Isaac

IsaacSono nato in mezzo ai monti qualche decina d’anni fa, e già che l’aria era buona ci sono anche cresciuto. Sono venuto su bello come il sole, poi ho messo gli occhiali. Tutto il resto è per lo più noioso, a dirsi così. Per le orde di ammiratrici: smettetela, non ce n’è – sono felicemente fidanzato e per stavolta fedele.Ma ne sai di computer?
Quando vai sull’autobus chiedi all’autista se sa guidare? Dici che mi fanno scrivere di computer perché so fare la calzamaglia? Scherzi a parte un po’ ne so ma per forza di cose, nel mio primo decennio di vita smanettavo già con uno ZX-81, uno Spectrum e l’M-20 dell’ufficio di mio padre. Poi, al decimo compleanno mi arrivò anche il Commodore 64, per chiudere il cerchio. Fu allora che scoprii che la vera guerra di religione non è tra chi sostiene A e chi sostiene B, ma tra chi sostiene che quello che ha lui è meglio (che sia A o B è indifferente) e chi usa indistintamente A e B a seconda di come gli gira. Si, i giochi sul Commodore 64 erano più belli, ma senza il Sciur Sinclair non imparavo a programmare.

Ad un certo punto arrivò poi in casa anche un 80286 – 16 Mhz, 1 Mb di ram (eh, ridete, intanto era già 1000 volte quella del mio primo computer) e 20 Mb di disco; da lì in avanti solo x86: questo è il reale motivo del passaggio di Apple ad Intel. Dato che tra l’altro ci programmavo in assembler, non avevo alcuna intenzione di imparare un nuovo set di istruzioni, così Jobs alla fine fu costretto a cedere, switchò e io gli comprai un Mac. Ormai è da anni che non codo una riga di asm ma a lui non ditelo.

In sintesi le solite cose: conosco qualche linguaggio – dall’assembler al PHP; uso Windows, Linux e Mac; sono connesso da quando si chiamava ancora “telematica”, c’erano le BBS e 8 protocolli diversi per scaricare un file; ho “navigato” in Internet quando ancora si usava Gopher – se non sapete cos’è non fa niente.

Lavori?
Si, lavoro principalmente sul web ma dato che tendo ad annoiarmi in fretta quando mi propongono lavori strampalati li accetto. In pratica quando mi chiedono di fare cose che non so fare al posto di dire no dico si, poi imparo. Fin’ora m’è andata bene. Speriamo anche stavolta.