di  -  lunedì 25 febbraio 2008

batteriBioremediation – una tecnologia che consente di rimuovere sostanze inquinanti e contaminanti dal suolo, stimolando le proprietà dei intrinseche batteri presenti in esso – e Nanotecnologie sono aree di ricerca estremamente attuali ed in costante sviluppo.

Invece di “limitarsi” a studiare nanofiltri con nanopori o batteri mangia-immondizia, un team di ricercatori inglesi dell’università di Nottinghman, diretti da Nidal Hilal, professore di chimica al Centre for Clean Water Technologies, ha deciso di combinare assieme le due aree di ricerca: Nanotecnologie e Bioremediation, per sviluppare un nuovo prototipo di sistema che, a loro parere, rivoluzionerà il futuro del filtraggio dell’acqua.

Secondo il modello inglese, l’acqua inserita nel sistema viene, per prima cosa, fatta passare attraverso colonie di batteri mangiatori di contaminanti e successivamente fatta defluire attraverso un vicino nanofiltro poroso. L’obiettivo, è quello di essere in grado di avere su larga scala, acqua pura, potabile e fresca da acqua marina o da acqua contaminata durante i processi industriali.

La differenza tra questo progetto ed altri già esistenti, sta appunto nell’utilizzo di batteri. I batteri mangiano i contaminanti, cosa che previene uno dei problemi più comuni: l’intasamento del filtro. In questo modo è possibile mantenere costante il flusso dell’acqua, senza dover cambiare periodicamente la membrana.

Un “felice” ed inaspettato beneficio di questo innovativo processo di filtraggio dell’acqua, è che il materiale di scarto che esso genera in forma di batteri contaminati ha un altissimo contenuto calorifico, l’ideale per essere utilizzato come carburante.

Il professor Hilal dichiara, orgoglioso: “Non sono mai state precedentemente esaminate le proprietà dei liquidi su questi ordini di grandezza. Con l’uso combinato di Nanofiltraggio e Bioremediation, il processo di pulizia dell’acqua necessita di meno energia rispetto ai processi attualmente in uso. Aggiungendo, inoltre, il fatto che il riciclo dei prodotti di scarto sotto forma di carburante permette di avere una tecnologia ancora più verde”.

5 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Rubberick
     scrive: 

    Si ma i batteri poi come li eliminiamo? Non sono dannosi per noi?

  • # 2
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Non tutti i batteri sono dannosi. Comunque, come scritto nel post, i batteri utilizzati dal Team inglese, ad alto potenziale energetico alla fine del processo di depurazione, vegono trasformati in carburante.

  • # 3
    BrightSoul
     scrive: 

    @Rubberick
    è scritto che i batteri contaminati vengono trasformati in carburante.

    Se si può veramente ottenere acqua potabile dal mare, è davvero una grande notizia. Comunque già prevedo le manifestazioni della PETA in difesa dei diritti dei batteri.

  • # 4
    Rubberick
     scrive: 

    Se e’ cosi’ speriamo sia implementata presto come soluzione :)

  • # 5
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Viviamo in un mondo sempre più simile a quello di Nausicaa

    ^^’

    Comunue il problema è grosso.
    Sono proprio stato in un laboratorio indiano che studia e crea prototipi in questo indirizzo.
    Il problema principare è riuscire a creare mini-impianti, di facile manutenzione, basso costo e che riescano ad adattarsi a diverse tipologie di “inquinamento” dell’acqua.

    L’indirizzo principare di questi podotti sono molto spesso i piccoli villaggi, spesso isolati e dove è difficile riuscire a procurarsi acqua sicura.

    Di sicuro è un campo di ricera con ricadute molto ampie e diversificate.

    Ciao!

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.