di  -  mercoledì 5 maggio 2010

Il fallimento della Commodore nel 1994 penso sia stato uno dei più brutti colpi che un fanatico pseudoreligioso potesse subire. E’ un po’ come se il totem di fronte al quale abitualmente ci si reca a pregare per trarre forza venisse improvvisamente colpito da un fulmine e incenerito, rimanendo inebetiti ripetendo il mantra “non può essere! Non può essere successo proprio a lui!”

Certo, ci sono poi state delle successive acquisizioni della casa, Escom in primis, con grandiosi progetti sventolati ai quattro venti (ricordo ancora quell’IPISA ’94 a tal proposito), ma nei fatti il tempo passava e nulla si realizzava, mentre l’unica cosa concreta era il passaggio di mano delle etichette Commodore e Amiga, smembrate e passate a non so quante società.

Alla fine, insomma, una persona matura si rassegna, ne prende atto, e la rassegnazione fa, quindi, posto ai cari ricordi, che ogni tanto vengono rispolverati grazie all’uso di emulatori quali WinUAE, unica via per rituffarsi in un passato fatto di gioia e spensieratezza, attaccati all’immancabile joystick (o al mouse per capolavori quali Cannon Fodder, ad esempio, di cui aspetto un bell’articolo, magari al grido di “War has never been so much fun“).

Da qualche anno s’è, però, affacciata un’altra soluzione non più software, ma hardware, per poter rivivere i vecchi tempi. Si tratta di Minimig, progetto nato per riprodurre in hardware l’architettura degli Amiga; anzi, per essere più precisi, potremmo parlare di un vero e proprio nuovo “modello” di queste meravigliose macchine.

Un modello slim o lite, se consideriamo le ridotte dimensioni dell’apparecchio, persino più piccolo del già microscopico Amiga 600. Ovviamente la dotazione hardware non è la stessa e fare dei confronti diretti non è possibile, in quanto, ad esempio, non è dotato di floppy o hard disk, ma fa uso di memorie esterne MMC o SD (da qui in poi parlerò sempre di SD) per memorizzare le immagini di essi.

La comodità, da questo punto di vista, è eccezionale: dischi (anche se il fascino del floppy da inserire, con l’immancabile ronzio della testina che si muove, è tutt’altra cosa) da cambiare, perché è possibile selezionare in maniera semplice e veloce quale file immagine caricare e utilizzare allo scopo.

In più la capienza è molto elevata, perché in una scheda è possibile inserire centinaia di immagini virtuali di floppy (come pure di hard disk, supportati con le versioni più avanzate di questo progetto), e inoltre il consumo risulta pure estremamente ridotto (non c’è nessuna meccanica in movimento).

La connettività è garantita dalle mitiche porte Atari, alle quali è possibile collegare i tradizionali joystick, mouse, trackball, paddle, ecc.. Sono presenti anche due porte PS/2 da utilizzare per la tastiera, e per mouse più a buon mercato, una porta seriale RS-232, e il classico jack per l’audio.

Un’uscita VGA garantisce il collegamento a un monitor anche LCD, e c’è da segnalare a tal proposito che il segnale generato viene automaticamente convertito dall’originale 15Khz dei vecchi televisori (supportato da ben pochi monitor ormai), a quello a 31Khz dei monitor più moderni. Tale utilissimo lavoro risolve un problema non di poco conto, e ricalca quello dello “scan doubler” in dotazione all’Amiga 3000, ma il monitor deve essere in grado di accettare un segnale video a 50Hz.

Dal punto di vista funzionale ci siamo: è una macchinetta che ha tutte le carte in regola per permetterci di rivivere abbastanza fedelmente quei momenti, ma rimane il dubbio di come sia stato possibile tutto ciò, visto che la Commodore è fallita, appunto, e nessuno produce più i chip custom che servirebbero.

Questi ultimi hanno fatto posto a un unico dispositivo, un FPGA Spartan-3 di Xilinx, che consente di simularne il funzionamento tramite un “programma” che descrive il comportamento delle loro funzionalità facendo uso di un apposito linguaggio (mi scuseranno gli esperti per questa spiegazione estremamente semplificata), che in questo caso è il Verilog.

Il vantaggio indiscusso di questa soluzione è rappresentato dal fatto che tale codice si può aggiornare facilmente. Quindi in caso di modifiche non c’è da buttare via i chip già rilasciati, come succede con le soluzioni tradizionali, ma è sufficiente caricare il nuovo programma.

Il codice di Minimig ha, infatti, subito numerosi cambiamenti dal progetto originale elaborato da Dennis van Weeren (che lo ha messo a disposizione, assieme agli schemi, sotto licenza GPLv3), a causa della progressiva conoscenza del funzionamento degli originali chip custom (a cui si sono aggiunte col tempo anche altre comode funzionalità), permettendo di ottenere un’elevata compatibilità.

Al suo caricamento nell’FPGA provvede un altro piccolo chip, un PIC 18LF252/SP marcato Microchip (ma è possibile montare anche un ARM, che consente di emulare fino a 4 floppy e l’hard disk, contro i due soli floppy del PIC), che si attiva all’avvio del sistema e che provvede a interfacciarsi con la memoria SD, leggendo il file in cui esso è contenuto, facendo poi partire il sistema, e rimanendo in funzione in qualità di emulatore del floppy (leggendo le relative immagini sempre dall’SD).

Allo scopo anche il PIC viene programmato con un codice minimale allo scopo, e che ovviamente subisce molte meno modifiche (anzi, generalmente si programma una sola volta e poi ci si dimentica della sua esistenza).

Ma il concetto importante da sottolineare è che Minimig rimane una piattaforma estremamente flessibile grazie alla programmabilità, cosa che ha dato la possibilità di farla evolvere molto velocemente, con contributi forniti anche da terze persone, fra le quale alcune hanno poi realizzato le versioni più moderne e le mantengono tuttora.

La CPU utilizzata è un 68000 fornito da FreeScale, spin-off della casa madre Motorola dedicata esclusivamente alla realizzazione di microprocessori e affini, il che garantisce timing delle istruzioni estremamente accurati e, quindi, un’elevatissima compatibilità con applicazioni e giochi da questo punto di vista.

Utilissima è l’opportunità di impostare il clock del microprocessore dai 7Mhz “canonici”, a 14 o 28Mhz, ma gli ultimi esperimenti hanno permesso di superare anche i 50Mhz, offrendo pertanto prestazioni anche più elevate degli Amiga reali.

Ovviamente l’overclock più spinto riguarda le CPU che riescono a reggerlo, ma è una condizione che si verifica spesso (per lo meno con le versioni a 20Mhz), in quanto si tratta di un vecchio processore di pochi transistor, ma processo produttivo abbastanza moderno.

A ciò si aggiunge il notevole contributo dato dalla memoria installata, che non è un “monolite grezzo”, ma risulta configurabile in diversi “tagli”. Togliendo i 512KB riservati al Kickstart, quella da 2MB permette di scegliere se far vedere al sistema i classici 512KB di chip ram (l’unica memoria accessibile dai chip custom), oppure 1MB di chip ram, o ancora 512KB di chip ram e 512KB di slowram.

Con 4MB si arriva alle migliori configurazioni, rappresentate da 2MB di chipram e 1,5 di slow ram, che garantiscono un’esperienza più appagante, specialmente utilizzando un hard disk virtuale e le versioni dei giochi lanciabili da quest’ultimo.

Il chipset emulato da Minimig è l’OCS e, in parte, l’ECS, mentre è selezionabile il tipo segnale televisivo, PAL o NTSC.

La possibilità di poter variare la configurazione al volo è indiscutibilmente il punto di forza di questa soluzione rispetto a un tradizionale Amiga, le cui caratteristiche erano predefinite o, comunque, rimanevano tali dopo un eventuale aggiornamento. Questo permette di risolvere i problemi di compatibilità in particolare coi giochi, che tante volte erano realizzati male e non funzionavano se non su precise piattaforme.

Allo scopo sarebbe opportuno che la comunità che vi gravita attorno realizzasse un database dei videogiochi Amiga, che ne riportasse le precise caratteristiche e limiti di compatibilità, in modo tale che Minimig possa cambiare automaticamente la configurazione del sistema utilizzando quella migliore sulla base della lettura di tali informazioni dal file caricato nella SD.

Per caratteristiche intendo, ad esempio, anche la possibilità di leggere il disco a velocità doppia rispetto all’originale, riducendo i tempi caricamento dei giochi, che possono essere elevati (d’altra parte è come se stessimo usando un Amiga vero e proprio).

Si tratta di una serie di informazioni estremamente utili che consentirebbero di fruire dei vecchi giochi nella maniera più godibile possibile, senza troppi sbattimenti nella ricerca della configurazione migliore, e soprattutto evitando a ogni utente di ripetere le stesse, seccanti, operazioni.

Al momento manca il supporto AGA, che arriverà con un modello più avanzato basato su un altro progetto, di cui parlerò quando sarà finalmente disponibile (attualmente si trova ancora in fase di sviluppo) e che promette faville, ma la carne al fuoco è già tanta col solo Minimig, che non mancherà di riscuotere i favori dei numerosi amighisti che ancora oggi si contano.

54 Commenti »

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  • # 1
    Fog76
     scrive: 

    Meraviglioso progetto… Ma mi sorge una domanda provocatoria, come mai, nel 2010, c’è tanta voglia di Amiga? Solo nostalgia o… voglia di qualcosa di diverso?

    Ciao a tutti…

  • # 2
    cip060
     scrive: 

    perche amiga e’ ancopra vivo sia nella memoria che nella realta se non segui amiga non puoi sapere MOLTE COSE !!

  • # 3
    andres
     scrive: 

    Io il Minimig lo definirei un vero e proprio clone Amiga, come negli anni 90 lo furono per tutt’altri scopi Casablanca e DraCo…
    Bellissimo articolo comunque!

  • # 4
    Alex
     scrive: 

    La voglia di Amiga deriva dalla noia dei sistemi Windows. Dalla loro introduzione di massa non c’è stato mai nulla che ci abbia colpiti ed entusiasmati come l’Amiga. Forse solo la Apple è stata in grado di presentare qualcosa di accattivante ma è un mondo a parte fatto troppo di VIP senza anima.

  • # 5
    D
     scrive: 

    I floppy si possono caricare solo come immagini sulla sd o si può montare un lettore originale ?
    La versione AGA non supporterà magari anche la pcmcia e la clock port ?

  • # 6
    Wilfrick
     scrive: 

    Perchè un pc lo si vede solo come uno strumento asettico (e non potrebbe essere diversamente) e molte volte verrebbe pure voglia di dargli due calci, un mac è facile detestarlo non per sua colpa ma per il nervoso che fanno venire i suoi fans solamente sentendoli parlare ed il design che ha è da fighetti, troppo principino facilmente disprezzabile (bauscia de milan col suv)…. un Amiga è tutt’altra cosa: ha “anima”, ti fa innamorare, solo girando nel WB hai la sensazione di toccare qualcosa di “vivo”… come sfiorare una donna e sentire il suo brivido (solo per esempio stupido: vi ricordate come si muoveva il puntatore del mouse? come si aprivano le finestre? possibile che un quadcore con una gf480483278754gtxyz16vturbointercooler sembra sempre che disegni e cancelli la freccetta quando la si sposta, tanto da fare piccoli scattini? – se non avete mai provato un Amiga non potete capire la differenza – e sto parlando solo di frivolezze esteriori, quando poi ci si addentra nell’architettura e nel SO allora lì si piovono mazzate ed escono le lacrime…).
    Vedremo se davvero quest’estate uscirà AmigaOne X1000, ci credo poco visti questi 15 anni di annunci disattesi, ma la speranza di vedere un nuovo Amiga fa balzare il cuore in gola (anche se sicuramente non saremo di fronte ad un computer con cui si potrà avere il medesimo feeling che c’era oltre 15 anni fa… i chip custom ce li sognamo…).

  • # 7
    Michele Fabbri
     scrive: 

    Molto interessante il Minimig tanto che mi piacerebbe acquistarlo, però ho visto il prezzo presso un noto rivenditore italiano, ma a quel prezzo si prende una scheda madre itx atom dual core fanless con ram e case sul quale far girare linux e emulatore, dite che ne vale la pena? Che vantaggi ci sarebbero ad usare Minimig, a parte forse l’avvio immediato che comunque potrebbe essere compensato da una distribuzione di linux minimale.

  • # 8
    Darsch
     scrive: 

    Ok, inizio a mettere da parte i soldi!

  • # 9
    andres
     scrive: 

    @Wilfrick
    E’ vero, il mobimento puntatore mouse degli Amiga Classic era una cosa completamente diversa, quello dei sistemi Windows sembra finto: è una sensazione completamente diversa…
    Peraltro, non ho mai visto, nemmeno su un Pc ultramoderno al top, uno scrolling pulito come certi software Amiga Classic.

  • # 10
    Carlo
     scrive: 

    E gli screen a risoluzioni diverse che scendevano facendo vedere quello che c’era sotto ??

    Non parliamo poi dell’ordine nelle directory di sistema, è vero che dopo un po c poteva diventare una bolgia, ma gestendo bene la startup-sequenze o meglio la user-startup si poteva tenere tutto decisamente pulito ed ordinato e poi non scordiamo una cosa:

    C’era un WorkBench completo di tutto punto con una CPU a 7 MHz e 521 KByte di RAM !!!

    Sono curioso di vedere cosa verrà dopo la Minimig, chissa che non sia tornata l’ora di smanettare su di un Amiga.

  • # 11
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @andres: io sono andato un po’ più avanti e l’ho definito un altro modello di Amiga. Poi il titolo è abbastanza eloquente. :D

    @D: non puoi montare il floppy originale. Funziona tutto con le immagini virtuali dei dischi, caricate nella MMC/SD.

    La versione AGA non supporterà né PCMCIA (almeno per adesso sembra così) né la clock port. Anche perché non abbiamo un vero e proprio Amiga costituito dai chip custom separati e interconnessi fra di loro, ma quasi tutto l’hardware viene simulato con l’FPGA.

    Quindi funzionalmente l’hardware possiamo dire che è praticamente lo stesso, ma l’implementazione è diversa.

    @Wilfrick: d’accordo su quasi tutto, tranne per AmigaOne X1000, che per quanto mi riguarda NON è un Amiga, perché non ha nulla di quella macchina, se non il nome (e il s.o., che sicuramente vale, eh!).

    @Michele Fabbri: si tratta di prodotti differenti. Il costo è più o meno quello, ma Minimig puoi considerarlo un Amiga e, in tal senso, è decisamente immediato. Inoltre dovrebbe consumare molto meno rispetto a un sistema con l’Atom, e permette di collegare joystick e mouse con l’interfaccia Atari in maniera “nativa”.

    Diciamo che se ti piace goderti un’Amiga “quasi vero”, ne vale la pena. Altrimenti l’Atom è come la mia XBox moddata: una retrogaming station, ma che non mi ricrea le stesse sensazioni.

    @Carlo: sì, ci sono anche gli schermi scrollabili fluidamente, con risoluzione, colori e modalità diverse. E’ proprio un Amiga, e… va usato esattamente come tale. :D

    Dopo Minimig arriverà ovviamente un sistema migliore. Più compatibile, più performante, supporterà più periferiche, e a quanto pare sarà pure più ridotto come spazio occupato (e considera che già Minimig è un dispositivo minuscolo).

    Ma ci sono dei ma: non si sa ancora quando arriverà, e quale sarà il suo costo effettivo (si parla di 200€, ma mi pare difficile onestamente per tutta la roba che si porta dietro; ovviamente spero che sia quello il prezzo, e magari qualcosa di meno).

  • # 12
    Wilfrick
     scrive: 

    Hai ragione Cesare, X1000 non sarà un vero Amiga e pure a me da fastidio chiamarlo Amiga (addirittura io sono ancora più fondamentalista di te in quanto Amiga, anche se non ti piace sentirlo dire, era Commodore, intesa come gruppo di geniali ingegneri che hanno proseguito, nonostante avessero i bastoni tra le ruote, il lavoro di Miner e sono riusciti a tirare fuori il prototipo del AAA e, strozzati, a rendere operativo l’AGA, che noi ora critichiamo in tutto e per tutto, ma non è che al tempo facesse proprio schifo… mi brillavano gli occhi usando il mio 4000, pertanto mi è difficile slegare il nome Amiga da Commodore, che lo ha si abissato, ma lo ha pure portato in vetta (…) ) tuttavia sarà l’unico computer che porterà avanti questo SO…. non sarà un Amiga, ma è tutto ciò che di moderno potremo avere (per ora, poi ariverà uno con 30 miliardi di euro e svilupperà per sfizio il 68100 ottico quantistico e un nuovo Denise che genera ologrammi in tutta la stanza e allora avremo ancora Amiga ;)))

    Questo Minimig è molto interessante, ma da vecchio utilizzatore del 4000 per lavoro (e qualche volta per gaming) non posso che aspettare la versione AGA… non che ci si voglia e possa lavorare, ma sarebbe già qualcosa di più “””professional”””…
    Ciao

  • # 13
    TheKaneB
     scrive: 

    @Wilfrick: se vuoi qualcosa un po’ più “professional”, con tanto di processore PPC da 800Mhz, grafica 3D (con Radeon 9250), ecc.. ecc… al momento esistono le schede Sam440ep e Sam440ep-flex. Vengono vendute con AmigaOS 4.1 in bundle, che include (tra le altre cose) anche un emulatore per far girare i vecchi programmi 68k in modo trasparente. Sul mio sito trovi qualche altra informazione e il link diretto al sito del produttore (italiano), basta cliccare sul mio nick.

    Volendo, esiste anche MorphOS, che gira sugli economici MacMini PowerPC G4 della Apple. Non ha il nome ufficiale di AmigaOS, ma in quanto a caratteristiche, stabilità, velocità, supporto hardware e software (anche con i vecchi programmi 68k) è addirittura superiore!

    Ciao!

  • # 14
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io spero ancora in AROS, anche se come progetto che è secondo soltanto a GNU/Hurd quanto a tempo di gestazione.

    Prima o poi arriverà anche un articolo per la “controparte software” del Minimig, cioè proprio AROS. Nella speranza che gli sviluppatori si sveglino e arrivino alla fatidica 1.0 finale per poter, quanto meno, rimpiazzare la ROM originale del Kickstart.

    Personalmente se devo spendere tutti quei quattrini per un computer basato su PowerPC (scusatemi, ma non riesco proprio a chiamarlo Amiga), allora tanto vale prendere una soluzione basata su Atom, come suggeriva un lettore, e farci girare WinUAE e tonnellate di altri emulatori…

  • # 15
    D
     scrive: 

    “Io spero ancora in AROS, anche se come progetto che è secondo soltanto a GNU/Hurd quanto a tempo di gestazione.”

    Non saprei se sperarci ancora. Ho provato non molto tempo fa icaros e francamente, assolutamente, non ci siamo, non ci siamo proprio.
    Instabile come pochi, gui completamente mal funzionante, intere parti del sistema praticamente inesistenti, ovviamente con queste premesse zero driver. Bah… cassato in attesa di tempi migliori sempre che ce ne saranno.
    Se proprio vorrò un amiga mi rivolgerò altrove magari ad os4, sperando in un prodotto meglio curato.

  • # 16
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io ho provato la LiveCD di AROS un po’ di mesi fa (sarà passato poco meno di anno), e onestamente tutta questa instabilità non me la ricordo proprio.

    Tra l’altro mi sembrava anche abbastanza completo come ambiente.

    Va bene, a questo punto vuol dire che lo riproverò prima di parlarne. :)

  • # 17
    TheKaneB
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro: confermo che AROS al momento “è” usabile. Abbastanza stabile rispetto ad AmigaOS 4.1 (posso fare il confronto perchè li uso entrambi tutti i giorni). Comunque c’è anche MorphOS, che è superiore ad entrambi, e gira anche su MacMini G4… quindi volendo con poca spesa si può avere una macchina Amiga-like un pelo decente.

    Rimanendo in ambito x86, comunque, il top della compatibilità hardware di AROS spetta all’Acer AspireOne 150 (un netbook che costa ormai pochissimo). Funziona praticamente tutto tranne il wifi, che è in via di sperimentazione, e dovrebbe arrivare più o meno fra 4 mesi in release.

    Un articolo su AROS non ci dispiacerebbe sinceramente :)
    Ciao!

  • # 18
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Considerato che da poco ho preso anch’io un netbook (un Samsung NP-N150-JA03IT, basato su Atom N450), lo (ri)proverò sicuramente prima di parlarne. :P

  • # 19
    G
     scrive: 

    il natami è un progetto molto più ghiotto a mio parere, se mai verrà comercializzato, sembra davvero l’amiga classic che non è mai uscito.
    Anche perchè a dirla tutto l’effetto di un minimig a me richiama troppo quello che mi darebbe tranquillamente winuae (a costo zero); e una questione di feeling, ho preferito rimettere in piedi un vero 1200 espanso… e “dimenticarmi” quando lo uso, degli ultimi 15 anni d’informatica.

    C’è voglia di amiga semplicemente perchè inizia a serpenteggiare una sana voglia di giustizia…

  • # 20
    TheKaneB
     scrive: 

    Io credo che un buon 50% della “voglia di Amiga” sia semplicemente dovuta al fatto che eravamo 15-20 anni più giovani quando usavamo Amiga, avevamo più spirito di curiosità degli utenti di computer attuali che hanno macchine astronomiche sottosfruttate per ca**eggiare su “faccia libro”, l’home computing era ancora tutto da scoprire e soprattutto eravamo senza internet. Tutta la nostra attenzione era sulla “macchina fisica”, i cui cicli di produzione e aggiornamento erano abbastanza lenti da permetterci anche di “affezionarci” ad essa. Oggi la macchina la usiamo per il 90% online (caso medio dello studente sfaccendato o dell’utente “normale” di computer), non importa “come” ci arriviamo online, può andar bene qualsiasi cosa che abbia una porta usb in cui attaccare una chiavetta, un browser e uno schermo. Non è più indispensabile nemmeno la tastiera o addirittura il mouse con l’avvendo massiccio delle interfacce touchscreen (che odio con tutto il cuore).

    E’ normale che in periodi di forte “alienazione” si voglia tornare un po’ indietro e riassaporare vecchie sensazioni che oggi non proviamo più. D’altro canto è lo stesso motivo che ci spinge ad ascoltare ancora musica anni 80-90 (chi di voi non ascolta gli AC-DC o i Dire Straits? :D ), a disprezzare le mode attuali (ragazzini che sfoggiano pettinature imbrobabili, e vestiti ancora più improbabili il tutto corredato da un paio di cuffiette di colore bianco…).

    Ma da un punto di vista prettamente tecnico, oggi Amiga è un morto che parla: niente separazione degli address spaces, niente sandboxing, niente multiutenza (quindi tutti gli utenti sono automaticamente admin, con i rischi del caso), niente sistemi di permessi sul filesystem, nessun supporto moderno alla grafica 3D (solo qualche timida implementazione buggata e ridottissima di OpenGL senza supporto agli shaders), nessun supporto a linguaggi di programmazione e framework moderni (come Java e .Net) e potrei continuare ancora… insomma, la nostalgia è bella, ci tiene la mente sana, ma la realtà dei fatti è veramente dura da digerire… :)

  • # 21
    D
     scrive: 

    “Io ho provato la LiveCD di AROS”

    Io Icaros che fa praticamente lo stesso di lavoro di ubuntu rispetto a debian. Finchè lo si prova da live cd, sembra funzionare, poi quando lo si installa cambia tutto.

    “Abbastanza stabile rispetto ad AmigaOS 4.1″

    Dal momento che spinto dalla curiosità per X1000 avrei una mezza voglia di farmi questo sistemino al prossimo pianeta amiga mi dici un po’ come siamo a livello di stabilità generale ?
    Con aros posso soltanto dire che programmi e gui hanno una marcata tendenza di crashare a random freezando il sistema, a volte a livello di grafica, altre piantando il disco.
    La gui per qualche ragione si rifiuta di applicare i cambiamenti che le vengono commissionati a meno che non si riavvii (ed a volte, neppure questo basta).
    Questo proprio in due frasi.

    L’os ufficiale è un pochino migliore di sto scempio ?

  • # 22
    G
     scrive: 

    secondo me è poco importante cosa attualmente sia amiga, uno zombie, un ricordo, un emulatore, una passione vintage(io!), un sistema operativo che arranca, l’x1000, ognuno celebra quel nome come meglio preferisce… ma il fatto che tutto ciò ci sia è per me la “voglia d’amiga” e non si basa soltanto sul ricordo nostalgico, perchè se tutti avessimo avuto la libera possibilità, e non la scelta praticamente forzata, di passare ad altri hardware/s.o, o ad altri usi del pc, non staremmo certamente ancora qui a parlarne…

  • # 23
    TheKaneB
     scrive: 

    @D: io ho la possibilità di usare un PegasosII con processore PPC G4 @1GHz, con sopra AmigaOS 4.1 Update 1 (il 30 aprile scorso è uscito l’update 2, devo ancora installarlo per vedere le differenze). La mia esperienza non è molto positiva. Mediamente crasha 4-5 volte in un paio d’ore… Icaros Desktop 1.2 su virtualbox è più stabile, e di molto anche.

    Alcuni utenti di OS4.1 con hardware Sam440ep e i vecchi AmigaOne A1 invece confermano un’esperienza opposta alla mia, cioè che l’OS è stabile. Quindi sospetto che l’instabilità nel mio caso sia dovuta ad un difetto hardware oppure a qualche driver buggato. Se vuoi quindi qualcosa di stabile, punta su Sam, almeno hai la certezza di un hardware “rodato” e testato. L’x1000 sarà qualcosa di nuovo, certamente più potente, ma l’OS attuale non sfrutterebbe comunque quella potenza (ad esempio, la cpu sarà dual core, ma l’OS non gestisce il SMP, quindi vedrà un solo core), quindi avresti poche differenze rispetto alla ben più consolidata Sam440.

    Inoltre la Sam è prodotta dalla stessa azienda (italiana) che produce il Minimig dell’articolo, molto seria ed affidabile, e fornisce un’ottima assistenza tecnica.

  • # 24
    TheKaneB
     scrive: 

    @G: quello che dici è parzialmente vero, ma nel 1994, ultimo anno di produzione degli Amiga, la tecnologia Amiga non era più all’avanguardia come lo era stata nell’85. La strada dei chip custom sarebbe comunque terminata, a favore degli standard IBM, e l’amiga sarebbe diventato un competitor di Apple, con la sua piccola nicchia di appassionati. Già ai tempi l’OS iniziava a perdere il suo smalto, con la mancanza della protezione della memoria, della multiutenza e con l’aggancio ad un’architettura (la 68k) che ormai era stata dichiarata morta da Motorola. Il passaggio a PPC l’avrebbe probabilmente salvata per un certo periodo, ma si sarebbe comunque dovuto migrare presto o tardi all’x86, per rimanere competitivi come tecnologia. A quel punto avremmo solo dei PC con lo stemma Amiga sul case e una palla a scacchi morsicat… emh… rotolante :D

  • # 25
    D
     scrive: 

    “Quindi sospetto che l’instabilità nel mio caso sia dovuta ad un difetto hardware oppure a qualche driver buggato. Se vuoi quindi qualcosa di stabile, punta su Sam, almeno hai la certezza di un hardware “rodato” e testato. L’x1000 sarà qualcosa di nuovo, ”

    Però l’X1000 essendo prodotto a 4 mani con Hyperion dovrebbe essere in teoria super ottimizzato mentre qualcosa mi porta a temere per la nuova Sam460 che rischia di finire in seconda fascia (la 440 l’ho evitata perchè troppo scarsa e capiamoci, non si può pretendere un rilancio di amiga mettendo sul mercato roba che rischia di non giocarsela neanche con un netbook)

  • # 26
    TheKaneB
     scrive: 

    @D a dire il vero, è la Sam la piattaforma di sviluppo ufficiale di OS4.1 (e forse per questo su Sam è stabile, mentre sul mio pegasos non tanto) :-p di questo X1000 ancora non si sa nulla di concreto. Spero sia una grande macchina, ma al momento non possiamo dire nulla di più che le nostre opinioni personali. Sulla Sam invece possiamo parlare anche con test e benchmark alla mano :-) In ogni caso, aspettati un prezzo proporzionale a quello della Sam… cioè tanti eurini, probabilmente sopra i 1500…

  • # 27
    jpx
     scrive: 

    Hehe, non c’è niente da fare: ogni articolo Amiga-related genera un copione ben preciso di commenti: fantastoria su ciò che poteva essere, gente che ragiona col senno di poi (facile, eh?), gente che tesse le lodi dell’OS sempre all’avanguardia, subito smentita da gente che la mena con i soliti discorsi di protezione della memoria, memoria virtuale, multiutenza (intanto AmigaOS ovunque lo usassero spaccava il c…o ai moscerini in volo a suo tempo, ma guarda un po’!) Poi: amore/odio verso CBM, amore/odio verso PPC… oramai sembriamo i vecchi in osteria! ;D

    On topic: ho avuto il piacere di conoscere di persona Dennis e di tenermi in contatto con lui (a dire il vero è sparito da un annetto). Una sua intervista ad opera del sottoscritto è pure finita su un diskmag di qualche anno fa (Jurassic Pack).
    Ora come allora sono convinto che MiniMig sia la miglior cosa capitata alla Comunità dal 1994. Non tanto di per sé (anche se basterebbe, a dire il vero), ma per la filosofia che ha battezzato. TG68, FPGArcade, Natami (se mai ce la faranno) devono tutto all’intuizione di questo ragazzo di gran modestia, umiltà, concretezza e saggezza (annunciò al mondo MiniMig un anno DOPO averlo disegnato, non PRIMA come molti amano fare…) ;)

  • # 28
    andres
     scrive: 

    Da un punto di vista ufficiale e “storico” gli AmigaOne sono la strada decisa una decina d’anni fa da Amiga Inc. per sostituire gli Amiga classici, quindi sono Amiga.
    AmigaOS 4.x è l’evoluzione diretta di AmigaOS 3.x, cui parte del codice è stato portato su architettura PowerPC, parte riscritto.
    Però ufficialmente l’evoluzione di Amiga è stata questa.

    Poi è chiaro, a livello personale ognuno ha il suo punto di
    vista… ed è giusto che sia così…
    le Alfa Romeo di oggi sono “vere” Alfa Romeo? oppure l’ultima vera Alfa Romeo è stata la 75?
    A livello ufficiale quelle attuali sono Alfa Romeo, per alcuni però non lo sono più…

    Io la vedo così:
    – gli AmigaOne sono computer Amiga ufficiali
    – la serie Sam4x0 (ACube) e i Pegasos II (bPlan) sono sistemi Amiga, essendo hardware su cui gira AmigaOS

    Va detto poi che Amiga nacque in Hi-Toro/Amiga Corp., non in Commodore.
    E anche se Amiga fosse rimasta nelle mani di Commodore, oggi sarebbe sicuramente qualcosa di molto, molto diverso dall’architettura degli Amiga classici…
    Oggi Amiga è un sistema di nicchia, per appassionati di Amiga o di informatica alternativa…

    Tutto questo secondo me, chiaramente…

  • # 29
    pippo
     scrive: 

    ma dove si compra ?

  • # 30
    jpx
     scrive: 

    Ah, ecco: avevo dimenticato di aggiungere al “Prontuario del Perfetto Vecchio Brontolone da Osteria Informatica” l’annosa questione “Cos’è / non è Amiga?” ;D

    Scherzi a parte, visto che ci sono dico la mia, ma non userò pensieri e parole miei.
    Da una (bellissima) intervista del solito Dave Haynie:

    Q: What does Amiga mean for you?

    A: Too many things, you have some already listed here. Big companies often do moderate to poor engineering because they don’t understand a simple fact: engineering is the artful application of scientific principles. Science itself, largely there’s something out there to discover, and your creativity is in the way you reveal some truth. In engineering, there is no single truth, no one right answer; there’s a canvas, and you paint it your way, only with chips or gates or subroutines rather than actual paint.

    That’s the Amiga, and if you understand it, versus the mainstream, you’ll understand what I’m talking about here.

    (fonte: http://landley.net/history/mirror/commodore/haynie.html)

    In quest’ottica, qualunque MiniMig (o derivato) starà sempre 1000 spanne al di sopra di qualunque AmigaOne (o derivato). IMHO.

  • # 31
    andres
     scrive: 

    @pippo

    http://www.acube-systems.biz/index.php?page=hardware&pid=3

    per inciso, ACube è anche il produttore dell’hardware Sam4x0
    Se per caso fosse vietato includere nei commenti link a siti commerciali, mi scuso in anticipo.

  • # 32
    D
     scrive: 

    “a dire il vero, è la Sam la piattaforma di sviluppo ufficiale di OS4.1 ”

    E voglio sperare che rimanga così ma sai riguardo al x1000 è la stessa a-eon a tirare in ballo Hyperion e quest’ultima non smentisce affatto. Anzi quando ti iscrivi alla loro newsletter finisci dirottato su Hyperion. Insomma c’è un certo tono di ufficialità.

    “cioè tanti eurini, probabilmente sopra i 1500…”

    Sarebbero dei pazzi a pretendere una simile cifra. Secondo me non vanno oltre gli 800 e con un migliaio di euro si fa il sistema completo senza passare da intermediari.
    Amiga va rilanciata perchè al momento semplicemente non esiste tranne che per i fanatici.
    Amiga attualmente non possiede un vero mercato, non possiede software professionale di riferimento (escludiamo pure la roba vecchia emulata) e se proprio vogliamo non è neanche cool come un mac quindi niente vip in massa che spendono cifre a tre zeri per qualcosa di cui non si sa bene a che serve come succede con l’ipad.

    Capisco che i costi di realizzazione di una piattaforma hardware non sono indifferenti, soprattutto quando le quantità sono modeste ma se si crede veramente di rilanciare qualcosa facendo pagare il tutto cifre da capogiro (soprattutto con i venti di crisi globale che tirano, altro che i mutui usa) allora sono morti prima nascere e quando se ne accorgeranno non ci sarà più nessuna amiga in futuro tranne progetti come minimig e natami.

  • # 33
    Fog76
     scrive: 

    Eh eh eh eh… lo sapevo che scoppiava la “bagarre”.

    @cip060
    Il mondo Amiga lo segue da sempre… Perciò la mia era una domanda “provocatoria”.

    Spero molto in X1000, ma visto il prezzo di lancio… difficilmente la comprerò… Chissà, ho una grande tentazione di acquistare il minimig, anche ACube mi solletica parecchio.

    Ciao.
    P.s. È vero, il pc è divenuto uno strumento senz’anima :-)

  • # 34
    Nessuno
     scrive: 

    Domanda.
    Io ai tempi programmavo l’Amiga sotto il SO, quindi niente accessi ai chip custom o roba del genere.
    Se oggi volessi tornare a fare programmi per il SO Amiga (e magari rispolverare vecchi sorgenti ormai ammuffiti), qual è la soluzione migliore?
    Ho provato WinUAE, ma è incentrato sull’emulazione dei chip custom, è lento e non supporta i tool di debug (enforcer hits per esempio).
    C’era il progetto Amithlon, ma poi non è più stato sviluppato e mi sembra fosse compatibile solo con qualche pezzo di HW oggi ormai introvabile.

    Cosa dovrei usare per avere un sistema che faccia girare semplicemente l’Amiga OS ma con prestazioni moderne?

  • # 35
    Nessuno
     scrive: 

    Ah, dimenticavo.
    C’è una cosa che ancora manca ai moderni SO. La possibilità di dare i nomi ai dispositivi (anche quelli rimovibili) e usare tale nome come percorso per un file.
    L’uso di questa cosa tramite rimappatura dei device era davvero comoda, sicuramente molto meglio che usare A: B: C: in maniera generica e permetteva di trasferire intere applicazioni e relativi dati in maniera facile. Oggi se ti permetti di cambiare il nome alla directory in cui hai installato qualsiasi applicazione ottieni solo una serie di errori incomprensibili che non lasciano altro spazio a disinstalla/reinstalla.

    Certo che pensare che l’intero SO dell’Amiga (ROM incluse), oggi potrebbe girare senza alcun problema all’interno delle cache dei processori moderni… immaginatevi quale velocità si avrebbe in un sistema da qualche GHz facendo il confronto con il sistema originale che girava su un micro a 7MHz con accesso alla memoria lentissimo!

    E manca un’altra cosa… il linguaggio AmigaE… typeless con possibilità di mischiare liberamente codice ad alto livello con l’ASM… ma trovato nessun linguaggio così bello da usare.

  • # 36
    joe4th
     scrive: 

    xFog76: tanta voglia di Amiga? forse perché per molti di noi, come afferma Cesare, riconduce a un periodo di spensieratezza, oppure perché probabilmente si è “stanchi” delle architetture PC sia hardware che software, Linux con i suoi continui aggiornamenti, sempre orientato al futuro (tutti i bug saranno corretti nella PROSSIMA release, intanto tenetevi i vecchi e anche un po’ di nuovi), oppure Windows, sempre orientato al passato (deve essere compatibile o meglio facciamo vedere che lo sia, C:\), i virus, il Mac sempre orientato alle st…ate e a “rifilare” qualcosa, i browser con i popup, gli anti-questo, anti-quello…; tutti sistemi che ci hanno reso piu’ insicuri…

    Paradossalmente però anche Amiga aveva le sue grane, le tonnellate di floppy ciucchi, i continui guru-meditation (per chi non aveva il GOMF…) ma i ricordi positivi superano di gran lunga quelli negativi…

    E’ bello ritrovare i vecchi fan di IPISA…

    Siete bellissimi! E’ incredibile come chi abbia incarnato la filosofia Amiga, sia a sua volta egli stesso filosofo e ne sappia dare a suo modo una rappresentazione.

  • # 37
    Marco
     scrive: 

    “E manca un’altra cosa… il linguaggio AmigaE”

    http://cshandley.co.uk/portable/

  • # 38
    Marco
     scrive: 

    “Se oggi volessi tornare a fare programmi per il SO Amiga (e magari rispolverare vecchi sorgenti ormai ammuffiti), qual è la soluzione migliore?”

    In che linguaggio sono scritti?

    “Ho provato WinUAE, ma è incentrato sull’emulazione dei chip custom, è lento e non supporta i tool di debug (enforcer hits per esempio).”

    WinUAE supporta benissimo RTG. Lento? E’ di gran lunga più veloce di qualsiasi 68060. Enforcer e gli altri tool di debug (findhit, codeprobe, memguard… ) funzionano benissimo, basta che scegli di emulare il 68040 + MMU.

  • # 39
    D
     scrive: 

    “i continui guru-meditation”

    Solo con i programmi scritti male.

    Ai giorni nostri con tutti i layer che dovrebbero garantire compatibilità e protezione, dovrebbe essere impossibile avere programmi che mandano in crash il sistema invece ci ritroviamo a fare i giocolieri in equilibrio su un barattolo sopra la torre del jenga a far girare i cerchi con la caviglia sopra la testa.

  • # 40
    Nessuno
     scrive: 

    Devo essere rimasto indietro, dato che l’ultima volta che ho usato WinUAE non c’era modo di far andare l’enforcer hit che crashava all’avvio (e dopo decine di aggiornamenti dell’emulatore in cui non andava ho rinunciato definitivamente). Proverò a rispolverarlo.
    La maggior parte del codice l’ho scritto in C, ma ho anche progetti in AmigaE.

    Il progetto PortablE sembra interessante, ma non è proprio il linguaggio E che era tutt’uno con l’architettura Motorola. E poi l’hanno tipizzato! Eresia… era l’unico linguaggio in cui si poteva programmare ad oggetti senza tipi!

  • # 41
    Nessuno
     scrive: 

    “WinUAE supporta benissimo RTG. Lento? E’ di gran lunga più veloce di qualsiasi 68060″
    Sì, OK, ma sono su un proc che va a 3GHz (tre gigahertz!) non 50MHz con una scheda grafica che è circa 100 volte più veloce delle vecchie RTG per Amiga. E quindi per me è lento. Vorrei avere un emulatore che si preoccupa solo della parte del micro, non dei chip customm (alla DraCo insomma). Efficienza massima a discapito della compatibilità.

    Dopo Amithlon non c’è stato null’altro?

  • # 42
    andres
     scrive: 

    @Nessuno
    ma se vuoi programmare punta agli Amiga NG e ad AmigaOS 4.x, dove c’è tantissimo bisogno di programmatori e un sacco di lavoro da fare… (consiglio puramente personale, naturalmente)

  • # 43
    Nessuno
     scrive: 

    Ad avere tempo potrei anche farci un pensiero.
    Ma ora come ora risusciterei a tempo perso dei vecchi progetti solo per il piacere di ritornare a programmare come mi è sempre piaciuto, ovvero senza tutti gli strati che sono oggi inclusi nei moderni SO che apparentemente semplificano la vita ma che in realtà sono trappole in cui districarsi per riuscire a fare le cose come si vuole, e non come i vari framework ti impongono di fare.
    Soprattutto mi piaceva l’idea di estrema efficienza dell’OS che faceva l’OS vero, senza interporsi continuamente tra la mia applicazione e il resto del mondo.

    Ho usato per tanto tempo il BlacksEditor di Marco Negri di cui ho il codice sorgente (datomi da lui stesso) e sul quale avevo fatto qualche lieve modifica pubblicata su Aminet, oltre al tool BAH che permetteva di avere una toolbar con pulsanti completamente configurabile (scritta in CreativE, estensione dell’AmigaE) che si interfacciava all’editor tramite quella genialata chiamata Arexx.
    Mi manca tutto questo, oggi che con Windows mi tocca programmare principalmente tramite VisualStudio, .NET e strumenti (del demonio) analoghi.

  • # 44
    Fog76
     scrive: 

    @Nessuno
    Cito:”oggi che con Windows mi tocca programmare principalmente tramite VisualStudio, .NET e strumenti (del demonio) analoghi.”

    Quanto ti capisco… :-)

  • # 45
    TheKaneB
     scrive: 

    @Nessuno: ti quoto in pieno! Per questo motivo mi diletto a fare esperimenti su vecchi computer o console da gioco (come il Nintendo DS, architettura ARM), con i kit homebrew, proprio per l’assenza dell’OS o comunque per un OS che è veramente minimale (filesystem, threads, drivers di periferica e basta)

  • # 46
    Flare
     scrive: 

    Stupendo! Mi ricorda per certi versi il C64DTV un Joystick con all’interno tutto l’hardware che emulava un Commodore 64, da collegare direttamente alla TV.

    Comunque, per restare in tema di “vecchi brontoloni nostalgici da osteria” (LOL) questi cosi, per quanto bellini anche esteticamente, non appagano l’occhio nostalgico come gli Amiga e i C=64 originali. A me esercita grande fascino anche il vecchio scatolotto degli antichi home computer. Rievocano giorni magici che non torneranno mai più. L’informatica oggi è cambiata radicalmente. Ci saranno altre magie nel nostro futuro, ma non più quelle.

  • # 47
    Mr_Aga
     scrive: 

    Ciao ragazzi,
    cavolo…io ho avuto l’Amiga ben 11 anni e vi garantisco che il fallimento nel 94 è stata una sberla!

    Anche io vivo con la nostalgia di Amiga….speriamo che ci sia un concreto volere di dare a questa bellissima macchina un proprio mercato!
    Magari qualche societa software potra far software…chissa…ma prima ci vogliono LE BASI che non abbiamo mai avuto Post fallimento Commodore!
    Anche io fui ad Amiga IPISA…. :)

    Mr_Aga

  • # 48
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Nessuno: prova Python, che gira anche su AROS, e poi mi dici. Non ha il supporto diretto all’assembly, ma per tutto il resto… no comment. 8-)

    Fine OT.

  • # 49
    Lorenzo
     scrive: 

    La Magia (Amiga è l’anagramma…) di riuscire ad aprire una finestra utilizzando solo le librerie di Intuition e un assemblatore (AsmOne .. seka ..) la MAGIA di utilizzare un DB shareware (AmigaBase) senza manuale cercando i comandi direttamente nell’eseguibile.. la MAGIA di collegare due Hard Disk (40MB) di copiare i file di sistema da un all’altro e avere tutto perfettamente funzionante su un altro AMIGA, la magia di scrivere un simil-TETRIS con AMOS…la MAGIA di guardare nei sorgenti quando possibile per imparare a programmare […] la magia di parlare ancora di AMIGA dopo ben 14 anni!!! AMIGA FOREVER

  • # 50
    WAmiga
     scrive: 

    @redazione
    Grazie per tutti questi articoli sul Commodore Amiga !

    Io ho ancora un A500 funzionante…
    Niente è stato come il Commodore Amiga per molti di noi.
    Io ho iniziato con TI 99/a poi C64, il c128 e poi l’Amiga 500…
    Avevo 13 anni !
    Ora utilizzo di tutto di tutto pc, Macbook, palmari, iphone…
    Nulla e’ stato rivoluzionario come l’Amiga sotto molti punti di vista e non credo si soltanto un fatto di nostalgia !

    Un saluto a tutti gli Amighisti :-)

  • # 51
    Nessuno
     scrive: 

    Già il Python. Dovrei dargli un’occhiata. Dopo il Rebol (Sassenrath, un genio)potrebbe essere un nuovo diversivo alla solita noia quotidiana.

  • # 52
    Rocco
     scrive: 

    Mi fa piacere vedere che non sono l’unico nostalgico. Tuttavia non comprerei mai un emulatore, non ha lo stesso fascino. Ogni tanto faccio una capatina in cantina in cui in un angolino ben protetto da polvere e sporco vive un Amiga 4000/040 a 25 Mhz con ben 16 Mb di RAM, il massimo per quella macchina, e ben 120 Mb di hard disk.
    un acquisto fatto nel lontano 1991 circa (non ricordo bene e’ una data che si perde nei ricordi) ben 20 anni fa. Qui preso dai ricordi magari faccio una partitina a turrican o ad altri vecchi giochi, girovago un po’ per il workbench, do un occhiata ad un vecchio raccoglitore con le fotocopie dell’ “Amiga Hardware Manual”, poi spengo il tutto. E con il sorriso e gli occhi lucidi di ricordi, i miei programmini, le demo in assembler 68000, le fatiche per seguire l’IPISA, torno in casa e riaccendo il mio MAC. forse l’unica macchina che oggi mi fa rivivere un po di quell’epoca con HW e S.O. proprietario. Il resto del mondo IT e rimasto solo lavoro con molte soddisfazioni e meno sogni, su windows, C#, oracle…

  • # 53
    Giacomo
     scrive: 

    @ Cesare:
    per quale motivo è stato scelto di usare un “vero” 68000 invece di replicarlo virtualmente con un FPGA?
    Non sarebbe stato più flessibile dal punto di vista progettuale e anche più economico?

  • # 54
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Perché l’FPGA non aveva abbastanza spazio per sintetizzare anche la CPU.

    Invece nel nuovo progetto che supporta anche l’AGA, il nuovo FPGA utilizzato si occupa di riprodurre anche la CPU e, cosa molto importante, sarà ovviamente customizzabile.
    Infatti al momento hanno soltanto un core 68000, visto che c’è un solo progetto open allo scopo, e stanno un po’ vedendo come realizzarne anche un 68020 partendo da questo, che è praticamente indispensabile per una macchina AGA.

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