Matteo Fossati

Sono nato nel 1974 e vivo da sempre nella provincia nord ovest di Milano. Il mio percorso scolastico (che fino al diploma di geometra pareva promettente in particolarmodo ai miei genitori) si è infranto con una moltitudine di tentativi di laurearmi presso il politecnico di Milano saltando da Ingegneria Civile per passare ad Architettura e tornare ad Ingegneria Meccanica.Di fatto è difficile nascondere che una volta cresciuta un po’ di barba sul mio viso da adolescente sia stato attratto anche dal lato “pratico” il che mi porta inevitabilmente in ogni approccio ad informarmi e poi verificare di persona qualsiasi cosa , con una discreta quantità di ostinazione fino a che non mi sento soddisfatto.

Sono e son sempre stato uno sportivo a 360° , spazio dalle immersioni a miscela al downhill passando per il trekking in montagna ,  al pattinaggio ,allo sci al windsurf e chi piu’ ne ha piu’ ne metta , di fatto il mio budget è sempre stato sperperato tra tecnologia e sport , a volte mischiando le due cose.Tra GPS cartografici , computer subacquei multimiscela ed un sacco di altre diavolerie l’ inarrestabile avanzata della tecnologia in ogni settore è sempre più presente e lo sport non è da meno (poi per chi è appassionato di tecnologia come me un buon motivo per passare al tecnologico lo si trova sempre).

Tra le innovazioni tecnologiche piuttosto “recenti” quella che però mi ha più coinvolto è stata la migrazione della fotografia dall’ analogico al digitale.La fotografia è sempre stata una mia grande passione fin da giovane mi divertivo con il mio corredino Minolta ma con l’ avvento del digitale ho pero’  avuto la possibilità di imparare e migliorarmi a ritmi che con la pellicola sarebbero stati impensabili trasformando , negli anni , la passione anche in un lavoro.L’unica cosa che rimpiango della pellicola è quella emozione , quello stato “d’ansia” che provavo quando dovevo andare a ritirare i rulli sviluppati dal laboratorio per spiegarla in termini piu’ legati al mondo dell’ IT è un po’ come per molti della mia generazione ricordarsi del rumoreggiare del mangiacassette per caricare i giochi sul VIC20 con il suo famoso “PRESS PLAY ON TAPE”…sperando poi che passati i 2 minuti a trascinare il nastro della cassetta il tutto partisse e girasse a dovere.