Quando parliamo di Sun e di Oracle difficilmente possiamo pensare all’eredità della prima presa in consegna dalla seconda: troppo diverse le finalità e le azioni, con l’azienda di Redwood votata a batter cassa cercando di capitalizzare il più possibile il portfolio di strumenti e proprietà intellettuali della ex casa di Santa Clara.
Una recente notizia sembra, però, accomunarle nuovamente, all’insegna di un ritorno al passato in quella che all’apparenza si prospetta come una difesa di uno dei gioielli di famiglia, il linguaggio di programmazione Java che, nel bene e nel male, …
E’ ufficiale, Nexus One è stato ritirato dalla vendita attraverso il sito di Google e, pertanto, non sarà più possibile acquistarlo dal suo store online. Il googlefonino resterà ancora disponibile presso i partner che lo distribuiscono nei vari paesi (Vodafone in Italia), ma molto probabilmente questa disponibilità sarà limitata fino all’esaurimento delle scorte di magazzino.
Il Nexus One è stato il primo smartphone con il brand Google ad arrivare sul mercato ed è stato commercializzato in USA e UK a partire dal 5 Gennaio di quest’anno, mentre in Italia è arrivato …
Per chi non lo conoscesse, Google Analytics è uno strumento fantastico: nel pieno rispetto dell’anonimato dei visitatori, consente di rintracciare molti dati quantitativi e qualitativi sul traffico in arrivo presso un sito.
Navigando fra i pannelli relativi al traffico proveniente dai motori di ricerca, è per esempio possibile capire quali siano le principali parole chiave che conducono al sito – ovverosia cercando cosa, il lettore si trova ad atterrare su una pagina del sito amministrato.
Ebbene, la parola chiave che genera più “atterraggi” su AD (dati …
I video riportati qui sotto danno un’idea dell’impatto prestazionale che ci si può attendere dall’uso di un plugin flash su smartphone. La piattaforma di riferimento è un Nexus One di Google, equipaggiato con l’ultima release di Android, la 2.2.
I risultati che emergono dal video sembrano indicare che il plugin flash 10.1b per Android penalizza il telefono di Google in modo significativo, rendendo l’esperienza di navigazione più lenta e lo scrolling meno fluido quando contenuti flash siano attivi all’interno di pagine web.
Il che finisce per rendere Nexus One + Android 2.2 …
Nel turbinio di notizie legate alla nascita di WebM, progetto destinato a battagliare con H.264 per lo standard video per l’HTML5, è quasi passato in secondo piano un altro interessantissimo annuncio fatto da Google in questi giorni: la Google TV.
Dopo aver rivoluzionato il mondo della ricerca sul web, insidiato attori del calibro di Apple, Nokia e RIM nel campo dei sistemi operativi mobile e reso open source un codec destinato probabilmente a diventare il futuro della riproduzione video sul web, Google tesse la sua tela fino ad arrivare alla televisione.
Ammetto …
Solamente due settimane fa vi parlai dell’annuncio da parte di Microsoft di supportare nel suo futuro Internet Explorer 9 il solo formato H.264 per la riproduzione di video sul web nel tag video del facente parte dello standard HTML5.
Proprio in quella sede, analizzai la situazione che vede, in questo specifico ambito, due schieramenti opposti. Da un lato Microsoft e Apple che puntano su H.264, tecnologia proprietaria concessa in uso gratuito per 5 anni per quanto concerne la riproduzione di contenuti video sul web, dall’altro Google e Mozilla che, invece, spingevano …
Un’azienda che ogni giorno “ascolta” miliardi di chiavi di ricerca, inserite da una base utente oceanica, ha la possibilità di diventare “consumer driven” nel vero senso della parola, ovverosia di lasciare che i suoi piani di sviluppo siano realmente guidati dalla domanda dei consumatori.
In effetti le “domande” che i consumatori rivolgono ai motori di ricerca, quando aggregate ed interpretate, restituiscono un’immagine dettagliatissima e in tempo reale, dei trend di interesse di un pubblico molto vasto.
Quando l’azienda si chiama Google, e il suo pubblico rappresenta una bella fetta di quei circa …
Breve, esplicativo ma controverso, il video con cui un product manager di Internet Explorer 8 confronta i due browser con l’ausilio di Fiddler – un programma di web debugging – per dimostrare che Google manda una richiesta ad ogni pressione di tasto verso google.com, mentre IE8, grazie alla separazione della barra di ricerca da quella degli URL, non invia alcuna informazione durante la digitazione nella barra degli URL.
Il trucco c’è e non è sfuggito ad ArsTechnica: in Chrome la barra degli indirizzi corrisponde effettivamente a quella della ricerca, per cui …






