di  -  venerdì 7 maggio 2010

C’era una volta un’epoca in cui Amiga significava lo stato dell’arte dei computer e il Workbench era più famoso di Windows.

In quel tempo i giochi entravano in uno o due floppy da 1,44MB, la Apple procedeva a grandi passi verso la bancarotta e George Bush Jr. non aveva ancora deliziato il mondo con la sua folgorante intelligenza geopolitica.

Fra tante differenze, c’era e c’è qualcosa che due decenni non hanno cambiato. Il senso dell’umorismo dei genitori rispetto a giochi violenti, da sempre pari a zero, spesso nella più totale incomprensione del fenomeno.

Dietro questa affermazione non c’è la volontà di “amnistiare” per qualunque audience atti di violenza gratuita simulata su computer o console, ai danni di soggetti deboli. C’è solo la convinzione che ogni questione vada valutata nel contesto e che atteggiamenti proibizionistici, specie quando poggiati su posizioni preconcette e mal informate, non abbiano né abbiano mai avuto alcun effetto formativo.

Tanto più se cavalcate da certo moralismo di maniera con cui i mass media riempiono gli spazi lasciati vuoti da TG sanguinolenti e varietà di una volgarità disarmante, e di cui tanti soloni negli anni si sono riempiti la bocca contro questo o quell’atteggiamento antisociale potenzialmente conseguente dall’uso di un dispositivo elettronico.

Prova lampante di questo atteggiamento è l’accoglienza riservata dai media a quello che, allora come oggi, rappresenta uno dei più esilaranti e “pacifisti” war games di sempre: Cannon Fodder, che tradotto in italiano suona un po’ come “carne da cannone”.

Uscito nel 1992 per Amiga (quindi portato su una pletora di altri computer e console) e sviluppato dalla Sensible Software del famosissimo Sensible Soccer, Cannon Fodder è uno shoot ’em up con prospettiva dall’alto, in cui al giocatore tocca comandare squadriglie di soldati e svolgere missioni di difficoltà progressiva, nei più disparati scenari.

Come in ogni shoot ’em up che si rispetti, una delle parti più croccanti del gioco, è la possibilità di utilizzare armi sempre più devastanti, capaci di abbattere in un sol colpo la maggior parte degli oggetti che ci si parino davanti, ma anche la disponibilità dei più disparati mezzi per portare a termine la missione.

Le missioni si dividono in approssimativamente in sette macrocategorie: sterminio di tutti i nemici presenti in una determinata area, distruzione di interi edifici o fabbriche , salvataggio di ostaggi, rapimento di leader avversari, protezione di civili e scorta degli stessi in un posto sicuro.

Ciò che in Cannon Fodder genera immediatamente dipendenza è il gameplay assolutamente lineare e il livello di difficoltà, che si evolve seguendo una curva di apprendimento molto accessibile.

Presa confidenza con il sistema di gioco, il giocatore si ritrova presto ad affrontare missioni apparentemente impossibili, attraverso un processo di tentativi ed errori che si conclude con una sensazione che coloro che l’hanno giocato conoscono bene: quell'”illuminazione geniale” ed improvvisa che in due mosse porta alla risoluzione di uno scenario ritenuto fino al minuto prima indecifrabile.

La possibilità di dividere la squadriglia ed assegnare ciascun gruppo a difesa, imboscamento o attacco, aggiunge uno spessore assolutamente gratificante mano a mano che gli scenari si evolvono.

La resa piuttosto cruenta delle uccisioni, la macabra trasformazione delle squadriglie di soldati in lapidi nella schermata fra un quadro e l’altro, non oscurano l’accento fondamentalmente ironico che gli sviluppatori della Sensible hanno attribuito al gioco.

A partire dalla traccia digitalizzata con cui si apre l’intro del gioco, che poi è anche la tagline del titolo: War has never been so much fun, la guerra non è mai stata così divertente.

Ed è proprio così: raramente in un videogioco di guerra (mi viene in mente North&South, altro titolo di cui prima o poi parleremo), la carica violenta è stata così accuratamente disinnescata e resa innocua.

Ed è così che, malgrado pomeriggi interi persi davanti a Cannon Fodder, magari sfuggendo al controllo zelante dei genitori, tanti ragazzini degli anni ’90 sono diventati impiegati, liberi professionisti, precari o disoccupati ma non serial killer, come certa classe intellettuale troppo incline a scambiare le cause con gli effetti, dava per scontato.

20 Commenti »

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  • # 1
    evilripper
     scrive: 

    hahaha quando un soldato rimaneva ferito era divertentissimo urlava di brutto!! :-D
    cavoli che ricordi quelli della sensible software tra questo e sensible soccer hanno regalato migliaia di ore di divertimento a tutti noi!

  • # 2
    Luca M
     scrive: 

    “I video giochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!” (Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989) Pochi anni dopo nacquero le feste Rave, la musica techno e l’ecstasy

    ^_^

  • # 3
    Mali
     scrive: 

    Capolavoro assoluto Cannon Fodder!valeva da solo l’acquisto di un Amiga.lo ricordo con affetto ..sniff..

  • # 4
    phabio76
     scrive: 

    Eh, che bei ricordi…
    Forse non l’avrei definito “shoot ’em up”, ha un po’ più di spessore… per me è il precursore di Commandos dei Pyros

  • # 5
    Pluto
     scrive: 

    Non so, sarò all’antica ma i giochi in cui si spara in prima persona non mi sono mai piaciuti.

    Anche il nome stesso: “sparatutto” mi da un certo neso di ribrezzo.

    Questo gioco non lo conosco, sono troppo giovane per l’amiga.

  • # 6
    Paganetor
     scrive: 

    esiste qualcosa di simle per DS? o, in generale, qualcosa di giocabile su un PC recente?

  • # 7
    Giovane
     scrive: 

    Piccola correzione: I giochi erano su uno o due floppy da 880kb.
    Ah, che tempi!

  • # 8
    luigi
     scrive: 

    C A P O L A V O R O! Ricordo ancora la schermata delle lapidi dove giacevano i soldati caduti….

  • # 9
    andrea
     scrive: 

    allora bastava poco per divertirsi e ci si divertiva tanto…
    bei tempi.
    mitico cannon fodder :)

  • # 10
    DustMB
     scrive: 

    Per fortuna ci sono siti come GOG dove queste perle possono essere recuperate pagando il giusto.
    Chiamateci pure videogiocatori nostalgici o romantici, ma feeling come questi oggi davvero non si stabiliscono più…

  • # 11
    Cico
     scrive: 

    Io mi ricordo ancora il mio soldato preferito! Elroy! se per caso moriva, ricaricavo e cercavo di finire la missione tenendolo in vita! haha che tempi!

    era semplice quanto geniale l’idea delle “vite” con i soldati che man mano si mettevano in attesa di essere reclutati

  • # 12
    kersak
     scrive: 

    La cosa che mi colpisce di più è leggere i titoli di coda (che sono messi in testa) dove si vede che la realizzazione ha necessitato di circa 10 persone!
    Oggi se leggi i titoli di coda di un gioco è come leggere quelli di un film!

  • # 13
    marco
     scrive: 

    condordo in pieno con il punto di vista dell’autore. La violenza di una persona o di una classe non nasce dal giocare a un gioco di guerra il quale (tra l’altro) è palesemente ironico. Un po’ come dire: fin da piccoli a scuola si usano parolacce e doppi sensi che hanno come oggetto il sesso; vuol forse dire che da grandi saremo tutti maniaci sessuali?
    Andiamo piuttosto a vedere quali sono le VERE cause che portano a sviluppare la violenza e il senso di disprezzo per la vita. Chi pensa che un gioco come questo possa essere deleterio sta su una strada che non ha contatto con la realtà.
    Per il resto, da amighista sfegatato che ero, non ho purtroppo mai giocato al gioco in questione! Aaaargh!! ma com’è potuto accadere?! bhè, c’è sempre il mitico winuae per rimediare… :D
    gran bell’articolo.

  • # 14
    miroku79
     scrive: 

    Grandissimo gioco, l’ho giocato per centinaia di ore in gioventù. Bellissime le colonne sonore, sopratutto quella che faceva da sfondo alla collina dei caduti, che man mano si riempiva di cadaveri. Uno dei migliori giochi mai realizzati su Amiga.

  • # 15
    Giacomo
     scrive: 

    geniale intreccio tra azione arcade e strategia.. un must.

  • # 16
    CountDown_0
     scrive: 

    Capolavoro assoluto, c’ho giocato per mesi, e ancora mi brucia che mio fratello abbia prestato la scatola a un qualche amico che poi non l’ha più restituito… GRRRRR…

    Che bello era andare in giro come dei pazzi con la slitta, o devastare tutto con il carro armato o con l’elicottero…

    Interfaccia, semplicità delle meccaniche di gioco e calibrazione della curva di difficoltà semplicemente perfette.

    Secondo me se qualcuno ne realizzasse oggi un clone venderebbe un sacco.

  • # 17
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Semmai ce ne fosse ancora bisogno, Cannon Fodder è la dimostrazione che un gioco, se ben realizzato e con un’ottima idea dietro, rimane un capolavoro assoluto e godibilissimo anche a decenni di distanza.

    Non ho idea di quante ora c’abbia perso, ma sicuramente si misuravano in centinaia. :D

  • # 18
    Wopr
     scrive: 

    Una piccola precisazione per Pluto: Cannon Fodder non e’ uno sparatutto in prima….
    Senza entrare nel termine tecnico (visto che sei cosi giovane) ricordi la visuale di Sensible Soccer (se mai ne hai sentito parlare)? Ecco e’ la stessa di Cannon Fodder!

    Se ora gestisco un Blog di retrogaming http://www.woprbox.com e’ proprio grazie all’aver giocato ormai millenni fa a Cannon Fodder e piu’ in generale tutti i giochi Amiga che hanno fatto storia (tra cui project X e Sensible Soccer…)

    E vogliamo dimenticarci della marcia militare di fine missione dove si vedeva il soldatino saltare per la felicita’ di aver concluso la missione??
    Splendido gioco davvero e versione PC inguardabile e con una sezione audio ignobile!

  • # 19
    Simon71
     scrive: 

    Purtroppo pure essendo vicinissimo agli “anta” non ho mai giocato ne a questo gioco ne ad altri…A dire la verità Amiga l’ho “scoperto” solo anni e anni dopo. Ai tempi, dopo la prima ondata elettronica con i vari Spectrum, C64 e cloni, che per me durò pochissimo non mi interessai più di computer per molti anni. Per i giochi passavo ore ed ore in sala giochi con gli amici, tornato a casa mi dedicavo ad altri hobby.Riscoprii i pc al lavro nel ’93 già in piena epoca Windows, e mi riavvicinai ai gochi per Pc solo nel ’98…Proprio quando uscì un certo Half Life….Ma quella è un’altra storia…
    Saluti

  • # 20
    Rino
     scrive: 

    Cannonfodder torno a ripetere ottimo capolavoro, ci si divertiva e come, scrivendo questo ricordo anche rick dangerous, shadow of the beast sempre per amiga..

    nostalgia animale di quei tempi..

    grandiosi anche mazinga z goldrake e mi fermo per non andare fuori tema..

    Pena il tempo passa e se ne frega di tutto…

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