tarlo
martedì 23 febbraio 2010 - 3 Commenti
Da Macmillian e-book “aperti”, modificabili e redistribuibili

Al di là delle polemiche sulla qualità spesso scadente dei contenuti, l’elemento più dirompente di Wikipedia è proprio il suo aspetto partecipativo, colonna portante della “filosofia” 2.0.
L’approccio partecipativo al processo autoriale è un metodo che trascende la famosa enciclopedia aperta, ed ha acquisito lo status di “metodo” applicato alla creazione e diffusione di conoscenza:  “wiki”.
Non mi dilungherò sulle centinaia di esempi basati su questo metodo nei più vari ambiti di conoscenza: dopo questa breve premessa, vorrei piuttosto soffermarmi sull’applicazione del “metodo wiki” all’editoria universitaria, in formato digitale.
Il metodo proposto da …

mercoledì 10 febbraio 2010 - 12 Commenti
Google Buzz: contributi pubblici per default

Non voglio aggiungere questo pezzo al fiume di “prime impressioni” che sta inondando la rete relativamente a Google Buzz, un lancio – mi azzardo a prevedere – che non cambierà la storia delle telecomunicazioni per come le abbiamo conosciute finora.
Vorrei soffermarmi sulle implicazioni di un dettaglio piuttosto significativo, particolarmente in un momento in cui inizia a sollevarsi – era giusto ora – una certa consapevolezza relativamente alle implicazioni dei social network sulla sfera della privacy.
Stando alle dichiarazioni di uno dei relatori, in Google Buzz, ogni singolo buzz è per default …

venerdì 8 gennaio 2010 - 7 Commenti
C’era una volta il guestbook

Tempo di vacanze – ahimè già terminate per i più – e di ritorno a casa per i tanti “emigranti del lavoro”, fra cui il sottoscritto.
Come molti nella mia condizione sapranno, capita spesso che si trovino in quella che è stata anni prima la propria camera, piccoli stravolgimenti, frutto di massicce pulizie e vari riordini fra le cataste di libri, CD, floppy, vecchi alimentatori e altro ciarpame informatico frutto di anni di smanettamento domestico.
Di regola, dopo simili manovre, il malcapitato non ritrova più nulla dove l’aveva lasciato – va già …

martedì 29 dicembre 2009 - 22 Commenti
Tartaglia, Maiolo & Facebook

Di cosa sono indicativi i gruppi di Facebook? Quali fenomeni sociali nascondono? Quali profili di rischio concreto presentano?
Torno sull’argomento, già affrontato in gennaio, in seguito alle polemiche innescate dai recenti casi Tartaglia e Maiolo. Non perché abbia cambiato idea, quanto per il constatare che un anno di osservazione di Facebook, non ha innescato alcuna riflessione nella testa di chi prima e meglio di chiunque avrebbe dovuto comprendere il fenomeno – in quanto delegato al potere legislativo o esecutivo.
Al contrario, quelli che un anno fa definivo “tromboni”, in preda dell’identico mistico …

martedì 15 dicembre 2009 - 12 Commenti
Niente da nascondere? Nulla da temere: la privacy secondo Google

Quella espressa nel titolo, è una sintesi della tesi esposta da Eric Schmidt (CEO di Google) riguardo la privacy:
If you have something that you don’t want anyone to know, maybe you shouldn’t be doing it in the first place.
Si tratta di una tesi che riecheggia quella della NSA, espressa di fronte alle polemiche innescate dagli intensivi ed estesi controlli autorizzati dall’amministrazione Bush dopo gli attentati dell’undici settembre.
Mi rendo conto che il problema della privacy sia sconfinato nelle sue implicazioni e meriti un approfondimento che non ho lo spazio e le …

venerdì 4 dicembre 2009 - 9 Commenti
Facebook: quasi il 20% degli utenti sono “fasulli”

Ricordate uSocial, l’azienda che vendeva amici, “fan”, follower etc. in Facebook o Twitter a pochi centesimi l’uno?
Pochi giorni fa è emerso un dato piuttosto allucinante: uSocial ha dichiarato di controllare ben 60 milioni di utenti Facebook, ovverosia un 17% abbondante dell’intera base utente del più famoso social network.
Quel che più interessa, la stessa Facebook, lungi dal bannare l’agenzia e tutti gli utenti che, per un paio di centesimi di euro, si prestano al suo gioco, ha assunto una posizione accomodante: dopo una iniziale notifica di cease & desist, secondo l’articolo …

venerdì 27 novembre 2009 - Commenta

Apprendo da LSDI che Time inc., Condé Nast e Hearst Corporation, tre colossi del mondo mediatico statunitense ed internazionale, si sono consorziati in un marketplace virtuale, una sorta di edicola su Internet, in cui i contenuti vengono erogati alla stregua della musica. La fruibilità è ovviamente ottimizzata per smartphone ed e-reader.
Vi rimando alla fonte originale per approfondimenti. M’interessa però lanciare qualche riflessione sull’iniziativa. Da un lato mi viene da pensare che questo sia uno dei modelli ineludibili per l’industria mediatica, a cui avrebbero forse dovuto pensare già prima …

venerdì 13 novembre 2009 - 4 Commenti

Ogni azienda ambisce a porre sotto controllo diretto la maggior parte possibile dei fattori che influenzano la sua redditività e, in ultima analisi, le sue chance di sopravvivenza e successo. Il dilagare di Google e di Internet negli ultimi anni, ha forzato un cambiamento delle regole del gioco. Nel caso dei giornali, Google ancor più che la rivoluzione di Internet in sé, ha dettato nuove regole rispetto alle quali le alternative sono conformarsi o sparire.
Eccoci quindi al tema della settimana: Rupert Murdoch vs Google, col primo che minaccia di sparire …