E’ una domanda che si sono posti molti amighisti quando sono iniziate ad arrivare le prime schede grafiche basate sui chip provenienti dal mondo PC o Mac, le quali permettevano di raggiungere risoluzioni e refresh dello schermo più elevati, e palette dei colori più estesa.
Il dubbio è legittimo, in quanto AmigaOS è un sistema operativo che è stato confezionato su misura, sul meraviglioso chipset dell’Amiga, cercando di sfruttarne, riuscendoci, il più possibile le potenzialità.
In effetti lo stretto legame con l’hardware emerge già andando a rovistare fra le API messe a …
Come promesso, finalmente arriviamo a parlare delle limitazioni presenti nel chipset dell’Amiga (che ricadono nelle singole componenti) con cui hanno avuto a che fare i programmatori, e le idee, o per meglio dire i sogni, che li hanno tormentati nella speranza che Commodore vi ponesse rimedio, o semplicemente chiedendosi perché il buon Jay Miner non avesse osato di più.
Nei precedenti articoli abbiamo avuto modo di vedere in che modo erano foraggiate le varie parti del sistema dotate di appositi canali DMA e, in particolare, quello dei bitplane che facevano parte …
Col precedente articolo il funzionamento delle varie componenti dell’Amiga dovrebbe essere sufficientemente chiaro, ma ho volutamente lasciato fuori dalla disquisizione la generazione della grafica dello schermo, che meritava una trattazione a parte.
Fondamentale rimane ancora la pagina dell’Amiga Hardware Manual che ho riportato nell’articolo (e della quale fornisco il link), che mostra la precisa suddivisione di una riga di raster fra le varie parti del sistema, ma in questo caso c’interessa capire cosa avviene quando dev’essere visualizzata una linea dello schermo all’interno della riga di raster corrente.
Dei 227 color clock, fino …
Alcuni termini ricorrono spesso nella letteratura informatica, specialmente per i sistemi più datati dove il contatto diretto con l’hardware era ordinaria amministrazione, e non c’erano diversi strati software che si frapponevano col codice delle applicazioni.
Se di DMA, ad esempio, abbiamo sentito parlare diverse volte (ancora oggi il termine fa capolino ogni tanto quando viene recensito qualche dispositivo che ne fa uso), davanti a riga di raster si comincia un po’ a storcere il naso, anche se la traduzione letterale aiuta un po’ chi ha avuto a che fare con immagini …
Con la Commodore fuori dai giochi a seguito del fallimento occorso nel 1994, le possibilità di far rivivere l’Amiga nel connubio hardware & software che ha sempre contraddistinto queste macchine sono, di fatto, svanite.
C’è stato il tentativo di aggiornare le macchine esistenti con CPU PowerPC e schede grafiche più potenti, oppure costruendo nuovi computer basati sempre sulle nuove CPU di Motorola (similmente alla strada intrapresa da Apple coi suoi Macintosh), ma da vecchio e affezionato amighista i chiodi fissi rimangono la famiglia 68000 e i chip custom disegnati da Jay …
Il fallimento della Commodore nel 1994 penso sia stato uno dei più brutti colpi che un fanatico pseudoreligioso potesse subire. E’ un po’ come se il totem di fronte al quale abitualmente ci si reca a pregare per trarre forza venisse improvvisamente colpito da un fulmine e incenerito, rimanendo inebetiti ripetendo il mantra “non può essere! Non può essere successo proprio a lui!”
Certo, ci sono poi state delle successive acquisizioni della casa, Escom in primis, con grandiosi progetti sventolati ai quattro venti (ricordo ancora quell’IPISA ’94 a tal proposito), ma …
Conosciuto internamente col nome in codice “Pandora“, doveva chiamarsi AA (Advanced Architecture), ma alla fine Commodore optò per aggiungere il termine “Graphics”, che in effetti denota perfettamente l’area in cui sono stati apportati i cambiamenti: esclusivamente sul fronte della grafica, e più precisamente sulla sua visualizzazione (schermo e sprite).
Al posto di Agnus (uno dei chip custom dell’Amiga) troviamo adesso Alice a gestire i 27 (prima erano 25) canali DMA e a regolare, quindi, l’accesso alla memoria, che non avviene più esclusivamente a 16 bit, ma finalmente è possibile eseguire la …
Leggendo un articolo su slashdot ultimamente mi sono imbattutto in questa notizia:
The German team has now developed a true random number generator that uses an extra layer of randomness by making a computer memory element, a flip-flop, twitch randomly between its two states 1 or 0. Immediately prior to the switch, the flip-flop is in a ‘metastable state’ where its behavior cannot be predicted. At the end of the metastable state, the contents of the memory are purely random. The researchers’ experiments with an array of flip-flop units show that …






