di  -  giovedì 28 febbraio 2008

ciscoLa prima giornata del CISCO Expo 2008, la kermesse annuale sul mondo delle reti, è stata dedicata alla tecnologia infrastrutturale.

Scopo del “Technology day” è quello di fare il punto della situazione presente e guardare agli sviluppi futuri delle reti e dell’hardware di rete, “piattaforma di lancio” dei grandi mutamenti di cui siamo oggi testimoni.

Ciò che è ormai chiaro è che il software da prodotto si sta trasformando in servizio e ciò rende molto instabile ed insicuro il mercato, anche per i grandi player come Microsoft (che non a caso si muove in esperimenti di web apps e grandi acquisizioni).

Chi oggi produce software e lo vende come prodotto, sa bene che nei prossimi anni tutto (o quasi) sarà spostato sul web ed erogato dalla software house come servizio. Da una logica di pagamento una tantum si passerà quindi ad una logica di subscription.

Al momento vediamo esempi concreti soprattutto nelle applicazioni Office, ma alcuni timidi segnali lasciano intravedere web apps ben più evolute, quali quelle di editing video e sviluppo fotografico.

A fronte di questi nuovi servizi serve un’infrastruttura di rete solida e capace di erogare con costanza ampia banda. Ciò non deve avvenire solo sulle reti fisse, quali ADSL e fibra ottica, ma anche sulle reti mobili, al momento ferme alla tecnologia HSPA (peraltro quasi sempre solo HSDPA e raramente HSUPA, quindi veloce solo in download) che è, per quanto meglio di EDGE e UMTS, decisamente insufficiente ad erogare in modo always-on ed affidabile i servizi di cui già oggi vogliamo fruire.

Maurizio Dècina, professore ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, ha sottolineato l’importanza di investire nel settore delle infrastrutture di rete, elemento di supporto fondamentale allo sviluppo di servizi web based.

Certo, parlare di LTE (Long Term Evolution) – connessioni wireless a 86.4 Mbit/s – in un paese come il nostro, nel quale molti luoghi non sono raggiunti neanche dall’ADSL base, sembra eccessivamente futuristico. Eppure ritengo sia fondamentale trovare la forza, l’entusiasmo e la voglia di parlare anche di progetti ambiziosi.

A Milano, ad esempio, in prospettiva Expo 2015, il Professor Dècima sta collaborando ad un progetto che prevede di sfruttare gli esistenti pali della luce come stazioni ripetitrici di segnali wireless. Nel complesso, quindi, la prima giornata si apre con un messaggio ottimistico e con riferimenti tecnologici circostanziati, a piattaforme del presente e del futuro capaci di supportare i servizi che verranno.

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