di  -  giovedì 21 febbraio 2008

Free LinuxÈ questa la tesi di Vlad Donezal, un blogger che si definisce “Un geek interessato alla mente umana”, valsagli la menzione su Slashdot qualche giorno fa. Donezal, tra l’altro studente in psicologia, argomenta che sul valore percepito di un qualsiasi bene, influisce fortemente il prezzo di mercato.

Perché? Perché è provato che il prezzo al pubblico viene associato al valore intrinseco del prodotto – un esempio lampante è la diatriba avvenuta in Apple ai tempi di J.L. Gassèe. Perché di converso, gli esseri umani tendono a vedere con sospetto ciò che esula da logiche commerciali. Secondo il blogger dunque, anche ottenere Windows copiato rappresenterebbe per l’utente un valore aggiunto rispetto a scaricare gratuitamente una copia di Linux.


La tesi è interessante e, per quanto in ultima analisi non la condivida, ha il pregio di mostrare il problema da un punto di vista differente. Molte volte mi sono trovato in prima persona a incontrare lo scetticismo di utenti a cui ho proposto Linux, e non poche volte mi sono sentito chiedere: ma se è così valido perché è gratis?

Molto più spesso però, ho dovuto cedere ad obiezioni riguardanti le caratteristiche intrinseche dell’OS, non ultima la paura dell’incompatibilità con questa o quella applicazione, il supporto dell’hardware, l’esistenza di persone qualificate per l’assistenza e via discorrendo.

Per l’appunto, se Linux rappresentasse per chiunque una reale alternativa a Windows, Microsoft sarebbe forzata a rivedere pesantemente le proprie politiche di marketing per tener dietro all’avversario.

Il punto è che, allo stato attuale, il percorso di migrazione – vuoi per cultura, vuoi per la resistenza del quasi-monopolista, vuoi per variabili tecniche – non è alla portata che di una piccola parte degli utenti desktop, ed è comunque difficile per il signor Rossi che va a comprare il PC al figlio, distaccarsi dal “mainstream”.

Se il passaggio fosse totalmente indolore per il pubblico di massa, varrebbe lo stesso ragionamento che è valso per la musica: dal momento in cui è divenuto possibile approvvigionarsene gratuitamente via mp3-P2P, le major hanno dovuto rivedere i loro prezzi.

Insomma, l’influenza del prezzo sul prestigio, entro certi limiti, ha il suo peso: a patto però che si parli di prodotti del tutto analoghi o di politiche di prezzo differenti applicate allo stesso prodotto.

Saltare a piè pari questo fattore, produce inevitabilmente un’analisi parziale. Non a caso la comunità Linux, lungi dal tentare di farne un prodotto commerciale, sta procedendo nella direzione della semplificazione, affinché lo scontro con Windows sia sempre più ad armi pari.

7 Commenti »

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  • # 1
    BackInTime
     scrive: 

    Non sono convinto che Linux sul desktop non decolli perc il fatto che sia gratis. Linux è molto carente sotto aspetti come la compatibilità con l’hardware video di ultima generazione e il multimedia in generale.
    In più, spesso per far funzionare al meglio Linux bisogna spulciare le informazioni sui forum delle community legate alle varie distribuzioni. L’utente geek probabilmente è disposto a perdere ore per risolvere i propri problemi, magari puntando anche al compromesso. L’utente normale, invece, vuole un sistema che funziona senza troppe complicazioni.

  • # 2
    Beppe
     scrive: 

    Come, come: “..dal momento in cui è divenuto possibile approvvigionarsene gratuitamente via mp3-P2P, le major hanno dovuto rivedere i loro prezzi”. Davvero? ..Non me ne sono accorto! A me sembra sempre che i CD costino venti euro!
    Per quanto riguarda Linux c’è la stessa diffidenza che c’è per il resto del freeware. Gli utenti (potenziali) mi chiedono: “ma se è gratis, quelli che lo producono da dove guadagnano” …e giù lunghissime spiegazioni riguardanti il freeware, l’open source, i relativi modelli di business, le differenze con il software commerciale, le licenze ed i relativi costi, il supporto, etc. etc.
    Continuo a consumare un sacco di fiato ogni volta, ma, finora, mi sa che è quasi tutto sprecato….

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Beppe, sono le major a vendere le tracce alle piattaforme di distribuzione online, e non ai prezzi dei CD. E poi da qualche anno a questa parte sono sempre più frequenti vendite di CD non in anteprima, con prezzi ribassati. Sono poi totalmente morti i singoli, altro segno del fatto che giocoforza le major hanno dovuto rivedere le loro strategie di marketing.

  • # 4
    Tambu
     scrive: 

    beh, Suse esiste anche in versione a pagamento, con support incluso, ma mi pare non decolli lo stesso.

  • # 5
    MCMXC
     scrive: 

    …uhmmm…in effetti esiste un “precedente”…

    Ricordo bene un’intervista realizzata anni fa ad uno degli ideatori del Video Toaster, il completo sistema di effettistica e montaggio video che purtroppo fu venduto unicamente negli Stati Uniti: egli rivelo’ che solo quando aumentarono il prezzo di vendita inizio’ a diffondersi, perche’ quando costava poco la gente ne diffidava pensando che valesse poco!!!

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    Non sarà di certo il prezzo a non far decollare Linux. Il vero problema è che dovrebbero fare una distro del solo sistema operativo, senza mille programmi che non sai manco a cosa servono, con una interfaccia piu omogenea, menu uguali tra finestre, un sistema simile a windows per le installazioni e le disinstallazioni, una traduzione fedele in ogni parte. Secondo me, il problema maggiore e la non standardizzazione del prodotto.

  • # 7
    Bopalo
     scrive: 

    Linux decollera’ quando piu’ aziende decideranno di non farsi ricattare da microsoft che le boicotta se si azzardano a vendere sistemi senza s.o. o se scrivono driver. Con Ubuntu le cose stanno andando molto meglio e checche’ ne dicano in questo articolo ultimamente linux sta collezionando successi uno dietro l’altro. Tutti quelli invece che dicono che e’ ancora troppo difficile, probabilmente non hanno ancora provato ad installare una delle ultime versioni che oltre ad essere usabilissima e’ addirittura piu’ facile e veloce da installare e configurare di un qualunque s.o. microsoft. Il prezzo c’entra poco. Red Hat, Suse, vendono versioni a pagamento senza per questo essere piu’ diffuse. Oltre ai pc esistono numerosi dispotivi che hanno preinstallato linux ed hanno grande successo semplicemente perche’ le aziende che li producono sono meno soggette ai ricatti m$ e scelgono liberamente il sistema operativo che vogliono. Allo stesso tempo i clienti che comprano questi dispositivi se ne strafregano di sapere che software ci gira sopra a patto che le funzioni del prodotto siano facilmente fruibili. E’ solo il mercato dei pc che ormai e’ “corrotto” da decenni di monopolio. Succederebbe la stessa cosa, nel campo delle automobili, se vendessero mezzi che vanno solo con una marca di carburante. I

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