Correva l’anno 1990: sebbene avesse mancato di conquistare fette significative del mercato business dominato da IBM, o dell’”industria creativa” presidiata da una Apple con quota di mercato ancora a due cifre, la piattaforma Amiga era in corsa, e godeva ancora di qualche credito presso l’industria.
In questa nuova puntata della rubrica dedicata al brodo primordiale informatico, ci occuperemo di un sistema che rappresenta forse il “punto d’inflessione” della capacità innovativa della piattaforma Amiga – il punto dopo il quale in cui il genio degli ingegneri Amiga inizierà a fare i conti …
Delle meraviglie dell’OCS, il primo chipset dell’Amiga, abbiamo già parlato in un precedente articolo che ne esponeva in maniera più o meno dettagliata (ma non troppo tecnica) le innovazioni e le caratteristiche peculiari che hanno giustamente contribuito alla fama della macchina che lo montava.
Era il 1985, e passando gli anni si sente, però, il bisogno di apportare dei miglioramenti. D’altra parte non si può innovare una volta per poi campare di rendita, come si suol dire, anche perché il mondo attorno a noi è sensibile all’avanzare della tecnologia, e si …
La settimana è appena iniziata, il venerdì è lontano, ma si sa, ogni momento è buono per una pillola di sano e tonificante retrocomputing, potente antidoto rispetto al nonsense informatico di questi anni.
Torniamo quindi nel mondo Amiga, per affrontare un modello poco conosciuto, tuttavia ricco di alcuni spunti tecnici interessanti: il 2500 (1989).
Dal punto di vista hardware, Amiga 2500 è un 2000 con scheda acceleratrice A2620 (MC68020 a 14Mhz + FPU 68881) o A2630 (MC68030 a 25Mhz + FPU 68882), controller SCSI A2090 o A2091, HD da 40 o 80 …
A distanza di quasi due anni dal pezzo dedicato all’Amiga 1000, torniamo in casa Commodore per occuparci del modello che forse più di ogni altro è legato alla memoria dei tanti nostalgici dell’”informatica di una volta” a cui questa rubrica è dedicata.
Come spesso vi raccomando, sedetevi comodi, staccate il telefono e mettete a portata di mano tutto quel che potrebbe servirvi nei prossimi 10 minuti: una tazza di caffè, dei pop corn, un fazzoletto per asciugare una lacrima ad alto tenore di silicio. Stiamo per occuparci del glorioso Amiga 500, …
“Quando il cammino si fa duro, il bardo se ne va a bere”, recitava lo slogan della pubblicità inglese di una delle pietre miliari del genere RPG, The Bard’s Tale (1985). Un gioco abbastanza vasto da richiedere l’uso sistematico di carta e matita per disegnare le mappe, caratterizzato da una visuale divenuta sempre più un classico del genere, ricco di tutti quegli elementi che hanno fatto, negli anni ‘80 la fortuna del genere RPG.
Soprattutto, caratterizzato da una grafica essenziale, calibrata sulle capacità dei sistemi a 8 bit, che mortificava la …
Il rumore delle vecchie tastiere, il colore dei fosfori verdi o ambra dell’epoca protozoica del personal computer, il ronzio dei floppy da 3 e 1/2 e 5 e 1/4, il fascino ormai vintage del formato desktop, la pressione del pulsante turbo sul cabinet per scatenare tutta la potenza di calcolo della CPU e vedere lunghissime directory volare sullo schermo: sensazioni provenienti da un’epoca passata ma non dimenticata.
Fra vecchi sistemi e puntate nel passato videoludico, lo spirito della rubrica settimanale dedicata ai retro-nostalgici è proprio questo: scavare nella polvere del …
Quando abbiamo introdotto lo Spectrum non immaginavamo cosa fare dopo. Ora che abbiamo lanciato il QL non sappiamo dire in che direzione ci porterà…
Con queste parole Sir Clive Sinclair, eclettico geniaccio nonché primo motore di uno dei titani dell’epoca degli 8 bit, annunciava il QL, il 2 marzo 1984, alla rivista inglese Your Spectrum, ahimè ignorando la magra sorte che il mercato avrebbe riservato al suo gioiello.
È venerdì, si è anche fatto tardi causa riunione-fiume, ma indomiti e sempre fieri del nostro cuore vintage, ci ritroviamo in questo appuntamento dedicato …
Scavando fra vecchi feed trascurati, ho trovato una notizia che mi ha fatto cadere la mascella.
Chi legge questo blog sa che sono tutto il contrario di un estimatore di Twitter e che lo ritengo un medium strutturalmente inidoneo a contenere informazioni cui valga la pena di dedicare tempo.
Sono però un avido appassionato di retrocomputing, e come tutti i retrosmanettoni, godo nel vedere un computer antidiluviano eseguire task “moderni” come navigare in Internet o utilizzarne altri servizi. Non ho potuto quindi non strabuzzare gli occhi di fronte al lavoro di …




