Continuando il discorso telecamere e relativi supporti in campo cinematografico e televisivo, oggi analizzeremo, all’interno della rubrica settimanale Videodrome – ai confini del video, il funzionamento del Jib e del Jimmy jib.
Il Jimmy è un supporto per videocamera/macchina da presa costituito, essenzialmente, da: un braccio meccanico, una testa motorizza e remotata, un cavalletto su carrello.
Simile al dolly, il Jimmy Jib non prevede che l’operatore stia posizionato direttamente sulla pedana mobile; infatti, il controllo del braccio e della telecamera stessa avviene in remoto, tramite dispositivo esterno e monitor di controllo ripresa. …
Oggi all’interno della rubrica Videodrome – ai confini del video, parleremo di: Dolly.
Visto l’interesse suscitato, la settimana scorsa, con l’analisi della Steady-cam, con questo post andremo ad indagare un altro supporto per macchina da presa; supporto largamente utilizzato in campo cinematografico soprattutto da produzioni con budget elevati.
Il dolly non è nient’altro che un carrello. Un semplice carrello sul quale si può posizionare una cinepresa (o videocamera). Questo dispositivo, come è facile immaginare, serve a dare fluidità e stabilità alle immagini filmate sia lungo l’asse orizzontale sia, tramite la combinazione con …
Da oggi inizieremo, per la rubrica Videodrome – ai confini del video, a parlare in maniera approfondita di macchine da presa e di tutta la tecnologia che affianca queste apparecchiature cinematografiche.
Inizieremo con la popolarissima Steady-cam.
La steadicam (o steady-cam) è un supporto meccanico per macchine da presa (o videocamere) che isola, tramite un sistema di ammortizzazione collegato ad un corpetto, l’operatore dalla camera stessa. Permettendo così dei movimenti di macchina più fluidi, senza subire le vibrazioni e le oscillazioni prodotte dal movimento del cameraman durante le riprese.
Il nome steadicam è …
Altro appuntamento con la rubrica Videodrome – ai confini del video. Oggi parleremo dell’Eyeborg.
L’Eyeborg è una rivoluzionaria videocamera dal nome davvero azzeccato; appositamente voluta (e in fase di perfezionamento) da un regista canadese, questa speciale telecamera ci “fara vedere il mondo” attraverso gli occhi dell’autore stesso anzi, per essere precisi, attraverso uno dei suoi occhi.
Continuando a parlare di sperimentazioni tecniche in campo cinematografico, oggi vedremo, all’interno della rubrica Videodrome – ai confini del video, come è nata la Starlight-camera.
Tutto iniziò nel 1999 con un documentario o meglio, una serie di documentari da 50 minuti ognuno, girati dal mitico David Frederick Attenborough con un team BBC: The Life of Birds. Un programma che è costato più di 12 milioni di dollari e, per la realizzazione, ha richiesto 3 anni e 48 operatori di camera.
Ancora adesso questo prodotto rappresenta uno dei più complessi esempi di …
Dopo aver parlato, la volta scorsa, dell’Interrotron, oggi per Videodrome – ai confini del video ci dedicheremo ad un’altra sperimentazione tecnica in fase di ripresa cinematografica: l’automavision.
L’automavision, inventato dal popolare regista danese Lars von Trier, è una innovativa tecnica di ripresa basata sull’utilizzo di una camera fissa che non richiede l’ausilio dell’operatore. Infatti la macchina da presa, con questo sistema, viene comandata direttamente da un computer che decidere a random cosa e come riprendere, decidendo tagli ed inquadrature. Questo sistema è stato ideato per girare il film “Il …
Oggi, in Videodrome – ai confini del video, parleremo in maniera dettagliata di uno strumento chiamato Interrotron.
Da sempre, all’intero del variegato mondo dei documentari, la sperimentazione tecnica rappresenta un processo fondamentale (e imprescindibile) per il raggiungimento di determinati risultati stilistici, narrativi e percettivi.
Non solamente “l’arte dell’arrangiarsi” oppure la “ripresa in condizioni estreme” richiedono delle modifiche alla macchina da presa ma, come nel caso che esaminiamo oggi, anche la necessità di esprimere una determinata condizione percettiva, reclama una tecnologia adeguata.
In Videodrome – ai confini del video, quest’oggi parleremo di nuove esperienze di fruizione cinematografica. Per prima cosa: Dimenticate tutto quello che sapete sui film e sulle modalità di visione.
Breathe, un rivoluzionario progetto multimediale di film sviluppato dall’agenzia londinese Expanding Universe, specializzata in intrattenimento sociale innovativo, si propone infatti di combinare insieme: cinema, reality game, locali notturni, web 2.0 e social network, spaziando tra i classici sistemi di intrattenimento ed inventandone, allo stesso tempo, di nuovi.
Una commistione di generi e tecnologie che, ancora una volta, rappresenta un esempio di trasversalità …






