Come abbiamo sostenuto a conclusione della prima parte di questo articolo, il debutto di Apple sullo scacchiere dei contenuti editoriali, ha prodotto il rafforzamento della posizione degli editori, i quali, spinti dalla disponibilità dell’azienda di Cupertino, hanno imposto l’agency model (70% sul venduto, libertà di controllo dei prezzi) agli e-tailer fra cui Amazon.
Conseguenza per nulla imprevista o indesiderata (da Apple) di questo rinnovato peso contrattuale degli editori, sarà l’allineamento dei prezzi degli e-book su tutti i dispositivi, dunque lo spostamento della partita nel campo favorito da Apple: quello …
A poco più di dieci giorni dall’annuncio di iPad – mentre ancora infuriano le polemiche di chi lo vorrebbe simile al tablet che ha già fallito sul mercato qualche anno fa – importanti ripercussioni sul mercato editoriale online dimostrano meglio di qualunque altra spiegazione, l’estraneità del dispositivo ai modelli d’uso cui di recente lo si è spesso assimilato.
La centralità della funzione e-book reader in iPad è fin da principio fuori discussione: come dichiarato dallo stesso Jobs, il tablet di Apple nasce con l’intenzione di andare oltre il Kindle, sacrificando la …
Malgrado siano in molti a non ritenere iPad un valido concorrente nel mercato di Kindle, Jeff Bezos non sembra dello stesso avviso: è di ieri la notizia dell’acquisizione da parte di Amazon di Touchco, una startup che lavora sullo sviluppo di tecnologie touch.
Qual è il senso di questa mossa? Che Apple abbia in qualche modo ridefinito gli standard delle interfacce touch, è materia su cui rimangono pochissimi dubbi. Con l’accoppiata iPad-iBooks tuttavia, l’azienda di Cupertino è entrata prepotentemente nel territorio Amazon, portando in dote la potenza del suo marchio e …
Dal prossimo anno, sei influenti università nord americane parteciperanno ad un progetto pilota per studiare l’utilizzo di Kindle come libri di testo. A partire dal prossimo anno accademico: Princeton, University of Virginia, Case Western Reserve, Reed College, Pace University e l’Arizona State University, introdurranno la tecnologia Kindle in una serie di corsi prescelti.
Tornando indietro di qualche mese, già in maggio, Amazon aveva annunciato il lancio della nuova versione del e-reader: il Kindle DX (deluxe). Questo reader sarà infatti quello che verrà utilizzato nel progetto universitario perché, rispetto …
Una volta che ho comprato un libro, qualunque cosa ne pensi l’editore, il libro e mio e, se viene sottratto contro la mia volontà, si chiama furto. È questo il parere, totalmente condivisibile, espresso in TechCrunch circa una ridicola vicenda che ha per protagonista Amazon e il suo Kindle (riportata originariamente da David Pogue del NY Times). Veniamo al dunque.
Nel mondo digitale, così come ci siamo dovuti abituare a confondere la violenza fisica, la tortura e l’assassinio tipiche dell’antico mestiere di pirata, con la copia illegale, pare proprio dovremo …
Nello scenario musicale online c’è un ultimo baluardo del vecchio business, che resiste da anni al cambiamento prima suggerito, poi praticamente imposto, dalla rete: parliamo del DRM.
Protagonista di questo scenario, dunque da sempre chiamata a conciliare le spinte del mercato (no al DRM) con quelle dell’industria (viva il DRM), è Apple, che con iTunes ha praticamente creato il mercato che domina.
Un mercato che da anni conosce crescite vertiginose – 1 miliardo di canzoni vendute da aprile 2003 a febbraio 2006, 5 miliardi venduti al 19 giugno 2008 (Wikipedia).
Un mercato che …
Recentemente sul suo blog Simone Brunozzi ha raccontato la sua storia di successo, ovvero come è riuscito ad andare a lavorare per Amazon lasciando un posto “da sogno” per molti Italiani: un contratto a tempo indeterminato presso una p.a.
Non voglio ripetere quanto scritto da Simone sul suo blog e tradotto su Punto Informatico , cui vi rimando, piuttosto colgo l’occasione per sviluppare un paio di riflessioni che “frullano” nella mia testa da qualche tempo.
L’avvento della rete – in particolare del commercio elettronico, del file sharing e dei siti di aste – ha reso possibile l’accesso a un patrimonio musicale virtualmente illimitato, abbattendo confini e mettendo in comunicazione mercati. Questa crescita ha prevalentemente riguardato lo sviluppo delle nicchie: per i grandi hit non sono mai esistiti problemi di distribuzione.
È questo il fenomeno che Chris Anderson, editor in chief di Wired, ha definito Long Tail: il superamento dello schema “old economy” secondo cui la maggioranza delle vendite viene da un numero ristretto di articoli, a …




