di  -  giovedì 29 aprile 2010

Le acque si sono calmate, la smentita non è arrivata ma il “non vedo il senso dell’operazione” di Warren East, CEO di ARM, è un segnale abbastanza chiaro circa gli esiti di questo rumor.

Mi piacerebbe tuttavia sollevare alcune riflessioni sulla vicenda, per capire anzitutto se e quanto il rumor abbia le gambe per camminare, e cosa ci potremmo aspettare nel caso in cui si trasformi in realtà.

Iniziamo individuando la questione che penso più di ogni altra, abbia “tenuto in piedi” la speculazione: come dicevamo qualche mese fa, Apple è un’azienda che ama avere sempre le mani libere.

Si sforza cioè di mantenere sotto il proprio diretto controllo la maggior parte dei fattori che contribuiscono alla performance ed esperienza dei suoi prodotti, dal design ai processi produttivi, fino alle componenti.

Memore del colossale ritardo accumulato da IBM nella produzione di processori G5 per portatili Apple, l’azienda di Cupertino lavora attivamente per aumentare il tasso di intercambiabilità di qualunque suo fornitore e tenersi in casa competenze chiave – come nel caso dell’acquisizione di PA-Semi o dell’acquisto di una quota di Imagination Technologies.

In quest’ottica perché non portarsi in casa il proprietario della IP dei chip che finiscono in ogni iPhone e iPad? Dopotutto le casse di Apple contengono circa 41,7 miliardi di dollari e ARM si potrebbe acquisire con una frazione di quella somma.

Prima del rumor di questi giorni, mi sono trovato spesso a domandarmi se per Apple valesse la pena di acquisire ARM tout court, piuttosto che continuare a prenderne in licenza la proprietà intellettuale.

Inizialmente, mi sono posto la questione esclusivamente nei termini di: ci sono i soldi, perché non farlo? Dopotutto se IBM avesse acquisito Intel alla fine degli anni ’80, non avrebbe posto fine alla rivoluzione dei cloni che poi l’ha travolta?

Se IBM avesse acquisito Intel, sarebbe rimasta felice e contenta col suo PC, avrebbe eventualmente soffocato in un pugno di ferro i produttori di cloni, e per essere certa dell’impermeabilità dei suoi confini, avrebbe ritirato le licenze a tutti i produttori alternativi di CPU x86.

Nel fare tutto ciò tuttavia, avrebbe creato un’enorme opportunità di mercato per CPU alternative ad x86, ipotizziamo 68k, che avrebbero colto l’occasione della chiusura di x86 per dominare tutto il mercato non-IBM – mentre IBM, con una piattaforma a tutti gli effetti chiusa, ne avrebbe presidiato solo una piccola parte.

Le economie di scala della piattaforma 68k avrebbero consentito a Motorola di spendere molto nell’evoluzione dell’architettura. IBM/Intel al contrario, con vendite di diversi ordini di grandezza inferiori, sarebbe inevitabilmente rimasta al palo. Esattamente come succedeva al Mac ai tempi del PPC.

L’indicazione che questo esempio ci offre è molto chiara: come nel caso Intel, acquisire ARM, significherebbe soffocarla. L’azienda di Cambridge vive della sua indipendenza, del fatto di non dovere lealtà ad alcuno dei suoi clienti più che ad altri.

Quand’anche Apple, dopo aver acquisito ARM, tentasse di convincere i licenziatari che tutto rimarrà come prima, gli avversari reali (MIPS) o potenziali (Intel) di ARM non mancherebbero di affilare le armi per proporre una piattaforma alternativa, davanti al concreto sospetto che Apple tenga la miglior tecnologia per sé o piuttosto decida repentinamente di lasciare tutti a piedi.

Questo, beninteso, oltre ad essere un problema di ARM, rappresenterebbe anche un problema per Apple, allorquando dovesse spiegare agli investitori di aver bruciato un quinto delle sue riserve per un’acquisizione il cui principale effetto pratico consiste nella frammentazione del mercato CPU mobile, in cambio della proprietà esclusiva di una tecnologia che di lì in avanti dovrà rinunciare alle economie di scala che l’hanno resa dominante.

In ultima analisi l’unico scenario in cui credo Apple considererà di acquisire ARM è quello in cui un suo concorrente diretto mostri intenzione di farlo, affrontando tutte le conseguenze citate. Sempre che poi Apple non decida di perseguire una strada alternativa.

PS Fra i commenti al rumor, ho letto “non vogliamo un’altra Alpha”. Il parallelo è del tutto improprio. DEC Alpha (qui un nostro contributo su Alpha) era una piattaforma leader prestazionale in un segmento piccolo ma molto lucrativo. Fu fatta fuori (relegata ad una piattaforma monobrand lo era già) da un gioco perverso condotto da HP ed Intel, per lasciar spazio ad Itanium. Un’architettura che commentatori competenti in materia hanno dichiarato a più riprese del tutto fallimentare, peraltro annichilita dai progressi in ambito enterprise delle soluzioni x86.

Per chi volesse approfondire la questione segnalo il commento di Nick Farrell su The Inquirer e quello di Jon Stokes su ArsTechnica.

24 Commenti »

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  • # 1
    pabloski
     scrive: 

    la domanda piuttosto è “apple riuscirebbe a farla franca se acquisisse arm?”

    se apple compra arm lo fa per mettere i bastoni tra le ruote ai competitor e fare cose tipo negare alcuni processori a samsung o qualcomm o ritardare l’entrata in commercio di nuove soluzioni per poterle usare in anteprima, susciterebbe qualche seria obiezione da parte dell’antitrust

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non credo, perché il mercato presenta diverse soluzioni. Altrimenti l’antitrust sarebbe già dovuta intervenire nei confronti di Intel e delle licenze dell’architettura x86 che sono sotto il suo stretto controllo.

    Personalmente condivido l’analisi di Alessio, che mi ha fatto riflettere sulla faccenda.

    “Morto un papa se ne fa un altro”, come si suol dire: con ARM in mano ad Apple la concorrenza farebbe festa, e Samsung e Qualcomm potrebbero trovare subito in MIPS, Atom e Geode dei validi concorrenti.

    Sì, è vero che Apple avrebbe “tutto in casa”, ma consideriamo che ARM è arrivata a quegli 8 miliardi di dollari di valore proprio grazie alla sua politica di apertura delle licenze. Quindi perderebbe velocemente tutto il suo valore, solo per accontentare la casa madre.

    No, lo trovo poco plausibile. Specialmente con l’acquisizione di PA-Semi prima, e Intrinsity poi, Apple ha in mente tutt’altro.

  • # 3
    streamX
     scrive: 

    Sarebbe più vantaggioso acquisire Imagination Technologies che è l’unica realtà seria in ambito 3D mobile ed è ormai indispensabile per il supporto del iphone. Questa mossa avvantaggerebbe nvidia con il suo tegra che rimarrebbe la sola gpu decente con il ritiro di poverVR dal mercato.

    ARM vuole produrre delle proprie gpu, ma è in alto mare con le sue soluzioni che andrebbero bene solo nel segmento entry-level.

  • # 4
    Simon71
     scrive: 

    Apple ha semplicemente in mente di “fare” tutto in casa, come accadeva ai tempi d’oro…
    Il “matrimonio” con Intel è stato una grande forzatura, nella quale Apple è “stata costretta”, per non restare decenni indietro in ambito CPU. Conoscendo Jobs, però, e la sua sconfinata megalomania ed egocentrismo questo “matrimonio” è destinato a durare poco. E da utente Apple confesso che sarebbe un sogno poter vedere un giorno un Mac o quasiasi altro device meloso “made in Cupertino”, ma davvero “in Cupertino”…
    Saluti

  • # 5
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Mi pare molto difficile, perché ARM come architettura non può competere nel segmento desktop, se non per soluzioni a basso consumo & prestazioni.

  • # 6
    Riuzasan
     scrive: 

    Assolutamente ha ragione cesare: ARM e desktop sono termini che non sono affiancabili.

    Piuttosto il ragionamento di Alessio è più che condivisibile: dopo l’esperienza dei PowerPC, Apple non può certo sobbarcarsi la posizione di società dipendente da un solo fornitore di CPU in ogni settore in cui opera.
    Continuerà nell’inclusione di nuove società come Pa-Semi. Ad esempio Intrinsity è un nuovo tassello poco pubblicizzato ma non meno importante di Pa-Semi: poter ottenere il massimo dalla customizzazione “in house” di processori ARM è già di per se un bel passo in avanti per Apple rispetto alla concorrenza.

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Il prossimo accordo commerciale Apple lo farà con AMD: ha tutto da guadagnarci, visto che si porta dietro anche le GPU della ex Ati. ;)

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Simon71
    Anche quando Apple volesse fare a meno di Intel, non avrebbe altro da fare che acquistare l’uso di licenze appropriate e procedere alle personalizzazioni del caso.

    @ Cesare
    ARM non è idonea ad applicazioni desktop oggi. Prova però ad immaginare lo scenario da qui a 5/10 anni, in cui il desktop sarà una nicchia e una nuova generazione di dispositivi cloud-dipendenti dominerà le vendite…
    Per quanto concerne AMD, non so a che punto sia sul fronte dell’accelerazione via GPU su Apple rispetto a Nvidia, ma credo abbastanza indietro. Questo non toglie che fra lo sviluppo e la diffusione di OpenCL aumenteranno l’intercambiabilità nel comparto chipset-GPU.

    @ tutti
    Ho aggiunto al pezzo una considerazione che mi era sfuggita in prima istanza, la riporto qui per comodità:

    In ultima analisi l’unico scenario in cui credo Apple considererà di acquisire ARM è quello in cui un suo concorrente diretto mostri intenzione di farlo, affrontando tutte le conseguenze citate. Sempre che poi Apple non decida di perseguire una strada alternativa.

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Forse è proprio questo il punto: non credo nel cloud computing. :P

  • # 10
    LMC
     scrive: 

    Dubito Apple voglia sperperare miliardi in un acquisto semplicemente folle.
    La speranza e’ che nella foga di avere soluzioni migliori, dia quell’impulso che serva a superare l’inerzia che hanno le soluzioni ARM ad entrare nel mercato.
    Riesce a “forzare” intel a fornirgli soluzioni all’avanguardia, qui puo’ fare da sola, perche’ non dovrebbe?

    Saluto

  • # 11
    Warfox
     scrive: 

    Cloud? Lo voglio vedere il cloud quando si dovranno fornire servizi core e sla del 100%.. Soprattutto li voglio vedere i costi.

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    “ARM non è idonea ad applicazioni desktop oggi.”

    Sono d’accordo. In più credo che ARM potrebbe scalare benissimo in prestazioni (se ne avesse bisogno), soprattutto con soluzioni multi core.

    Server con ARM dovrebbero essere alle porte:

    http://www.eetimes.com/rss/showArticle.jhtml?articleID=224700072&cid=RSSfeed_eetimes_newsRSS

    offrendo in teoria performance per watt e densità superiori alle soluzioni x86. L’unico ostacolo, come sempre, la compatibilità.

    Anche MIPS è tornata molto attiva, non solo nell’embedded, grazie ai MIPS “cinesi” che si stanno diffondendo sempre più velocemente.

  • # 13
    TeoLinuX
     scrive: 

    Secondo me una domanda che sembra folle, ma a pensarci bene intriga molto è: “perchè Apple non acquisisce nVidia?”

    i punti a favore sono tantissimi. I soldi non le mancano. sarebbe sinergica in ottica sia mobile che OpenCL. E poi non dico mica che se le riserverebbe per se, visto che nVidia è una società in attivo.

    Qualcuno trova motivi fondati per insultarmi per aver posto questa domanda? ;)

  • # 14
    cael
     scrive: 

    @TeoLinuX

    E’ una cosa che non accadrà. Primo perchè nVidia credo sia molto grande da poter essere acquistata su due piedi. Secondo Apple non so quale vantaggio ne trarrebbe. Allo stato attuale i prodotti nVidia sono da scartare per chi decanta lodi sulla durata della batteria dei propri prodotti considerando il ritardo accumulato da Fermi rispetto ai chip video AMD. Oltretutto se Apple acquistasse nVidia…a chi venderebbe le VGA? Si sa che il mondo PC non vede di buon occhio ciò che viene da Apple (firewire dice niente?), al punto che anche gli ottimi schermi cinema display vendono solo in area Apple.

  • # 15
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Marco: sono scettico per l’uso degli ARM in ambito server, per due motivi.

    Il primo è l’IPC, che mediamente è più basso negli ARM rispetto a soluzioni come x86 o PPC. Può non essere un problema per server a cui interessa il throughput e non la velocità di esecuzione del singolo processo, come ad esempio la soluzione Niagara di Sun.

    Il secondo, e a mio avviso più importante, è l’assenza di un’architettura a 64 bit, quindi della possibilità di manipolare dati di questa dimensione (che serve raramente, sia chiaro, ma ci sono ambiti applicativi in cui può fare la differenza), ma, soprattutto, per indirizzare in scioltezza più di 4GB di memoria.
    Cosa non facile da realizzare e che presenterà sicuramente un netto calo di prestazioni, com’è avvenuto per tutte le architetture (PowerPC, SPARC, ecc.; tranne gli x86, che se ne sono avvantaggiati per altri motivi) per cui è avvenuto questo passaggio.

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    A questo proposito sarebbe interessante comprendere in che modo l’architettura MIPS si è evoluta per passare dai supercomputer al mercato embedded. Qualche tempo fa mi dicesti che per Alpha un simile percorso sarebbe molto difficile, ora mostri perplessità sul fatto che ARM possa compiere un percorso inverso. In quest’ottica cosa pensi della competizione fra MIPS ed ARM?

  • # 17
    Giacomo
     scrive: 

    Per Apple avrebbe più senso farsi disegnare da ARM un’architettura migliorata in esclusiva, ci guadagnerebbero tutti: ARM avrebbe dei bei soldini, Apple avrebbe un’architettura performante con la quale pavoneggiarsi senza doversi sobbarcare gli oneri dell’acquisizione aziendale, il mercato sarebbe più tranquillo sapendo che il fornitore di processori e SOC è in mano solo a se stesso..

  • # 18
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giacomo
    A me non pare che per ARM abbia alcun senso una mossa del genere, che avrebbe come unico effetto pratico quello di alienarle la simpatia di tutti gli altri suoi clienti. ARM vive della sua indipendenza e fa bene a innovare per tutti. Apple ha già peraltro tutti i mezzi per personalizzare l’architettura a suo piacimento.

  • # 19
    Giacomo
     scrive: 

    @ Alessio:
    bè ma ARM tutto sommato è un “libero professionista” sul mercato dove offre le sue prestazioni, e non dovendo lavorare in esclusiva per nessuno non vedrei male che si facesse pagare adeguatamente per ottimizzare un’architettura per particolari scopi e offrirla a chi ne è interessato, facendosi pagare un sovrapprezzo se il committente la vuole in esclusiva per un periodo più o meno lungo..
    per quanto riguarda Apple credo che abbia i mezzi per lavorare sulle piattaforme PA-SEMI, su quelle di terze parti come quelle ARM ho qualche dubbio, mi risulta che anche l’ottimizzazione del processore di Ipad sia stata fatta da ARM su commissione.

  • # 20
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giacomo
    ARM sviluppa IP con dei cicli determinati e lascia poi ai clienti la personalizzazione. Questo è il modello di business che ha portato ARM dove si trova oggi. Non credo che abbia senso cambiarlo, sia per lo sforzo richiesto per lo sviluppo di un design personalizzato, sia per la questione di lealtà verso altri clienti (se lo fai per Apple lo devi fare per tutti, ma ci sono le risorse per farlo?).

    Per quel che riguarda Apple, con l’acquisizione di PA-Semi e di Intrinsity e con la stretta partnership con Samsung, credo abbia tutte le risorse necessarie per la personalizzazione avanzata dell’IP ARM. Qui trovi qualche spunto in più.

    http://anandtech.com/show/3665/apples-intrinsity-acquisition-winners-and-losers

    Tra l’altro avendo in casa le risorse per la personalizzazione dei chip e le economie di scala per mettere a frutto quelle risorse, è certo che abbia da guadagnarci a fare tutto in casa piuttosto che acquisire una IP personalizzata direttamente dal produttore. È esattamente in questa direzione che vanno le acquisizioni di chip company fatte da Apple, ovverosia nella possibilità di guadagnare un vantaggio prestazionale dalle implementazioni di ARM con costi vantaggiosi rispetto a chi è costretto a ricorrere a terze parti sia per la IP ARM che per la personalizzazione.

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Alessio:

    A questo proposito sarebbe interessante comprendere in che modo l’architettura MIPS si è evoluta per passare dai supercomputer al mercato embedded.

    Non ha avuto bisogno di evolversi: MIPS è una delle architetture RISC più “ridotte”. Ha fatto della semplicità la sua arma vincente sul fronte implementativo.

    Per cui è perfettamente naturale pensare un suo impiego in ambito embedded.

    Al contrario, questa ISA s’è evoluta soltanto dopo, in direzione supercomputer, con l’introduzione dell’estensione a 64 bit.

    Qualche tempo fa mi dicesti che per Alpha un simile percorso sarebbe molto difficile, ora mostri perplessità sul fatto che ARM possa compiere un percorso inverso.

    Onestamente non ricordo i termini precisi della questione.

    Comunque Alpha è nato per essere un’architettura a 64 bit, e appositamente per il mercato dei supercomputer.

    Certamente è possibile realizzare un “cut-down”, ma non so quanto possa essere interessante, visto che andrebbe a scontrarsi con realtà già ben consolidate (MIPS, ma soprattutto ARM), senza alcun apprezzabile vantaggio (la sola ISA Alpha cosa potrebbe offrire di più?)

    In quest’ottica cosa pensi della competizione fra MIPS ed ARM?

    Che il mercato ormai è in mano ad ARM grazie alla sua politica di sviluppo e, soprattutto, evoluzione del progetto, come ho spiegato nei diversi articoli che gli ho dedicato. A ciò aggiungiamo ovviamente una politica di licenza particolarmente favorevole, e il dado è tratto.

    Ricordo, inoltre, che nei primi anni MIPS è stata in mano a società come Silicon Graphics, su mercati ben diversi da quelli in cui s’è posta ARM fin dall’inizio, e che ha permesso a quest’ultima di prendere piede e costruirsi una solida reputazione e un considerevole market-share.

  • # 22
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    Ti domando di Alpha perché, dal momento che x86 non sembra capace di sfidare ARM, l’architettura Alpha opportunamente rivisitata e semplificata potrebbe essere l’arma vincente di HP-Intel su quel fronte.

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Come ho già detto prima, Alpha non offre nulla di particolare rispetto a MIPS e ARM sul fronte del mercato embedded.

    Anzi, andrebbe opportunamente castrata (eliminando i 64 bit in primis) per renderla più appetibile.

  • # 24
    Marco
     scrive: 

    Io credo invece che ARM riuscirà a ritagliarsi una fetta significativa nel mercato server nei prossimi 10 anni.

    “la velocità di esecuzione del singolo processo”
    Proprio questo: in futuro passerà sempre più in secondo piano soprattutto e in primis in ambito server, dove già ora sono preferibili più core meno potenti.

    “Cosa non facile da realizzare”: di ARM a 64 bit se ne parlava già mooolto tempo fa (ARM Jaguar), non so a che punto siano ma cmq rimane si difficile, ma fattibilissimo. Solo che finora non c’è stato mercato visto il target di ARM.

    Quello che fa più gola è il basso consumo e l’alta densità, problemi cruciali nei datacenter moderni (vedi il grande successo dei blade ad esempio).
    Un altro aspetto invitante è la possibilità di personalizzare le CPU, inserendo unità dedicate al tipo di workload (crypto, java, simd) non richiedendo necessariamente volumi produttivi esagerati (e processi di produzione all’ultimo grido) per essere economicamente e prestazionalmente competitivi.

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