tarlo
giovedì 29 luglio 2010 - 42 Commenti
100 milioni di utenti Facebook in un solo file: allarme o bufala?

Un esperto di sicurezza ha raggruppato in un unico file i dati pubblici di una buona fetta dell’utenza Facebook (tutti coloro che hanno il Public Search Listing attivo). Secondo il Teleghaph:
The list does not expose any user’s whole profile nor their passwords or personal settings.
However, it does include full names, any publicly available profile images, and a small sampling of the user’s friends.

Qualche dettaglio in più, una lista compilata da un autore più malevolo, avrebbe potuto trasformare Facebook nella fonte ideale per creare l’”elenco telefonico dello spammer”.
Uno dei primi pensieri …

mercoledì 7 luglio 2010 - 23 Commenti
“Faceboo”: come da Google si arriva su AD

Per chi non lo conoscesse, Google Analytics è uno strumento fantastico: nel pieno rispetto dell’anonimato dei visitatori, consente di rintracciare molti dati quantitativi e qualitativi sul traffico in arrivo presso un sito.
Navigando fra i pannelli relativi al traffico proveniente dai motori di ricerca, è per esempio possibile capire quali siano le principali parole chiave che conducono al sito – ovverosia cercando cosa, il lettore si trova ad atterrare su una pagina del sito amministrato.
Ebbene, la parola chiave che genera più “atterraggi” su AD (dati …

martedì 6 luglio 2010 - 42 Commenti
La democrazia italiana finirà in mano a Facebook?

Per la libertà di espressione e l’esercizio della professione giornalistica si annunciano tempi duri.
Con i canali tradizionali di comunicazione, da sempre oggetto dell’attenzione di gruppi di potere politico ed economico, che si preparano a convivere con regole draconiane, in molti – anche fra gli autori ed editori di stampa e TV – vedono in Internet una via di fuga, uno strumento troppo fluido per rimanere impigliato nelle pur fitte reti normative che vanno delineandosi.
Mentre qualcuno (vedi p. es. Il fatto quotidiano 11/6/2010 p. 3), con l’ausilio di server localizzati su …

venerdì 11 giugno 2010 - 158 Commenti
ADblock, Safari 5 e il diritto a non “pagare”

ADblock è un componente aggiuntivo per vari browser, che consente di disattivare la pubblicità visualizzata dai siti web visitati.
Molti utenti lo usano per motivi tecnici – maggior leggerezza specie su configurazioni più lente – perché infastiditi da formati invasivi – overlayer, interstitial etc. – ma anche perché ritengono un loro diritto non riconoscere ai contenuti di cui fruiscono quel minimo vantaggio economico che deriva all’editore dalla visualizzazione di qualche banner web.
In un momento in cui il paid content si avvicina a diventare realtà, perlomeno per alcuni contenuti, la scelta di …

venerdì 21 maggio 2010 - 10 Commenti
Wall Street Journal: Facebook condivide dati privati con gli inserzionisti

Quando parlo di “grande fratello” non mi riferisco alla pratica di ricavare informazioni commerciali dal database di utenti e preferenze contenuti in Facebook, ma del fatto di farlo slealmente e/o al di fuori di una piena ed esplicita disclosure.
Una chiarezza dei rischi connessi all’uso del popolare social network, che investa anche quei milioni di casual users che mettono la propria vita su FB senza nemmeno conoscere la differenza fra un motore di ricerca e un motore a scoppio.
Non si può dire che le retrocessioni della privacy imposte da FB alla …

giovedì 18 marzo 2010 - 2 Commenti
Con Twitter le forze del bene torneranno in Cina

Be a force of good è il principio proclamato qualche giorno fa Evan Williams, cui dovrebbe ispirarsi tutta l’attività di Twitter, l’azienda da lui co-fondata. È di ieri la notizia secondo cui Twitter starebbe preparandosi ad entrare nel mercato cinese con una versione localizzata della sua piattaforma di microblogging.
La notizia segue di pochi giorni quella citata nel pezzo di ieri, secondo cui Google sarebbe in procinto di cessare – o solo sospendere? – le operazioni in terra cinese, causa gli obblighi censori imposti dal governo locale a qualunque azienda voglia …

martedì 23 febbraio 2010 - 3 Commenti
Da Macmillian e-book “aperti”, modificabili e redistribuibili

Al di là delle polemiche sulla qualità spesso scadente dei contenuti, l’elemento più dirompente di Wikipedia è proprio il suo aspetto partecipativo, colonna portante della “filosofia” 2.0.
L’approccio partecipativo al processo autoriale è un metodo che trascende la famosa enciclopedia aperta, ed ha acquisito lo status di “metodo” applicato alla creazione e diffusione di conoscenza:  “wiki”.
Non mi dilungherò sulle centinaia di esempi basati su questo metodo nei più vari ambiti di conoscenza: dopo questa breve premessa, vorrei piuttosto soffermarmi sull’applicazione del “metodo wiki” all’editoria universitaria, in formato digitale.
Il metodo proposto da …

mercoledì 10 febbraio 2010 - 12 Commenti
Google Buzz: contributi pubblici per default

Non voglio aggiungere questo pezzo al fiume di “prime impressioni” che sta inondando la rete relativamente a Google Buzz, un lancio – mi azzardo a prevedere – che non cambierà la storia delle telecomunicazioni per come le abbiamo conosciute finora.
Vorrei soffermarmi sulle implicazioni di un dettaglio piuttosto significativo, particolarmente in un momento in cui inizia a sollevarsi – era giusto ora – una certa consapevolezza relativamente alle implicazioni dei social network sulla sfera della privacy.
Stando alle dichiarazioni di uno dei relatori, in Google Buzz, ogni singolo buzz è per default …