Ogni tanto questo lavoro mi offre una piccola soddisfazione. È questo il caso dell’hardware made in Google, la cui esistenza ipotizzavo qualche tempo fa. Il 17 luglio 2009, giorno del mio onomastico, scrivevo:
Nulla vieterebbe poi a un colosso come Google (o MS, altro protagonista del mondo SAAS) di entrare nel mondo hardware, rivolgersi direttamente a colossi del settore ODM come Compal e Quanta, e produrre apparati personalizzati. Di fronte a questa eventualità, vedremmo tutti gli OEM correre in fila indiana verso il Googleplex per stilare …
La strada del cloud computing arriva da lontano e, con l’arrivo di Chrome OS, potrebbe portare ancora più lontano. In modo del tutto parallelo, sul mercato hardware i client sono diventati sempre più thin ma con il nuovo OS di Google, potrebbero diventarlo ancora di più. Partiamo dallo status quo.
Non sono mai stato un fan di Atom, una CPU che mi pare risponda all’unica esigenza di portare la “religione” x86 lì dove, fino al 2007, non poteva arrivare: subnotebook di basso costo, altri dispositivi ultramobile come MID, un giorno, …
Ci sono poche cose nella vita che non riportino a una canzone di Bob Dylan o dei Beatles: la frase non è mia ma di Steve Jobs, e se c’è una canzone che sembra raccontare la storia recente dell’industria informatica, questa è proprio The Times They Are A-Changin’ del poeta di Duluth:
[...] Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’. [...]
Se avrete la pazienza di seguirmi in questo nuovo tuffo nella nostalgia informatica, capirete perché.
La strada …
Ho acquistato un netbook, da usare prevalentemente col browser aperto, magari con un software di videoscrittura installato e un player multimediale per portarmi dietro un po’ di buona musica.
Non mi sembra un range di utilizzo tanto riduttivo, viste quante cose si possono fare con un browser al giorno d’oggi e, viste le scarse prestazioni della piattaforma Atom, pensavo di prenderlo con una distribuzione Linux, scegliendo poi, pacchetto dopo pacchetto, il minimo indispensabile in relazione alle mie necessità, o magari, affidandomi a quelle distro appositamente ideate per questo genere di dispositivi.
Così, …
Da quando Asus ha aperto le porte su un mondo presentando il suo primo EeePC, tutte le aziende del settore sono letteralmente cascate dalle nuvole, rendendosi conto che gli utenti pur di spendere poco ed avere un portatile facilmente trasportabile sono disposti a rinunciare a tutto, tranne che alla connettività e a una tastiera il cui uso con due mani sia tollerabile.
Il resto è storia, anche ampiamente documentata in questa sede. Nel marasma che ha coinvolto diverse piattaforme hardware e software anche AMD, con le poche risorse a disposizione …
Con Alessio Di Domizio condividiamo la passione per i microprocessori, e non poche volte abbiamo affrontato il tema sia qui sia su Messenger, dove abbiamo speso fiumi di parole in chattate sui più svariati argomenti a esso attinenti.
Se parliamo molto è anche perché a volte non c’è piena sintonia, ma questo non è certamente un difetto, quanto un pregio, perché la diversa esperienza vissuta e i diversi punti di vista offrono ai lettori di AD una panoramica a più ampio raggio e una maggior ricchezza di informazioni, fortificando il proprio …
Qualche settimana fa avevamo dato conto di un rumor così insistente da essere commentato dallo stesso Otellini, relativo alla limitazione a 3 programmi eseguibili contemporaneamente nella versione Starter – destinata ai netbook – di Windows 7. Una mossa questa che per Microsoft avrebbe significato esporsi a notevoli rischi sotto il profilo delle quote di mercato nel segmento dei nuovi subnotebook low cost, ma che di converso le avrebbe consentito, almeno potenzialmente, di spingere gli utenti e gli OEM verso l’acquisto di licenze più remunerative.
La notizia del 29 maggio è …
Darrel Ward, Product Manager in capo di Dell per la divisione Business, intervistato da Cnet ha dichiarato di nutrire qualche dubbio sulla politica dei prezzi che Microsoft adotterà per Windows 7.
Purtroppo il dirigente non scende nei dettagli, spiegando però che i costi delle licenze praticati ai produttori saranno più alti di windows XP e di Vista.
Il rischio è che gli utenti, specialmente quelli che puntano alla fascia economica possano essere riluttanti ad aggiornare il proprio pc, specialmente in tempo di recessione economica.
Già Windows Vista aveva portato ad …




