Da tempo, anche in Italia, si parla ormai di vera e propria contrapposizione tra giornalisti e blogger, attori di due modi molto diversi di fare informazione. Da un lato “old media” con procedure, regolamenti e burocrazia, dall’altro “new media” in cui non conta il titolo ma il contenuto.
Per quanto negli Stati Uniti i giornalisti siano molto più autocritici e “informatizzati” dei nostri e per quanto da loro anche la blogosfera sia più attiva e ramificata, anche oltreoceano sentono questo problema e tentano di proporre soluzioni.
Una vecchia (ma sempre viva) polemica tra blogger è quella relativa all’advertising sul proprio blog personale. C’è chi sostiene che non c’è niente di male e chi invece ritiene che un blogger serio non dovrebbe ospitare ads sul proprio sito.
Robert Scoble, uno dei blogger più famosi d’America e del mondo, è stato sempre sostenitore convinto dei blog ad-free, tanto è vero che il suo visitatissimo blog, grazie al quale avrebbe potuto racimolare migliaia di euro al mese solo di AdSense, non ha mai ospitato pubblicità fino ad oggi.
Già, fino ad …
Il Corriere della Sera, uno dei maggiori quotidiani italiani, ha recentemente pubblicato online una gallery di elaborazioni digitali realizzate da Paul The Wine Guy, con il titolo “Understanding Art for Geeks”.
Le performance di Paul vengono notate più o meno contemporaneamente da Wired (non l’ultimo dei magazine online), con una piccola ma significativa differenza: quest’ultimo cita chiaramente e linka la fonte e l’autore, quando invece il Corriere si era limitato a dire di aver trovato le immagini su Flickr.
Una volta c’era la TV, fatta di palinsesti predefiniti e personaggi che provenivano da una formazione più o meno standard; il massimo dell’interazione era la telefonata da casa. A quei tempi Internet era fatta di siti e portali, tutti molto simili e si interagiva in chat o via posta elettronica. Poi vennero in televisione i reality show (“il grande fratello” su tutti) e ribaltarono la prospettiva: c’era bisogno di gente comune nel tubo catodico e la gente comune da casa si appassionava alle loro avventure. Nel web vennero i social …
Foto: Shoemoney
Diari personali, appunti che viaggiono online, siti web personali vetrina o raccolta di pensieri sparsi: i blog hanno subito – o sarebbe meglio dire creato – nel tempo mille trasformazioni, soprattutto dal punto di vista dei contenuti e della loro organizzazione.
Anche l’informazione professionale ha subito una svolta decisiva con l’adozione dei blog su tutti i giornali online per non parlare del fenomeno nanopublishing, un modo alternativo per fare informazione creando contenuti editoriali ed anche di un certo spessore. Mentre inizialmente non c’era alcuna mira di guadagno oggi i blog …
Non esiste un periodo migliore di questo per pubblicare un pensiero che da qualche giorno mi frulla per la testa. In questi giorni, si sa, andiamo scoprendo frammenti di verità inquietanti sulla gestione del sistema della comunicazione, un sistema che, pur nell’apparenza plurale e complesso, si presta ottimamente al subdolo intervento di “timonieri” occulti.
Dall’altro lato della barricata, una delle differenze più evidenti è la non uniformità delle notizie. Sembra sciocco da dire, e probabilmente molti di voi, abituati da sempre a fruire della sola rete per approvvigionarsi di …
In un commento al mio articolo sulla vicenda Skypephone, Lanfi evidenzia come il Web 2.0 si presti anche a diffondere rapidamente notizie e commenti su prodotti “prezzolati”. E’ un fenomeno di cui si parla abbastanza e di cui ho sentito di tanto in tanto parlare ai convegni degli ultimi due mesi.
Si parla a questo proposito di Buzz Marketing (o word of mouth marketing), facendo riferimento a campagne di marketing nelle quali l’azienda rivela informazioni sul prodotto solo ad alcuni soggetti, solitamente blogger abbastanza influenti, in modo che questi le divulghino …
Dai videogiochi ai blog ed a YouTube. È un continuo attacco alle nuove tecnologie quello dei media, che attribuiscono la colpa degli ultimi avvenimenti di cronaca, sempre di più alle mode tecnologiche. E l’argomento sembra che in questi giorni sia tornato ancora una volta alla ribalta, non solo in relazione al delitto di Perugia, in cui, si ricorda, a perdere la vita è stata la giovane Meredith, studentessa inglese, in Italia per il progetto di scambio culturale Erasmus, ma anche in relazione alla strage in una scuola finlandese.
Soprattutto in relazione …






