di  -  venerdì 21 maggio 2010

In questo primo contributo di Rosario, andiamo ad introdurre l’argomento che sarà alla base di un botta e risposta fra me e lui, in cui cercheremo di guardare l’argomento da più punti di vista e senza preconcetti. I commenti a questo pezzo ovviamente ci serviranno da spunto per la discussione che leggerete nelle prossime puntate. Buona lettura. | Alessio

Premettendo che nessuno è schierato dalla parte dei grandi produttori o, a maggior ragione, dalla parte della pirateria, in questo post vogliamo in qualche modo riprodurre una discussione che è nata in redazione tra me e Alessio, e il cui spunto di origine riguarda il nuovo sistema anti-pirateria adottato da Ubisoft che richiede la connessione a internet permanente. Vogliamo proporre la discussione in modo originale, con interventi sia miei che di Alessio, in modo da analizzarne in maniera quanto più oggettiva possibile ogni aspetto.

Ubisoft ha introdotto il nuovo DRM con Assassin’s Creed II, ma ha replicato la pratica praticamente con tutti i giochi per PC che ha rilasciato in questa prima parte del 2010, ovvero The Settlers 7, Silent Hunter 5 e Splinter Cell Conviction. Ha già fatto sapere che lo utilizzerà anche in futuro. Il DRM richiede la connessione a internet permanente: nel momento in cui cade la connessione, il gioco va in pausa per tornare attivo solamente quando la connessione torna nuovamente attiva.

Se la disconnessione dura troppo a lungo viene persa la sessione di gioco e bisogna riprendere dall’ultimo salvataggio, sostanzialmente rigiocando la parte che è andata persa. Questo sistema, inoltre, prevede la memorizzazione dei salvataggi, che comunque continuano a essere presenti anche sull’hard disk, in un cloud. È un servizio per l’utente, che così può ripristinare la partita in corso da qualsiasi PC.

La guerra contro la pirateria in ambito PC ormai prosegue da diversi anni, con risultati quasi sempre infruttuosi. Ricordo i tempi della famigerata StarForce, odiata, proprio come il nuovo DRM di Ubisoft, da quasi tutti i giocatori PC. La questione StarForce si verificò circa quattro anni fa: il sistema anti-pirateria usava in maniera intensiva il lettore ottico e provocava danni fisici all’hardware.

Ubisoft ha usato per un certo periodo StarForce per proteggere i suoi giochi, ma nell’aprile del 2006 fu una delle prime software house a comunicare ufficialmente che avrebbe rinunciato a questo DRM. La compagnia francese, tuttavia, è stata costretta a pagare 5 milioni di dollari in relazione ai malfunzionamenti dell’hardware riscontrati dagli utenti che hanno fatto uso di giochi Ubisoft con StarForce.

Anche con il nuovo DRM, il colosso francese ha dovuto fronteggiare tanti ostacoli. Ne abbiamo parlato diffusamente su Hardware Upgrade: dapprima degli hacker hanno bloccato i server che consentono il funzionamento del DRM, impendendo a tantissimi giocatori di continuare a giocare (era appena uscito Assassin’s Creed II). Ultimamente, poi, è stato annunciato e rilasciato un crack che aggira il sistema anti-protezione e consente di giocare senza connettersi a internet.

Lascio ad Alessio la parola in modo che possa fare delle obiezioni su questo tipo di protezione invasiva per l’utente. Cercherò di ribadire più avanti. Quello che mi preme sottolineare adesso è il discorso relativo alle difficoltà dei publisher a continuare a guadagnare con i giochi per PC.
L’industria è notevolmente cambiata negli ultimi anni: se prima era basata principalmente sulla vendita dell’hardware, soprattutto di schede video, e quindi favoriva i vari 3dfx, Nvidia e Ati, adesso è tornata principalmente in mano ai produttori di videogiochi. I principali incassi, vedi il successo commerciale di Activision con Modern Warfare 2 o di 2K Games con Grand Theft Auto IV, infatti se li sono accaparrati proprio i produttori di videogiochi.

Ubisoft, inoltre, ha fatto capire che se questo DRM non raggiungerà i risultati sperati in fatto di lotta alla pirateria, potrebbe abbandonare il mondo del gaming per PC.

47 Commenti »

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  • # 1
    Riccardo
     scrive: 

    io non sono contrario ai DRM per principio… capisco la necessità da parte dei produttori di trovare qualche sistema per difendersi dalla pirateria… però devono cercare di capire che è controproducente mettere in piedi un sistema che danneggia così pesantemente chi da sempre compra giochi originali… a marzo ho comprato Assassin’s Creed II… da allora non sono ancora riuscito a collegarmi ai server Ubisoft per giocarci… l’assistenza mi è stata dietro qualche settimana proponendomi soluzioni molto fantasiose… fino a quando non mi sono stancato e li ho lasciati perdere. Assassin’s Creed II alla fine in qualche modo lo giocherò perchè è un titolo che mi piace e perchè in fin dei conti io ho pagato quasi 45 euro per averlo. Certo è che se le cose rimangono così mi guarderò bene in futuro da comprare altri giochi Ubisoft…

  • # 2
    Federico
     scrive: 

    Capisco gli interessi delle software house, ma questo sistema è impensabile, perchè se io compro il gioco, voglio poterci giocare quando voglio, cosa che così è impossibile, perchè potrebbero avere problemi i server, potrebbe esserci problemi di accesso alla rete, e soprattutto if fatto che parecchia gente in italia non possa ancora utilizzare una connessione veloce…

  • # 3
    D
     scrive: 

    Io posso solo dire che la mia connessione ad internet standard è una chiavetta umts, che è la banda che ho a disposizione è misera (alla faccia dei 7 mega strombazzati perfino sul sito della tim relativo alla mia zona e non per loro informazione non abito in una grotta ma in cima ad una collina quindi dovrei catturare il segnale meglio di molti altri copaesani) e che sono presenti limitazioni di traffico capestro che ogni 2GB di traffico mi disconnette di peso.
    Praticamente io potrei non giocare con questo DRM.
    Sicuramente, la massa (anche quelli che comprano originale) farà un giro sui siti di crack e curerà il problema alla radice.

  • # 4
    Flare
     scrive: 

    Bravi! Mi piace questa idea di confrontare i punti di vista, invece che porre una “verità”. Adesso attendo il resto dei vostri botta e risposta.

    Vedo comunque che queste protezioni vengono sempre aggirate, col risultato che chi vuol copiare copia lo stesso e chi compra originale ha delle noie in più. Quindi alla fine la sensazione che si prova da utente è che stanno solo “punendo” chi compra originale. Anche se compri un gioco originale e pensi che lo meriti (specialmente se non esagerano coi prezzi), sperando un po’ di contribuire a stimolare a produrne ancora, pensando che qua non lavoriamo tutti gratis… Poi devi fare i conti con certe protezioni che sono un ostacolo e ti vien voglia di crackare il gioco regolarmente acquistato per non dover mettere il CD/DVD ad esempio (pensate in giro con un portatile alimentato dalla batteria). E se la protezione sembra troppo invasiva, invoglia meno all’acquisto.

    Entro certi limiti, non condanno del tutto la pirateria: una parte di chi copia non avrebbe comprato il prodotto comunque (quindi le perdite per l’azienda sono meno di quel che sembra) e d’altra parte il prodotto può ottenere una certa pubblicità. Tra l’altro ho conosciuto un paio di casi, di chi ha avuto in mano una copia pirata di un titolo, gli è piaciuto e poi ha comprato il seguito (magari questo non farà statistica, ma qualche volta capita). La pirateria peggiore per me è quella di chi copia i dischi, per poi rivenderli al posto degli originali (fino a pochi anni fa lo facevano tranquillamente anche nei negozi di informatica).
    Comunque ci sono un sacco di cose da dire su questi argomenti.

  • # 5
    Marco
     scrive: 

    Sono anni che gioco al pc e ne ho viste di tutti i colori ma sto DRM a mio avviso le batte tutte. Obbligare ad essere on-line per giocare anche se il gioco sta tutto nel tuo hd e giochi in single player. Cara ubisoft considerato il rispetto che con questo tuo modo di agire hai dimostrato verso i tuoi clienti spero con tutto il cuore di non vedere mai più un tuo gioco per pc. La tua minaccia di abbandonare il mondo pc mi lascia completamente indiffferente e spero con tutto il cuore che la gente si svegli e boicotti tutti i tuoi giochi dotati di questo stupidissimo DRM.

  • # 6
    Notturnia
     scrive: 

    purtroppo per combattere i ladri pure le persone per bene pagano.. e quest è normale.. anche se sgradevole.. e così devo pagare di più un prodotto che integra delle costose soluzioni per ridurre la possibilità di furto..

    questo mi dispiace.. e mi rattrista.. dal momento che riduce pure la possibilità di fruizione del gioco da parte di chi non ha una connessione ad internet.. non è il mio caso e quindi questo a me non causa nessun problema..

    Anzi.. ben venga se questo permetterà in futuro di avere giochi più sicuri e via via meno costosi qualora il sistema funzioni..

    Spero tanto che funzioni.. perchè io pago i giochi che uso.. e se non me li posso permettere non li compro.. non è che stiamo parlado di cibo che se non lo rubo muoio.. è un videgioco ludico.. per definizione è superfluo.. quindi se non me lo posso comprare evito di farlo.. e non lo rubo..

    Spero che nascano sistemi meno invasivi che impediscano il furto ma temo che l’unico sia questo.. o peggio.. il pagamento mensile di una quota per giocare solo online tramite un client sul proprio pc..

    ormai gioco da quasi 24 anni sui pc.. zombie il primo gioco.. a fosfori verdi.. la pirateria non morirà tanto facilmente e non sarà la riduzione dei prezzi a farla scendere.. uno che ruba non paga se puo’ avere le cose gratis rubando..

    Mi spiace che questo, come sempre, pesi sulle persone oneste che pagano per avere quello che desiderano..

  • # 7
    Notturnia
     scrive: 

    p.s. spero che ubi non abbandoni il mondo dei PC come tante altre case stanno facendo per colpa dei ladri.. o resteremo con poche alternative e tutto questo per colpa di chi ruba.. sempre noi a farne le spese..

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    “Spero tanto che funzioni”

    Hanno gia fallito. Lo dimostra il fatto che pure gente che si era comprata il gioco originale si è messa il crack per poter giocare al gioco che si era comprata senza avere rotture di palle.

  • # 9
    Gaspode
     scrive: 

    E’ sempre e solo una questione numerica.
    Produco il gioco pippowars, è un titolo di grido e prevedo di piazzarne almeno 1 milione di copie, prezzo di lancio 50€.
    1.000.000 x 50= 50.000.000 A questo punto devo togliere le spese accessorie, distribuzione, trasporto, guadagno della catena di distribuzione, packaging ecc… stimiamo in maniera forfettaria almeno un 35% complessivo di spese accessorie. 32.500.000 di incasso. Costi di investimento, stipendi, infrastruttura, royalties varie, ammettiamo che ne rimangano la metà. 16.250.000 sicuramente ci sono voci di spesa che ignoro e che andrebbero addebitate, ma poniamo il caso che questo sia il guadagno del produttore del gioco. e ho venduti 1 milione, quindi, per ogni copia, guadagno mediamente 16,25€. Poniamo ora che le copie vendute sono effettivamente 1.000.000, ma di utilizzi ce ne siano almeno il doppio (leggasi pirateria). Per chi produce pippo wars sta avendo una perdita di introiti di 16.250.000.
    A questo punto può intraprendere solo due strade, utilizza stringenti sistemi di protezione, vedi l’articolo, e si cautela da quel milione di scrocconi, e conta di fare almeno pari tra quelli che saranno COSTRETTI a comprarlo, perche non più in grado di usufruirne a sbafo, e quelli, che l’avrebbero comprato, ma si schifano dal sistema di protezione e rinunciano all’acquisto – in realtà pensano di portare più acquirenti di quelli che perdono, ma è evidente che se fanno pari è grasso che cola.
    L’altra via è quella di abbassare il prezzo di vendita, ma anche se lo dimezzassero… ammesso e non concesso che TUTTI lo comprino, non farebbero altro che guadagnare gli stessi soldi a fronte di un teorico raddoppio delle vendite, teorico perche lo scroccone seriale, si guarda bene dal comprare qualcosa, soprattutto se può averlo a gratis! quindi, al massimo potrebbe far circolare un 150-175% di copie rispetto all’esempio primievo, avrebbe comunque pirateria, e a conti fatti guadagnerebbe meno che nella prima ipotesi.
    Ora vi domando, voi, che fareste al loro posto?

  • # 10
    fog76
     scrive: 

    Tutte le protezioni (informatiche) che si possano inventare si possono anche aggirare… Questo avviene da sempre nel campo dei videogiochi e sempre avverrà.

    Quello che voglio far notare è che in giro ci sono una marea di giochi piratati per console, per tutte le console… Quindi perché impuntarsi SOLO con il mondo PC? Esistono migliaia di torrent di giochi piratati per XBOX, PSP, PS3, NDS, WII… Quando ho regalato il DS a mio nipote, il negoziante mi ha proposto una scheda piena di 50/60 titoli tutti piratati, mentre se compro un PC a stento ci trovo un sistema operativo…

    Io penso che le software house vogliono abbandonare lo sviluppo di giochi per pc per il semplice fatto che (pirateria compresa e ben accetta) vendono più per console…

    Ciao a tutti.

  • # 11
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Gaspode

    non spendere soldi in inutili protezioni e tenermi come guadagno tali introiti…oppure fare come su steam dove si risparmia parecchio per i giochi(anke se le nuove sucite costano pari pari come al negozio) o ti fanno offerte speciali ecc ecc…i metodi ci sono…ma quello meno difficile è parlare semrpe di pirateria…aumentata anke epr il fatto che di demo ormai non ce ne sono quasi più…e spendere 50€ a scatola chiusa non è che sia ben visto eh

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    “Ora vi domando, voi, che fareste al loro posto?”

    Inizierei a fare giochi decenti, meno baggati, meno ripetitivi e che magari durano un po’ di più di 4-5 ore. Insomma cercherei di fare qualcosa per cui valga la pena spendere i soldi che chiedo. Non so quante volte mi è capitato nei giochi di non poter settare i tasti come volevo io. Ma dico cazzo almeno il settaggio dei comandi!!! Mi chiedevo ma come cavolo è possibile farsi sfuggire con tutto il beta testing che fanno (o che dicono di fare) una delle cose più basilari? Poi leggendo qui e la mi sono accorto che i problemi di settaggio dei comandi sono iniziati da quando ci sono le consolle… Leggendo leggendo sono arrivati a capire che l’ipossibilità di settare i tasti non era un bug come ingenuamente pensavo ma un metodo per invogliarti a comprare un game pad come dimostrava chiaramente il fatto che in tutti (o quasi) i giochi su cui avevo sti problemi supportavano quel simpatico accessorio… Ditemi voi se uno non dovrebbe sentirsi preso per il culo da politiche di questo tipo…

  • # 13
    Toyo
     scrive: 

    fog76: per ps3 non esiste niente di pirata, per xbox360 si ma ti bannano la console dal servizio live.

  • # 14
    Flare
     scrive: 

    @Notturnia:
    http://questioncopyright.org/piracy_is_not_theft
    (“la pirateria non è furto, è pirateria”)

    Non voglio difendere la pirateria, che mi piace poco, però effettivamente è diverso. Il discorso non è: “non posso permettermi l’auto sportiva, allora la rubo al concessionario / non la prendo che tanto vivo anche senza” ma, “creo una copia identica della tal cosa e non la compro da chi la vende”. Non sottrai il pacchetto col disco del gioco in negozio, ma cloni i dati del gioco e usi la copia. Non hai portato via un bene al venditore e, se non l’avresti comprato comunque, non gli hai tolto neanche un guadagno (altrimenti sì). Questo non vuol dire che sia legale, non lo è, ma è un discorso lungo.

  • # 15
    Notturnia
     scrive: 

    @Flare

    ho capito che ho sbagliato il termine ma onestamente anche se la dialettica o il codice dicono che uno che pirata non è come uno che ruba dal mio punto di vista è quasi più una differenza di terminologia..

    anche perchè.. tutti i pirati che verranno beccati diranno che non lo avrebbero mai comprato e che erano solo curiosi di vedere una cosa che non gli interessava.. non si sentirà mai dire che hanno rubato perchè non volevano spendere soldi ma avevano bisogno di quel programma..

    ormai moltissimi fanno le demo.. e quindi se vuoi vedere una cosa senza comprarla puoi scaricarti onestamente la demo.. se cracki il sw o pirati il sw e lo usi.. non vedo molta differenza da un ladro.. sbaglierò termine ma un pirata e un ladro non li metto su due scalini differenti perchè entrambi mi generano un danno.. in un caso diretto.. il ladro mi sottrae qualcosa che devo ricomprare.. in un caso indiretto.. il pirata sfrutta sw altrui e genera una perdita di utile che causa un aumento dei costi.. sia da parte della ditta che ha sofferto il “furto telematico” sia da parte delle autorità che dovranno spendere soldi miei (tasse) per cercare il colpevole..

    in ogni caso io ne ho un danno.. e quindi non mi sta più simpatico un pirata informatico di un borseggiatore che ruba la pensione ad un 80-enne..

  • # 16
    Eymerich
     scrive: 

    @Flare
    Dai ti prego questo è arrampicarsi sugli specchi.
    E’ inutile nasconderci dietro ad un dito. La gente quando vede la possibilità di avere una cosa gratis non bada al costo. Quoto completamente Notturnia. Sarà perchè sviluppo software, ma quello è rubare i soldi a chi ha speso tempo e denaro per fare un prodotto.
    Ci sono le demo, le recensioni tutto quello che ti pare per farti un’idea dell’acquisto per premiare o punire un lavoro. Poi che il sistema di Ubisoft sia migliorabile assolutamente d’accordo.
    Andrebbe studiato qualcosa tipo chiavetta usb con codice allegata nella confezione (mmm potrei proporlo :-) ).

  • # 17
    wdasm32
     scrive: 

    anche io sono un sviluppatore software se io trovassi una persona che riesce a bypassare le protezioni che ci sono nel mio software glielo regalerei perchè se lo è meritato. il problema non è che 100 o 1000 smanettoni riescono a eludere le mie protezioni, questo mondo è bello perchè è anarchico, nessuno può costringere nessuno a fare qualcosa, esempio lampante è l’oscuramento ip di thepiratebay, una mega buffonata per gli stolti! usa un proxy web e vedrai che piratebay lo navighi ugualmente.. il problema sono i lamer del cazzo che lo diffondono!! non chi ci ha perso 10 giorni a fare reverse engirnering. forse perchè anche io mi sono cimentato in ste cose (mai sui videogames però, mi sono soli limatoto a bypassare alcuni software per un paio di ditte di amici e conoscenti) che parlo così.. la sensazione è molto piacevole.

  • # 18
    Cipo
     scrive: 

    @Gaspode

    Poniamo ora che le copie vendute sono effettivamente 1.000.000, ma di utilizzi ce ne siano almeno il doppio (leggasi pirateria). Per chi produce pippo wars sta avendo una perdita di introiti di 16.250.000.

    perché?

  • # 19
    Notturnia
     scrive: 

    @Cipo

    Sono una Sw-house.. devo vendere 1 milione di copie per guadagnare e 500.000 per andare in pareggio..

    ne vendo solo 450 mila… e vedo che sui miei server ci giocano in 800.000 .. quindi so che sto perdendo soldi.. licenzierò il team di lavoro che sperava di fare la seconda puntata del gioco che è un fallimento commercialmente.. ma in realtà la gente ci gioca.. solo che lo ruba.. non lo compra..

    che faccio ?.. sto perdendo soldi.. eppure il mio gioco è un successo.. eppure io fallisco o licenzio..

  • # 20
    D
     scrive: 

    “Andrebbe studiato qualcosa tipo chiavetta usb con codice allegata nella confezione (mmm potrei proporlo :-) ).”

    Dovresti però studiare un sistema che ne impedisca il dump del contenuto per poterne poi clonare la chiave, forse aiutandoti con il tpm che oramai dovrebbe essere integrato in tutti i pc moderni. Però a quel punto l’anello debole tornerebbe ad essere il l’eseguibile che dovrebbe essere criptato a sua volta con qualcosa di tosto e magari a più riprese (AES+Serpent+Twofish+RC6), sempre collegato al tpm.

    Supponendo che un simile sistema garantisca la protezione necessaria, a quel punto saresti costretto a sviluppare un gioco veramente sublime, superiore a capolavori del calibro di Shenmue onde evitare un fatale boicottaggio che comunque non tarderà ad arrivare perchè si attiveranno contro di te perfino guru tipo Stallman (da badvista a bad).

  • # 21
    Toyo
     scrive: 

    @notturnia: se ti serve 1M per guadagnare, ti serve 999999 per andare in pareggio o, alternativamente, se ti serve 500K per pareggiare, ti serve 500001 per guadagnare.

  • # 22
    Notturnia
     scrive: 

    @Toyo..

    permettimi di dissentire..

    non sempre un guadagno di 10€ ti permette di giustificare il lavoro che stai facendo..
    se con 500 mila pezzi vai in pareggio con 500.001 sei un fallito..

    sai.. non è che una ditta lavora per guadagnare un euro o 10..

    personalmente se devo fare un lavoro dove guadagno 10 euro dopo 5 ore di lavoro lascio stare.. e come me molti.. e idem le ditte..

    quindi.. no.. se vai in pareggio con 500 mila pezzi forse non sarai in guadagno con 1 milione.. forze ti basteranno 700 mila pezzi per considerare il lavoro un investimento.. ma ti sfido a trovare delle ditte che dopo un “guadagno” risicato hanno deciso di insistere su quella strada..

    e cmq.. mi pare che hai girato attorno al discorso.. non hai risposto al mio quesito.. hai solo distolto l’attenzione..

  • # 23
    Flare
     scrive: 

    @Eymerich: Anche io sviluppo software e ci campo con quello. Non amo la pirateria e inoltre compro originale (già detto) quindi non mi nascondo dietro nessun dito e non mi arrampico proprio da nessuna parte. Lo so benissimo che molti se ne approfittano e basta, ma questo questo non vuol dire che non si debba cercare di essere oggettivi e avere un po’ di apertura mentale per vedere oltre al proprio punto di vista, anziché bollare in toto la questione in modo semplicistico, visto che la questione semplice non è e che ci sono dei concetti che vengono fraintesi.

    @Notturnia: non è solo una questione di termini. Lo dice proprio l’articolo che ho linkato, citando l’autore dell’immagine che ha ricevuto la stessa identica critica: “It is not semantic hair-splitting. It is a simple, genuine, important difference[…]” e spiega perché.

    Faccio un esempio per farvi capire cosa sto dicendo. Se il gioco “Monopoly” per me costa troppo o comunque ha qualcosa per cui non lo comprerei, ma un giorno decido di intagliarmi le pedine precise identiche, mi faccio le banconote di carta (anzi le fotocopio) e il tabellone me lo faccio uguale, per poi giocarci, ho danneggiato chi? A chi ho tolto il guadagno? Il venditore non ha guadagnato meno, perché la sua offerta non faceva per me, né gli ho rubato il gioco in vendita sullo scaffale. Se non ho fatto danno, perché è reato?
    Se invece l’offerta era giusta e l’avrei comprato, ma ho le braccine corte e penso di fare una cosa “furba” allora sì che ci sarebbe un mancato guadagno (come ho detto prima). Mancato guadagno, quindi danno e meno interesse ad investire nuovamente. Oppure si uccide la concorrenza, perché se tutto “costa zero” non si sceglierà il prodotto più conveniente, ma il “migliore” (anche se significa usare un prodotto professionale come Photoshop per ritagliare le foto delle vacanze… prodotto costosissimo, che però è diventato misteriosamente indispensabile anche per chi non fa grafica né per hobby, né per lavoro).
    Se uno non comprerebbe mai il CD di una band a 40 euro, perché per lui è troppo (a 20 lo comprerebbe), però la band gli piace troppo e se lo copia, non cambia nulla, perché non l’avrebbe comprato comunque: questo non vuol dire che è giusto e legale, ma significa (ripeto) che una parte delle copie illegali in realtà NON corrispondono ad un mancato guadagno.
    Se invece vendo il Monopoli tarocco, la borsetta contraffatta o i dischi copiati al posto degli originali (guadagnandoci molto di più e approfittando di chi ha creato il prodotto originale, senza che gli arrivi un centesimo) faccio un danno serio.

  • # 24
    asd
     scrive: 

    andrebbe puntualizzato che AC2 è stato il vero “challenge” per gli hacker, e che ci è voluto oltre un mese prima che fosse craccato effettivamente. Ma tutti gli altri titoli comprendenti questo DRM sono durati molto poco, da sottolineare l’ultimo Splinter Cell Convinction, craccato a sole 24 ore da rilascio. Eppure Ubisoft mantiene la linea dura contro gli acquirenti paganti, che come dimostrano le pessime vendite di AC2 su pc, non hanno guadagnato dalla presenza del DRM. Possibile che la compagnia stia solo cercando un motivo per legittimare un’eventuale uscita dal mercato data l’incapacità di remunerare rispetto ad altri publisher.

  • # 25
    max
     scrive: 

    La pirateria esiste da sempre, io gioco dai tempi dell’amiga e già allora esistevano i floppy copiati, poi c’era l’amico che ti passava le fotocopie del manualetto di istruzioni perchè i primi metodi anticopia erano \ pagina x parola y riga z\ e tu che la scrivevie giocavi… quando ci fu l’avvento del cd giravano mille audiocassette registrate dal cd dell’amico ma nessuno si lamentava. Il problema è che ora la pirateria è diventata di massa, e pure gli ignoranti dal punto di vista informatico sanno dove prendere il gioco pirata. Lo stesso vale per il cinema. Io che amo il cinema vado a vedere cio’ che mi interessa, migliaia di persone si guardano le nuove uscite in sala in streaming con audio e qualità video pessime, quelli al cinema non ci andrebbero mai.
    A parte ps3 tutte le consolle sono piratate, la stessa sony nel gaming è diventata cio che è grazie alla pirateria diffussissima sulle precedenti PS. Attualmente x360, psp wii ds sono tutte state bucate. Vero che ti bannano la console con il live ma nulla vieta di averne 2 di cui una solo per il gaming originale. Tanto con i soldi che risparmi dall’acquisto di 3 giochi ti sei fatto la seconda console. Eppure tutti si lamentano solo del mercato pc.
    Ps3 al momento non è stata bucata, ma per il semplice fatto che masterizzatori e BD vergini costano ancora molto e nel mondo pc non servono a nulla. Non appena questo nuovo supporto dilagherà come diffusione e accessibilità dei costi vedrete che ps3 cadrà come successe con la ps2, bucata non appena i dvd e i relativi masterizzatori divennero a portata di tutti. Ricordiamoci sempre che ci sono paesi dove le infrastrutture ti permettono tranquillamente di scaricare 25 30 gb di dati in tempi onesti…

  • # 26
    Gaspode
     scrive: 

    Al dilà delle diverse opinioni, sono contento che se ne discuta senza frequentare i soliti luoghi comuni… :)

  • # 27
    goldorak
     scrive: 

    @ max : certo che hai una visione piuttosto rosea dell’epoca del Amiga. Quella fu una piattaforma AFFONDATA LETTERALMENTE dalla quantita’ industriale di giochi piratati. Non importa che a piratarli fossero soltanto i geek, l’Amiga come piattaforma di videogames commerciali era un buco nero grazie alla pirateria. Qualche volta bigonerebbe togliersi gli occhiale e vedere la situazione per com’era davvero, senza considerazioni nostalgiche di mezzo. ^_^

    Detto questo, ci sono piattaforme che sono sopravvisute pur avendo un tasso di pirateria enorme. E altre che invece sono sprofondate.

  • # 28
    Nat
     scrive: 

    Le aziende hanno tutto il diritto di tutelarsi nel migliore dei modi MA non se a pagarne lo scotto sono gli acquirenti onesti. Questo, a mio parere, e’ il punto fondamentale.
    Non posso accettare, come cliente, di dover essere sorvegliato ogni instante quando gioco, ne di perdere salvataggi quando mi cade la connessione per troppo tempo; non lo posso accettare in quanto i miei soldi valgono, sono costati lavoro e a me non pagano se offro un servizio scadente e approssimativo come invece fanno quelli di ubisoft.
    Se ritengono di non riuscire a sopravvivere con sistemi anticopia non invasivi e’ un problema loro, non possono scaricare su di me il problema.

    Io sono dell’idea che, se si iniziasse ad usare SERIAMENTE il sistema di digital delivery, si potrebbero abbassare di molto i costi e anche i prezzi al cliente, consentendo anche una maggior capillarita’ nelle vendite.

    Bisogna in ogni caso che esista un limite oltre al quale la guerra alla pirateria non possa andare. Questo limite e’ quando si procura un concreto danno al cliente pagante o al’utente generico.
    Forse sembro troppo duro nell’esprimere la mia idea, ma fin’ora ho visto solo tante lamentele, pressioni e provvedimenti esclusivamente a danno dei cittadini e degli utenti onesti. I prezzi ufficiali sono sempre alti se non in crescita, con un livello qualitativo che, nella media del settore pc, non e’ di certo aumentato anzi, e’ sempre piu’ snobbato e relegato al porting da console.
    Ormai molte software house mi pare che si sentano infastidite dal mercato pc che le obbliga a tenere i prezzi a livelli medi (secondo il loro criterio) e a dover sgobbare anche sull’ottimizzazione pc (fatta per altro da cane in molti casi).

  • # 29
    goldorak
     scrive: 

    @ Nat : quello che dici e’ vero. Ormai sembra che il consumatore pagante ipso facto sia il nemico. Io che compravo svariati giochi all’anno (per pc), ne ho quasi una sessantina in tutto mi sono ritrovato a non comprare piu’ nulla o quasi. E gia’ tanto se compro 1 gioco all’anno, e solo da software house che so che dopo un po’ di tempo tolgono le protezioni. Ad esempio gli sviluppatori di Arma 2. Ma trovare software house cosi’ e’ veramente difficile. E quindi non spendo piu’ i soldi per i giochi AAA. Francamente non ne vale la pena. Ci dev’essere un equilibrio di rispetto tra chi il gioco lo fa e chi il gioco lo compra. Oggi siamo in un epoca in cui l’acquirente non ha piu’ alcun diritto. E questo a me non va piu’ bene ergo i miei soldi li spendo per qualcos’altro ma non piu’ videogames.
    Gente che si lamenta ma continua imperterrita a sostenere un sistema del genere sono “bip”.

  • # 30
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Concordo con goldorak. Gli ultimi giochi che ho comprato sono questi 5:

    http://www.wolfire.com/humble

    Ho fatto una piccola offerta di 20$. Un paio sicuramente non li giocherò ma mi è sembrato giusto premiare chi vuole far vedere che un altro modo è possibile. Le produzioni AAA diventano sempre più piatte nella disperata ricerca di un consenso massimo. Non che questo sia un male in generale ma io personalmente preferisco altro. E preferisco non essere trattato preventivamente come un criminale.

  • # 31
    Nat
     scrive: 

    @goldrak
    E’ vero l’utente non ha praticamente piu’ diritti ed in parte e’ proprio per colpa nostra, perche’ siamo disposti a sacrificarli per un contentino… mi ci metto dentro pure io, in quanto, a volte, mi faccio prendere piu’ dall’interesse e dalla curiosita’ che dal buon senso (videoludicamente parlando in questo caso xD ).
    Pero’ certe situazioni come quella di ubisoft mi disgustano a tal punto da impedirmi l’idea di comprare un titolo come assassin creed 2.
    Frequentando diversi forum di videogames avevo letto moltissime critiche e forti prese di posizione contro il dmr ubisoft; mi aspettavo un flop colossale. In seguito mi e’ capitato di guardare le vendite di assasin creed 2 e pare invece che siano state molto buone…

    Immagino che ubisoft non possa che sentirsi rinfrancata da questo successo, magari con assassin creed 3 ci daranno un chip da ficcarci da qualche parte per verificare che siamo sempre noi a giocarci xD

  • # 32
    vegeta13_1
     scrive: 

    @Goldorak

    scusami se dissentisco un po’ da quello che affermi (anche se non hai tutti i torti)…..
    L’affossamento della (mia amata) piattaforma amiga non fu’ principalmente la pirateria…ma purtroppo gli incompetenti assassini della dirigenza commodore….
    e se ci pensi anche il c-64,lo spectrum,l’amstrad…e persino piattaforme come il dragon 32 della bbc e l’olivetti prodest avevano il loro buon grado di piratetia,eppure (vedi appunto c64 & compagnia) ebbero una vita (commercialmente parlando) lunghissima…

    spero di non aver detto corbellerie…. :)

  • # 33
    Giulio Severini
     scrive: 

    Non gioco più da anni, ma voglio raccontarvi la mia piccola esperienza.
    Era il 1998 e comprai il mio primo pc, un Olidata PentiumII da 233mhz e scheda AGP Trident con 4MB di ram.
    Un amico ‘hacker’ un giorno mi portò alcuni cd tra cui c’era un gioco che trovai MERAVIGLIOSO. Si trattava di Unreal. Non so quanti di voi se lo ricordano. Giocai alla copia per un pò di tempo, e infine me lo comprai originale perchè mi piaceva tanto.
    Lo stesso accadde nel 1999 con Half Life e Aliens Vs. Predator: avevo la copia craccata me spesi quasi centomila lire a gioco (per AVP spesi, se non ricordo male, 96.000 lire). Sono gli unici tre giochi cui abbia mai giocato. Tre copie craccate avute, tre copie originali comprate.
    Recentemente: due anni fa mi son comprato in edicola TUTTA la discografia dei Queen. Ce l’avevo già in MP3 da 320kbps, presa da torrent. Lo stesso vale per altri cd, e molti dvd – l’ultimo, Schindler’s list, l’ho comprato qualche giorno fa.
    Morale della storia: quanti ce ne saranno come me, la fuori, che comprano il gioco, il cd audio, o il dvd originale pur avendo già una copia non originale a casa? Io penso che, chi più chi meno, siano in tanti. Questo per dire che le cifre sbandierate dalle software house e dalle case discografiche e cinematografiche sono pura fantascienza. Non è assolutamente vero, come dicono Gaspode e qualcun altro, che se io vendo 1.000.000 di copie ma sui miei server ci giocano in 2.000.000 allora io ho perso 1.000.000 di copie vendute. Perchè di quel milione in più in quanti avrebbero effettivamente comprato il gioco sotto altre condizioni? Diversamente, se un gioco non fosse craccabile, quante copie in meno se ne venderebbero?
    Immaginate due amichetti che decidono di comprare il gioco X che costa 50 euro: si dicono, ok, mettiamo 25 euro per uno poi ne facciamo una copia così ce lo abbiamo tutti e due. Credete davvero che se la copia non fosse possibile, TUTTI E DUE spenderebbero 50 euro a testa. Io penso che, al contrario, NESSUNO DEI DUE lo farebbe, e la sw ci avrebbe rimesso 50 euro.

    Giulio.

  • # 34
    Augusto
     scrive: 

    Salve a tutti
    Complimenti per l’articolo, si potrebbe commentare ore, giorni , mesi, senza arrivare a nessuna conclusione, ognuno ha propia opinione e tutti nel pensiero credono di aver ragione.
    Nel forum di hwupgrade in sezione videogiochi di questi thread ne sono stati aperti da utenti e chiusi a decine con vari flame fino ad arrivare a offendersi con sospensione degli utenti stessi da parte dei moderatori.
    Chi ha sempre acquistato i giochi lo farà sempre, come chi li scarica scaricherà sempre, non ci son riflessioni o articoli che possano far cambiare idea ai piratoni, una scusa nel loro inconscio la troveranno sempre per non sentirsi complici di un declino (Giochi per PC) che anche loro contribuiscono.
    Tornando alla protezione Ubisoft, Assassin’s Creed 2 l’ho preso al Day one, a parte una domenica durante la prima settimana che non riuscivo a collegarmi non ho più avuto problemi, e d hò un a 2MB del cavolo con una portante ballerina. Pur di non perdere i capolavori su PC \IO\ accetto anche questo.

    Saluti

  • # 35
    geihard
     scrive: 

    @Augusto

    L’errore che fai è idealizzare un mondo in “bianco e nero” dove ci sono da una parte i buoni che comprano i giochi e i cattivi che li scaricano. Punto.

    Non è così, e leggendo attentamente i post degli utenti coglieresti tante sfumature. Secondo me c’è un gran numero di persone consapevoli (magari non la maggioranza, ma comunque un buon numero) che non si nasconde dietro un perbenismo di facciata e che scarica le cose potenzialmente interessanti per poi comperare (magari in edizioni “budget”) quei prodotti che ha ritenuto veramente validi.

    Parlando di me: gioco da tanti anni e ho una collezione di cd/dvd originali immensa, non solo di videogames ma anche film e cd audio; per più di 15 anni ho comprato TUTTO originale.. oggi fatico parecchio anche solo a campare e ho iniziato a scaricare qualcosina pure io.. ma appena posso un’offerta e un budget me li concedo volentieri. Sempre su titoli che ho già completato o film già visti, proprio perchè ne considero l’importanza e il merito.

    La cosa che più mi infastidisce in questo tipo di discussioni è il costante ricorso ad una semplificazione estrema. La realtà è sempre variegata, multiforme, piena di sfaccettature.

    Il paragonare lo scaricare al rubare è una barzelletta e l’esempio che si fa SEMPRE dell’auto di lusso rubata al concessionario è semplicemente ridicolo.

    In questo paese poi, dove in tantissimi rubano sul serio e dove ogni regola di convivenza civica (vedi: pagare le tasse) è quasi un optional.
    Magari c’è pure chi si compera i videogiochi ORIGINALI con i soldi derivanti dall’evasione fiscale propria o dei genitori; secondo me questo è eticamente assai peggio che scaricare qualcosa perchè non si ci può permettere di comprare tutto quel che si ritiene d’interesse.

    Infine, non prenderla come un offesa, non vuole esserlo, mi permetto di dirti che secondo me l’accettare passivamente (e addirittura il giustificare) DRM invasivi come quello di ubisoft è più dannoso per il consumatore ed il mercato che tutte le copie che di quei giochi potranno mai essere piratate.

    Perchè ormai i distributori di videogiochi non hanno più il minimo rispetto e attenzione per i “diritti” del consumatore.
    Ed è evidentissimo..
    La passività non farà che peggiorare le cose e alimentare gli alibi di questi sempre più voraci “parassiti”.
    I giochi sono sempre più brevi, malfatti, ripetitivi, buggati, mal supportati.. ma qual’è la posizione ufficiale ? Che la crisi del mercato è colpa della pirateria.
    Dai, svegliamoci, su.
    Qualcosa non funziona nel settore gaming, che sembra trasformarsi sempre più in un sistema di finanza speculativa.. invece che in un sano ecosistema produttivo.

    Per questo boicotto ubisoft e tutti i suoi passati/presenti/futuri titoli afflitti da questo drm infame, che offende il consumatore onesto e fa ridere sotto i baffi il piratone di turno: se li possono tenere pure se si mettono a venderli a 5 euro, per quanto mi riguarda.

    Ammesso che ci sia una strada per combattere la pirateria.. non è certo questa.

  • # 36
    geihard
     scrive: 

    @goldorak

    Quella che l’Amiga fu affossata dalla pirateria è una grossa leggenda metropolitana, magari fatta nascere proprio dalle dichiarazioni dei manager dell’azienda dell’epoca, che preferirono usare questo “evergreen” (la pirateria! vi suona nuovo ?) piuttosto che dover ammettere i propri errori di politica commerciale.

    Erano i primi anni ’90 e l’Amiga si ritrovava da un lato a doversi affermare in ambito professionale (dove regnavano i PC e gli Apple) e dall’altro a dover competere nel settore videoludico con le emergenti console di nuova generazione di Nintendo (Nes prima e SuperNes poi) e Sega (megadrive).

    Il management Commodore tentennò sempre e non fece mai una chiara scelta di campo.. volendo a tutti i costi tenere il piede in entrambe le scarpe. Così non riuscì a dare al mercato un’immagine chiara del proprio businnes e si ritrovò “marginalizzata” in entrambi i settori. Senza contare che il fatto di non concentrare gli investimenti in un’unica direzione le fece perdere in competitività con le altre piattaforme.

    In ambito “gaming”, infatti, l’Amiga, regina incontrastata fino al 1990, iniziò a “impallidire” di fronte alla superiorità tecnica delle console di nuova generazione; il Supernes aveva grafica superiore agli A500/600 dell’epoca, decine di migliaia di colori contro i soli 32 di Amiga, un DSP sonoro evoluto e giochi colorati e velocissimi, pieni di animazione e movimento, roba insomma con cui la vecchia tecnologia commodore non riusciva più a stare al passo.
    Per recuperare questo “gap” in Commodore svilupparono dunque i nuovi chipset AGA con milioni di colori e modalità grafiche a 256 colori contemporanei, ma quando gli A1200 che li implementavano arrivarono sul mercato, ormai la battaglia con le console era già praticamente persa.

    Nel settore “professionale” PC e Apple prevalevano incontrastati e la diffusione dell’amiga (con il pur ottimo OS multitasking a finestre, più evoluto dei sistemi microsoft dell’epoca) rimase sempre limitatissima.

    C’è da aggiugnere che proprio in quegli anni il PC stava acquistando tantissimo terreno pure in ambito videoludico: schede audio evolute, processori potentissimi e schede video sofisticate (palette di milioni di colori e modalità video a 256 colori contemporanei arrivarono prima dell’uscita dei chipset AGA della commodore) e soprattutto giochi molto sofisticati e tecnicamente superiori a quelli Amiga (esclusive come Ultima VII e Wing Commander ma anche le avventure Lucas Art a 256 colori, che stracciavano brutalmente, a livello di qualità visiva, le conversioni per amiga a 16 colori) resero il pc la scelta prediletta del videogiocatore “raffinato” ed “evoluto”.
    E mentre gli amanti di giochini e platform si buttavano sulle sfavillanti e velocissime console Nintendo e Sega, Amiga iniziò a diventare in campo videoludico una sorta di “brutto anatroccolo” che non brillava sotto nessun aspetto.
    L’uscita dei modelli con chipset AGA e modalità grafiche evolute fece recuperare alla Commodore il gap tecnologico con le console ma avvenne troppo tardi, quando queste già imperavano ed i pc si erano pienamente affermati come piattaforma di gaming “seria”.

    La botta finale che decretò la morte di Commodore fu l’arrivo sul mercato, nel 1993, del gioco graficamente più rivoluzionario che si fosse fino ad allora mai visto: parlo, naturalmente, del fenomeno “DOOM” di Id Software.
    Un gioco “3d” complesso, con ambienti vasti e textures “bitmap”, veloce e dettagliato, era uno spettacolo inedito e sconvolgente per il videogiocatore dell’epoca.
    E giochi come quello Amiga non avrebbe mai potuti averne, perchè sebbene il chipset AGA fosse competitivo in quanto a colori e modalità di visualizzazione 2d, possedeva una grossa limitazione che rendeva praticamente impossibile lo sviluppo di efficienti motori 3d con texture bitmap.
    Il discorso è tecnico e legato all’implementazione hardware scelta per la rappresentazione dei bitplanes dei pixel sullo schermo da parte della commodore.
    Nell’era pre-Doom il chipset AGA e la sua modalità “planar” potevano pure reggere botta con i concorrenti, ma la necessità di ricorrere ad onerosi algoritmi software a carico della CPU per applicare texture bitmap alle facce di oggetti 3d rese i nuovi Amiga delle macchine videoludicamente arretrate e assolutamente incapaci di competere in quel campo con i PC.
    Sottolineo l’importanza di questo evento nell’accelerazione dell’ormai inevitabile declino della Commodore, perchè ricordo bene quante persone che conoscevo, rimaste fedeli ad Amiga fino ad allora, fecero in quel momento il passaggio al mondo del PC.

    Il mercato videoludico si divise dunque tra console (dove, faccio notare, la pirateria IMPERAVA: tutti avevano console “moddate” con lettore di floppy) e PC.. l’Amiga aveva perso la battaglia e scomparve così.

    Altro che la pirateria!
    Svegliatevi, su..
    Quando qualcuno vuol nascondere le sue colpe chiama in causa sempre la pirateria! Allora come oggi.

  • # 37
    goldorak
     scrive: 

    @ geihard e vegeta13_1 : lo so benissimo che la piattaforma Hardware Amiga fu portata al fallimento dalla incompetenza della dirigenza Commodore. Non ho mai detto il contrario. Quello che volevo sottolineare era il fatto che dal punto di vista di chi il software lo produceva (i giochi in questo caso) l’Amiga si rivelava un buco nero perche’ il tasso di pirateria era altissimo. Vi prego non cercate di negarlo, perche’ all’epoca bastava entrare in qualsiasi negozio degno di questo nome e ti passavano i dischetti craccati come niente fosse.
    Era la piattaforma dei piratozzi per eccellenza.

    Badate bene che l’epoca di cui stiamo parlando e’ dalla meta’ degli anni 80 fino ai primissimi anni 90. Siamo anni prima del fenomeno playstation, quando la pirateria non era ancora fenomeno di massa.
    E tuttavia l’Amiga come piattaforma software soffri’ di questo cancro (oltre ad essere gestita malissimo dalla dirigenza Commodore…) tanto da essere uno dei motivi del suo abbandono.

  • # 38
    roberto
     scrive: 

    io ho 10 pc a casa e ognuno ha una funzione. il pc “da gioco” è sempre stato storicamente isolato da internet per una max efficienza , senza antivirus , firewall, ecc. . quindi io nn potrei mai giocare ad un titolo con drm, anche se lo volessi. quindi dovrò rivolgermi altrove. in ogni le imposizioni nn mi sono mai piaciute, in qualsiasi campo della vita.

  • # 39
    geihard
     scrive: 

    @goldorak

    Sì, ma il fenomeno pirateria non era circoscritto al mondo amiga, ne erano afflitte anche le console, tutti quelli col supernes (ed erano tanti) avevano la versione moddata che leggeva i floppy disk..

    Il fatto è che perchè un mercato funzioni devi produrre giochi buoni.

    L’Amiga all’inizio degli anni ’90 non era più una macchina da gioco all’altezza della concorrenza, per cui chi sviluppava giochi si buttò su mercati più redditizi e sicuri, giustificando poi come al solito la scelta con la baggianata della pirateria.

    Lo ripeto: è vero, ce n’era tantissima nel mondo Amiga.. ma pure il SuperNes aveva un abnorme tasso di pirateria e nonostante ciò fu uno dei più grossi successi commerciali della Nintendo.

    La pirateria è sempre un alibi.. in realtà si cerca di far fruttare al meglio gli investimenti economici.

    Non è sbagliato.. entro certi limiti.
    Il DRM di ubisoft e le attuali politiche “commerciali” (più che altro direi “speculative”) nel settore videoludico secondo me sono ben oltre questo invisibile “confine” e lesive del nei confronti del consumatore pagante.

    Se si producono bei giochi è facile che si rientri più che bene degli investimenti fatti.. logico che se lo scopo è guadagnare all’infinito con prodotti ripetitivi, brevi e malfatti qualcosa prima o poi si spacca..

    E allora denunciamo come al solito i danni causati dalla pirateria e buttiamoci dove c’è ancora spazio per guadagni cosmici.. perlomeno.. finchè dura.

    Basterebbe infine vedere il successo di servizi come Steam o Gog per capire che il discorso pirateria è una scusa del cavolo, giochi di qualità, seppur vecchi – è il caso di gog -, vendono ancora parecchio.. qualcosa significherà no ?

    Steam poi sta facendo faville nonostante i prezzi non certamente convenienti, perchè offre un buon servizio e fa tante belle offerte.
    Insomma, lo spazio per un sano businnes c’è ancora in ambito pc, nonostante la pirateria.

  • # 40
    goldorak
     scrive: 

    @ geihard :

    Sulla prima parte del tuo intervento. E vero la pirateria era un po’ dappertutto ma questo non ne fa una scusante. Poi perdonami ma la pirateria sul NES o su altri sistemi a cartucce era molto piu’ “dispendiosa” che non farsi dare un semplice dischetto craccato per Amiga. Poi possiamo dire che la morte del’Amiga sia avvenuta per una serie di concause, una specie di tempesta perfetta. Da una parte l’imcompentenza del management, dall’altra un pubblico “affezionato” ma che se ne fregava di sostenere econicamente coloro che pubblicavano sulla piattaforma.

    Sulla seconda parte del tuo intervento. Sono d’accordo con te che non ha senso fare terra bruciata intorno ai consumatori. A lungo andare e’ una politica controproducente. Tuttavia bisogna capire perche’ i Publishers agiscono in questo modo. E la risposta non e’ cosi’ chiara e netta come vogliono far credere. Certo uno dei motivi e’ la pirateria, su questo non si discute. Ma la pirateria e’ sempre stata presente sul pc, da decenni e tuttavia non abbiamo mai visto un attacco cosi’ pesante contro i consumatori paganti.

    Se guardate attentamente vi renderete conto che tutte queste politiche “antipirateria” hanno come fine ultimo quello di negare totalmente il mercato LEGALE di seconda mano (l’usato) sia su pc che su console. L’industria dei videogames con la nuova generazione (iniziata ormai qualche anno fa) si e’ messa volontariamente in un vicolo cieco. Sebbene tutta l’industria dei videogames fatturi piu’ o meno (o forse anche dippiu’) di Hollywood, percorrere lo stesso business model di quest’ultimo e’ stato un errore. Perche’ ? Perche’ sebbene i film AAA costino decine, in alcuni casi centinaia di milioni di $, se il film ha successo si ricevono soldi dai cinema, dai dvd, dai blu-ray, dai noleggi home video, dalla tv cablata, dal satellite, ed infine dal broadcast in chiaro. Ci sono decine di sbocchi da cui ricevere soldi. E questo su un periodo di svariati anni. Cosi’ non e’ nel mondo dei videogames che e’ ancora incentrato totalmente sul concetto di vendita al dettaglio. E non potrebbe essere altrimenti.
    Se spendi decine di milioni di $ per fare un gioco, l’unica cosa che puoi fare e metterlo in vendita nei negozi. Se ha successo hai sbancato, se no non puoi rifarti su altri canali di sbocco. Perche’ non ce ne sono. Se poi mettiamo che la finestra temporale in cui ha senso vendere un videogame si stima in mesi e non anni beh vedete gia’ come stanno le cose. Questo significa che investire su giochi AAA che costano decine di milioni di $ e’ una scommessa vera e propria sulla “vita” del tuo studio. E capite come non sia sostenibile una roba del genere. Occorre commisurare le risorse al target demografico. Se sai gia’ che un gioco sara’ di nicchia ma che senso ha spendere una cifra immane che ti fara’ andare in rosso ?
    Pochi sono quelli che capiscono questa verita’, la Nintendo e tra i publishers/software house su pc Stardock e la Valve. Tutti gli altri rincorrono il modello Hollywoodiano senza pero’ avere sotto tutta l’infrastruttura necessaria.

    I publishers si trovano quindi tra l’incudine e il martello, ed il fatto di non avere altri canali di sbocco oltre a quello tradizionale li sta soffocando. Da cui la necessita’ di tappare tutte, considerate da loro, le scappatoie piratesche (e tra questo il mercato legale di seconda mano). Stanno distruggendo il mercato per via di una incapacita’ di abbracciare uno sviluppo sostenibile.
    Tutte le industrie capiscono una verita’ cosi’ semplice, i nostri dell’industria dei videogames tranne rarissime eccezioni pare proprio di no.

  • # 41
    goldorak
     scrive: 

    Continuo qui :

    poi ci sarebbe da parlare anche della totalita’ rigidita’ nei prezzi dei videogames. Ci vuole piu’ dinamismo, e’ fuori da ogni logica che qualsiasi videogame quando esce sul mercato costi invariabilmente la stessa cifra, sui 60-70 e in alcuni casi 80 €. E questo a prescindere dalla qualita’ effettiva del gioco. Salvo poi dopo qualche mese trovarseli a prezzi ridotti anche di oltre il 50%. E una roba che non ha senso. Sarebbe meglio invece che il prezzo fosse piu’ variabile, e semmai mantenesse un valore piu’ o meno costante nel tempo. Ad esempio giochi che escono a 50, 40 e 30 € ma che non si deprezzano dopo 3 mesi.
    Insomma le soluzioni ci sono, e’ solo che come al solito i grossi Publishers sono talmente accecati dal “fare sempre piu’ profitti ogni quadrimestre” che preferiscono instaurare una politica di terra bruciata piuttosto che una di riforma. E come sempre a pagarne lo scotto sono i consumatori e le software house che falliscono come niente fosse.

    Poi non cito neanche il caso di giochi che escono con prezzi maggiorati (del 20% in media) rispetto a episodi precedenti pur avendo meno contenuti.

  • # 42
    Antonio
     scrive: 

    sapete che la II guerra mondiale è stata causata dalla pirateria?

  • # 43
    Giuliootto
     scrive: 

    Io mi chiedo i manager delle major con quale criterio scelgano i loro software anti pirateria.

    Non esiste un gioco che dopo pochi giorni dall’uscita non sia presente nei circuiti P2P.

    Siamo al paradosso che chi scarica il gioco pirata ha un esperienza migliore di chi se lo compra.

    Basterebbe solo che abbassassero i prezzi:
    Io per esempio compro tre riviste di videogiochi al mese, certo per la rivista, ma soprattutto per il videogioco che a 7.90 Euro è un vero affare. Ma poi mi capita che per giocare un videogioco originale di uno o due anni fa devo scaricare le patch NO-DVD non ufficiali per baypassare il sistema di protezione che su Windows7 non funzionano.

    I manager dovrebbero capire una cosa: I pirati sono sempre un passo più avanti rispetto ai vari sistemi di protezione; A fronte di alcune decine di impiegati che sviluppano i sistemi di protezione ci sono centinaia di pirati pronti a violarle.
    I programmi dovrebbero girare senza protezione, e a basso costo (20 Euro sarebbe un prezzo accettabile); ci sarà sempre chi vorrà tutto e gratis, ma molti torneranno a comprare titoli originale, anche solo per usufruire del supporto post vendita.

  • # 44
    wdasm32
     scrive: 

    io mi ricordo che prendevamo i giochi per msx e commodore 64 in due con le paghette dei genitori, poi con il “mangiacassette” (eh già..) ne facevamo una copia. A turno io tenevo l’originale o la copia.. bei ricordi..

  • # 45
    Wolf01
     scrive: 

    @Giulio (#33)
    Presente!
    Però una cosa mi fa incavolare: quando il prezzo quello che piace è tenuto artificialmente alto.
    Ci sono svariati album che vorrei comprare, anche roba del 2001, e costano ancora 26€, ed è semplicemente il cd con copertina e libretto dei testi, come ogni altro cd.
    Ho trovato quasi tutta la ristampa della discografia degli Iron Maiden a 8.90€, ho preso tutti quelli che ho trovato.
    Rovisto molto spesso nei cassoni dei supermercati a cercare giochi a poco prezzo in modo da averli originali.
    Ho più di 150 giochi originali per PC, metà dei quali presi con le riviste, alla modica cifra di 60€ all’anno me ne arrivavano 13 + demo + rivista, poi ho smesso di prenderli dopo il secondo gioco Ubisoft con DRM.
    Vado in cerca delle collector’s edition che a 49€ ti danno il gioco e tutte le espansioni uscite fino a quel momento, altrimenti si dovrebbe pagare 30€ per gioco e 20-30€ per ogni espansione (vedesi Neverwinter Nights/Oblivion/Fallout 3).

    Il resto, mi dispiace ammetterlo, lo scarico perchè non lo valuto quanto costa, in quanto artificialmente gonfiato.

  • # 46
    Giuliootto
     scrive: 

    Wolf01 (#45)

    sono d’accordo al 100% con il tuo post…
    La tua storia conferma quello che solo i miopi non vogliono vedere (e purtroppo i manager delle major sono ciechi e non solo miopi), e cioè che se a prezzi ragionevoli gli utenti p2p comprano i prodotti originali… Poi, non potendo comprare tutto, ma volendo provare tutto, magari si scaricano quello che ritengono meriti una prova.
    Io personalmente sono favorevole al P2P in quanto è una grande opportunità, ma sono contrario alla pirateria. Il problema è che il P2P svuotato della pirateria resta un contenitore vuoto…
    Credo che il problema sia del legislatore in primis, che dovrebbe liberalizzare il P2P in tutti i suoi contenuti.
    Se tutto fosse legale le major sarebbero obbligate a riconsiderare il P2P per quello che è, un opportunità appunto, e sicuramente troverebbero il modo di guadagnarci sopra con buona pace di tutti.

  • # 47
    Giuliootto
     scrive: 

    goldorak (#40 e #41),

    Interessante argomentazione la tua, ma giustificare il prezzo dei videogiochi a fronte del costo di produzione mi sembra fuori luogo.
    E’ dimostrato che un titolo che vale vende milioni di copie a prescindere dal prezzo, mentre un titolo scarso non lo compra nessuno anche se a prezzo “Budget”.
    Il problema sta nell’avidità dei publisher che approfittano del mercato finche possono. Al momento le console che soffrono poco la pirateria possono permettesi di far pagare i video giochi 50, 60 o addirittura 80 euro, prezzi che sono uno scandalo.
    Il mercato PC che soffre la pirateria ha dovuto ridimensionare i prezzi a 29, 39, 49 euro.
    Io personalmente non comprerò mai niente che costa più di 20 euro, ed anche a quel prezzo al massimo mi permetto uno o due titoli all’anno. Però di riviste con gioco allegato, che costano meno di 10 euro, ne compro anche 3 al mese. Io ho la presunzione di fare parte della media degli utenti PC, e mi chiedo ma se i giochi uscissero da subito al prezzo di 10 Euro quanti se ne venderebbero da subito? Chi si prenderebbe più la briga di scaricare un video game con tutti i rischi annessi e connessi quado lo si può comprare a 10 euro?

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