di  -  mercoledì 13 febbraio 2008

prsIl Regno Unito torna a fare parlare di sé in tema di pirateria, questa volta in relazione al classico problema dei download illegali da internet di materiale protetto da copyright.

Il Governo inglese sembra infatti intenzionato a varare la legge dei c.d. “tre stadi” per combattere il fenomeno della pirateria, che genera tante pressioni dalle case discografiche e mette in imbarazzo gli ISP.

La proposta prevede, appunto, tre stadi per affrontare le situazioni anomale. Laddove l’ISP rilevasse un uso illecito della connessione, dovrebbe prima dissuadere tramite email l’utente dal ripetere il comportamento; nel caso questo venisse reiterato scatterebbe la sospensione temporanea della connessione e, infine, laddove l’utente continuasse a trasgredire la legge l’ISP sarebbe obbligato a interrompere definitivamente la fornitura di connettività.

La scelta deriva dal fatto che si calcola che in Regno Unito almeno sei milioni di utenti internet scarichino illegalmente canzoni, video e film. Si stima che nelle ore notturne il 95% del traffico internet sia interamente da attribuire ad attività di scambio files.

I quattro maggiori ISP inglesi (British Telecom, Tiscali, Orange e Virgin) hanno tentato di avviare negoziati con le compagnia discografiche per arginare il fenomeno, ma le trattative si sono arenate perché queste ultime hanno preferito spingere per una soluzione radicale.

Accolgo con grandi perplessità questa proposta di legge che mi pare, sotto il profilo tecnico, di difficile applicazione. A meno che non si monitori non solo il tipo di traffico, ma anche il contenuto, è facile immaginare situazioni di confusione tra traffico effettivamente illegale e traffico legale. Non dimentichiamoci, infatti, che il P2P non necessariamente è sinonimo di illegalità. Tramite eMule, ad esempio, posso scaricare una distribuzione di Ubuntu Linux, restando nella piena e totale legalità.

Spero che le autorità e il Governo inglese vengano a più miti consigli e cerchino soluzioni alternative, che secondo me vanno individuate più sul piano dell’offerta commerciale che sull’intervento dello Stato. Ormai molta gente percepisce la musica e i film come qualcosa di gratuito: per convincerli a pagare per averli non servono le leggi, ma una proposta commerciale accattivante.

Pensiamo, per esempio, ad iTunes che ha reso comprare la musica legalmente molto più divertente, sicuro e facile che scaricarla illegalmente via P2P. Abbassando ancora i prezzi, proponendo business model alternativi e coraggiosi (come flat, abbonamenti, ecc.) si otterrebbero molti più risultati, a vantaggio di tutti.

11 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    se mi beccano alla guida in stato di ebbrezza ti ritirano la patente

    se mi beccano a scaricare/lucrare con le canzoni e i film mi tagliano la connessione

    non mi sembra una cosa tanto sbagliata…

    certo, bisogna vedere “come” mi cuccano a scaricare: la legge sulla privacy dovrà pur valere qualcosa, no? oppure è solo un modo un po’ più dolce per mettercelo in quel posto?

  • # 2
    BrightSoul
     scrive: 

    emule per scaricare Ubuntu? Sì, come è vero che posso usare una katana per farmi la barba.

    I grossi file (leciti) solitamente si scaricano con un download manager dai numerosi mirror via http/ftp. Sfido a trovare una persona che ha emule ma non ha mai scaricato 1 file illegale. Sono totalmente a favore dei tagli di connessione, così finalmente toglieranno i filtri P2P e avrò un upload decente quando vorrò ospitare un gameserver per giocare online con i miei amici.

  • # 3
    Nando
     scrive: 

    BrightSoul si consiglia, sul sito, di scaricare ubuntu tramite Torrent in modo da non intasare i server e da avere un download migliore. Quello dei torrent è un sistema P2P, quindi come la mettiamo? Viene analizzato il contenuto dei miei pacchetti? e la mia privacy? non sono problemi di poco conto questi qui!!! perchè se mi esaminano i pachetti per sapere se sto scaricando musica illegalmente o un file grosso ma del tutto free beh…io non resto tranquillo!!! poi se a te non ti frega se i tuoi dati vengono spulciati ben bene ok…affari tuoi!!!

  • # 4
    Lanfi
     scrive: 

    L’articolo mi pare ottimo, sopratutto condivido i dubbi dell’autore su come si possa effettivamente attuare una legge del genere. E davvero….quando sistemi come itunes cominceranno davvero ad operare a pieno regime lo scambio di file protetti da copyright nel peer to peer avrà un forte calo. In definitiva la cosa migliore per porre fine al peer to peer illegale è una drastica politica di riduzione dei prezzi.

  • # 5
    Tudhalyas
     scrive: 

    Sono d’accordo con Nando e Francesco: prima di tutto viene la privacy di noi utenti! Non possiamo permettere che qualcuno monitori in continuazione le informazioni che riceviamo ed inviamo da Internet, *pensando* che noi stiamo eseguendo download o upload illegali.
    Le major vogliono trattarci come delinquenti, a prescindere di quali servizi o contenuti usufruiamo, legali o “fraudolenti” che siano… ma per questo noi non paghiamo già il famoso “equo compenso” sui supporti di memorizzazione?

    Ad ogni modo, se passasse da noi una cosa del genere disdirrei immediatamente il mio contratto ADSL flat. Se tutti si comportassero così voglio vedere poi che fine farebbero gli ISP…

  • # 6
    Davide T.
     scrive: 

    E a chi scarica da vari enti pubblici come università, wifi municipali e altro? Comunque do ragione a Lanfi e Paganetor.. la vera soluzione alla pirateria musicale è sicuramente abbassare i prezzi d’acquisto legali.. certo nn dimentichiamoci però che oggi su eMule e Bittorrent si scaricano per lo più software, giochi e film… in questo caso mi sembra giusto tagliare la connessione a chi infrange le regole, anzi forse 3 tentativi prima del taglo totale mi sembrano anche troppi.. insomma devi avere davvero poca fortuna se ti “azziccano” per più di 2 volte..

  • # 7
    Chuck85
     scrive: 

    Idee molto valide tutte quante.
    Però l’autore dell’articolo certamente ha messo in luce la soluzione MIGLIORE: rendere il prodotto a livello commerciale più accattivante. Oltre al fatto che è illegale (ma se nessuno mi controlla il traffico, nessuno sa che lo faccio), che differenza mi fa scaricare un film (parlo DVD intero) via P2P o comprarlo originale? Le uniche differenze sono la copertina e il fatto che hai 20 euro in meno in tasca. Mi sembra tantinello…
    Aggiungerei, tra l’altro, che il canale illegale P2P rappresenta anche un buono spazio di pubblicità. Ti scarichi il film, lo guardi, se ti piace proprio tanto (in relazione anche alle tue tasche) lo compri.

    Inoltre, guardiamo anche un altro problema: secondo voi l’applicazione di filtri o di controlli su ciò che si scarica, non comporterà un aumento del prezzo della connessione? In più… è la morte della banda larga, in quanto pochissimi avranno realmente bisogno di un’ADSL rispetto ad una tradizionale 56k (o ISDN a doppio canale, così hai sempre il telefono libero). Non è un problema da poco… perchè a quel punto tutte le varie fibre ottiche servirebbero a ben poco (chi REALMENTE usa prioritariamente la propria connessione per telefonare via Internet o più in generale, per usufruire di contenuti multimediali?).

    Per visitare sempre i soliti siti (chessò, Hwupgrade, AppuntiDigitali, la posta e qualcos’altro) basta anche una 56k flat. Io personalmente non ho quasi mai fretta di scaricare un determinato file. Che ci vogliano 5 minuti o 5 giorni, mi cambia poco.

    Se diminuissero le tasse e/o i guadagni, i prezzi diminuirebbero e una persona invece di comprare solo una cosa, comprerebbe di più e sarebbe anche più desideroso di essere originale. Se gli album musicali costassero 10 euro (nuove uscite), andrebbero a RUBA! Se i vecchi dischi li fai a 4-5 euro, sarebbe una manna!

    Ma si sa, meglio prendere la via più semplice ;)

  • # 8
    Pio Alt
     scrive: 

    Ma non era proprio Winston Churchill a dire: “Se due persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” togli il cartello.”

    Qui è tempo di togliere il cartello “divieto di canzonare” da tutta l’Inghilterra.

    P.s.: io non sono d’accordo con Winston.

  • # 9
    Nel Regno Unito una nuova associazione contro il file-sharing - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] sensazione è che UK Music tenti di emulare quello che la RIAA fa negli States, ma il Regno Unito non è nuovo al tema filesharing, quindi aspettiamoci ulteriori […]

  • # 10
    Andrea@zironda.it
     scrive: 

    Usare emule per scaricare ubuntu é ridicolo.Finiamola con questa storia che i film e la musica si scaricano.Ho visto persone con terabyte di materiale coperto da copyright.Per non parlare poi di tutti i software piratati.sinceramente, finché uno ha 15 anni e neanche un’euro in tasca lo posso capire.ma poi una persona deve capire che c’è qualcuno da qualche parte che la canzone la scrive e la registra(investendo soldi) e che é sacrosanto che abbia il suo compenso.in italia poi questo fenomeno é così diffuso che ormai sembra normale.

  • # 11
    Demon
     scrive: 

    Un sacco di baggianate.

    Abbassare i prezzi e molti preferiranno comprarlo originale piuttosto di scaricarlo, finita lì.

    Quello che “io” scarico se avessi dovuto pagarlo 50 euro, l’avrei lasciato sullo scaffale, quindi devono spiegarmi come io possa aver danneggiato qualche attore o cantante (che ricordiamoci fanno tutti la fame).

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