tarlo
giovedì 29 marzo 2012 - 37 Commenti
Musica digitale: qualcosa abbiamo perso, ma cosa?

Un titolo del genere sembra giungere dalla fine degli anni ’90, dall’epoca dell’esplosione di Napster e del P2P. Eppure è più attuale in questi giorni, dopo che un decennio di musica digitale sta davvero debellando il CD, dopo che il business della distribuzione musicale digitale va in qualche modo stabilizzandosi attorno a due modelli: streaming in abbonamento e download a pagamento.
Ultimo in ordine cronologico a puntare l’indice contro la musica “liquida” è Slash, già chitarrista dei Guns ‘n’ Roses, il quale vede nella musica scaricata qualcosa di privo di ogni …

giovedì 15 marzo 2012 - 5 Commenti
Per le major la parola d’ordine è bloccare l’innovazione

Fra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, si è consumato il primo round di uno scontro che, romanticamente, potremmo definire “fra innovazione e status quo”. Da un altro punto di vista potremmo dichiarare quel periodo l’inizio della fase in cui la tecnologia è divenuta in qualche modo nemica del diritto d’autore, su scala mondiale.
Il periodo è precisamente quello del boom di Napster, un fenomeno che acquisì massa critica ancor prima che coloro i quali interessi ledeva – le major in primis – ne comprendessero potenzialità e rischi.
Non …

giovedì 23 febbraio 2012 - 3 Commenti
iTunes, Spotify e la musica 2.0

Negli ultimi giorni Andrew Keen – storico critico del cd. web 2.0 – sta conducendo una vera e propria crociata a favore dell’industria musicale dalle colonne di Techcrunch. Si parte con una imbarazzante intervista a Bram Cohen, il creatore di BitTorrent, letteralmente messo alla berlina, seguita da un’insipida – quanto intervista, non per gli argomenti proposti dall’intervistato – intervista ad un musicista, David Lowery, intitolata “Come Internet sta fottendo i musicisti“. Si noti il riferimento ai musicisti, vera raison d’être del pezzo: delle case discografiche non sarebbe importato un fico …

giovedì 9 febbraio 2012 - 20 Commenti
Privacy: perché dopotutto preferisco Facebook a Google

Mentre Facebook percorre gli ultimi passi in direzione una IPO miliardaria, con prospettive e numeri da far tremare le vene ai polsi della concorrenza, Google, che è poi la concorrenza, si muove nella sfera social con risultati ambivalenti. Se Google+ rappresenta di gran lunga il più convincente tentativo di Google in ambito social, i suoi numeri sono ancora molto lontani da quelli di Facebook.

Inoltre l’integrazione di G+ nei risultati della ricerca, fattore chiave per la crescita del social di Google, mette in discussione il primato della rilevanza fra i criteri …

giovedì 2 febbraio 2012 - 20 Commenti
Avaaz, sarebbe questa la democrazia 2.0?

“Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo.”
È con questa mission piuttosto indecifrabile, che si identifica una ONG americana che fa attivismo riguardo a tematiche ambientali, politiche, legate ai diritti umani.
In pratica si tratta di una rete che raccoglie una ricca mailing list di “attivisti” – fra poco spiegherò il perché delle virgolette – sollecitati, spesso da celebrità aderenti al progetto, su tematiche scottanti.
Personalmente sono iscritto ad Avaaz da poco più di un anno, …

martedì 24 gennaio 2012 - 81 Commenti
Perché Wikipedia è una minaccia al metodo scientifico

Il pezzo che segue nasce da una serie di riflessioni sviluppate negli ultimi anni sul tema Wikipedia ed è stato “innescato” da questo pezzo del New Yorker. Il contributo sottostante sarà ripreso, commentato, contraddetto a breve da Eleonora e altri autori di AD che vorranno cimentarsi su questo spinoso tema.
Da qualche tempo a questa parte mi trovo a riflettere sul modo in cui, indirettamente e non certo dichiaratamente, Wikipedia stia insinuando un metodo di approccio alla conoscenza in qualche modo alternativo a quello scientifico. Questa valutazione fa riferimento ovviamente a …

giovedì 15 dicembre 2011 - 10 Commenti
Timu, si può mettere il “bollino blu” al Web?

Chi legge queste pagine e in particolare segue la rubrica semisegreta intitolata al tarlo, conosce l’attenzione che dedichiamo al tema dell’attendibilità dell’informazione ai tempi del web.
Come abbiamo ripetuto fino alla noia, mentre il web ingloba e sostituisce il quadro mediatico tradizionale, i paradigmi fondamentali che hanno retto il giornalismo professionale per qualche secolo stanno crollando, sostituiti da modelli molto meno tracciabili, il cui fondamento filosofico è interamente poggiato sulla supposta capacità dell’utente finale di riassumere le funzioni di selezione e comprensione dei fatti tipiche della nozione classica del giornalismo.
Risultato di …

lunedì 7 novembre 2011 - 34 Commenti
Qualche riflessione sulla trasmissione “Servizio pubblico”

In moltissimi hanno visto ed apprezzato la prima puntata di Servizio Pubblico, il nuovo programma “crowdfunded” di Michele Santoro. È la consacrazione di un format molto promettente, varato a marzo 2010 con Raiperunanotte.
È proprio davanti a questa consacrazione, all’idea che questo approccio possa rappresentare un’alternativa al gatekeeping televisivo, che scaturiscono alcune riflessioni.
Partiamo dal concetto stesso di crowdfunding: chi ha sostenuto la trasmissione, ha in questo voluto sostenere una voce, un punto di vista, una sensibilità politica, che ha ritenuto – peraltro a ragione – osteggiata e messa a tacere da …

martedì 27 settembre 2011 - 12 Commenti
E se un giorno la mente fosse interfacciata con Google?

Proiettiamoci per un attimo nella più volte ipotizzata condizione in cui il nostro cervello sia direttamente interfacciato con Google. In teoria lo spazio della nostra conoscenza si estenderebbe a dismisura: ogni nozione sarebbe a portata di mano, come se appartenesse nativamente alla nostra memoria. Ma cosa esattamente conosceremmo e come? In effetti potremmo dire di conoscere nello stesso senso in cui abbiamo conosciuto finora?
Temo di no. Procedo quindi a lanciarmi in una serie di considerazioni che derivano da riflessioni di lungo corso, buone conversazioni e letture. Non intendo dunque attribuire …

giovedì 22 settembre 2011 - 15 Commenti
Google è un gatekeeper?

Molto prima di Internet, si definiva gatekeeping la funzione svolta da chi, trovandosi nella posizione di editore o giornalista, filtrava le notizie decidendo a quali dare rilievo e quali ignorare. La figura del gatekeeper era radicata in un contesto mediatico caratterizzato da pochi media di massa, che comunicavano a molti individui simultaneamente (broadcast), individui dotati di un potere di interazione coi media limitato (cd. push, le notizie sono ricevute passivamente, non ottenute in seguito a ricerca).
Inutile dire che il concetto stesso di gatekeeping è stato spesso associato a quello di …