di  -  martedì 13 aprile 2010

Per molti potrà suonare come una storia vecchia, o comunque “trita e ritrita”: il mondo occidentale sta diventando sempre più obeso e pigro, per averne una prova basta guardare i prodotti e i servizi che l’era moderna (anzi post-moderna) ci sta offrendo.

Prendiamo il commercio elettronico: con pochi click possiamo evitarci lo sforzo e lo stress di uscire di casa per comprare ciò di cui abbiamo bisogno, tenendoci al riparo dal caos metropolitano a grave discapito della bilancia e di quante calorie bruciamo rispetto a quelle che assimiliamo.

Una forma di pigrizia che ci porta ad usare l’ascensore anche per scendere o salire di un piano e probabilmente a prendere la nostra auto soltanto per raggiungere il giornalaio (tesi che comunque confuta quanto precedentemente detto sull’e-commerce).

Vorrei però fare un un passo indietro, mettendo da parte facili luoghi comuni per parlare di un piccolo robot costruito nel cuore del Giappone, presso l’Honda Wako Research Center.

Nato da una costola di ASIMO, l’Honda U3-X (questo il nome esatto) è un sistema di mobilità personale a propulsione elettrica, riconducibile ad una sorta di “monociclo 2.0” che fa uso di sofisticati sensori per interpretare la volontà del conducente.

Come funziona? Molto semplice: il sistema riesce a rappresentare nello spazio il proprio baricentro, tenendosi in equilibrio tramite micro-spostamenti della particolare ruota installata. Il conducente non deve far altro che “protendersi” nella direzione desiderata per innescare nel sistema una reazione di correzione, necessaria a riportare il monociclo in equilibrio verticale.

La risultante è un movimento pari allo squilibrio innescato dal conducente: più ci si protende in una direzione, più l’Honda U3-X si muoverà su quell’asse.

Fin qui siamo sul piano teorico, ma quali potrebbero essere gli utilizzi pratici? Il primo e più importante riguarda una “sinergia” con il mezzo pubblico: il raggiungimento e l’attesa presso le fermate potrebbe avvenire comodamente da seduti, aumentando decisamente l’efficacia di questa soluzione. Un effetto secondario potrebbe essere la riduzione delle fermate sul territorio, organizzando punti di raccolta più ampi a distanze maggiori: a guadagnarne sarebbe la velocità media di questo tipo di trasporto e la sua efficienza.

Un indirizzo secondario è verso le persone che soffrono di scarsa mobilità, concludendo un percorso intrapreso già nel 1999 con un sistema di gambe/esoscheletro. In questo caso le persone più anziane potrebbero ritrovare la possibilità di muoversi in modo autonomo e indipendente, alleviando in parte quello che in gergo viene chiamato “il peso della vecchiaia”.

…Una domanda però nasce spontanea: dopo millenni di evoluzione e il sudato traguardo dell’Homo Erectus, perché aumentare ulteriormente le ore da passare seduti?

12 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Homo sedutus.

  • # 2
    Notturnia
     scrive: 

    pigrizia al massimo livello -.-

    capisco per chi non puo’ deambulare.. ottima cosa.. ma per uno che sa bene è ridicolo diventare un vegetale..

  • # 3
    Sti
     scrive: 

    Per le donne, a richiesta, sarà disponibile una particolare modifica sulla sella…

  • # 5
    Wilfrick
     scrive: 

    Questo coso è utilissimo quando si accompagna la moglie al centro commerciale e noi sfigati mariti dobbiamo stare tre ore in piedi mentre lei sceglie una maglietta, per poi nemmeno comprarla, e girare fra i negozi in modo de tutto random facendo 5 km di zig zag anzichè 100 metri in linea retta, e lì non è allenamento, ma sgretolamento della schiena, delle caviglie, delle ginocchia e soprattutto dei maroni!!! (anche perchè provate mo’ voi a dire “cara, intanto che tu guardi quelle mutande io vado a dare una sbirciatina al mediaworld”…).

  • # 6
    Z80Fan
     scrive: 

    Però, mi piacerebbe farci un giro! ;)
    In giappone ancora ancora, ma non penso che vada bene sui nostri marciapiedi… servirebbe una versione fuoristrada! ^^

  • # 7
    avve
     scrive: 

    voi non capite.
    collegate l’articolo con un comunicato diffuso sui principali quotidiani dove da una ricerca se ne ricava che dei nati oggi 1 su 2 arriverà a 100 anni.
    Collegate anche con le esigenze produttive, da un lato sempre più post-industriali e quindi basate non più su lavoro industriale ma sui servizi, sulle tecnologie dell’informazione e sulle proprietà intellettuali, e dall’altro lato le esigenze prettamente economiche di garantire un welfare sostenibile e quindi innalzare sempre più l’età pensionabile e garantirla per una fetta sempre crescente tramite contributi personali.

    E arrivate al risultato, che è il futuro in cui a 90 anni i nostri nipoti dovranno lavorare! E se non gli funzionano le gambe, o loro o lo stato per loro, dovranno comprarsi o farsi comprare un accrocchio del genere!
    Inutile ribadire, ma lo faccio lo stesso, l’impatto economico che potrebbe avere su un’azienda un portfolio di brevetti su tecnologie di assistenza ad anziani in un mondo popolato più da ultracentenari che da altri…

  • # 8
    frenzy
     scrive: 

    @Emanuele
    ho subito pensato esattamente alla stessa cosa :D

    @Wilfrick
    Ma basta, ma volete imparare a contenerle queste mogli! Quest’uomo moderno che si riduce ad un tappettino in cambio di un po’ di sesso…
    Toh: http://tinyurl.com/ycqzbhz :D

    Scherzo eh… ;)

  • # 9
    Davide
     scrive: 

    Salve a tutti
    e grazie Stefano per l’articolo.

    Quoto appieno i commenti
    #1 di Ilruz
    #5 di Wilfrick

    Carino st’aggeggio!
    Appena visto il video ho pensato che le batterie probabilmente si saranno esaurite alla fine del filmato!
    Comunque ricordando che quando andavo a lavorare a soli 14Km da casa mia ci impiegavo, quando tutto andava al meglio, ‘solo’ 45 minuti a causa del traffico (e tutto ciò che ci ruota intorno) ho pensato che se un aggeggio simile potesse avere una autonomia sufficiente ed una velocità decente (35 Km/h circa) e magari dei sensori di prossimità per impedire collisioni che regolino la velocità/traiettoria o qualcosa di simile e se lo adottassero tutti come mezzo di trasporto allora riuscirei ad arrivare al lavoro più sereno… quando riavrò un lavoro…
    Spero che tra 15 anni ci arriveremo a qualcosa di simile o meglio.
    Pensate che ci sono troppi ‘se’ in quello che ho scritto?
    E mi sono limitato!!!
    [OT]
    Aggiungo che andavo a lavoro con l’auto e non i ‘mezzi pubblici’ perchè con questi ci impiegavo, a parità di condizioni sempre il doppio del tempo, e ne dovevo prendere tre, oppure due più un tratto di strada a piedi cosa che facevo più di frequente dato che il tempo che aspettevo alla fermata più il tempo impiegato per il tratto era spesso maggiore o uguale (abbiamo dei mezzi pubblici sincronizzati con fusi orari diversi qui a Palermo).
    Ho provato ad andare in bicicletta ma a parte che dovevo trovare le giornate che lo permettessero era più il nervoso che mi veniva che altro.
    Strade in condizioni pessime per un’auto, pensate per una bicicletta (e menomale che è una MTB) piste ciclabili inesistenti (però da qualche anno ne ho vista una nella strada per andare al porto, qualche centinaio di metri… cioè ci arrivi con il teletrasporto e quando finisce usi nuovamente il teletrasporto per la prossima pista ciclabile).
    Automobilisti che non danno la precedenza, probabilmente perchè pensano che la bici non rientri come mezzo nel codice della strada, per cui se devono svoltare ti tagliano la strada, ti sorpassano e immediatamente rientrano stingendoti e costringendoti a rallentare o fermarti, auto in seconda fila di traverso per andare al negozio di fronte (e 30 metri contati dopo nessuna auto parcheggiata) ed altre perle del genere.
    Allora salgo sui marciapiedi …non si dovrebbe fare ma sono già pieni di auto! Nel tratto che faccio io (ss113) ci sono marciapiedi larghissimi che nessuno usa o userà mai, allora le auto ci parcheggiano sopra, ci vanno i motorini e a questo punto ci vado pure io.
    E i vigili urbani passano tranquillamente (in auto) e vanno, vanno… dove? a fare che? Non vedono niente o non gli compete, molte volte li ho visti con l’auto a velocità da passeggio con con finestrino aperto e braccia buttate fuori, sigaretta tra le dita andare tranquilli in giro e se c’è un incidente (visto io) chiudono i finestrini si mettono composti e non si fermano, tirano dritto anche se vengono chiamati (ma perchè hanno ricevuto sicuramente una chiamate urgente), intento gli ausiliari del traffico girano in altri posti ‘ausiliano’ solo i vigili, non il traffico, occupandosi quasi esclusivamente a ‘elevare contravvenzioni’.
    Come al solito mi sono allargato troppo.
    Scusate
    [/OT]

    Davide

  • # 10
    M1ao
     scrive: 

    Per gli almeno venticinquenni:

    http://www.youtube.com/watch?v=W9-k-Pw4K3U

  • # 11
    Simone
     scrive: 

    Penso che l’idea in se sia degna di nota… è un interessante mezzo di trasporto per brevi tragitti… esattamente come sarebbe la bicicletta se fosse possibile usarla… dopo avere vissuto un anno in Svezia ed avere sperimentato la “potenza” di questo (ormai?) obsoleto mezzo di trasporto, vivo ogni giorno con il rimpianto per non poterla utilizzare anche in Italia… (ok…traffico a parte devo ammettere che Cagliari ha diversi saliscendi non proprio pratici con la bici… magari Firenze, Pisa, Bologna vanno meglio… ma dalle mie parti è un dramma)

  • # 12
    chico81
     scrive: 

    sta sedia andra a 5kmh se è tanto, va bene per gli andicaapati i vecchi. costera anche non poco..
    solite truzzate japponesi come il servitore robot che fa le pulizie, troppi cartoni animati con mazinga e robottoni.

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