Si è concluso nei giorni scorsi il processo a The Pirate Bay, che vedeva il motore di ricerca per file torrent contrapposto all’industria, in un processo che fuori dall’aula ha sempre assunto delle sembianze politiche più che legali.
Purtroppo per i quattro imputati che hanno sempre ostentato tranquillità e ottimismo, affrontando il processo con una sfrontatezza e un sarcasmo che facevano più notizia del processo stesso è finito male per i rappresentati della baia. Un anno di galera per tutti e 2,7 milioni di euro di risarcimento all’industria.
La sentenza parla di …
Ci siamo più volte soffermati sull’impatto del fenomeno della pirateria nelle vendite di videogiochi ed in particolare Francesco Carucci in questo articolo spiega il perché, a differenza di quel che pensano più per stereotipo che altro, danneggi tutto il business model dell’industry.
In un’intervista a tutto tondo, pubblicata da Gamasutra, Peter Dille, Senior Vice President della divisione marketing di SCEA (Sony America), tocca alcuni nervi scoperti focalizzandosi soprattutto sul poco successo della piattaforma PSP.
La BSA, l’associazione che raggruppa molti tra i più importanti produttori di software ha diffuso una mail per presentare una nuova campagna pubblicitaria. Francamente faccio fatica a decidere se è più grottesco il contenuto della lettera stessa o del sito linkato in essa.
Gordon Star scrive per Cnet e si è visto recapitare un comunicato che lo invitava a visitare il nuovo sito “Faces of Internet Piracy”, in cui alcune persone apparentemente per bene ammettono pubblicamente il loro trascorso da criminali del web in mezzo a inquetanti sequenze che mostrano …
Com’era ampiamente prevedibile, The Pirate Bay, in vista della direttiva IPRED per la tutela del diritto d’autore, effettiva dal primo aprile, ha proposto ai suoi utenti una misura cautelativa per l’anonimizzazione del traffico: un servizio VPN dal costo mensile di 5 €.
Nell’immediato la reazione degli utenti svedesi (il provvedimento IPRED è stato approvato in Svezia) sarà senz’altro quella di spostarsi in massa verso altri tracker, o piuttosto di ignorare del tutto le minacce.
Mano a mano che altri paesi adotteranno questo genere di legislazione, ai vari omologhi della baia non resterà …
È singolare che nel 2009 in Italia, siano due personaggi rubati al mondo del varietà a dettare l’indirizzo legislativo della rete. Due personaggi che hanno peraltro dimostrato di avere le idee parecchio confuse tanto sulla rete stessa – mi riferisco all’intervento di Barbareschi circa Youtube – quanto sulla tecnologia – magistrale l’intervento della Carlucci sul consumo di elettricità dei PC, che renderebbe la “pirateria” economicamente non conveniente causa bolletta ENEL e usura del computer.
I due soggetti citati, hanno spinto (Carlucci) e si troveranno a valutare (Barbareschi), una proposta di …
Un nuovo studio, è giunto alla finora quasi inedita conclusione secondo cui la “pirateria” favorisce il terrorismo. Chi come me, fosse rimasto fermo all’equazione pirateria=criminalità organizzata, dovrà aggiornarsi, e all’occorrenza – qualora appartenga alla categoria incriminata – attrezzarsi di passamontagna, o eventualmente turbante, e taglierino.
Fin dal termine “pirateria”, che equipara la violazione del diritto d’autore a reati che implicano violenza e assassinio, il lavoro delle lobby che combattono la duplicazione illecita, verte alla criminalizzazione del fenomeno.
Una criminalizzazione, coi dovuti distinguo, corretta, ma svolta con mezzi subdoli, che gonfiano e decontestualizzano …
Nonostante le continue iniziative portate avanti da ISP per cercare di fermare (o per lo meno rallentare) la condivisione di file protetti da copyright, secondo quanto dichiara la IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) nell’appena pubblicato Digital Music Report 2009: il 95% dei download di musica online sono completamente illegali.
Il business internazionale della musica digitale ha visto un grande incremento nel 2008, crescendo del 25% per una cifra stimata di 3.7 miliardi di dollari americani. Battendo, di gran lunga, altri prodotti come: giornali (4%), riviste (1%), e …
I newyorkesi che scaricano musica sui loro iPod dovranno pagare una tassa del 4% sul costo del brano che hanno acquistato, questa l’idea di David Paterson, governatore dello stato, per tentare di combattere la crisi di bilancio.
La tassa, già stata soprannominata iTax, riguarderà anche gli ebook e qualsivoglia servizio d’intrattenimento digitale. Contro l’aumento di questa tassa si è schierata la NetChoice, che conta in qualità di membri aziende del calibro di eBay, AOL e Yahoo!
Steve DelBianco, direttore esecutivo di NetChoice ha dichiarato: “Con il riscaldamento globale ed un mondo …






