Da quando frequento Internet, mi capita di osservare il modo in cui questo nuovo medium, o meta-medium, convive con quelli che gli preesistono. Fra questi, mi pare di notare che la rete abbia imparato molto dal giornalismo tradizionale, nel momento in cui ha dovuto uscire dallo status di “fatto di nicchia”, rivestirsi di responsabilità e credibilità, entrare nella vita quotidiana di un pubblico allargato, interessato alla soddisfazione di un bisogno più che all’analisi dello strumento.
Questa fase è da tempo conclusa, tant’è che sempre più spesso abbiamo modo di osservare un …
“Non domandare all’oste se ha buon vino”: lo si sa fin dai tempi dei romani, eppure qualcuno ha trovato il modo di dimenticarsene ultimamente, e la rete si è riempita di (ben poco) “genuine raccomandazioni” prezzolate.
La FTC ha dato ieri seguito all’intenzione manifestata qualche settimana fa, di normare il business creatosi attorno alle peer recommendations, ovverosia alle recensioni commissionate a blogger e altri “dilettanti”, in cambio di emolumenti o del prodotto recensito.
L’intervento di un’autorità federale di alto profilo come la Federal Trade Commission, mi pare indichi che negli USA …
Per quella che ormai possiamo considerare una serie, intitolata “È giusto pagare… ?”, entriamo nel nocciolo della questione editoriale, prendendo in considerazione la figura del giornalista professionista.
Si tratta di una professionalità che da qualche anno a questa parte è sotto un fuoco incrociato di critiche, fra cui l’attribuzione di gravi responsabilità sullo stato di salute delle democrazie occidentali, e della democrazia italiana in particolare.
Anche in questo caso darò sul tema una mia lettura personale, come sempre senza pretesa di esaustività e aperta a contributi e critiche costruttive. Altri contributi sul …
La domanda nel titolo, in cui parafraso uno degli ultimi titoli di Cesare, è a mio avviso una di quelle che induce a vivisezionare le abitudini, a togliere la spunta dalla casella “scontato” di un comportamento, attitudine, stile di consumo, a guardare cosa c’è, o c’è rimasto, dietro.
Esprimerò sul tema il mio personale parere, senza alcuna pretesa di esaurire l’argomento. Ogni contributo, come sempre, è gradito.
In estrema sintesi, sono due le “colonne” su cui si poggia la mia decisione di remunerare l’editore di contenuti tecnici: imparzialità e competenza. Sull’imparzialità c’è …
Sempre più spesso, navigando in giro per la rete, m’imbatto in presentazioni e video che cantano a gola aperta le magnifiche e progressive sorti del nuovo web sociale. Questi contenuti, lungi dal farmi saltare di gioia gridando “voglio farne parte anch’io!”, mi aiutano non di rado a capire meglio tutto ciò che non vorrei mai che la rete diventasse.
Nella fattispecie questo video, passatomi qualche giorno fa con un ghigno sinistro dal mio “compagno di banco”, nasconde in mezzo al solito blablabla, prospettive a mio modo di vedere catastrofiche.
Mi domando allora: …
Finire su Mashable (n. 3 della Top 100 di Technorati, dietro ad Arianna Huffington e Michael Arrington di TechCrunch), non è cosa da poco per qualsivoglia azienda. Un post di Mashable segnalato via Twitter da Robin Good, è poi quacosa di simile ad un orgasmo per ogni *incaricodaPolygen in *agenziagialla.
Cosa si cela dunque dietro a cotanto giallognolo entusiasmo? Diamoci uno sguardo, da vicino.
Nel post, intotolato “5 ways banks are using social media” leggiamo la seguente introduzione:
Ne abbiamo parlato e riparlato, a proposito di Twitter, a proposito dei nuovi geni del marketing che vendono pagine su Facebook come se si trattasse di un asset valutabile e vendibile, di un benchmark di qualche rilevanza. Del resto già un paio d’anni fa Tagliaerbe sul suo blog, ci ha raccontato di come, i soliti ignoti, usassero offrire, al sempre nutrito manipolo di sprovveduti, commenti in vendita per i loro scintillanti quanto irrilevanti esperimenti all’insegna del “web 2.0? me too!”.
Ecco che Mashable ci svela l’ultimo tassello …
Poche ore dopo la messa in vendita di Blogbabel su ebay per qualche spicciolo, voglio proporre questo spunto nella speranza che aiuti a gettar luce – senza pretesa di esaustività – sulla triste deriva che i blog stanno prendendo.
Buon pomeriggio, tutto bene?
Mi permetto di scrivervi in primis per augurarvi una buona estate e, in secondo luogo, per chiedervi la cortesia di voler segnalare (se lo ritenete opportuno, se vi piace, se considerate i contenuti interessante) ad amici, parenti, colleghi e, magari anche lettori del vostro blog con un bel …






