm & tutti quelli che “linux è più sicuro”:
    Questa cosa era più o meno vera ai tempi di Windows XP (diciamo dal 2002 al 2006), oggi Windows ha recuperato terreno in modo vistoso mentre Linux, proprio per la sua natura collaborativa, migliora spesso in direzione HPC e Server(*), ma viene poco curata la sicurezza su desktop (tanto su server si usano delle appliance firewall hardware, quindi non c’è grossa necessità di sistemare le varie falle vecchie di anni).
    (*) migliora in quella direzione perchè i maggiori contributors sono Intel, AMD, HP, IBM, RedHat, ecc… tutte aziende impegnate sul mercato server e HPC.

    @cristian76 #4:
    Hai scritto un bel commentone più grande dell’articolo stesso, prendo fiato e cerco di risponderti per punti :)

    Nell’articolo (che non era male) su Windows , non ti dichiaravi non smanettone, infatti parlavi anche di programmazione ed ambiente di sviluppo. Qui ora improvvisamente, dalla tua premessa pare il contrario. O forse dovremo capire cosa sia uno non smanettone.

    Io, personalmente, sono un programmatore e SONO ANCHE uno smanettone. Moltissimi miei colleghi programmatori, alcuni veramente in gamba con gli algoritmi e le tecniche di software engineering, cadono nel pallone se gli si sconfigura l’IP statico della scheda di rete. Quelle persone le considero NON smanettone perchè pur essendo professionisti in un lavoro estremamente tecnico, non “smanettano” al di fuori del loro ambito. Chi usa Linux, spesso ma non sempre, tende ad avvicinarsi alla definizione di smanettone perchè su Linux (se scegli, come me, una distro tipo ArchLinux o Gentoo) puoi (e in qualche caso DEVI) configurarti a mano tutti i servizi di sistema.
    Ad un programmatore frega meno di zero che per partire l’interfaccia grafica bisogna scrivere una data sequenza di opzioni in un file chiamato /etc/X11/xorg.conf, ad un programmatore interessa semplicemente che Eclipse sia installato, ci siano i plugin a lui utili e una connessione ad internet funzionante per consultare i Javadocs e avere a disposizione le porte aperte per RSYNC / GIT (non necessariamente deve sapere come aprirle queste porte, anzi magari sconosce proprio il funzionamento di iptables).

    Altra cosa, ovviamente, casualmente qui salta fuori che scriverai dei difetti in un ulteriore articolo. Su win si parla solo di vantaggi.

    Non fare il complottista sulle difensive! Scriverò anche dei difetti di Windows, puoi starne certo :)

    Si, capisco che per un capitalista possa sembrare assurdo ma permette anche ad i paesi sottosviluppati, o semplicemente a chi tra noi non puà permetterselo di avere un sistema operativo ed applicativi funzionanti e gratuiti.

    E’ un interessante punto di vista, ed infatti ci sono da anni numerose iniziative per l’alfabetizzazione informatica nel terzo mondo, e quasi tutte considerano Linux come sistema operativo. La cosa positiva è che Linux pur essendo gratis ha una buona qualità, superiore a molti Unix commerciali (che infatti sono spariti o stanno sparendo dalla faccia della terra).

    per “Istruttivo” intendevo istruttivo, non “didattico”. Pascal è didattico, smontare la Vespa per truccare il carburatore è “istruttivo”. Rendo l’idea? :D

    Leggero: si mi riferivo alle distro tarate per macchine vecchie. Ma ho già specificato nell’articolo che non parlo di una distro in particolare, ma di tutto ciò che ruota intorno a Linux e che mi consente di scegliere tra un sistema leggero ma scarno, o uno più adatto a macchine moderne.

    Multipiattaforma:
    Se compro un RaspBerry (ARM) e ci posso installare le stesse applicazioni che uso sul pc (x86) e magari sul vecchio PowerBook G4 (PPC), allora per me (utente immaginario NON smanettone che usa il computer solo con Firefox e OpenOffice) il sistema Linux è l’ideale perchè essendo multipiattaforma non ho problemi di software (in realtà ci sono problemi a pacchi con PPC, ma vabbè è il concetto che conta).
    Ancora una volta, cerca di immaginare cosa farebbe l’utente, non l’hacaro-wannabe.

    OpenSource: se avesse licenza BSD l’utente avrebbe libertà ben maggiori rispetto alla GPL, che è troppo limitante (ad esempio non puoi usare codice GPL in una applicazione closed source, oppure non puoi mischiare codici diversi da GPL con GPL, pena l’espansione infettiva di quest’ultima sul restante codice).

    Stabilità: Linux è sviluppato prevalentemente da aziende che lavorano nel campo server, la stabilità mi sembra il minimo sindacale per un OS server. Guardacaso, poi, le distribuzioni più stabili sono Debian, SUSE, RedHat, che sono le tre maggiori usate da HP, IBM, Oracle, Dell, ecc…

    Documentazione: tantissima sì, ma molto spesso confusionaria, obsoleta, frammentaria o semplicemente errata. Un po’ come gli articoli di Wikipedia, stessa situazione.
    La documentazione di qualità spesso si paga, tant’è che esistono ottimi libri sull’amministrazione di sistema con RedHat e si pagano come qualsiasi altro libro (nulla in contrario, eh!, io adoro i libri).
    Per l’utente comune, invece, la documentazione spesso è troppo complicata per risultare utile e si rivolge all’amico esperto che poi va a cercare su un forum a caso, e metà delle volte la soluzione al $problema_ignoto viene indicata come “Ah ma che distro usi? Che schifezza! Installa subito $distribuzione_random e vedrai che risolvi tutto”.

    Installazione driver e software: Su un sistema in cui tutte le periferiche siano compatibili con il kernel, non abbiamo bisogno di installare manualmente tutti i driver, come invece capita con altri sistemi. Anche l’installazione del software più utilizzato, se svolta attraverso le funzioni specifiche di ogni distro (ad esempio yum, apt-get, ecc..) è alla portata di tutti gli utenti.

    Una volta ho perso 3 giorni per far funzionare Linux sul PC portatile di un mio amico. Voleva usare Linux a tutti i costi per fare la sua tesi di ingegneria (per questioni filosofiche/ideologiche). La distro che funzionava meglio sul suo hardware era Mandriva perchè grazie a drakconf si risolvevano alcuni problemi di configurazione con la scheda video ATI.
    Per fare andare la ethernet ci voleva il modulo sky2 che sul suo kernel (di mandriva) era difettoso. Ho dovuto scaricare i sorgenti gen-kernel (quelli patchati dal team Gentoo), riconfigurare tutto con il .config di Mandriva, sistemare la initramfs a mano (perchè Mandriva usa/usava delle cose particolari in fase di boot, diverse da Gentoo) e backuppare tutto in caso di disastro nucleare.
    Dopo l’immane impresa mi presenta una lista di software che gli servivano, e nessuno di questi era presente nel repo.
    Uno solo era pacchettizzato per Debian (la conversione in RPM è semplice da fare), ma gli altri li ho dovuti compilare da sorgente, uno di questi richiedeva il vetusto gcc-2.95 e quindi ho dovuto installarlo da una vecchia versione di Mandrake Linux, con tutte le sue dipendenze…. poi la stampante, poi il modem USB,…. devo proseguire?
    Tutto sto giro è durato una settimana e il mio amico ha fatto la sua bellissima tesi usando solo software open source.
    Gli avrei tagliato volentieri la testa, ma questa esperienza dimostra che se invece di avere un “amico smanettone”, avesse dovuto chiamare un tecnico professionista Linux, avrebbe speso non meno di 2000 euro (nel nostro paesino non ce ne sono, sarebbe dovuto arrivare da Palermo, pagandogli pure la trasferta).
    Una licenza Retail di Windows versione Home gli sarebbe costata parecchio meno (tra l’altro ne aveva già una di licenza, OEM).

    collaborazione: la possibilità di collaborare ad un progetto opensource, sia attraverso una semplice traduzione, sia attraverso la realizzazione del software costituisce comunque un valido curriculum per gli studenti.

    Quindi rientriamo nel punto “istruttivo”.

    @Andrea Del Bene #27: se per lavoro sviluppi con roba Unix-centered, è lapalissiano che Linux rappresenti un ambiente di lavoro ideale. Analogamente, se per lavoro hai a che fare con (per dire) ASP.Net, ti serve necessariamente Windows.
    Molti miei colleghi programmatori PHP usano Linux e ne sono entusiasti, noto però con amarezza che fanno il debug con le printf, e lavorano con un editor “liscio”. Sono abituati a strumenti dell’età della pietra e vanno molto più lenti rispetto a chi utilizza un IDE ed un debugger PHP (basterebbe anche il semplice Netbeans + plugin PHP per avere un debug decente).
    Ma il linaro “convinto” è generalmente refrattario ai software comodi, e lo dico da ex-“linaro convinto” :D

    @Unas #28: sulla velocità di installazione vale quanto ho scritto sopra. Se sei fortunato è come descrivi tu, altrimenti o rinunci oppure cambi hardware oppure devi scendere a compromessi e perdere veramente taanto tempo.

  • # 33
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @cristian76: da utente ArchLinux ti dico, con tutto il cuore, “lascia perdere le rolling release!”.
    Ultimamente ho bestemmiato in 12 lingue su ArchLinux per:
    – attivazione firme digitali senza preavviso (e il sistema di generazione delle chiavi NON ti informa quando ha bisogno di entropia, quindi sta a girare per sempre se non sai come ovviare al problema)
    – trasformazione di /bin in un symlink verso /usr/bin. Questa trasformazione è stata infilata nel pacchetto glibc, a differenza di Gentoo che almeno usa i metapacchetti “filesystem*” per portare queste modifiche. Inoltre pacman non da alcuna informazione sull’upgrade, semplicemente ti dice che il pacchetto va in conflitto con /bin, devi andare sul sito a leggere la procedura di aggiornamento altrimenti esplode tutto
    – cestinato rc.conf in favore di systemd (quindi se hai script e roba varia ti conviene rifarli da capo perchè si spaccano da soli)
    Alla fine se con il computer ci devi lavorare conviene aggiornare ogni X anni, usando quindi una distro a lungo supporto come Debian.

    @Gendo Ikari: quello che dici è molto bello ma nella pratica può un programmatore essere esperto di ogni singolo mattone di un OS? Se hai un problema X, quanto tempo ci vuole per imparare il funzionamento di decine di software complessi e debuggarli TUTTI?
    Io concepisco il “mettersi a fixare il software degli altri” solo quando hai secoli di tempo da buttare e tanta, tantissima voglia e pazienza. Se poi mi dici che uno dovrebbe farlo per “aiutare la causa di Linux” allora, IMHO, quella è materia per fanatici religiosi :)

  • # 34
    homero
     scrive: 

    immaginare che linux non esistesse sarebbe come perdere una gran fetta di tecnologia software….
    linux ha rivoluzionato il modo di concepire un software, nel bene o nel male linux viene utilizzate dai supercomputer, agli smartphone, ai sistemi di controllo, non esiste campo in cui linux non ha trovato spazio, dai marcatori temporali ai sistemi cluster….
    dotato di un compilatore solido come il gnu-c e di un kernel altrettanto solido…..manca di quel supporto a 360 gradi dell’hardware che windows ha, ed ereditate gran parte dei difetti che unix ha…..
    se linux non fosse esistito il mondo avrebbe perso un grande sistema operativo dotato di sistemi di sviluppo avanzati…….
    non ce nè per nessuno in ambito server, basta solo contare quanto costano le licenze client di windows server 2008 per comprendere quanto linux faccia risparmiare….linux è in tutti i NAS ed è nella maggior parte dei sistemi embedded in circolazione….
    un mondo senza linux sarebbe sicuramente peggio di un mondo senza windows….

  • # 35
    Alberto
     scrive: 

    Apache/Php/mysql discutibile? Ambe’…. magari possiamo discutere del pre .net e applicazioni VB6/IIS5 (?)
    Parli di punto di vista da utente normale e nel post precedenti mi tiri fuori VS (ovviamente tutti hanno installato VS e tutti ne hanno bisogno).
    Parli di sicurezza e mi tiri fuori l’uso di appliance (dimostrando di NON avere la minima idea di cosa sia la sicurezza e di come funziona linux).
    Credo che tu debba capire:
    -parliamo del punto di vista di un utente normale?
    -parliamo del punto di vista di uno sviluppatore?
    -parliamo del punto di vista di un sistemista?
    Facciamo un megamix e tiriamo fuori quelli che pare e piace?

    In ultimo.. se i tuoi colleghi sono degli imbecilli (debuggare a printf e’ demenziale) non vuol dire che il resto del pianeta lo sia. Netbeans+Xdebug+PhpUnderControl+PhpUnit sono il MINIMO sindacale per sviluppare decentemente. E nono sono nulla al di fuori della portata di chi abbia un minimo di cervello e voglia.
    Ci sarebbero molte cose da dire anche sulle tue risposte nel thread ma il tempo e’ tiranno.

  • # 36
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @homero: buone considerazioni, ma dimentichi com’era l’informatica prima di Microsoft? Eh? Esatto, era una cosa di nicchia. Microsoft ha portato il computer nelle case.

    E se qualcuno dice “Non è vero, il computer nelle case ce l’ha portato Commodore” io rispondo, “Si, ma con il BASIC di Microsoft” :D

    Dal mio punto di vista Linux è importante come fenomeno tecnologico (il primo sistema operativo completo, sviluppato da gente sparsa per il mondo che comunica attraverso internet), mentre Windows lo è per un fattore sociale (sistema standard che usano tutti, ha consentito la nascita dell’industria del software così come la conosciamo oggi).

    Senza un OS “standard” avremmo una situazione software non molto distante da quella degli anni ’80, con decine di macchine incompatibili e software necessariamente poco elaborati. Che poi questo standard sia Windows piuttosto che Linux è un altro discorso, mi andrebbe benissimo anche la situazione inversa, cioè Linux usato dal 95% della gente, e Windows sotto il 3%. Gli utenti hanno solo da guadagnarci in un mercato standardizzato.

  • # 37
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Alberto: un altro commento dello stesso “livello”, e andrà a far compagnia agli altri già moderati.

  • # 38
    gennaro tangari
     scrive: 

    @Antonio Barba

    Senza un OS “standard” avremmo una situazione software non molto distante da quella degli anni ’80, con decine di macchine incompatibili e software necessariamente poco elaborati

    Che legame c’è tra l’essere una macchina di nicchia e l’avere software poco elaborati?

  • # 39
    Gendo Ikari
     scrive: 

    @ Antonio Barba
    Forse non sono stato chiaro, ma io parlavo di aziende. E se un singolo programmatore non puo’ essere onniscente (anche se ho colleghi mostruosi dal nerdismo infinito) un’azienda nel tempo familiarizza con le tecnologie che usa. E familiarizzare con le tecnologie open significa avere 360 gradi di liberta’. Significa a mali estremi poter assumere uno sviluppatore kernel che, tra le varie mansioni, si preoccupi di tenere aggiornata una patch sul kernel linux (tratto da una storia vera).
    Mandare una patch a Qt, non e’ assolutamente una cosa fuori dalla grazia di Dio, anzi puo’ essere prassi comune se Qt copre una parte importante del proprio business.
    Non e’ assolutamente quotidiano che occorra mettere mano al codice di X, o di Qt, o del kernel, non stavo sostenendo questo. Stavo dicendo che questo e’ possibile, e siccome e’ possibile molti lo fanno, e siccome molti lo fanno si trovano tonnellate di documenti, esempi, esperienze. Questo e’ possibile in gran parte perche’ non c’e’ nessun muro oltre il quale non e’ possibile indagare. Io posso controllare in un attimo il bug tracker del tool linux XYZ che uso, controllare che il mio bug e’ presente, conoscere la priorita’ che il team di sviluppo ha assegnato al bug, eventualmente collaborare con il team contattandolo direttamente per coordinare questa patch, oppure, a mali estremi, farsela da se. Probabilmente questo sembra assurdo per chi e’ sempre vissuto nell’ecosistema microsoft, ma non lo e’ per linux. E i clienti sono contentissimi quando si e’ in grado di fare customizzazioni o miglioramenti di performance oltre lo standard, grazie alla possibilita’ di interagire con un ecosistema aperto e modificabile. Mai baratterei Apache per un sistema server chiuso, per esempio, per la stessa ragione. Se ti trovi un bug che fai? Chiedi al servizio assistenza microsoft e speri? E quanto ti costa?

  • # 40
    Alberto
     scrive: 

    Facciamo che sono autodidatta (e si.. il tuo post l’ho letto).

    Entra nel merito delle domande… su quale piano vuoi confrontare i vari sistemi? Onestamente non l’ho ancora capito.

    Di cosa vuoi parlare? Sviluppo .net o c#? Ovvio che MS sia il sistema migliore, per altri linguaggi e’ indifferente anche se ad esempio, se devo programmare in java, risulta piu’ produttivo sviluppare in Linux/unix.
    Desktop enviroment? Inutile dirlo MS e’ preferibile (attenzione.. preferibile non meglio) nonostante io usi OSX. Sistemi server per database? A meno di non usare SQL server unix/linux e’ migliore sotto ogni punto di vista. Grafica 2D a livello professionale? Linux si elimina da solo e restano OSX e Windows. 3D? Decisamente MS per la sola quantita’ di applicazioni disponibili. Devi fare una renderfarm? Unix/Linux dato che i motori sono rilasciati anche e soprattutto per questi ambienti.

    Mi dici che l’ambiente di sviluppo Linux non e’ bello e poi usi come esempio dei colleghi che utilizzano strumenti di 10 anni fa’? Cosa che peraltro non c’entra nulla con l’env di sviluppo. Potrei programmare allo stesso modo con VS su Win o con Eclipse su Osx.
    Io potrei dirti che VI e’ ipercomodo.. ma sarebbe una cazzata gigantesca se scrivi qualcosa oltre uno script di Shell.
    Poi c’e’ gente che dice che Notepad++ e’ il miglior editor del mondo (si certo.. solo editor ma non IDE).

    Poni la sicurezza subordinata all’uso di appliance ad-hoc (firewall Layer2 o Layer7?) senza minimamente considerare che se un servizio e’ bacato puoi mettere firewall e sonde IDS quanto vuoi.. resta bacato. Secondo questo assioma basta mettere un firewall davanti e siamo tutti a posto e felici.. peccato non funzioni cosi’ e i servizi su sistemi Unix/Linux, almeno i piu’ usati, sono mantenuti e aggiornati. Altrimenti la prossima volta che mi chiedono di installare un pack di 50 patch su una Solaris gli dico di mettere un firewall davanti.

  • # 41
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @gennaro tangari:
    In effetti non c’è un legame diretto, mi sono espresso coi piedi.
    Quello che intendevo dire è che in un mercato con tante macchine incompatibili tra loro o sviluppi software “semplici” per molte macchine (con molte difficoltà) oppure ti focalizzi su una sola macchina e ne sfrutti tutte le potenzialità.
    Ci possono essere delle eccezioni, ma è ovvio che una piattaforma standard elimina gran parte di questi problemi.
    Avendo sviluppato videogames per console (e anche per PC), sono consapevole delle difficoltà che si presentano nello sviluppo di un software multipiattaforma complesso (indicativamente parlo di progetti con 1-2 milioni di righe di codice C++, suddivise in 15-20 mila classi di cui molte servivano per creare vari livelli di astrazione, quindi complessità medio-alta), mentre per i titoli in esclusiva potevo lavorare più a basso livello e sfruttare meglio certe caratteristiche della macchina (e bastano meno programmatori, meno codice, meno livelli di astrazione, quindi minori investimenti).

  • # 42
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @Gendo Ikari #39: si, adesso mi è più chiaro lo scenario che descrivi. Decisamente in questo senso è un valore aggiunto notevole. Lavorare su pacchetti come Qt è anche piacevole perchè ha una struttura ben concepita, è facile da modificare e la documentazione è ben fatta. Mettere mano su Linux invece è molto più complesso, sia per la dimensione del progetto, sia perchè tra le varie parti del kernel c’è parecchia confusione, codice ripetuto più volte, diverse convenzioni, alcuni moduli usano le primitive di sistema, altri si riscrivono in locale alcuni pezzi come lo spinlock, altri ancora fanno pesante uso di macro ed estensioni GCC non standard, come “typeof”, ecc…
    Essendo Open Source in teoria ci puoi lavorare, ma in pratica è veramente faticoso.
    Come OS facilmente modificabili vorrei spezzare una lancia in favore di FreeBSD che ha un kernel ed una userland molto più razionali, con codice autodocumentante e convenzioni molto più rigide.

    @Alberto: ora va meglio :)
    Su quale piano confronto i sistemi? Sul piano di chi deve utilizzare il computer per svolgere un lavoro. Lo sviluppo di software, a mio avviso, non implica l’essere smanettone. Io lo sono, ma la maggior parte dei colleghi che ho avuto negli anni sapeva solo scrivere codice e non, per esempio, configurarsi l’accesso sul dominio di rete, o sistemarsi i conflitti di drivers stronzi o altra roba simile. Generalmente queste cose le fa il sysadmin, categoria lavorativa che rappresenta “l’apoteosi totale e completa dello smanettone di computer a 360 gradi” :D
    (testuali parole di un mio amico SysAdmin Linux/Windows).

    Riguardo la sicurezza, premetto che NON sono un esperto, mi riferivo ad alcune falle sullo stack TCP/IP che tempo fa ho dovuto tamponare attivando il packet filter (con certe regole che mi hanno indicato loro stessi) perchè, in certe condizioni, causava un DoS su un Mail server SUSE che avevo messo in piedi per un cliente.
    Dopo varie discussioni sulla LKML, mi hanno consigliato (alcuni sviluppatori di quella parte del kernel, non il primo scemo che passava per strada) semplicemente di ignorare il problema dato che in presenza di firewall con packet filtering, non si poteva innescare il bug e quindi vissero tutti felici e contenti.
    Se ci fosse un bug sul Mail server, ovviamente, il packet filter non tamponerebbe assolutamente nulla.

  • # 43
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    @Antonio Barba
    Si è vero, nel mondo linux è facile imbattersi nei “duri e puri”, refrattari ad ogni orpello grafico :). Però chredo che la situazione negli ultimi 5 anni sia cambiata incredibilmente grazie (in primis) ad Ubuntu e tutte le distro che hanno puntato sull’usabilità più che sullo smanettamento per pochi.
    Non so che tipo di portatile fosse quello del tuo amico, ma io ho visto miglioramenti notevoli anche sotto il profilo dell’installazione usando l’ultima release di Ubuntu (continuo a citare Ubuntu perchè è la distro che uso). Sul mio portattile comprato nel 2011 ho avuto problemi con la Ubuntu 11.10 che non trovava il driver Broadcom proprietario per il wireless, ma sono riuscito comunque a farli installare senza smanettare troppo (non sono assolutamente un esperto Linux ne un sistemista).

  • # 44
    Alberto
     scrive: 

    @Antonio
    Il sysadmin solitamente e’ qualcosa di piu’ di un talebano. Se hanno sempre usato AIX, AIX sara’ il miglior sistema del mondo.. se hanno sempre usato Linux non vedranno nulla al dir fuori di quello e cosi’ via.
    Poi c’e’ la categoria di quelli costretti a saltare da un sistema all’altro e da un lavoro all’altro che MAGARI (e dico MAGARI) hanno una visione piu’ imparziale. E ti dico forse perche’ l’esperienza ti devia SEMPRE da una visione obiettiva: io adoro FreeBSD, ma devo prendere atto che in ambito enterprise sarebbe un inferno, il suo sistema di gestione degli aggiornamenti dei pacchetti e’ da folle… se devi gestire gli aggiornamenti di piu’ di una manciata di server rischi solo grossi mal di testa. E nemmeno la nove mette una pezza a questo problema, solo una piccola indicazione di dove si vorra’ andare. Quindi FBSD e’ fighissimo? Si certo. E’ decisamente piu’ lineare di Linux? Senza ombra di dubbio. Lo userei in una sala server? No, se non per pochi sistemi.

    Se lo scopo dei tuoi articoli e’ quello di presentare difetti o pregi dei vari ambienti, mi spiace dirlo ma purtoppo non e’ possibile presentare una risposta univoca se non partendo dal presupposto di “Cosa ci devo fare con l’OS?”. In azienda gli sviluppatori Java usano quasi tutti Linux. Il mio socio voleva farlo usare anche alla ragazza che si occupa di Marketing e lato commerciale. Concordi che sarebbe stata un idiozia? Quando il compito di questa persona e’ produrre e leggere documenti che al 99% sono in Word?

  • # 45
    Alberto
     scrive: 

    Dimenticavo, mi aguro che quanto proposto nella LKML sia solo un work-aroud in attesa di una patch definitiva. In caso contrario (e se parliamo del ramo 3.x) la risposta data sarebbe veramente inaccettabile per un sistema che pretende di risiedere in ambito enterprise (e red-hat su questo punta molto).

  • # 46
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    ai tempi il kernel era 2.6.18, spero che abbiano fixato nel frattempo… sono passati alcuni anni ormai :)

  • # 47
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    Se lo scopo dei tuoi articoli e’ quello di presentare difetti o pregi dei vari ambienti, […]

    Non esattamente: se rileggi meglio il titolo, “5 cose che MI piacciono di Linux”, si tratta di riflessioni personali, non di scienza esatta.

  • # 48
    alex
     scrive: 

    Articolo sintetico ma tutto sommato coglie i punti salienti di linux. Scende in maggiore dettaglio richiederebbe un libro e l’analisi di molte distribuzioni che, anche se simili, hanno differenze spesso non da poco.

    Per cui ritengo che l’autore abbia fatto un buon sunto.

    @Gabriele: non entro nel merito delle questioni di civilità, perchè già altro te l’hanno fatto presente. Ma dire che i repository delle distribuzioni linux non hanno signature è totalmente falso. I repository non sono il fratello handicappato del sistema di upgrade di windows e anzi ms ha introdotto il medesimo concetto in windows 8.

  • # 49
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @alex: concordo, anche se per quanto riguarda il Windows Store la questione è più complessa, in quanto i repository di linux sono raccolte di software gratuiti (open source e non solo), mentre Windows Store segue l’esempio di Steam, cioè è un publisher di contenuti a scopo di lucro (ed è il motivo per cui Valve si è impuntata).
    Dal punto di vista tecnico sono molto simili, ma cambiano totalmente gli scopi dei due sistemi.

  • # 50
    djfix
     scrive: 

    non vorrei innervosire nessuno ma possibile che ancora oggi ci siano certe convinzioni che Windows è peggio di Linux?
    poi con convinzioni come quelle di Andrea:
    “Il Total Cost of Ownership per un utente Windows che abbia cambiato negli ultimi 15 anni 5 computer è tra i 400 e gli 800 euro.
    Un utente che abbia usato linux negli ultimi 15 anni, oggi è come minimo sistemista da 1700 euro al mese.

    I miei 5 motivi sono:
    libertà di poterci fare cosa voglio
    la potenza della shell
    la sicurezza
    l’enorme parco del software libero
    la sensazione di fare del bene contribuendo in qualsiasi modo”

    contando che in 15 anni si cambiano i computers e che tra win 98 e win 7 ci sono Solo 3 versioni di windows e che il prezzo licenza è sempre stato incluso nel prezzo io possi stimare al massimo 300 euro di spesa. chi Usa Windows non si pone (o per lo meno non tutti) l’obbiettivo di diventarne sistemista…al contrario io lo sono e anche se non prendo 1700 euro al mese non mi posso lamentare.

    Se si conosce Windows quanto Linux la “libertà di poterci fare cosa voglio” è scontata; io ho SEMPRE fatto fare al mio Windows cosa volevo io.
    “la potenza della shell” è pura mancanza di informazione, prova la powershell di windows e poi ricrediti
    “sicurezza” ; non avere virus significa non fare niente o farlo senza la testa, ovviamente ci sono un numero infinito di possibilità di virus (anche se il termine non è corretto al giorno d’oggi); dopo windows XP i sistemi MS hanno veramente poco da rimproverarsi sulla sicurezza (spesso ti inca..i perchè certi blocchi ti complicano la vita)
    “l’enorme parco di SW libero” mi pare la descrizione proprio di roba per windows; io di SW per Linux ne ho sempre tovato ben poco.

  • # 51
    Nicola Fiorillo
     scrive: 

    Sono un utente Linux da circa 1 anno, mi servo di Debian e la cosa che dopo tutto questo più mi affascina di Linux è quella che io definisco l'”architettura orchestrale”: linux (il kernel) è il direttore d’orchestra, tutto il resto (grub, init, UDEV, xorg, gestione pacchetti,ecc) sono gli orchestrali (sottosistemi) che funzionano in modo indipendente ma perfettamente coordinato con tutto il resto. Ciò sicuramente implica un aumento della complessità generale (i sottosistemi vanno conosciuti uno ad uno) ma rappresenta anche il punto di forza di linux: indipendenzza dei sistemi vuol dire maggiore robustezza e stabilità. Inoltre ciò permette di studiare Linux un pezzo alla volta: partendo da GRUB per finire a xorg alla fine del percorso ci si accorge di aver assimilato una quantità di nozioni difficilmente accumulabili con ambienti closed.

  • # 52
    gigiux
     scrive: 

    Non mi è chiaro se in questo articolo ci si rivolge ad utenti comuni o a tecnici smanettoni o ad entrambi. In quanto piccolo smanettone e utilizzatore di computer dai tempi del vic20 ma non lavorando nel settore e non avendo titoli di studio nel settore informatico mi ritrovo un pò in entrambi i settori. Si scrive di tco ma al utente casalingo che usa il computer per internet mail chat e facebook (purtroppo), quando sono facilmente utilizzabili e su linux lo sono cosa gli interessa del sistema operativo che ci sta dietro. Sul mio portatile di un anno fa ho installato varie distribuzioni linux e tutte sono stato facilmente configurabili, unico problema attivare il trim avendo un disco ssd cosa che win7 fa automaticamente, problema risolto con una brevissima ricerca su internet e compiando una riga su un file di configurazione. Un minimo di attività celebrale non può fare che bene, e pur vero che se devo scrivere un programmino per mio hobby ho meno dificoltà con win che con linux, ma ci sono ide come lazarus che mi permettono anche su linux di combinare qualche cosa. Penso che l’utente medio messo davanti ad un computer con linux ed una interfaccia come win non si accorge di niente, il linux complesso di alcuni anni fa è superato.

  • # 53
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @gigiux: solita storia di sempre: se il computer è supportato bene OK, se invece ha problemi di driver su Linux o se ti servono software particolari è un bagno di sangue. Credo che su questo punto siamo tutti (intendo tutti gli utenti Linux non talebani) d’accordo :)

  • # 54
    Nat
     scrive: 

    Se avessi letto questo articolo prima di trovarmi a dover passare da rc.conf a systemd con supporto a lvm sarei stato piu’ generoso con linux :D

    A parte gli scherzi, se vogliamo vedere i pro e i contro credo che in primo luogo dobbiamo stabilire una determinata fascia di utilizzo. All’utente che definisco base interessa: web e tutte le sue applicazioni, una suite office, un gestore per le foto, installazioni ridotte al minimo e sentirsi abbastanza sicuro e che il tutto costi poco.
    In quest’ottica ritengo che un sistema linux abbia grossi vantaggi:
    – brosers disponibili e aggiornati tramite gli aggiornamenti del sistema operativo (chromium incluso), libreoffice, digikam, okular o quello che vuole
    – meno soggetto a malware: circolano meno virus per linux, non dovendo scaricare software manualmente si corrono meno rischi, i repository sono piuttosto sicuri
    – l’utente non deve sborsare nemmeno 1 euro

    Per l’utente base il grosso svantaggio sono gli eventuali problemi che possono capitare a causa di un aggiornamento di sistema ostico o di qualche componente hardware mal supportato, in questo caso si richiede una mole di lavoro e di smanettamento che difficilmente sara’ in grado di fare (o vorra’ fare), e purtroppo sono circostanze che capitano molto piu’ spesso che con un sistema windows (anche a causa della fretta nei rilasci delle distro).

    L’utente gamer puo’ anche dimenticarsi linux perche’ per ora windows domina.

    L’utente avanzato e’ molto piu’ specifico nelle sue esigienze e molto facilmente si trovera’ ad utilizzare come minimo sia linux che windows a seconda delle esigienze del momento.

    Quello che non mi piace di linux e’ la frammentazione delle distro, la mancanza di una rotta precisa nel mantenimento di alcune di queste e la fretta nel rilasciare nuove versioni del sistema operativo o di una parte di esso. Non tutte le distro soffrono allo stesso modo di questi problemi ma direi che ne accomuna molte. Da qui segue anche il problema legato alla documentazione: piu’ una distro e’ rolling release piu’ la documentazione dovrebbe essere aggiornata. Nonostante ad esempio la wiki di archlinux abbia la fama di essere molto completa trovo che in diversi aspetti non sia adeguatamente aggiornata per la tipologia di distribuzione.

  • # 55
    cristian76
     scrive: 

    Mi sembra doveroso ringraziare l’autore del post per il commento alle mie risposte e per i chiarimenti.
    Per il discorso hardware mi riferivo infatti solo nel caso fosse compatibile o già implementato nel Kernel. Anch’io ho dovuto sudare parecchio in certi casi, anche per installare una semplice stampante. Ci si potrebbe chiedere perchè? ma per rispondere servirebbe un altro articolo.

    In ogni caso uno dei problemi degli estremisti è che considerano normale, il fatto di dover perdere 4 giorni al pc per poter installare semplicemente dell’hardware.
    Viene considerato normale, per non ammettere che invece Linux può migliorare.

    Potrebbe essere normale perdere tanto tempo dietro al pc, per un ragazzo 14enne, che ha del tempo da perdere. Ma non lo è quando si cresce, e non lo è sopratutto in ambito lavorativo, dove che piaccia o meno quello che conta è il tempo impiegato per portare a termine un progetto.

    Poi sia chiaro, per il discorso Hardware, ma in percentuale molto minore, a dimostrazione di come dipenda dai produttori e non dai s.o. mi è capitato anche su windows. Uno signor scanner, della Epson, nonostante tutti gli sforzi, non vi è stato verso di farlo andare sui 64 di windows7. Oppure non so se vi ricordate quel modem adsl, a forma di “disco volante” della Telecom. Fortunatamente qualcuno ebbe l’idea di realizzare un driver alternativo non ufficiale.
    Il problema è che per l’utente finale non importa quale sia l’origine dei problemi, questi vengono comunque visti (giustamente) come un limite del sistema operativo.

  • # 56
    Blobay
     scrive: 

    Non so programmare, non sono sysadmin o robe simili, sono un umile user. Credo che l’articolo si rivolga ad un target come il mio, quindi vorrei esprimere la mia opinione in proposito.

    E’ dai tempi di Win98 che sto cercando in un modo o nell’altro di trovare la mia distribuzione perfetta, ma ancora non sono certo di averla trovata, benché abbia provato praticamente tutte le maggiori distribuzioni e molte delle minori. Tuttavia non demordo nel fatto di dire che mi ci trovo senz’altro meglio che con l’utilizzo di Windows, benché questo sia il mio sistema operativo primario installato nel desktop.

    Il perché lo spiego semplicemente nel fatto che è vero quello che dice Antonio, ci vuole tantissimo tempo per fare una configurazione ad hoc, qualche volta si deve anche abbandonare l’idea, ma se ci si riesce, quella distro è per sempre! Scommetto che ancora oggi quel portatile sia stabile, senza avere troppe necessità di manutenzione.
    Inoltre da allora ad oggi sono cambiate molte cose, se vai ad installare una distribuzione, probabilmente ora verranno supportate anche tutte le periferiche di quel portatile.

    Un’altra cosa che mi piace di questo sistema, è la pulizia.
    Un esempio banale: “Nero burning rom”, un sw nato semplice, masterizzava, ritenuto come uno dei migliori, completo. Col tempo ha cominciato a fare tutto tranne masterizzare. Invasivo al limite della sopportazione. Dentro Windows installava di tutto, dal player, ai codec, a non so cos’altro. Non credo di averlo più visto installare da nessuno da almeno 10 anni, un ottimo esempio di come si possa gettare alle ortiche un buon sw per politiche commerciali sbagliate. Dentro linux questo non succede (almeno fino ad oggi). Voglio un burner? installo un burner, non un sw che fa tutto e “anche masterizzare”! Ho avuto una pessima esperienza anche installando “super” (sw di codifica), tentando di aggiornare una versione, dal download mi ha rivelato un trojan nell’installer. Preferisco i repository sotto questo punto di vista. Per non parlare dei semplici aggiornamenti…

    La pulizia degli apllicativi mi permette di risparmiare spazio su disco. Nell’epoca dei terabyte sembra una sciocchezza, ma Win7 64 mi occupa da solo mezzo disco ssd da 80 GB, mentre una distro linux sta sotto ai 10 GB, lasciandomi anche la possibilità di installarci qualcos’altro sopra, senza dover spendere altri 200€ per maggiore spazio (per fare cosa poi? mistero).

    L’utilizzo di risorse esigue rispetto ad altri sistemi, mi permette di usare anche computer usati o comunque datati, senza dover aggiornare di continuo l’hw solo per aprire un browser e leggere delle notizie. Mi hanno regalato un vecchio portatile P2 con il quale sto scrivendo. Con l’aggiornamento di 400MB ram, del disco rigido e della chiavetta wifi (che già avevo) ho pagato alla fine 30€ riciclando pezzi che sarebbero finiti prima o poi nel cestino. Le alternative di windows sarebbero state ’98 o al massimo XP, ma con quali limitazioni in entrambe i casi? Vi assicuro che con Debian stabile e lxde ci si naviga discretamente, oltre che farci un uso p2p quotidiano. Certamente non avrei ottenuto gli stessi risultati con Windows. Promettono faville con Win8, ma vorrò vedere i sistemi datati se saranno supportati, ho i miei forti dubbi.

    Ho sempre preferito le debian e derivate per la semplicità di utilizzo e di installazione. A partire da una netinstall, è sufficiente dare uno o due comandi per avere un sistema minimale aggiornato sin da subito. Windows non è certo così efficiente.

    Mi sono anche installato una distro su chiavetta e me la porto in giro a destra e manca. Da qualsiasi computer lancio l’avvio lei parte, proponendomi i miei sw, i miei documenti, le mie impostazioni, gli appunti… Ci posso recuperare i dati di computer con sistemi corrotti, posso far girare antivirus su altri computer che non ne hanno… ditemi quale altro sistema è così flessibile e comodo. Su Windows al massimo posso usare winpenpack…

    Linux è poi decisamente “omologato”. Se premo CTRL+F so che è la funzione di “cerca il testo” in praticamente tutti gli applicativi. In Windows ognuno sembra fare come caspita gli pare. Inoltre anche un vecchio documento riesco a leggerlo e modificarlo. Andate a recuperare un vecchio .doc formattato con word ’97 se ci riuscite con le ultime versioni di office. Un mio amico se ne è persi una carrettata, semplicemente “aprendoli”! Il programma senza chiedere niente li ha presi e modificati con le proprie impostazioni, rendendoli di fatto inutilizzabili!

    Per quelli che dicono poi che Windows è diventato sicuro, vorrei ricordare che dietro la tastiera c’è sempre un utente, spesso poco colto (informaticamente parlando) e molto più spesso poco paziente, ma sopratutto che non legge! Alla domanda “mi da un errore, non so quale”, rispondo sempre “che cosa c’è scritto?” a quel punto spesso si rendono conto che si tratta di una sciocchezza. Sono certo che se io creassi un virus che chiedesse: “vuoi installare queto programma? avrà la possibilità di sapere tutti i tuoi dati, compresi quelli bancari e potrà disporre di spedirli all’autore, ma ti darà la possibilità di entrare nel sito http://www.xxx.com oppure http://www.scarpegratis.com gratuitamente”, il 90% della popolazione mondiale cliccherebbe su “accetto”!
    Non esiste UAC che tenga, protezione antivirus o quello che ti pare. Si deve impedire all’utenza di “installare” qualcosa che non sia più che certificato!

    Le mie sono espserienze dirette, a basso livello, da uno che come detto fa un utilizzo mediocre dei computer. Se devo installare qualche s.o. a qualcuno di cui mene frega poco e che vuole solo che gli funzioni il computer, allora gli propino Windows (spesso XP), così trova tutti i sw che desidera (virus e trojan compresi). Se è uno che ci tengo e che so che prima o poi farà casini, ma poi verrà da me a chiedere di risolverli, allora gli installo una distro (anche in dual boot perché no), se possibile una LTS, così sto tranquillo che per 3 anni almeno non lo vedo più. Mi è successo più di una volta, che alla mia affermazione “è ora di cambiarlo, non ci sono più aggiornamenti di sicurezza supportati”, mi è stato risposto. “ma veramente? funziona alla perfezione… se proprio devo…”
    Volete mettere?

  • # 57
    gigiux
     scrive: 

    @ antonio barba

    se il pc non è supportato non è colpa linux a parer mio ma delle aziende produttrici di componenti che non rilasciano driver appositi, esempio tegra2 per il quale è difficile l’aggiornamento a ics. Questo articolo mi sembra più una scusa per attaccare linux più che per descriverne le caratteristiche ritenute positive. A proposito per istallare fedora sul portatile alcune decine di minuti reinstallazione di win7 sullo stesso ssd un tempo incalcolabile con una chiavetta di ripristino a causa di tutto il software inutile che viene messo dentro infatti ci vuole una chiavetta da 16 giga, con linux il problema non esiste e il tempo perso per toglierlo…..
    win non è meglio perchè ms è brava ma perchè le aziende lo supportano e rilasciano driver fosse così anche per linux cioè posetessero gareggiare alla pari non saremo qui a chiaccherare perchè forse win neanchè esisterebbe.

  • # 58
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @gigiux: se l’hardware non è supportato che faccio? Butto il PC o installo Windows? Oppure dovrei scrivermi i driver da solo?
    Non è che puoi fare i salti mortali solo perchè hai deciso a priori di usare Linux.
    Come dico sempre, Linux è un software come gli altri, se non va bene sul mio hardware o non funziona per i miei scopi, userò un altro sistema operativo.

    Alla fine il computer mi serve per “farci delle cose”, non per “usare il sistema operativo”. Moltissimi sostenitori Linux, invece, portano avanti una causa ideologica, io non porto nessuna bandiera, uso il computer così come uso un trapano o un martello.

  • # 59
    Alberto
     scrive: 

    @Antonio
    Te l’ho gia fatto notare in precedenza. Il driver e’ un problema ANCHE per windows. Mi sovviene ora un altro esempio. Una FastTrak TX2 che su Win7 64 bit non c’e’ proprio verso di far andare.Eeeeh.. ma e’ datata…. si grazie al piffero.. pero’ avrei dovuto almeno cercare se TUTTO l’hw che possiedo su quella Workstation sia compatibile (e quindi che mi cambia rispetto a linux?).
    Visto che la FastTrak non e’ compatibile si e’ reso necessario installare un XP con il solo scopo di recuperare i dati contenuti nel Raid…. e il TCO si impenna (TCO non sono i soli costi di licenza…).

  • # 60
    gigiux
     scrive: 

    @ antonio barba

    Non capisco la logica delle tue argomentazioni scusa, continui a dire che linux non soddisfa le tue aspettative e quindi è meglio win perchè ci fai più cose io ti dico che non è linux che non può ma sono le aziende produttrici che non glielo permettono quindi mi pare tutta una messa in scena per dire meglio win. Io uso entrambi ora mi ricomincia ad appassionare linux ne parlo bene al momento ma forse non sarà sempre così. Resta il fatto che ms in 30 anni ha tirato fuori solo 2 sistemi buoni win2000 e win7 e winxp da sp2 in poi per una azienda che guadagna miliardi mi sembra un pò poco, linux non lo pago quindi se devo cercare delle attenuanti preferisco darle a linux e non a win che pagandolo dovrebbe essere perfetto da subito. Vero è che dietro a linux ci sono grandi aziende che devolvono software ma resta il fatto che non lo pago e il software che dona ad esempio ibm non so quando sia a beneficio di semplici utenti come me.

  • # 61
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    @Alberto: non ho mai detto che su Windows non esistono problemi di driver, specialmente con periferiche non rivolte al mercato consumer, ma non parliamo dello stesso ordine di grandezza. Su Linux il problema è di gran lunga più accentuato, e anche su Linux è una pratica comune droppare il supporto a periferiche datate, per cui risulta necessario installare vecchie versioni del kernel per farle funzionare.
    Un esempio fresco fresco di questi giorni, con la VGA del mio netbook guarda che casino: https://wiki.archlinux.org/index.php/Poulsbo#Drivers:_Advantages_and_Disadvantages

    In sostanza devi scegliere se vuoi l’accelerazione grafica devi tenerti una vecchia versione di Kernel e Xorg (con tutte le vecchie dipendenze), mentre se hai bisogno del kernel aggiornato sei costretto a tenerti il “nuovo” driver framebuffer only.

    Alla fine, per poter utilizzare decentemente il netbook ho dovuto mettere Windows 7, ma la cosa non mi soddisfa appieno perchè Linux con LXDE avrebbe lasciato più ram disponibile e il sistema sarebbe rimasto molto più leggero.

  • # 62
    Gabriele
     scrive: 

    @alex
    quale repository? Quelli di fedora hanno la firma, quelli di arch base hanno la firma, quelli di arch aur non hanno tutti la firma :)
    Insomma se non specifichi, dici qualcosa di palesemente inesatto, inoltre hai mai usato windows update? Conq uello mi evito di andare a cercare tutti i driver “sui famosi siti malevoli di nvidia XD”, e con steam, windows market place (che va già ora su window 7, ma è un applicazione separata) e sicuramente non è che vado su qualche sito malevole, al massimo uno ci va quando cerca software pirata, il che è ovviamente illegale :)

    P.s. l’educazione deve essere reciproca :)

  • # 63
    Gabriele
     scrive: 

    il problema cristian76 è che i driver sotto windows nel 90% dei casi vanno, e funzionano istantaneamente, mentre in linux la percentuale è quasi inversa, ora è colpa di linux? E’ colpa dei produttori di HW che non scrivono driver decenti? E’ colpa della poca diffusione in campo user di linux?

    Non interessa, il problema è che linux per il momento non ti permette di sfruttare HW e questo è quanto..

  • # 64
    sphinx
     scrive: 

    Cosa mi piace di Linu? Ormai più nulla, l’ho in una partizioncina solo per giochicchiarci.
    Da quando ho installato Windows 7 ho scoperto che faccio tutto quello che facevo Linux e il più delle volte in minor tempo e ho meno sbattimenti.
    Sono abbastanza navigato da non cliccare sul primo bannerino “Hai vinto un’iphone!” che mi compare e sono diventato allergico ai crack & C.
    Non ho problemi di sorta, ad ogni aggiornamento funziona tutto come prima, nessuna spasmodica ricerca per capire come mai prima la scheda wireless funzionava ed ora non funziona più o perchèun semplice video prima funzionava e ora va a scatti.

  • # 65
    Andrea R
     scrive: 

    @djfix #50

    0. cento euro più o meno non cambia molto, ma devi contare il numero dei pc e moltiplicare per il prezzo di una licenza oem. Io ho fatto 5*80=400. Sarebbe bello potersi comprare una licenza full e poi pagare solo gli upgrade, ma se compri portatili questo non lo riesci a fare e una licenza full + 2 upgrade sei almeno a 400 euro di nuovo.
    Non tutti vogliono diventare sistemisti, ci mancherebbe, ma mentre con windows spendi soldi, con linux ne puoi invece fare. Se vai a un colloquio di lavoro e puoi vantare TANTI anni di esperienza linux vera, sei uno che serve. A me sono stati contentissimi di assumermi anche per questo.

    1.La potenza della shell: io su linux ho scritto uno script di 200 righe che fa questo: mi collega in vpn su ssh, bypassando proxy e/o eventualmente instradando il traffico su un nodo tor intermedio, per oscurare l’ip a cui mi connetto in ssh. Quindi setta il firewall della macchina per rendermi totalmente stealth sulla rete locale: solo il traffico vpn gira, qualsiasi altro pacchetto che ricevo è ignorato. Alla fine premo invio e torna tutto com’era.
    La potenza della shell non è bash, è la quantità enorme di software a riga di comando a cui hai accesso.

    2. la libertà: tu puoi usare linux su 100 macchine se vuoi. Windows no. Una macchina virtuale windows vuole una sua licenza. Una installazione vuole un seriale di un chilometro.
    Su linux puoi installare roba sperimentale, rimpiazzare pezzi interi del sistema. Ricompilare il kernel e le librerie C per la tua architettura e anche scrivere codice tuo in mezzo quello degli altri. Non puoi paragonare queste cose a quanto puoi fare con windows. Magari non ti frega nulla, ma a ME frega.
    La libertà è poi anche pratica: io ho un portatile bello, ma vecchio di anni, ma con debian stable e un tot di configurazioni che gli faccio è in grado di reggere il carico di lavoro di un programmatore full time con prestazioni di tutto rispetto. Ad esempio si avvia in 40 secondi a 5 anni dall’acquisto. Questo perchè ho scelto la distro e i pacchetti che ho installati con criterio e libertà massime.

    3. enorme parco software linux. Io sulla mia distribuzione ho una caterva di software e tool che mi porto dietro da anni, molti dei quali tra l’altro sono solo per linux. Ho roba per craccare una rete wifi, per manipolare pdf, per crittare una cartella con la stessa password del login. In tutta la mia rete casalinga e computer vari ho probabilmente sui 200 software in uso. Tutti liberi e open. Fai conto che i pacchetti installabili su una ubuntu sono >30000 e non è tutto quello che puoi installare. Sicuramente mancano tanti software blasonati che ci sono per windows, ma sono proprietari e molto costosi.

    Tu assumi erroneamente che quello che te sai usare meglio sia meglio anche per gli altri. A me Windows riduce la MIA potenza dietro a una tastiera di 20 volte.

  • # 66
    exedes
     scrive: 

    i motivi per cui amo linux sono uguali ai tuoi fondamentalmente
    non costa niente, adoro le live che per un sistemista sono la manna dal cielo, uso abitualmente clonezilla, ho ancora un server samba nella mia organizzazione su debian, e poi altri incapsulati su dei nas..
    Xke odio linux :
    1) Frammentazione delle distro
    2) A volte difficoltà di configurazione relativamente ai driver come video e rete ( SI ! anche io avevo il gma500 come te’ e ho rinunciato)
    3) L’interfaccia grafica è lenta e spesso grossolana e poco coerente.
    4) Gli aggiornamenti a volte sono problematici mi ricordo ancora un certo apt-get dist-upgrade e il mio serverino antispam che faceva puff.

  • # 67
    karkarloPravetoni
     scrive: 

    quoto #66
    3) L’interfaccia grafica è lenta e spesso grossolana e poco coerente.

    è questo uno dei difetti maggiori, mancanza di stile e lentezza.

    e poi non è vero che kde e gnome sono stabili, linux è stabile se lo usi senza gui.(passatemi il termine )… perchè altrimenti diventa lento piu di windows.

    io con windows7 non prendo piu virus e malware da anni ormai.
    i virus sono un ricordo del vecchio XP PRO.

    ovvio che in ambiente aziendale dove cè crisi e si risparmia sui 100 euro , fa comodo risparmiare la licenza e quasi tutti i sistemisisti sono smanettoni di linux anche da console. dunque ok linux ma IMHO aziendalmente parlando. a casetta W7 4ever.

  • # 68
    Z80Fan
     scrive: 

    Cosa mi piace di Linux…

    – Inteso come kernel, mi piace che è open-source e si può andare a curiosare i sorgenti per vedere come è fatto.

    – Intesa come OS, io di distribuzione uso Ubuntu 10.04 e mi piace il fatto che sia veloce, stabile, il sistema di repository che contiene tantissimo software facilmente installabile, ottimo supporto hardware anche con i driver proprietari (ho nVidia), e in generale funziona tutto come voglio io e se voglio mi permette di impostare cose nel modo che voglio io senza rompermi troppo le scatole (e questo è importante perchè se voglio fare una cosa so esattamente cosa mi serve e cosa fare, mentre su Windows molte volte mi è capitato di voler far qualcosa ma l’OS si mettesse in mezzo volendo che passassi tra i suoi percorsi, facendomi irritare non poco. Questo non succedeva su Windows XP che ho usato e moddato per tantissimo tempo; credo che MS abbia “idiotizzato” il sistema a discapito però dei smanettoni che sanno esattamente dove andare ma che vengono rallentati dai binari messi per il resto degli utenti)

    Cosa non mi piace di Linux:

    – Inteso come kernel, primo il supporto driver: si ok, è tutta colpa delle brutte aziende, però anche il kernel non aiuta, ovvero: perchè diavolo non c’è un’ABI e API stabile per i driver!? A ogni minima versione l’ABI si rompe, e non si è neanche sicuri che l’API sia la stessa, rendendo i driver binari completamente inutili, e obbligando le aziende che vogliono dare il loro binario ad avere della glue-logic che viene ricompilata ogni volta che si aggiorna il kernel o il driver, e si linka al binario per creare il nuovo driver. Gli sviluppatori cercano di giustificarsi dicendo che così hanno le possibilità di sperimentare nuove cose e stare al passo coi tempi senza limitazioni, ma ciò è veramente assurdo.

    – Inteso come OS, servirebbero delle controparti GUI dei potenti strumenti CLI di amministrazione. Io uso GNOME che ha veramente il minimo, e preferirei qualcosa di più, anche per il fatto che non sarebbe difficile fare degli strumenti adatti. So che su KDE la situazione è diversa e migliore in questo senso, però preferisco un’interfaccia leggero; potrei considerarlo in futuro.
    Secondo, non c’è un sistema di sviluppo ottimo come Visual Studio; Qt Creator è veramente buono, e anche Eclipse, che supporta anche C/C++ oltre che Java, però non mi danno la sensazione di “professionalità” di VS.
    C’è anche da dire che le nuovissime versioni di VS (2011 e 2012) danno la stessa sensazione! :P

  • # 69
    Daniele
     scrive: 

    Quoto in tutto e per tutto il commento #65.

    Sia a casa sul Microserver sia al lavoro ho una struttura basata fortemente su VM e container per una gestione efficace e potente di sicurezza e di gestione. Non oso immaginare i costi di una situazione equivalente con le licenze di Windows.

    Anche solo per “giocarci” non è una cosa da poco.

    Cosa mi piace di GNU/Linux? Che qualsiasi stack “server” in GNU/Linux è implementabile rapidamente e in modo organizzato, cosa a cui Mac OS X si sta avvicinando ma è ancora lontano. E’ per stack non intendo Apache + PHP + MySQL, ma cose ben più esoteriche e complesse con Ruby, Thin, Passenger, nginx, node.js, mongodb, python in mille mila versioni per passare a sistemi di acquisizione dati realtime, data ingestion ecc…
    In pratica modularità estrema dei componenti pur mantenedo un ordine preciso e lineare (con il limite delle dipendenze..).
    Così come il poter fare “quasi” tutto quello che faccio da interfaccia con la riga di comando, spesso anche più velocemente (uso bash e zsh)
    Oppure il poter spostare, maneggiare, reinstallare, clonare il sistema in 2 minuti solo con una live usb + fdisk + tar/dd + chroot.
    Non per nulla Linux è lo standard di fatto nella forense informatica.
    Sul discorso TCO dipende molto dalle capacità di gestione e pianificazione aziendale. Ho visto TCO per Windows molto più alti dell’equivalente GNU/Linux (vedi il discorso degli stack). Se Windows non è impiegato negli ambienti a lui congeniali rischi di avere costi esponenziali, idem ovviamente il contrario anche se in ordini di magnitudo inferiore grazie alla maggior flessibilità di GNU/Linux.

    Cosa mi piace di meno? Devo ammettere che la qualità/quantità della documentazione sta calando. Spesso le evoluzioni sono così veloci che la documentazione disponibile non è aggiornata o esatta al 100%.

    Dal punto di vista “client” io utilizzo ormai solo Linux ma andrei più cauto nel consigliarlo a cuor leggero: devi aver passione e pazienza. Certo se l’uso e web e mail allora va più che bene.

    Alla fine ognuno deve valutare cosa andrà a fare con il proprio lavoro. Se acquisisco in tempo reale da stazioni sismiche ci penserei N^n volte prima di usare Windows, se mi occupo di comunicazione e marketing o di progettazione industriale GNU/Linux lo terrei al massimo come VM o dual boot: Windows o Mac tutta la vita (non entro in merito alla guerra Win/Mac :D).

  • # 70
    Daniele
     scrive: 

    PS dimenticavo, adoro GNU/Linux perché permette di fare cose come Open-WRT e dd-wrt. Scusate se è poco!

  • # 71
    alex
     scrive: 

    @Gabriele: tu avevi detto genericamente “repository” e si capiva che i come regola i repository linux non hanno la firma e ciò è asolutamente fazioso

    per il resto, vediamo

    “mentre in linux la percentuale è quasi inversa”

    sei serio? la situazione driver di linux è andata migliorando esponenzialmente da 5 anni a questa parte

    se poi parliamo di supporto alle periferiche anche non in ambito pc, linux ne supporta una caterva in più

    “Non interessa, il problema è che linux per il momento non ti permette di sfruttare HW e questo è quanto..”

    altra sciocchezza detta così

    linux non ti permette di sfruttare l’hardware? ma vogliamo scherzare?

  • # 72
    Alex del Viero
     scrive: 

    Non sono completamente in accordo con il discorso del costo di manutenzione.

    Si può perdere un po piu di tempo per metterlo a puntino con alcune periferiche , ma una volta in funzione è una roccia che non richiede ne manutenzioni ne deframmentazioni ne pulizie di registri ecc…
    Se devo fare un appunto gli aggiornamenti sono un po troppo pressanti… credo sia dovuto alla voglia di portare al pubblico tutte le migliorie su cui si sta lavorando.

    Win7 ha fatto molti passi avanti rispetto a XP (anche qualcuno indietro ) e la manutenzione è diventata meno pressante.
    Con WinXP la manutenzione mensile era d’obbligo , il pc di mio padre si incasinava sempre e lui lo usava solo per web e email…
    con linux mi sono tolto tutti i problemi :)

    Non sono un fan boy! uso Windows tutti i giorni e spesso con soddisfazione.

  • # 73
    homero
     scrive: 

    @Antonio Barba

    per i sistemi embended linux è stato il sistema di riferimento un po’ come microsoft per i desktop. ricordo che molti nas sono basati su tecnologia linux, solo per citare un esempio che tutti utiliziamo.
    analogamente per i sistemi server, il rapporto windows/linux vede quest’ultimo vincitore semplicemente perchè ha una flessibilità ed una adattabilità senza pari.
    se dovessi mettere su un computer clustur per il computing non utilizzerei certo microsoft….
    se perfino IBM si è dovuta piegare a linux con i suoi POWER7 affiancandolo al suo storico OS AIX i-OS series….
    queste evidenzia di quanto linux sia avanti e maturo…
    prima di windows c’era l’amiga, e prima dell’amiga gli home computer….

    microsoft ha cominciato a dare una svolta negli anni 90…..
    quando ha acquistato il kernel NT e poi con windows95 ha preso il volo…supportata da intel e dai produttori di hardware…

    oggi i produttori di hardware preferiscono android…che è sempre linux based….
    e di windows phone in giro se ne vedono proprio pochini….

    insomma linux c’è ma spesso non si vede….

    windows invece quando c’è si vede eccome….

  • # 74
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    E’ singolare che la diffusione di un prodotto abbia una valenza diametralmente opposta dal punto di vista qualitativo a seconda dello specifico contesto…

  • # 75
    warlock
     scrive: 

    Da sistemista windows e da smanettone(ino) di linux vorrei dire che sono assolutamente d’accordo con l’autore del post. Sembra che qui chiunque voglia portare alla gogna chi non ha le stesse idee.
    Un sistema windows e’ cambiato poco dai tempi di windows 2000, le voci di registro (odiato dai piu’) sono rimaste sempre quelle. La compatibilita’ dei programmi e’ rimasta a mio avviso molto alta.
    La maggior parte degli utenti windows sono delle capre informatiche per l’evidente motivo che usano windows per lavoro (essendo l’os piu’ diffuso), lo usano come strumento, non gli interessa minimamente capire come funziona (l’ultimo pc consegnato, credetemi, e’ durato 10 minuti perche’ l’utente come prima cosa ha installato VLC… ma preso da un sito che solo dio sa come ha fatto a trovarlo, con allegate 3000 barre di explorer). L’utente linux generalmente O sa quello che fa, O non riesce a fare nulla.
    Quindi non diamo la colpa al sistema operativo, ma diamolo all’utente. L’os ha al massimo una piccola percentuale di colpevolezza per essere troppo user friendly.

    Poi molti di voi continuano a sostenere che win sia instabile. Ma prima di parlare avete mai appurato qual’e’ stata la causa del crash? M$ ci ha fornito degli strumenti validi e anche piuttosto semplici per verificarne i motivi, e credetemi la maggior parte delle volte e’ colpa di drivers scritti con la parte anatomica usata per sedersi.
    Altro appunto da fare, nei sistemi server generalmente linux fa UNA cosa soltanto (a meno che non siano baggianate), mentre con windows ci sono almeno 5 servizi essenziali che girano conteporaneamente.
    Un esempio?
    Aziende da 20 client, con UN server con:
    1- Active directory
    2- Server di posta
    3- SQL per gestionale
    4- file sharing
    5- Backup
    6- gestione VPN
    7- print server

    Questo per “risparmiare”.
    Ora so gia’ che i piu’ mi risponderanno che DEVONO risparmiare causa il costo eccessivo delle licenze M$ (e qui sono d’accordo, sono in effetti dei farabutti), ma se dovessimo spalmare tutti questi servizi su 3 server, non avremmo solamente il puro costo hw da aggiungere, ma:
    -maggior numero di dischi con probabilita’ di guasto
    -maggior alimentatori con probabilita’ di guasto
    -maggior consumo di corrente (e maggior bisogno di un ambiente climatizzato per la sala ced)
    -maggior canone di assistenza presso la ditta informatica fornitrice di soluzioni informatiche.

    Senza considerare che, purtroppo, essendo win piu’ diffuso e piu’ user friendly in queste piccole aziende non vi e’ una figura dell’amministratore di rete, ma semplicemente un omino leggermente piu’ istruito del resto del gregge che sa come resettare una password, riavviare un router o sostituire la cassetta del backup (e leggere la mail del relativo log, quando lo fa…)

    Sommiamo il tutto, e vedremmo che il costo dei due sistemi in questi ambienti non si scosta di molto.

    Cerchiamo di uscire dalla piccola realta’ casalinga prima di giudicare un prodotto o l’altro.

  • # 76
    Giovanni
     scrive: 

    Come mi e` capitato di osservare anche in altre occasioni, l`approssimazione storica, le interpretazioni libere e distorte degli eventi, dei fatti e delle cose, sono provocatori, canaglieschi e non tollerabili perche` inducono alla polemica sterile, all`errore e lla diffusione di idee sbagliate. Se non si sanno le cose meglio tacere, anche se si hanno dei dubbi non vale la pena intervenire solo per far vedere la propria presenza dicendo cose non vere.
    Mah!
    Saluti

  • # 77
    Alberto
     scrive: 

    @warlok
    Mi dispiace ma tu non conosci i sistemi server LINUX cosi’ come hai scarsa conoscenza dei requisiti server Windows (attenzione requisiti, non che non sai fare il sistemista.. prima che qualcuno si inalberi).
    Fatti una certificazione MSCE e scopri che, Microsoft richiede che il DNS stia su un server, AD stia su un altro, AD sia replicato (e questo secondo me dovrebbe COMUNQUE esserci a prescindere, altrimenti se cade il nodo nessuno si autentica). La posta dovrebbe stare su un suo server cosi’ come il VPN server e Terminal Server. Poi.. che per risparmiare si ficchi tutto su un unica macchina e’ un altro par di maniche.
    Lo stesso lo puoi fare con Linux (e non vedo impedimenti per il contrario).. 1 server per servizio oppure un server con millamila servizi. Poi l’azienda del sciur brambilla quando l’unico server defunge causa tonnellata di polvere accumulata in macchina si ritrova con il culo per terra 4/5 giorni sempre che i dischi non siano morti anch’essi salvo poi accorgersi che il DAT/DLT o chi per lui non legge piu’ un bit sempre causa polvere.

  • # 78
    warlock
     scrive: 

    Non mi offendo, figurati :)

    pero’ anche alla microsoft dovrebbero fare corsi MSDE, dato che fanno prodotti come Small business server premium, in cui dns, ad, mail, sql e isa server risiedono sulla stessa macchina.

    So anch’io che non sarebbe da fare cosi’, pero’ l’alternativa nel vendere questa soluzione e': farla vendere alla concorrenza.
    Spesso tocca scendere a troppi compromessi, che vanno ad intaccare sopratutto sulla soddisfazione personale nel aver fatto un buon lavoro, perche’ il cliente vuole solo RISPARMIARE.

    Attenzione che non sto dicendo che e’ meglio un sistema di un altro, ma neppure che uno e’ peggio dell’altro. E’ l’utilizzo che se ne fa che decreta da che parte sta l’ago della bilancia.

    Ps
    questi captha sono impossibili da decrifare

  • # 79
    Giovanni
     scrive: 

    “se perfino IBM si è dovuta piegare a linux con i suoi POWER7 affiancandolo al suo storico OS AIX i-OS series….
    queste evidenzia di quanto linux sia avanti e maturo…”

    “piegare” è un termine decisamente eccessivo. Un sacco di grosse aziende hanno adottato Linux così come nell’ambito della ricerca scientifica. AIX è una derivazione di unix resa proprietaria quando ancora ciò veniva fatto e cioé prima delle Unix-wars.
    Ma questo non è un caso, Linux non compare dal nulla come un fulmine a ciel sereno: per sua definizione si tratta di un OS che vuole comportarsi alla stessa maniera di Unix quando questo OS è ormai stato trasformato in una miriade di versioni proprietarie con licenze dai costi altissimi.
    Dal punto di vista pratico però si tratta di evoluzioni professionali di un sistema operativo nato in ambienti scientifici e università, su cui si sono preparati tecnici e professionisti… un sistema che esiste da prima di ogni ms-dos, cp/m, windows e macintosh…
    Faccio presente che il problema di Linux era soprattutto la messa a punto di versioni per utilizzo desktop sufficientemente funzionali e che oggi finalmente ci sono!

    “prima di windows c’era l’amiga, e prima dell’amiga gli home computer….”
    questa serie di collegamenti andrebbe spiegata, ma non è corretta

    “microsoft ha cominciato a dare una svolta negli anni 90…..
    quando ha acquistato il kernel NT e poi con windows95 ha preso il volo…supportata da intel e dai produttori di hardware…”
    da chi avrebbe acquistato il kernel NT? ci sono notizie in merito? windows95 non era proprio un buon prodotto e dopo l’entusiasmo iniziale è quello che ha fatto pagare maggior pegno all’azienda proprio per la sua inaffidabilità… il primo successo commerciale comunque era avvenuto prima con windows 3.11
    Parlare di supporto intel e produttori hardware ha molto di complottistico… è evidente che il supporto c’e’ stato perché c’era convergenza di interesse e possibilità di fare business in un settore dai margini risicati (ricorda che negli anni Novanta c’era comunque una crisi industriale del settore).

    ciao… buon RC: http://www.jurassicnews.com
    oggi i produttori di hardware preferiscono android…che è sempre linux based….

  • # 80
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Microsoft non ha comprato NT da nessuno.

  • # 81
    sphinx
     scrive: 

    è evidente che il supporto c’e’ stato perché c’era convergenza di interesse e possibilità di fare business

    Ecco spiegato il motivo del perchè Linux non ha mai raggiunto i livelli di Windows e Mac nel comparto desktop.

    Ci sta riuscendo Google con Android nel mobile ed è una conferma della frase riportata sopra.

  • # 82
    Flare
     scrive: 

    Premesso che cosa piace è una questione personale, per cui parlo per me:

    1. Ho la libertà do farmi il sistema operativo (quasi) su misura o adattarmelo come mi piace. Anche le interfacce in genere sono molto configurabili. Allo stesso modo ho anche molto controllo.

    2. Non ho il pensiero dell’EULA

    3. Anche i vecchi laptop e netbook fanno ancora il loro dovere, con un DE moderno e software aggiornato.

    4. Setup rapido: oltre a potere funzionare da live, certe distro come L/K/X/Ubunutu si installano in pochi minuti e con un paio di click.
    Appena installato, sono subito disponibili il software d’uso comune e inoltre ci sono già tutti i driver supportati, così posso già collegare i miei dispositivi direttamente, invece di rovistare nel web in cerca di driver (magari forniti in download pachidermici di software bloated).
    Nota: al massimo succede che chi produce l’hardware non rilasci driver per Linux, né documentazione e perciò sia disponibile (se è disponibile) solo il frutto di un lavoro di retro-engineering. Gran parte degli “smanettamenti” post installazione derivano da questo, che però non è realmente un problema del sistema operativo in sé, ma più dei produttori HW che non lo supportano.
    Non solo, ma se voglio reinstallare, non devo neanche reimpostare e riconfigurare nuovamente il mio software, grazie alla partizione home separata. Inoltre mi basta uno script ad hoc per riscaricare il software aggiuntivo che mi serve e riapplicare dei fix. Di conseguenza, su un dual boot, riprendo a lavorare molto prima su Linux che su Windows e con molto meno sforzo.

    5. Sistema d’aggiornamento centralizzato per il sistema operativo e tutti i programmi e, a meno che non ci sia un aggiornamento del kernel, di solito non devo neanche riavviare. Non solo, ma posso anche continuare a lavorare tranquillamente mentre si aggiorna in background, senza dovere chiudere i programmi che sta aggiornando.

    Poi c’è anche la stabilità, la sicurezza e altre cose… in questo però va fatto prima di tutto un distinguo fra sistema operativo e applicazioni (e anche i driver più o meno stabili). E poi Debian stable sarà anche una roccia, ma Ubuntu un po’ meno, specialmente appena rilasciato, anche se i kernel panic sono abbastanza rari.

    Qua ho risposto alla domanda su cosa ci piace. Questi non sono tutti i miei motivi, ma i principali. Naturalmente ci sono anche cose che non mi piacciono, ma casomai commenterò l’articolo venturo che ne parlerà.

  • # 83
    Andreabont
     scrive: 

    Da utente GNU/Linux posso fare queste considerazioni:

    1) Non è vero che i costi di manutenzione sono alti. Una distro ben configurata e stabile può durare anni, a differenza di windows che diventa obsoleto appena rilasciano una nuova versione.

    2) Un fatto positivo in più è il quasi universale Plug&Play delle periferiche. Su windows devi avere i driver, e magari non li trovi della tua versione di windows (hw troppo vecchio?) Su linux la maggior parte dell hw (ok, magari non quello uscito troppo di recente) lo colleghi al pc e sei pronto ad usarlo.

    3) Il sw, non solo gratuito, ma disponibile con estrema facilità grazie ai repository… una ottima idea che, nonostante i suoi anni, sta avendo successo anche sei sistemi proprietari. I vari “store” software di Apple, Microsoft e Android sono dei diretti discendenti del sistema di distribuzione software usato su GNU/Linux.

    4) Sicuro. Cavolo non dimentichiamo il fatto che windows pullula di malware. Certo, direte che è così perché è più diffuso… a parte che nel campo non-desktop linux è tra i più diffusi, comunque non è solo la diffusione che genera pericoli. GNU/Linux è sicuro per l’infrastruttura interna. L’unico modo per farsi infettare da un virus è consegnarli i diritti di amministratore… a questo punto l’unica falla è l’utente inesperto.

  • # 84
    xan
     scrive: 

    non ho letto tutti i mila commenti

    comunque, senza offesa, mi sembra un post scritto da uno che gnu/linux lo ha utilizzato 20 minuti al massimo

    per completezza metto un link che mostra tutti i reali vantaggi di linux.

    http://www.whylinuxisbetter.net/index_it.php

    PS se sei interessato a fare un ragionamento serio sono a disposizione

  • # 85
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    Fidati, ho usato Linux “un po’ più” di 20 minuti, ma giusto un pochino eh!

    Tipo dal ’99 a oggi, di cui 6 anni come unico OS (dal 2002 al 2008), passando da SUSE a Gentoo ad ArchLinux, e nel frattempo ne studiavo il kernel, appassionandomi all’affascinante materia dell’OS Design.

  • # 86
    xan
     scrive: 

    e allora perche hai fatto un post cosi approssimativo?

  • # 87
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    Perchè è un post di opinioni personali, è scritto anche nel titolo.

  • # 88
    xan
     scrive: 

    certo ma sembrano opinioni personali ricavate da un uso superficiale…

    scusa ma in tutti questi anni di utilizzo quante volte ti è crashato?
    quante volte hai dovuto rinnovare la licenza?
    quante volte aggiornando openoffice ti sei ritrovato nella situazione che i file salvati non erano compatibili con la versione vecchia?
    quante volte ti sei ritrovato un software ormai non piu utilizzabile? (ad esempio io ho la collezione dei giochi LucasArts originale in cd, ora per usarla devo far uso di software non ufficiale e non so quanto legale)
    quante volte hai dovuto formattare il pc perche era diventato instabile anche se non avevi fatto nulla di particolare?
    quante volte la versione nuova di linux ha richiesto un aggiornamento della macchina per funzionare?

    posso continuare per ore :D

  • # 89
    Antonio Barba (Autore del post)
     scrive: 

    Non metto in dubbio che tu possa continuare per ore, e come te migliaia di altri Linux fanboys.

    Semplicemente l’articolo è questo, se vuoi commentare nel merito fallo, se non ti piace, dillo. Non mi sento nell’obbligo morale di dover accontentare i gusti di qualche lettore in particolare :)

  • # 90
    xan
     scrive: 

    sono un fanboys linux ma questo non è il punto. cioè potrei dirti che secondo me linux e wikipedia dovrebbero diventare patrimonio dell’unesco o sponsorizzate dall’onu o una cosa cosi, ma non l’ho detto.

    ho detto che l’articolo sembra scritto da una persona che conosce solo superficialmente l’argomento.

    cioè è come se facessi un articolo “5 cose che mi piacciono di halle berry” e poi nominassi ginocchia, gomiti, fronte, arcata dentale e pancreas

    per intenderci ti dico quali sono secondo me le 5 cose che mi piacciono di linu (e che non trovo in nessun altro SO)

    1 la certezza assoluta di non avere backdoor installate dal produttore per monitorare quello che faccio

    2 tempo di rilascio delle patch correttive medio di poche ore, la microsoft ha un tempo medio di 15 GIORNI (e poi ci domandiamo perche a windows serve l’antivirus)

    3 certezza che i documenti che produco saranno sempre utilizzabili: essendo scritti in un formato aperto anche tra 100 anni con computer quantistici o altro ci sarà un software che leggerà gli ODF, lo stesso non si puo dire per gli ooxml (gia esistono documenti scritti negli anni 70 che non sono piu utilizzabili perche i software per leggerli girano su macchine che non esistono piu di aziende fallite)

    4 gestione centralizzata degli aggiornamenti di tutto il software che utilizzo, non devo preoccuparmi di nulla, ho sempre tutto il software aggiornato

    5 gestione driver. su windows se vuoi installare una stampate devi installare tutto il crapware che si porta appresso il driver della stampate, se poi cambi stampante devi ricordati di rimuoverlo e spesso lascia robba in giro. su linux al 90% dei casi attacchi il cavo usb e funziona out of the box, senza installare nulla

  • # 91
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Hai detto bene: secondo me. E’ la stessa cosa che ha riportato l’autore del pezzo: la sua esperienza con Linux. Quindi un’opinione soggettiva, esattamente come la tua.

    Perché anche quello che hai scritto tu è soggettivo.

    Ad esempio la leggenda metropolitana dei bug corretti “subito” (già su questo ci sarebbe di che discutere, visto che statisticamente il 15% dei bug sono frutto di correzioni di altri bug…). Ecco qua https://bugzilla.kernel.org/show_bug.cgi?id=5994 sono passati SEI ANNI E MEZZO e ancora non è stato fissato questo bug, peraltro molto grave. Fammi un fischio se verrà chiuso il ticket nei prossimi 15 giorni, e il codice inserito nel ramo principale…

  • # 92
    xan
     scrive: 

    non è bello che questo bug rimanga aperto dal 2006, cè anche da dire che è un bug “inutile” cioè è segnalato che il comportamento in un determinato frangente di linux non rispetta lo standard unix.

    inoltre va notato che la patch è gia disponibile e sarebbe da capire se i vari distributori la integrano oppure no, ma tralasciamo questo discorso…

    questo tipo di bug nei programmi proprietari ce ne sono a camionate e nessuno li correggerà mai

    comunque io parlavo di bug di sicurezza, non queste scemenze

  • # 93
    sphinx
     scrive: 

    1 Certezza assoluta….che sia più difficile forse

    2 Ti ha risposto cdimauro

    3 Gli odf li crei anche con Office e comunque non è un discorso legato a Windows

    4 Forse l’unica cosa che “invido” a Linux

    5 Quant’è che non usi Windows? Io la mia stampante l’ho collegata, accesa e funziona tutto. Non ho installato nessun crapware.

    Alla luce di ciò sembra che tu Linux lo usi da poco e ti hanno talmentye fatto infervorare che spari a zero su qualunque cosa cominci con Micro e finisca con soft

  • # 94
    xan
     scrive: 

    alla luce di cosa scusa?

    1 mi accontento della maggiore sicurezza (anche se ci sarebbe da discutere)

    2 ripeto bug di sicurezza, non funzionali

    3 gli odf sono un esempio di formato aperto

    4 siamo d’accordo

    5 magari la situazione è migliorata ultimamente, lo spero

    comunque al massimo uso da poco windows non linux….

  • # 95
    sphinx
     scrive: 

    Così è meglio rispetto alle affermazioni assolute che avevi fatto prima ;)

    1 Mi sento sicuro anche con Windows

    2 Poco cambia, in caso di probelmi di sicurezza gravi vengono rilasciati workaround in brevissimo tempo, poi il tempo di testare la patch e a differenza delle patch Linux sono ragionevolmente sicuro che la patch non va a introdurre nuovi bachi

    3 Io uso Windows e il resto di software/formati sono tutti free.

    4 ;)

    5 Si la situazione è notevolmente migliorata. Microsoft ha dimostrato di imparare dagli errori commessi…la comunità Linux è un pò più “de coccio”

    Comunque il SO deve essere il mezzo, non il fine. Chi si trova meglio con Linux fa bene ad usare quello. Io li uso entrambi ma Linux solo per diletto

  • # 96
    xan
     scrive: 

    1 il punto è che non puoi avere la minima idea se microsoft durante gli aggiornamenti di sistema chieda a windows di inviargli delle informazioni personali. lo ha gia fatto android, ios, windows phone
    hai presente http://www.carrieriq.com/ ??

    2 no, per quanto riguarda le falle di sicurezza i tempi medi di rilascio della patch sono: 14 giorni windows, 5 giorni macosx, 6 ore linux. questo perche nella maggior parte dei casi in linux colui che trova il bug di sicurezza rilascia la patch in contemporanea

    3 qui sarebbe da fare un discorso piu approfondito sulla differenza tra open source, free software e open format. ma credo che non sia la sede adeguata

    5 questo significa che per stampanti scanner webcam etc etc nella maggior parte dei casi il cd dei driver non lo inserisco proprio nel lettore?

  • # 97
    sphinx
     scrive: 

    1 Se devo temere per la privacy onestamente mi preoccupa più il mio provider internet….

    2 Credi che alla Microsoft se ne sbattano bellamente e se la prendano comoda quando vengono scoperte falle critiche? I tempi di rilascio sono legati al testing che devono fare prima di andare a creare casini agli utenti businnes.
    I developer Linux invece sono più lascivi su questo aspetto. Prova è che molte volte una correzione crea nuovi bug (come diceva anche cdimauro)

    3 Le differenze le conosco bene credimi…odf non è comunque un discorso legato all’OS quindi è come parlare di Balotelli in un convento di suore

    5 Si, nella maggior parte dei casi si

  • # 98
    xan
     scrive: 

    1 no, l’isp vede solo quelli che te mandi in chiaro online, tutto quello crittato e tutto quello che non invii da nessuna parte non puo vederlo, al contrario il SO puo fare qualsiasi cosa

    2 guarda che la microsoft è piu volte stata criticata per i tempi di correzione dei bug di sicurezza, e non la linux fan boy ma dalle società di sicurezza. la maggior parte dei server sono linux anche per questo motivo

    3 non mi stai capendo, provo con un esempio: metti caso una banca si sviluppa un software interno per gestire i conticorrenti che funzioni solo con windows xp, domani la microsoft decide stoppare il supporto ad windows xp e la banca è costretta a riscriversi tutto. al contrario se xp fosse open source anche se la società che l’ha fatto lo dismettesse, nascerebbero 2 mila altre società che dietro pagamento sarebbero disposte a continuare il supporto di sicurezza. è un esempio cerca di capire il concetto

    5 almeno questo :)

  • # 99
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @xan:

    non è bello che questo bug rimanga aperto dal 2006, cè anche da dire che è un bug “inutile” cioè è segnalato che il comportamento in un determinato frangente di linux non rispetta lo standard unix.

    E’ inutile per chi non riesce a coglierne l’importanza / gravità.

    noltre va notato che la patch è gia disponibile e sarebbe da capire se i vari distributori la integrano oppure no, ma tralasciamo questo discorso…

    Non vedo perché si dovrebbe tralasciare. Se la patch fosse già stata inserita nel ramo principale, il ticket sarebbe dovuto esser chiuso.

    Inoltre la patch è arrivata CINQUE ANNI DOPO LA SEGNALAZIONE del bug. Ne hanno avuto di tempo per riflettere sul da farsi…

    questo tipo di bug nei programmi proprietari ce ne sono a camionate e nessuno li correggerà mai

    L’orto del vicino è sempre più verde. Ma che discorsi sono? Ma, soprattutto, su quale base fai un’affermazione del genere? Hai delle prove per sostenerlo?

    comunque io parlavo di bug di sicurezza

    Non traspare assolutamente da quello che hai scritto. Adesso stai cambiando discorso…

    non queste scemenze

    Visto che non riesci nemmeno a cogliere la gravità di un bug del genere, spero che tu nella vita non debba fare il programmatore o il sistemista.

    Non è certo bello PERDERE “inspiegabilmente” (perché bug del genere sono abbastanza difficili da scovare; puoi impazzirci dietro sbattendo la testa fra le mura prima di arrivare a capire che non è colpa del tuo codice perfettamente funzionante, ma del s.o. bacato) i dati dei tuoi file…

    2 ripeto bug di sicurezza, non funzionali

    Non posso credere a quello che leggo. Quindi per te è più importante un bug di sicurezza che uno funzionale? Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? Sai cosa deve fare un programmatore in primis? Ottemperare ai requisiti FUNZIONALI di un progetto. Per cui ti posso giustificare soltanto se non sei un programmatore, perché stai (s)parlando di cose che non conosci minimamente…

  • # 100
    xan
     scrive: 

    questo bug dice che una certa funzione del non fa quello che dovrebbe fare secondo lo standard unix.

    ora se sono un programmatore usando questa funzione non mi risponde come dovrebbe semplicemente uso google e vedo che è un bug noto e vedo che esiste un workaround…

    ripeto, non è bello che una cose del genere esista da vari anni, ma un conto è una funzione che non risponde un conto è esporre l’accesso di root tramite un exploit

    per quanto riguarda la mia vita personale lavoro in una software house per una banca e i bug funzionali hanno la deadline di 4 giorni quelli di sicurezza 4 ore…

    i software proprietari in genere sono stracolmi di bug “minori” in quanto l’utente vedendo solo l’api pubblica puo al massimo esaminare il prodotto in black box, al contrario se si ha accesso al codice si puo fare un analisi piu profonda

  • # 101
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @xan:

    questo bug dice che una certa funzione del non fa quello che dovrebbe fare secondo lo standard unix.

    Bene. Ti sei posto il problema di cosa non faccia, e delle ricadute che ha questo malfunzionamento?

    ora se sono un programmatore usando questa funzione non mi risponde come dovrebbe semplicemente uso google e vedo che è un bug noto e vedo che esiste un workaround…

    Come ho già detto, prima devi capire che non è colpa del tuo codice, ma del s.o., e già questo è abbastanza complicato, perché bug del genere sono difficili da invidivuare (sono abbastanza “intermittenti”; non si verificano sempre sistematicamente, ma dipende dal contesto d’esecuzione della macchina in quel momento in cui fallisce la sincronizzazione).

    Secondo, il workaround esiste perché il problema è stato finalmente segnalato da qualcuno.

    Terzo, il workaround castra notevolmente le prestazioni, se ti sei preso la briga di fare una ricerca in merito. Paradossalmente risulta di gran lunga più veloce lo stesso server (parlo di un engine SQL, perché è da lì che ho scoperto l’esistenza di questo bug) che gira su Windows senza workaround che su Linux con workaround…

    ripeto, non è bello che una cose del genere esista da vari anni, ma un conto è una funzione che non risponde un conto è esporre l’accesso di root tramite un exploit

    La funzione risponde, ma non lavora come dovrebbe. Anche per questo è stato complicato venirne a capo.

    Ciò detto, gli exploit ci sono per tutti i s.o., e Microsoft li gestisce secondo delle priorità. Per quelli più gravi e di cui è noto che qualcuno li sta sfruttando è stato saltato il ciclo di aggiornamenti mensile (che ha un suo perché) ed è stato rilasciato l’aggiornamento nel giro di poco tempo.

    per quanto riguarda la mia vita personale lavoro in una software house per una banca e i bug funzionali hanno la deadline di 4 giorni quelli di sicurezza 4 ore…

    Perdere i dati, come nello specifico, non è meno grave, e tu che lavori proprio per una banca dovresti saperlo…

    i software proprietari in genere sono stracolmi di bug “minori” in quanto l’utente vedendo solo l’api pubblica puo al massimo esaminare il prodotto in black box, al contrario se si ha accesso al codice si puo fare un analisi piu profonda

    Questo può farlo soltanto un programmatore, non un utente. Inoltre esaminare codice (che in genere è scritto da altri), è un lavoro non semplice, che fanno programmatori con skill più elevate rispetto alla media.

    A maggior ragione quando parliamo di software chiuso, che richiede skill di gran lunga più elevate, perché in genere chi cerca exploit su codice chiuso deve disassemblare il codice e capire se esistono possibili falle. Molto più facile farlo col sorgente disponibile.

    Quindi proprio dal punto di vista della sicurezza ha una vita di gran lunga più comoda con un progetto open source il malfattore che vuol far danni, piuttosto che con uno closed…

  • # 102
    xan
     scrive: 

    se ho capito bene questa funzione non fa mai quello che dovrebbe fare secondo lo standard unix, quindi un programmatore in fase di sviluppo quando la usa vede che non funziona e utilizza il workaroud. in nessun caso cè la possibilità di perdita di informazioni in ambiente di produzione.

    che la cosa sia brutta e che non dovrebbe esserci etc etc sono daccordo, ma non centra nulla con i problemi legati alla sicurezza.

    al di la di questo, non sono d’accordo con la tua ultima frase:
    “Quindi proprio dal punto di vista della sicurezza ha una vita di gran lunga più comoda con un progetto open source il malfattore che vuol far danni, piuttosto che con uno closed…”

    il punto è che un software open è visibile da tutti e di questi tutti sono una minima parte è malintenzionata, tutti gli altri se trovano un bug lo segnalano non fanno un exploit. (prendi ad esempio chrome, open source e google paga chi trova i bug)

    direi che dopo un certo periodo di tempo dalla nascita del progetto un software aperto è piu sicuro di uno chiuso, ed in particolare in questo caso linux è piu sicuro di windows

  • # 103
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Come dicevo, prima te ne devi accorgere che il problema è quello, generato esattamente da quell’API e soltanto per Linux.

    Il che non è affatto scontato, visto che quell’API può benissimo essere “wrappata” (che brutto termini) in framework/librerie, e nemmeno te ne rendi conto che la stai usando.

    Inoltre se uso un’API POSIX-compliant, non devo essere costretto a vedere se qualche s.o. l’ha implementata correttamente oppure no, in cosa differisce dallo standard e in che modo aggirare eventuali problemi.

    Se gli standard ci sono, sulla carta dovrebbero essere rispettati, perché servono a dare delle garanzie a chi li usa/erà.

    “Qualcuno” che dovresti conoscere bene è stata messa in croce diverse volte per la non aderenza agli standard, ma almeno era ben chiaro e documentato, e gli sviluppatori sapevano già come regolarsi.

    I portatori (insani) di certi valori dovrebbero essere, invece, i primi a dare l’esempio e autofustigarsi in casi come quello di cui abbiamo discusso. E invece passano ANNI e nessuno muove un dito per stigmatizzare quello che è successo, che è gravissimo, visto che parliamo di corruzione / perdita di dati.

    Infine sul discorso open vs closed riguardo alla sicurezza, proprio il fatto che i sorgenti siano disponibili nel primo caso facilita enormemente chi vuol far danni. Sì, i bug possono anche essere trovati dai “buoni”, ma chissà quando, e prima che lo facciano il malfattore avrà avuto il tempo di sfruttarli a proprio piacimento.

    Il fatto che ci siano meno malintenzionati nel mondo open è soltanto una scusa, perché qui è una questione di principio: col sorgente davanti è più facile trovare falle da sfruttare, al contrario di un codice chiuso che richiede molto più tempo e notevoli doti di reverse-engineering.

    E questo è un fatto innegabile. Com’è innegabile il fatto che il codice cambi, e quindi è possibile introdurre altri bug.
    E come pure ciò che hai scritto sul codice di Linux più sicuro è una tua opinione che non ha alcuna fondamento; anche perché il codice di Windows è… aperto per gli sviluppatori, non soltanto di Microsoft, che lo esaminano.

    Per chiudere il discorso sicurezza (visto che siamo pure off-topic), ti faccio un esempio. Supponiamo che due centrali nucleari siano collegate all’esterno e che si possa arrivare al software di controllo del nocciolo della centrale.
    Per la prima non è disponibile nessun codice e nemmeno si sa chi l’ha realizzato.
    Per la seconda è disponibile tutto il codice.
    Supponiamo adesso che ci siano due gruppi di hacker fondamentalisti che hanno l’obiettivo di far saltare la centrale, e che abbiano all’incirca le stesse skill.
    Secondo te chi riuscirà per primo nello scopo? :D
    Sì, magari visto che il codice è aperto si arriverà a fixare eventuali bug. Ma intanto la centrale è saltata, e i malfattori hanno raggiunto lo scopo…

    Comunque spero sia chiaro il mio esempio, e direi di chiudere qui quest’OT..

  • # 104
    mack
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    “Questo può farlo soltanto un programmatore, non un utente. Inoltre esaminare codice (che in genere è scritto da altri), è un lavoro non semplice, che fanno programmatori con skill più elevate rispetto alla media.
    A maggior ragione quando parliamo di software chiuso, che richiede skill di gran lunga più elevate, perché in genere chi cerca exploit su codice chiuso deve disassemblare il codice e capire se esistono possibili falle. Molto più facile farlo col sorgente disponibile.
    Quindi proprio dal punto di vista della sicurezza ha una vita di gran lunga più comoda con un progetto open source il malfattore che vuol far danni, piuttosto che con uno closed…”

    La situazione che descrivi è vera, ma giungi a conclusioni sbagliate, qualunque software dovrebbe essere “secure by design” (http://en.wikipedia.org/wiki/Secure_by_design), cioè essere concepito fin dalle fasi di progettazione per essere sicuro (in via teorica, poichè praticamente nessun software a priori può essere considerato immune da bug o da pratiche dolose che abbiano manomesso la sua integrità dal punto di vista del sysadmin, se ti installi il software da fonti non sicure…). Credere che, non avendo il sorgente di un software, renda lo stesso o più sicuro o esposto a minori attachi poichè implica maggiori capacità ingegneristiche per essere studiato, a mio avviso, è vero solo per attacchi semplici e quindi facilmente bloccabili. Inoltre quello che affermi assomiglia ad “Security_through_obscurity” (http://en.wikipedia.org/wiki/Security_through_obscurity), ok wikipedia non è precisa ma alla fine della pagina ci sono link utili e spiegano perchè non è una pratica sicura pensare che nascondendo il funzionamento di un sistema lo renda automaticamente più sicuro (poi in pratica si usa tutto anche la “Security_through_obscurity”, pensa ad un firewall statefull che “nasconde/occulta/filtra” la presenza di un pc in rete dai port scanner). In crittografia:

    1883, La Criptographie Militaire

    “la sicurezza di un crittosistema non deve dipendere dalla segretezza dell’algoritmo usato, ma solo dalla segretezza della chiave” (principio di Kerckhoffs)

    1949, Communication Theory of Secrecy Systems

    “il nemico conosce il sistema”
    (massima di Shannon)

    E’ un argomento molto dibattuto, che ci porta al metodo di sviluppo fra sistemi open e closed source, che è poi l’aspetto che mi piace di linux (ma anche del mondo *bsd) … lo sviluppo aperto ti porta ad avere maggiori rischi, sei esposto a critiche perchè il tuo lavoro ha un caratte pubblico, i sorgenti ed il tuo modo di lavorare sono giudicati da tutti anche da altri programmatori, allo stesso modo se sviluppatori, aziende, ricercatori, amministratori di sistema/reti, utenti o semplici smanettoni riescono a collaborare, proprio per la natura aperta e trasparente dello sviluppo, si possono ottenere ottimi risultati sostanzialmente per tutti (quasi tutti i grossi progetti open source ne sono un esempio). Poi paragonare il grado di sicurezza di diversi sistemi operativi è un’opera titanica per mille motivi (partendo solo dal metodo di sviluppo la discussione si è infervorata, non oso immaginare se si paragonassero “solo” le diverse tecnologie di protezione dalla corruzione della memoria… “overflow mitigation tecnique”) e mi pare prescinda dalla discussione. Ultima nota, citi un caso di bug ma riesci a dimostrare che sia la norma o è l’eccezione? Altrimenti diventa facile ribattere che, se il tuo codice deve essere decompilato/disassemblato per essere studiato e quindi è più difficile da fruttare per un exploit poichè solo programmatori con ottime capacità riescono a farlo, è vero allora che se, ipoteticamente ci fosse una backdoor nel codice proprietario, sarebbe più difficile da scovare per lo stesso motivo. Vado a stima, mi pare che le furbate (tanto per fare un esempio) tipo Sony con il suo rootkit e spyware di aziende più o meno famose (non metto link ma sono facilmente verificabili con google o leggendo i giornali), vengano beccate con una certa frequenza (software proprietario o meno!), mentre le leggende metropolitane, tipo che i virus/malware sono creati dalle stesse software house antivirus, dopo quasi 20 anni, rimangono tali. Ciao
    http://web.nvd.nist.gov/view/vuln/detail?vulnId=CVE-2012-1851

  • # 105
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Le conclusioni non sono sbagliate, perché l’argomento (anche se pesantemente OT) era open vs closed. Il fatto che un software debba essere “secure by design” è trasversale a entrambe le modalità di distribuzione del software, e non ho mai presupposto nelle mie argomentazioni che se ne dovesse fare a meno.
    Per essere chiari, il software, sia esso open o closed, si può supporre realizzato con gli stessi (buoni) principi di progettazione; la questione riguarda intrinsecamente l’essere open o closed, e null’altro.

    Anche la questione sul security-through-obscurity è controversa, e non mi trovo affatto d’accordo con quanto si trova su Wikipedia (e non solo), poiché questa pratica viene contrapposta al secure-by-design.
    Ciò è semplicemente falso, poiché nessuno m’impedisce di progettare il mio software secondo certi canoni di sicurezza, e approfittare ANCHE del fatto di non rilasciare i miei sorgenti come ulteriore protezione, se lo ritengo opportuno.

    Viceversa, il fatto di rilasciare i sorgenti non implica che il mio software sia stato progettato in maniera sicura. Un esempio lo si trova qui: http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=42536 Come puoi vedere, il fatto che Linux sia open source, non l’ha salvato dal trovarci un madornale errore di programmazione da neofita, che è in netto contrasto con le pratiche di secure-by-design.

    Tutto ciò perché, alla fine, il codice lo stilano i programmatori, che sono esseri umani e possono sempre sbagliare. Ed è pure difficile trovare di sistemi di verifica automatica che possano aiutare in tutti i frangenti. D’altra parte i bug continuano a essere presenti pur con tutte le buone pratiche e l’attenzione che poniamo nel realizzare il software.

    Non c’entra poi nulla col discorso generale quello sulla crittografia. Per una questione meramente induttiva, il fatto che possa essere più utile alla “sicurezza” mostrare il codice di un sistema crittografico, nulla implica nei confronti di tutto il resto del codice (non crittografico). Detto in altri termini (e posto sempre che sia vero l’assunto), non si può prendere un caso particolare ed estenderlo arbitrariamente alla generalità.

    Poi ho citato un caso in risposta alle affermazioni fatte in precedenza in merito, portando un esempio peraltro molto critico e importante. Non posso spulciare l’intero bug-tracker di Linux (o altro software open source) per farmi i conti. Sarebbe utile che lo facesse qualcuno che vuol sostenere la tesi del software open fixato nel giro di qualche picosecondo…

    Infine, è chiaro che se risulta difficile trovare exploit nel codice chiuso, vale lo stesso per backdoor et similia. Il fatto che vengano beccati parecchi di questi casi, è dovuto all’enorme diffusione che ha Windows, per cui c’è parecchie gente “skillata” che ne studia il codice, per fini opposti.
    Che sia la diffusione il fattore che faccia “scattare la molla”, lo dimostra l’attenzione che hanno avuto gli hacker/cracker nei confronti di Flash, che, essendosi diffuso parecchio, è divenuto appetibile allo scopo; in precedenza, se non ricordo male, è toccato a Java.

    Sì, concordo che il discorso sia molto complesso, e non credo che sia questo il posto per discuterne. Dal canto mio volevo soltanto ribattere ad alcune affermazioni assolutistiche che sono state fatte, e con le quali non mi trovavo assolutamente. Spero, almeno, di aver chiarito il mio pensiero sull’argomento.

  • # 106
    mack
     scrive: 

    “Il fatto che un software debba essere “secure by design” è trasversale a entrambe le modalità di distribuzione del software, e non ho mai presupposto nelle mie argomentazioni che se ne dovesse fare a meno.
    Per essere chiari, il software, sia esso open o closed, si può supporre realizzato con gli stessi (buoni) principi di progettazione; la questione riguarda intrinsecamente l’essere open o closed, e null’altro.”

    Non ho mai pensato che un pezzo di software sia migliore o più sicuro perchè ha una licenza open, ma per verificare se è sicuro con un modello open è più facile e legale, infatti nelle università i sistemi open source vengono usati come modello di studio/sperimentazione senza problemi.

    Che poi vada di moda dire “open source” credendo sia meglio a prescindere dal modo in cui il sw viene sviluppato su questo sono d’accordo.

    Sono però, alcune condizioni che, se presenti e rispettate, rendono un modello open preferibile ad uno closed e cioè sviluppare in maniera trasparente rispetto all’utenza, condivisione delle conoscenze, collaborazione fra tutte le parti in causa ed il confronto (talvolta anche aspro!) fra chi sviluppa ed utenti può creare sinergie e portare ad un miglioramento del sw, ciò ovviamente non significa che non possa avvenire anche con il closed, ma come dicevi tu, se nascondi i sorgenti è più difficile lavorarci e devi comunque scontrarti con la legge che vieta la retroingegneria, anche solo pubblicare le scoperte che fai sul closed ti mette a rischio di rappresaglie legali, qundi non è esattamente un modello che favorisca lo scambio a tutti i livelli a meno che il “proprietario” non decida diversamente (condizione quasi mai verificata).

    Per quanto riguarda il discorso della security-through-obscurity, ciò che dici è vero (“il software, sia esso open o closed, si può supporre realizzato con gli stessi (buoni) principi di progettazione”), però sei sempre nella posizione che per verificare dovresti avere il sorgente e permettere un confronto aperto, altrimenti come fai a sapere se usi la security-through-obscurity per occultare il fatto di aver progettato un sistema che non sia secure-by-design?
    Siamo sempre alla trasparenza ed al confronto.

    Il principio di Kerckhoffs è alla base dello sviluppo di tutta la moderna crittografia e viene poi esteso in senso generale a tutti gli algoritmi siano essi integrati in sistemi di sicurezza o meno, se ci pensi la distinzione che fai tra sistemi crittografici o meno non ha senso, cioè dal punto di vista di chi attacca (ma anche di chi si deve difendere) che un overflow (o un “difetto” della matematica usata o un comune bug della sicurezza) risieda in un codice crittografico o in player multimediale non fa differenza, sempre un problema di sicurezza è, ecco perchè il principio di Kerckhoffs è oggi usato in maniera più generale anche in ambiti non strettamente crittografici; per poter testare la resistenza di un cifrario si deve permettere che venga attaccato solo così è possibile farne emergere pregi e difetti (ed eventualmente porvi rimedio), quindi è necessario poterlo studiare, quindi nascondere il suo funzionamento è controproducente (se vuoi una riformulazione di Bruce Schneier “every secret creates a potential failure point”), non solo per una corretta comprensione delle potenzialità del cifrario, ma anche per lo sviluppo e la crescita della sicurezza del cifrario stesso.

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=principio di kerckhoffs) &source=web&cd=7&cad=rja&ved=0CEQQFjAG&url=http://avires.dimi.uniud.it/claudio/teach/sicurezza2012/lezione-03.pdf&ei=K1dDULHnOczEswbL-4GIBQ&usg=AFQjCNFifdbF7GFLda95_-l3Ri3H3EfUOg

    Pagina 6

    “Che sia la diffusione il fattore che faccia “scattare la molla”, lo dimostra l’attenzione che hanno avuto gli hacker/cracker nei confronti di Flash, che, essendosi diffuso parecchio, è divenuto appetibile allo scopo; in precedenza, se non ricordo male, è toccato a Java.”

    Il problema è come li gestisci e microsoft è diventata sicuramente più attenta e veloce… conoscendo solo la faccia luminosa della luna (i bug che emergono) è ovvio che siano solo speculazioni!

  • # 107
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @mack: Ho avuto un bel po’ di cose da fare, per cui mi scuserai se rispondo soltanto adesso.

    Non ho mai pensato che un pezzo di software sia migliore o più sicuro perchè ha una licenza open, ma per verificare se è sicuro con un modello open è più facile e legale, infatti nelle università i sistemi open source vengono usati come modello di studio/sperimentazione senza problemi.

    Che poi vada di moda dire “open source” credendo sia meglio a prescindere dal modo in cui il sw viene sviluppato su questo sono d’accordo.

    Anche il software closed è o può essere controllato. Ad esempio il codice di Windows è a disposizione di enti governativi o di aziende di sicurezza. Di .NET Microsoft ha messo a disposizione degli sviluppatori il codice, sebbene a “sola lettura”.

    Il codice, insomma, può essere chiuso, ma non per tutti, e non con le stesse modalità. Diciamo che ha un’audience e/o target di riferimento diverso.

    Sono però, alcune condizioni che, se presenti e rispettate, rendono un modello open preferibile ad uno closed e cioè sviluppare in maniera trasparente rispetto all’utenza, condivisione delle conoscenze, collaborazione fra tutte le parti in causa ed il confronto (talvolta anche aspro!) fra chi sviluppa ed utenti può creare sinergie e portare ad un miglioramento del sw, ciò ovviamente non significa che non possa avvenire anche con il closed, ma come dicevi tu, se nascondi i sorgenti è più difficile lavorarci e devi comunque scontrarti con la legge che vieta la retroingegneria, anche solo pubblicare le scoperte che fai sul closed ti mette a rischio di rappresaglie legali, qundi non è esattamente un modello che favorisca lo scambio a tutti i livelli a meno che il “proprietario” non decida diversamente (condizione quasi mai verificata).

    Questo però è un problema diverso rispetto all’argomento sicurezza. Per me è importante sottolineare che un software non è intrisencamente sicuro sol perché sono disponibili i suoi sorgenti.

    Per quanto riguarda il discorso della security-through-obscurity, ciò che dici è vero (“il software, sia esso open o closed, si può supporre realizzato con gli stessi (buoni) principi di progettazione”), però sei sempre nella posizione che per verificare dovresti avere il sorgente e permettere un confronto aperto, altrimenti come fai a sapere se usi la security-through-obscurity per occultare il fatto di aver progettato un sistema che non sia secure-by-design?
    Siamo sempre alla trasparenza ed al confronto.

    Questo, però, è ancora un altro discorso, a cui ho risposto anche sopra.

    La qualità e sicurezza del software non dipendono dall’essere open.
    Ad esempio un po’ di anni fu messo in circolazione una parte dei sorgenti di Windows 2000 (e qualche pezzo di XP, se non ricordo male), e in una discussione con una persona che sosteneva la tesi che il codice fosse scritto male, questa mi fornì uno di quei file come “prova”; ebbene, puntava il dito contro alcune imprecazioni che si trovavano nei commenti, ma per il resto il codice era pulito e ben scritto…

    Il principio di Kerckhoffs è alla base dello sviluppo di tutta la moderna crittografia e viene poi esteso in senso generale a tutti gli algoritmi siano essi integrati in sistemi di sicurezza o meno, se ci pensi la distinzione che fai tra sistemi crittografici o meno non ha senso, cioè dal punto di vista di chi attacca (ma anche di chi si deve difendere) che un overflow (o un “difetto” della matematica usata o un comune bug della sicurezza) risieda in un codice crittografico o in player multimediale non fa differenza, sempre un problema di sicurezza è, ecco perchè il principio di Kerckhoffs è oggi usato in maniera più generale anche in ambiti non strettamente crittografici; per poter testare la resistenza di un cifrario si deve permettere che venga attaccato solo così è possibile farne emergere pregi e difetti (ed eventualmente porvi rimedio), quindi è necessario poterlo studiare, quindi nascondere il suo funzionamento è controproducente (se vuoi una riformulazione di Bruce Schneier “every secret creates a potential failure point”), non solo per una corretta comprensione delle potenzialità del cifrario, ma anche per lo sviluppo e la crescita della sicurezza del cifrario stesso.

    http://avires.dimi.uniud.it/claudio/teach/sicurezza2012/lezione-03.pdf

    Pagina 6

    Il principio di Kerckhoffs è e rimane vincolato al suo dominio applicativo, come recita anche la stessa pagina 6 del documento che hai sottoposto. Anche facendo altre ricerche, non ho trovato altre fonti né si evince nulla che possa estenderlo alla generalità.

    Questo forse per due motivi. Il primo che è un principio e non un teorema. Il secondo è che il concetto di sicurezza è molto vago e non ne esiste una definizione oggettiva, e men che meno metriche per misurare il grado di sicurezza di un sistema.

    Anche l’esempio dell’overflow che hai citato prima è non applicabile al contesto. Infatti il motivo per cui i sistemi crittografici sono resi pubblici sta, appunto, nell’ALGORITMO e non nella sua IMPLEMENTAZIONE. Si tratta di due cose completamente diverse.

    Per essere chiari, la pubblicazione di un algoritmo serve ad analizzare se questi abbia delle falle dal punto di vista teorico (o “matematico”, se mi passi il termine). Una volta accertati i limiti dell’algoritmo crittografico, nulla toglie che una sua implementazione possa, invece, contenere bug che lo rendano insicuro.

    Un esempio eloquente di ciò è il famoso bug di OpenSSL con Debian…

    Non è un caso che il principio di Kerckhoffs si riferisca all’algoritmo e non all’implementazione. ;)

    Il problema è come li gestisci e microsoft è diventata sicuramente più attenta e veloce… conoscendo solo la faccia luminosa della luna (i bug che emergono) è ovvio che siano solo speculazioni!

    Ma virus e trojan stanno arrivando anche in altri sistemi. Ad esempio tempo fa c’era una notizia che una certa percentuale di applicazioni Android sono imbottite con trojan o virus; e Android non è certo opera di Microsoft.

    Questo per ribadire che la diffusione ha certamente un ruolo di spicco in quest’ambito.

    Poi Microsoft ha le sue politiche di aggiornamento delle falle di sicurezza che possono essere più o meno criticabili. Certamente per chi deve gestire piattaforme con tante macchine, è comodo sapere che gli aggiornamenti sono disponibili ogni secondo martedì del mese; salvo falle “zero-day”, che vengono rilasciate molto prima (mi è arrivato un avviso stamattina).

  • # 108
    Gabriele
     scrive: 

    Bravo Antonio!!!

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