Ho sempre fatto parte di quella scuola di pensiero che attribuisce al successo di una console, e non solo, una forte componente derivante dalla pirateria. In passato Sony è stato forse il produttore di console che più di ogni altro ha tratto vantaggio da questa pratica per tutta una serie di motivazioni tra cui metterei al primo posto la facilità con cui era possibile duplicare i giochi grazie all’adozione di un supporto diffuso come i CD e i DVD.
Se confrontiamo tale scelta con quella di concorrenti come il Nintendo 64 …
Dopo le ultime traversie legali, che hanno visto la conferma della sentenza emessa a carico del portale, malgrado la palese parzialità del giudice giudicante, per la dopotutto modesta somma di 60 milioni i Kronor ($ 7,8 milioni), The Pirate Bay finirà nelle mani di Global Gaming Factory X, un’azienda svedese che opera nel campo del software.
L’obiettivo dell’azienda, che dichiara di possedere la “prossima generazione di tecnologie per il file sharing”, è quello di usare l’enorme popolarità del sito – fra i top 100 nel mondo, con oltre un miliardo di …
Si è chiuso il processo a carico di Jammie Thomas-Rasset, madre di tre figli, riconosciuta colpevole nell’aula di tribunale che la vedeva contrapposta alla RIAA e punita con un risarcimento alla società degli autori statunitense per 1,92 milioni di dollari.
Thomas-Rasset non è ricca e ha tre figli, una tale cifra è così fuori portata per lei che non riesce nemmeno a preoccuparsene. Questo è il secondo precesso che vede imputata Thomas-Rasset, con l’imputazione di aver condiviso illegamente 24 canzoni coperte da diritto d’autore (e ci piacerebbe tanto sapere quali). …
Le recenti elezioni europee hanno lasciato il solito e doveroso strascico di riflessioni sulle nuove rotte politiche che il nostro continente sta intraprendendo, tutte accolte con la solita e doverosa noia, viste le scarne differenze tra gran parte delle coalizioni moderate che purtroppo sono tali non solo nel riconoscimento della necessità di un dibattito libero e democratico permanente ma anche nella difficoltà di riscontrare reali e sostanziali differenze nei contenuti programmatici.
Un bel colpo di vita (e di speranza per chi ne condivide la lotta politica) arriva dalla Svezia, in cui …
Si è concluso nei giorni scorsi il processo a The Pirate Bay, che vedeva il motore di ricerca per file torrent contrapposto all’industria, in un processo che fuori dall’aula ha sempre assunto delle sembianze politiche più che legali.
Purtroppo per i quattro imputati che hanno sempre ostentato tranquillità e ottimismo, affrontando il processo con una sfrontatezza e un sarcasmo che facevano più notizia del processo stesso è finito male per i rappresentati della baia. Un anno di galera per tutti e 2,7 milioni di euro di risarcimento all’industria.
La sentenza parla di …
Ci siamo più volte soffermati sull’impatto del fenomeno della pirateria nelle vendite di videogiochi ed in particolare Francesco Carucci in questo articolo spiega il perché, a differenza di quel che pensano più per stereotipo che altro, danneggi tutto il business model dell’industry.
In un’intervista a tutto tondo, pubblicata da Gamasutra, Peter Dille, Senior Vice President della divisione marketing di SCEA (Sony America), tocca alcuni nervi scoperti focalizzandosi soprattutto sul poco successo della piattaforma PSP.
La BSA, l’associazione che raggruppa molti tra i più importanti produttori di software ha diffuso una mail per presentare una nuova campagna pubblicitaria. Francamente faccio fatica a decidere se è più grottesco il contenuto della lettera stessa o del sito linkato in essa.
Gordon Star scrive per Cnet e si è visto recapitare un comunicato che lo invitava a visitare il nuovo sito “Faces of Internet Piracy”, in cui alcune persone apparentemente per bene ammettono pubblicamente il loro trascorso da criminali del web in mezzo a inquetanti sequenze che mostrano …
Com’era ampiamente prevedibile, The Pirate Bay, in vista della direttiva IPRED per la tutela del diritto d’autore, effettiva dal primo aprile, ha proposto ai suoi utenti una misura cautelativa per l’anonimizzazione del traffico: un servizio VPN dal costo mensile di 5 €.
Nell’immediato la reazione degli utenti svedesi (il provvedimento IPRED è stato approvato in Svezia) sarà senz’altro quella di spostarsi in massa verso altri tracker, o piuttosto di ignorare del tutto le minacce.
Mano a mano che altri paesi adotteranno questo genere di legislazione, ai vari omologhi della baia non resterà …




