di  -  lunedì 11 febbraio 2008

YouTubeMesi fa i fondatori di YouTube dichiararono, con una mossa a sorpresa, di voler condividere con gli utenti parte delle revenues pubblicitarie. Dopo qualche titubanza in USA è effettivamente partito il programma, da poco esteso anche in Regno Unito.

Va innanzitutto detto che l’utente deve fare esplicita richiesta di adesione al Partner Program e superare una “selezione” operata da YouTube, che tende a selezionare solo utenti che hanno già un buon pregresso di ascolti.

Una volta ammessi, YouTube “girerà” a noi parte dei guadagni provenienti dalla pubblicità che i nostri contenuti contribuiscono a fare notare e vedere. Secondo la società vi sarebbero già molti artisti statunitensi che guadagnerebbero migliaia di dollari al mese grazie a questo programma.

Io sono sempre stato poco convinto che un utente occasionalmente attivo possa davvero guadagnare cifre interessanti con questi programmi (anche solo 100$ al mese), resta in ogni caso interessante che chi già per conto suo coltivava un hobby a tempo (quasi) pieno che gli ha generato decine di migliaia di spettatori, può ora monetizzare questo impegno per riuscire sempre meglio nella propria attività.

Certo è che YouTube per un vero talento può essere un trampolino di lancio, ma è difficile che, una volta famoso, un artista si non guardi oltre questo canale di distribuzione, molto limitato sia nella qualità audio che in quella video. Più facile, invece, che si prosegua usando il più consolidato e professionale strumento del podcast che consente di distribuire varie versioni del filmato, compatibile con qualsiasi device, e ottenere importanti sponorizzazioni.

Alcuni hanno addirittura trasformato la passione di qualche pomeriggio in lavoro a tempo pieno, come successo per GeekBrief.tv , videopodcast sul mondo della tecnologia prodotto, scritto e condotto da una coppia di giovani Texani che ha, letteralmente, mollato tutto per gettarsi nell’avventura: a true American dream.

YouTube conta di estendere il Partner Program al resto d’Europa nei prossimi mesi, quindi anche le nostrane star del tubo catodico telematico potranno sperare di monetizzare almeno un po’ della loro creatività. Il mio consiglio agli artisti è quello di non limitarsi mai ad un solo canale, ma di distribuire i propri contenuti in tutti i media disponibili perché è difficile sapere a priori dove e quando il nostro lavoro verrà più apprezzato.

4 Commenti »

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  • # 1
    Flickr verso il video - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Youtube ha rivoluzionato altrettanto il mondo dei video online, con una differenza fondamentale: non esistono account a pagamento e sempre più spesso ci si domanda dove Google pensi di trovare i soldi per rendere autonomo il sito. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci sono molteplici, ma per ora esistono solo programmi di revenue sharing in USA e UK. […]

  • # 2
    sergio
     scrive: 

    Buongiorno Francesco, mi rivolgo a te sperando che ti sei addentrato già in dettaglio nel partner program.
    Esattamente, la mia domanda è se un contenuto del genere http://www.youtube.com/watch?v=KcwmQUi6Nn4 (cioè sequenza di foto come descrizione visiva di una canzone)
    viene considerato da YT come contenuto originale, e quindi avente diritto di entrare nell’yt partner program, o no?
    Ci ho pensato perchè in video come questo appare un collegamento sponsorizzato, di itunes, e quindi forse ci rientra, che ne pensi?

  • # 3
    Francesco Federico
     scrive: 

    Se le foto sono tue o cmq originali non c’è problema, il video è uno slideshow a tutti gli effetti e può rientrare nel partner program.

    Quel programma tiene conto essenzialmente delle visite, non tanto del contenuto, a meno che sia illecito ovviamente.

    Nel tuo caso si tratta di contenuto legittimo, quindi non vedo ostacoli particolari.

  • # 4
    Federica
     scrive: 

    Ciao Francesco, ho provato a fare richiesta per you tube partner ma nella scelta del paese di residenza l’ Italia non compare. Se seleziono un altro paese (esemmpio: Stati Uniti) la scelta mi penalizzerà??
    Insomma come si fa per noi italiani a diventare partner??
    Grazie in anticipo!

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