di  -  martedì 6 aprile 2010

Superato il Lunedì di Pasqua molti di voi, come me, si staranno riprendendo dalle abbuffate dei giorni scorsi.

Ebbene, ho deciso di dedicare questo post a consolarvi ed incoraggiarvi a continuare, perché cucinare e mangiare piatti elaborati potrebbe essere il segno distintivo che rende gli esseri umani diversi dai loro antenati primati.

Per lo meno questo è ciò che pensa Richard Wrangham nel suo libro “Catching Fire. How Cooking made us human“.

Che le abitudini alimentari abbiano influenzato notevolmente l’evoluzione della nostra specie è un dato di fatto. L’introduzione della carne nell’alimentazione, per esempio, ha fatto si che il fabbisogno energetico venisse raggiunto molto più velocemente, lasciando molto tempo libero all’uomo per dedicarsi ad altre attività.

Mangiando solo verdura e frutta, infatti, l’uomo avrebbe dovuto passare la stragrande maggioranza del suo tempo a mangiare, per poter raggiungere l’apporto calorico necessario alla sopravvivenza e alle attività fisiche necessarie. Questo, assieme alla maggior disponibilità di proteine, ha anche contribuito notevolmente allo sviluppo del cervello, aumentandone il peso.

Il cervello, infatti, utilizza quasi un quarto del nostro fabbisogno calorico totale in stato di riposo. Ma Wrangham non si ferma qui: secondo lui è proprio l’introduzione della cucina che ha dato la spinta necessaria per l’evoluzione dell’uomo. Infatti per poter mangiare la stessa quantità di calorie in frutta e verdura cruda l’uomo avrebbe dovuto mangiarne circa 5 chili al giorno, passando almeno sei ore al giorno a masticare.

Vediamo dunque quali sono le motivazioni di Richard Wrangham e perché l’introduzione di cibi complessi sia così importante per l’uomo.

Le proteine rappresentano i mattoni fondamentali per lo sviluppo del corpo umano. È parte dell’immaginario collettivo di tutti la consapevolezza che atleti professionisti debbano seguire una dieta più ricca di proteine della norma, per riuscire a sviluppare maggiormente la muscolatura.

Questo è senz’altro vero, ma le proteine non servono solo a questo, ma anche allo sviluppo di organi e muscolature meno visibili, come gli occhi, il cuore o il cervello. È vero anche che le proteine sono presenti anche in diversi tipi di vegetali, come per esempio i legumi. Il problema è che le proteine non sono tutte uguali.

Vi sono quelle dette “complete” e quelle “incomplete”. Quelle complete contengono tutti gli aminoacidi essenziali, che sono di estrema importanza perché il corpo umano non è in grado di sintetizzare autonomamente ed è quindi costretto ad assumerle tramite il cibo. Le proteine di origine vegetale, non sono mai complete, quindi non contengono questi amminoacidi essenziali. I vegetariani, quindi, dovrebbero sempre stare attenti ad introdurre proteine di tipo animale, per esempio mangiando uova o latticini.

Sembra quindi che l’introduzione della carne nella dieta umana abbia segnato in qualche forma il passaggio tra Australopiteco e Homo Erectus. Non basta però. Wrangmham nota come questo non basti a giustificare il fatto che gli ominidi più evoluti avessero denti più piccoli e mascelle meno possenti. Lo scienziato ritiene che la carne abbia segnato il passaggio a Homo Habilis, quasi mezzo milione di anni prima.

Ma il passaggio a Homo Erectus lo si deve a qualcosa di diverso: la cucina. Infatti cucinare il proprio cibo lo rende più facilmente ingeribile, necessita meno sforzo nella masticazione e nella digestione stessa, rendendo anche più efficiente l’apporto energetico. Si fa meno fatica a digerire un cibo cucinato, e di conseguenza si assumono più calorie. Il professor Stephen Secor, dell’università dell’Alabama ha dimostrato questo fatto utilizzando dei serpenti pitoni. I pitoni, quando ingeriscono del cibo, passano fino a sei giorni in stato di assoluta immobilità, concentrando tutte le loro energie nella digestione. Secor ha notato come il cibo cucinato necessiti fino al 24% di energia in meno per essere digerito.

La cucina non ha aiutato solo da un punto di vista prettamente fisico, ma ha avuto anche un grande impatto sociale nella vita dell’uomo. Innanzi tutto, centralizzando il ruolo della casa, e in particolare della cucina, come nucleo sociale fondamentale. Anche le suddivisioni sociali all’interno della famiglia sono state supportate dall’introduzione della cucina: la suddivisione dei compiti aiuta ad aumentare l’efficienza della famiglia (e di conseguenza della società).

Sebbente questa conclusione sembri del tutto logica e plausibile, è di difficile dimostrazione, poiché i resti di cibo e del fuoco tendono a degradarsi rapidamente. I resti archeologici più antichi che dimostrano l’utilizzo del fuoco risalgono ad appena 800.000 anni fa. Anche la metodologia con cui la cucina sia entrata a far parte della vita dell’uomo non è del tutto chiara. L’ipotesi più plausibile è che sia avvenuto in modo del tutto casuale: un uomo che mangiava vicino al fuoco ha probabilmente lasciato cadere il cibo, e si è reso conto come migliorasse sensibilmente dopo essere stato cucinato.

Quindi, in conclusione, non abbiate troppi rimorsi dopo l’uno-due di Pasqua!

42 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Mangiando solo verdura e frutta, infatti, l’uomo avrebbe dovuto passare la stragrande maggioranza del suo tempo a mangiare, per poter raggiungere l’apporto calorico necessario alla sopravvivenza e alle attività fisiche necessarie.

    Considerando che ieri abbiamo iniziato a mangiare tra amici alle 13:00 e siamo arrivati al dolce alle 17:40 se avessimo optato per un menù vegetariano per coprire la stessa quantità di energia ancora saremmo seduti al ristorante! :P

  • # 2
    Andrea
     scrive: 

    E’ quello che ho sempre tentato di spiegare ai vegetariani/vegani fissati a non mangiare la carne, perché la verdura da abbastanza nutrimento per vivere.
    Capisco l’orrore di torturare gli animali, ma quando si tratta di cucinarli, è proprio un’altra storia

  • # 3
    TheDarkAngel
     scrive: 

    dopo questo post, orde di fanboy dell’erba prenderanno d’assalto i commenti, iniziando a dire che la carne è inutile, dannosa ed è una regressione umana, visto che l’obiettivo ultimo dello sviluppo è diventare soia XD

  • # 4
    n0v0
     scrive: 

    salviamo una pianta, mangiamo un vegano!

    ooops.. scherzavo. Ma una parte di me lo farebbe ;-)

    il dramma della carne non è tanto il rischio nostro.. tumori, colesterolo, gotta e altre menate… è il consumo di risorse per produrla.

    gli allevamenti sono un onere enorme per il pianeta. Per produrre 1 kg di carne bovina servono 20 tonnellate d’ acqua.. senza contare il disboscamento, la nutrizione del bestiame (le cui loffette di metano vanno a potenziare l’ effetto serra) e il problema dello sviluppo di resistenze agli antibiotici.

    non so se ho dimenticato qualcosa, ma mi pare già abbastanza.

    lo dico a malincuore, io sono un vero carnivoro. Una soluzione interessante sarebbe la cacciagione.. molto più “ecologica”… km zero, niente strutture di supporto, carne più sana e senza farmacie di dietro.. Ma non credo sia sostenibile per la “massa”.

  • # 5
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Vorrei solo puntualizzare che questo post non vuole essere contro i vegetariani… anzi, se uno vuole essere vegetariano aiuta molto la società per le cause esposte da novo… Solo ricordatevi di introdurre proteine animali in altra forma, come uova o latticini.
    Inoltre la situazione dell’uomo ai giorni nostri è molto diversa rispetto all’uomo preistorico… purtroppo oggi giorno qualche caloria in meno non sarebbe male! :-(
    Mi pare però interessante vedere come la cucina e in particolare la carne abbiamo contribuito alla nostra evoluzione, per cui mi pare impossibile poter sostenere che è “contro natura” mangiare carne…

  • # 6
    The Solutor
     scrive: 

    L’85/90% delle calorie che consumiamo servono appunto a produrre calore, punto.

    Poco importa se stiamo parlando di una lavastoviglie o di un mammifero.

    Nel primo caso il grosso dell’energia consumata servirà a scaldare l’acqua, nel secondo a tenere il corpo a 37 gradi (nel caso dell’uomo).

    Questo è il motivo x cui d’estate di mangia enormemente meno, questo è il motivo per cui per smaltire un hamburger a suon di footing servono decine di km percorsi.

    Il giorno che i dietologi lo capiranno, l’umanità farà un progresso notevole.

    Premesso questo se ne deduce che dire che il cervello consuma il 25% delle
    calorie introdotte è ovviamente una stupidata galattica, a menoche sul cervello in questione non ci sia scritto Pentium 4 ;-)

  • # 7
    umbriel76
     scrive: 

    Riporto questo dall’articolo:
    “La cucina non ha aiutato solo da un punto di vista prettamente fisico, ma ha avuto anche un grande impatto sociale nella vita dell’uomo. Innanzi tutto, centralizzando il ruolo della casa, e in particolare della cucina, come nucleo sociale fondamentale. Anche le suddivisioni sociali all’interno della famiglia sono state supportate dall’introduzione della cucina: la suddivisione dei compiti aiuta ad aumentare l’efficienza della famiglia (e di conseguenza della società).”
    Non credo si debba ricondurre il concetto alla cucina; semmai è stato l’inizio dell’agricoltura ad aver indotto un impatto sociale sul nucleo fondamentale e sul concetto di casa. In seguito all’introduzione dell’agricoltura si è avuta anche una evoluzione della cucina in senso stretto.
    Faccio infine notare che l’organizzazione famigliare era presente già da prima dell’era agricola quando il concetto di cucina era limitato alla cottura delle carni cacciate. Probabilmente la suddivisione dei compiti per esigenze di sopravvivenza si perde nella notte dei tempi fin da prima della scoperta del fuoco. Faccio un esempio: i leoni o alcune scimmie antropomorfe.
    La cucina c’entra davvero ben poco.

  • # 8
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Per cucina si intende anche mettere la cacciagione sul fuoco…

  • # 9
    umbriel76
     scrive: 

    Si ma non ci fu uno sviluppo sociale della struttura di famiglia prima della fine del nomadismo (cioè prima dell’agricoltura).
    La forza socializzante del cuocere la cacciagione non era molto più forte dalla socializzazione dei grandi felini attuali ad esempio indotta dalla separazione dei compiti.
    La cucina si sviluppa per merito dell’agrocoltura e non è vero il contrario. In questo senso, secondo il mio parere, è la nascita dell’agricoltura ad aver cambiato la socialità umana non lo sviluppo della cucina, che è un effetto.

  • # 10
    n0v0
     scrive: 

    x The Solutor

    mah, non credo..

    il cervello si ciuccia un etto di glucosio al giorno in media.. il cuore va avanti per ossidazione di acidi grassi se non è sotto sforzo..

    più che per produrre calore direi che i nutrienti servono a restare in vita ;-)

  • # 11
    umbriel76
     scrive: 

    @n0v0: credo invece Solutor abbia ragione dal momento che noi siamo animali omeotermi.

  • # 12
    caffeine666
     scrive: 

    non è proprio cosi’
    ogni essere umano ha un suo consumo calorico basale, che serve per le attivita’ basali (respirare, battito cardiaco, mantenere il cervello attivo etc)
    e TRA QUESTI c’è anche il calore…

    ma non è che sia l’unico fattore importante
    una persona di 300kg SENTE PIU’ CALDO, ma non produce piu’ calore, eppure brucia piu’ calorie (in media un MASCHIO di 200kg brucia circa 3000 3500 calorie a riposo), ma non è che la sua temperatura corporea aumenti… infatti anche un grande obeso ha la stessa temperatura corporea di qualunque essere umano, con differenze di temperature nel range di tolleranza, piu’ alte o piu’ basse…
    in questo ci sono due riserv edi calorie
    istantanee e accumulate…
    fingiamo che una è come prendere l’acqua da una sorgente, e una da un pozzo…
    le calorie istantanee sono quelle che assumiamo ogni giorno mangiando, i cui eccessi vanno nel pozzo /grasso, calorie che invece a differenza delle prime, non vengono consumate subito, ma iniziano ad essere consumate dopo un tot tempo di attivita’ (in media per cominciare a consumare il grasso servono +20minuti di attivita’ AEROBICA costante).
    e cmq il mantenimento della temperatura non è la cosa che fa consumare di piu’.
    il movimento, i MUSCOLI, la cosi’ detta massa magra, è quella che brucia effettivamente le calorie, ed il calore in eccesso è appunto CAUSATO dal movimento e dal consumo, ma non è il diretto responsabile…
    tralaltro è verissimo che il cervello consuma abbastanza, basti pensare al continuo scambio di informazioni elettriche che avviene dentro di esso…
    la questione inverno/estate è una conseguenza… d’estate si ha meno fame, per varie ragioni… tra cui la digestione, che attivandosi produce energia, e quindi causa piu’ calore e quindi maggior sudorazione ad esempio…
    di prove pratiche, posso dire, che tramite calorimetria mi sono trovato a misurare il mio consumo sia in estate che in inverno, e a parita’ di massa magra/grassa il consumo basale era addirittura piu’ alto d’estate che d’inverno…

    cmq concordo in pieno, c’erano rami dell’albero evoluzionistico umano, che si nutrivano di soli vegetali ED OVVIAMENTE sono rami morti…
    cosa che i vegetariani non capiranno mai.
    le proteine animali, sono l’unica fonte COMPLETA di amminoacidi, e senza queste l’evoluzione umana si sarebbe fermata qualche migliaio di secoli fa…

  • # 13
    umbriel76
     scrive: 

    @caffeine666

    Non ho capito a chi ti riferisci.
    Comunque mi pare ovvio il discorso calorie e obesi: secondo te portare e mantenere a 37°C 80 litri di acqua o 200 litri di acqua comporta lo stesso dispendio energetico?
    Per quanto io non sia vegetariano, infine, l’ultima tua affermazione sugli amminoacidi è semplicemente falsa. La carne (rossa, bianca, pesce?)ha quantitativamente più proteine ma non qualitativamente in numero maggiore. Tralscio il ramo evoluzionistico dato che non ho capito il senso.

  • # 14
    imayoda
     scrive: 

    è paradossale come si inciti il consumo di carne.. abusarne è la via più diretta verso il tumore al intestino, cardiopatia e obesità nonché la fonte principale di gas serra.
    Ma di questi tempi è già fatica capire chi si deve votare, figuriamoci comprendere da soli l’arcano concetto del consumo equilibrato.

  • # 15
    n0v0
     scrive: 

    x imayoda

    passi il tumore… ma obesità e cardiopatie me le devi spiegare.

    inoltre, e l’ ha già detto l’ autrice, qui non si incita al consumo di carne ma si spiega solo una possibile derivazione delle nostre qualità intellettuali dall’ avere avuto a disposizione (migliorandola successivamente) una dieta più orientata alle carni e alla cottura degli alimenti in genere

    non fare il moralista… ;-)

  • # 16
    The Solutor
     scrive: 

    @n0v0

    Hai presente quanto mangiano un boa o un anaconda ?

    Con un topo o un uccellino, ci fanno una settimana o anche 10 giorni.

    Perché ?

    Perché sono animali a sangue freddo, e quello che mangia gli serve a tenersi in vita, come dici tu, ma non per tenersi a 37 gradi.

    Il punto è tutto li, prima di capire la biologia o le scienze della nutrizione bisogna aver capito la fisica, almeno quella terra terra (e questa lo è) ed un po’ di chimica, buona parte dei cosiddetti esperti che si riempiono la bocca di metabolismi basali ed altri paroloni, delle suddette materie non hanno capito una cippa, e lo dimostrano.

  • # 17
    n0v0
     scrive: 

    x The Solutor

    ma te al posto della caldaia hai un ciccione che nutri con lardo di colonnata ogni giorno? Che è questa fissa sul calore? Neanche fossimo delle stufe.. O vorresti diventare un rettile?

    credi che la temperatura basale sia un fatto accessorio? Deriva dalle reazioni chimiche che avvengono nel corpo e – in particolare – da quelle di ossidazione nei mitocondri, che sono la cosa che ci rende così “caldi” come piace a te, e differenti dagli animali ectotermi.

    qual’ è il problema? Se non fossimo a 37 gradi non potremmo vivere, è difficile da capire?

  • # 18
    n0v0
     scrive: 

    poi rifletto un attimo sul tuo primo post..

    […] L’85/90% delle calorie che consumiamo servono appunto a produrre calore, punto. […]

    ma di che stai parlando? tu lavori in una ditta di caldaie, ne sono certo XD

    secondo te il cibo serve solo a “rinvigorire il fuoco” così possiamo produrre più calore? LOL!

    e le funzioni vitali? e l’ attività cosciente? e il rapporto col mondo esterno?

  • # 19
    Mauro
     scrive: 

    da quello che ricordo io di chimica organica,
    il nostro sistema di termo regolazione tiene la temperatura umana a 37°C per aumentare il rendimento di molte reazioni chimiche (ed altre a temperatura inferiore non si riuscirebbero ad innescare).
    A questa temperatura infatti la trasformazione di ATP in ADP è massima…
    ma forse ricordo male….

  • # 20
    umbriel76
     scrive: 

    @n0v0
    Considera che gli animali omeotermi per mantenere la temperatura grossomodo costante rispetto all’ambiente esterno sfruttano dei particolari processi chimici del metabolismo cellulare per convertire le sostanze assunte in calore. Tali processi avvengono nei mitocondri e vengono definiti processi di termogenesi.
    In questo senso è del tutto fuori luogo associare il calore corporeo con il movimento o con le attività cognitive. Non siamo lucertole.
    Comunque siamo ampiamente fuori tema.

  • # 21
    Animal Rights
     scrive: 

    > Superato il Lunedì di Pasqua molti di voi, come me, si staranno riprendendo dalle abbuffate dei giorni scorsi.

    Per quel che mi riguarda no. Sono Ateo e quindi non la festeggio.

    > L’introduzione della carne nell’alimentazione, per esempio, ha fatto si che il fabbisogno energetico venisse raggiunto molto più velocemente, lasciando molto tempo libero all’uomo per dedicarsi ad altre attività.

    E allora com’è che tutti gli altri animali onnivori/carnivori non si sono evoluti intellettualmente come l’uomo?

    Non c’è alcuna correlazione tra le due cose.

    > Infatti per poter mangiare la stessa quantità di calorie in frutta e verdura cruda l’uomo avrebbe dovuto mangiarne circa 5 chili al giorno, passando almeno sei ore al giorno a masticare.

    Questa è pura follia. Io sono Vegetariano, ma non mangio certo 5 chili di verdura al giorno né passo 6 ore al giorno a masticare.

    > Questo, assieme alla maggior disponibilità di proteine, ha anche contribuito notevolmente allo sviluppo del cervello, aumentandone il peso. Il cervello, infatti, utilizza quasi un quarto del nostro fabbisogno calorico totale in stato di riposo.

    Ma che c’entra?

    Primo, il cervello è fatto prevalentemente di lipidi.

    Secondo, la maggior parte del fabbisogno calorico viene ottenuto dai carboidrati, non dalle proteine.

    > È parte dell’immaginario collettivo di tutti la consapevolezza che atleti professionisti debbano seguire una dieta più ricca di proteine della norma, per riuscire a sviluppare maggiormente la muscolatura.

    Proteine che possono essere benissimo assunte tramite i vegetali.

    http://www.scienzavegetariana.it/sport/schede_famosi.html

    > Le proteine di origine vegetale, non sono mai complete, quindi non contengono questi amminoacidi essenziali. I vegetariani, quindi, dovrebbero sempre stare attenti ad introdurre proteine di tipo animale, per esempio mangiando uova o latticini.

    ASSOLUTAMENTE FALSO.

    Con i vegetali è possibile assumere TUTTI gli amminoacidi essenziali.

    L’UNICA cosa che può mancare è la vitamina B 12, ma che è facilmente integrabile con integratori di origine non animale.

    > Quindi, in conclusione, non abbiate troppi rimorsi dopo l’uno-due di Pasqua!

    Se parliamo di rimorsi, consiglio prima la visione di “Earthlings”:

    http://veg-tv.info/Earthlings

    E poi ne riparliamo…

  • # 22
    Badtzmaru
     scrive: 

    L’ignoranza è una brutta bestia, soprattutto quando fa comodo per tentare di sovvertire la tristezza di una vita vuota attraverso l’ingurgitamento di determinati alimenti.
    L’uomo è onnivoro.
    Onnivoro significa che può mangiare tutto, non che deve.
    Se doveva per forza mangiare carne era carnivoro, come i gattoni in Africa.
    Invece per fortuna, anche se sparissero tutti gli animali dal mondo, non ci sarebbe bisogno di cucinare la nonna quando muore, per sopravvivere.
    E’ ovvio che un singolo tipo di alimento sia insufficiente a sopravvivere in salute.
    Come è insufficiente la carne da sola, lo sono anche i legumi, i cereali, i tuberi, etc etc.
    Premesso che non esistono alimenti privi del tutto di un determinato aminoacido ma solo con una minor presenza di questo o quello, mangiando vegetali in modo vario (basta pochissimissimo, basta un piatto di pasta e fagioli) si ottengono TUTTI gli aminoacidi essenziali ad una vita in salute.
    Mangiare carne è un diritto se serve a sopravvivere certo. Chi può vivere in salute mangiando altro (perchè vive vicino un supermarket) ma paga vigliaccamente qualcuno per torturare e macellare animali il cui sacrificio non è indispesabile, non esercita un suo diritto ma fa una violenza gratuita. Avallata da un sistema economico che non considera quando può i diritti delle persone, figuriamoci quelli degli animali.
    Per il sistema, come per gli ignoranti, gli animali sono solo cose.
    E’ divertente poi vedere come spesso ci siano persone che si ingozzano di inutile sofferenza, ad es. di hamburger di mc donald e poi si indignano se vedono uno che prende a calci un cane.
    Non c’è mai limite all’ignoranza e all’egoismo.

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non c’è limite al fanatismo pseudoreligioso. Che brutta bestia.

  • # 24
    Badtzmaru
     scrive: 

    Già, questi uomini deboli che diventano religiosamente fanatici di un sapore da mettersi in bocca sono proprio delle bestie, ben detto:)

  • # 25
    n0v0
     scrive: 

    bah, bah, bah..

    io mangio di tutto, specie carne, e sono proprio contento. Non mi indigno se picchiano un cane.. mi impensierisco quando penso alle specie in via di estinsione (le tigri, le balene, ce n’ è a bizzeffe). Ma non vado certo a cospargermi la testa di cenere perché nel frattempo sto mangiando una bistecca.

    li devo ancora capire gli animalisti. Merlo, su Repubblica, ne scrisse una notevole tempo fa: […] riguardo a quelli che quando si uccide un cervo gridano “Bambi!”, vorrei ricordare di gridare anche “Topolino!” quando vedono derattizzare uno scantinato […]

    le parole saranno diverse ma il senso è quello. Mi sembra una visione unilaterale quella ambientalista, senz’ altro contro Natura (se siamo onnivori un motivo ci sarà) e poco utile in generale.

    mi sbaglierò. Ma prima di fare battaglie contro i macellai e i norcini ho di meglio da fare..

    p.s.
    Per chidere la questione sul calore: una frase come quella di The Solutor io la interpreto come se l’ unico scopo per cui siamo al mondo e per cui ci cibiamo fosse produrre calore. E ovviamente non quadra.

    Li conosco i processi biochimici e se volete l’ esempio lampante pensate al grasso bruno: questo tessuto presente nei neonati e in altri animali (gli orsi..) è in grado di disaccoppiare l’ ossidazione dalla fosforilazione. In due parole non sfrutta l’ energia liberata dalla “combustione” del glucosio per produrre ATP ma solo per generare calore. Bene.

    Ma poi tale tessuto scompare e arriva il grasso chiaro che, assieme a tutti gli altri tipi di tessuti, utilizza i nutrienti per produrre ottimo ATP, necessario per fornire energia alle reazioni.

    Reazioni che produrranno calore, certo, ma per un fatto fisico fondamentale e non modificabile. Il calore è una componente secondaria, non è lo scopo delle reazioni chimiche. Che poi sia diventato un vantaggio evolutivo (e anche qui se ne potrebbe parlare) essere omeotermi è un altro discorso.

    mi sono spiegato? Dire che il cibo serve a produrre calore è come dire che la benzina che metto nell’ auto serve a produrre calore. Ma dove?? Serve a far andare il motore che produce un lavoro utile e NEL FARLO emana calore..

  • # 26
    umbriel76
     scrive: 

    @n0v0
    La situazione è un tantino più complessa per cui la tua metafora dell’auto è fuoriluogo. La termogenesi produce calore che risulta fondamentale per alcuni processi chimici oltre che per la termoregolazione
    Cioè l’esempio sarebbe come un’auto che brucia benzina per far girare le ruote ma che poi è in grado di bruciare altra benzina grazie al calore generato dalla reazione chimica di combustione.
    Quanto al parallelismo tra le specie in via di estinzione e i ratti direi che anche qui non sono d’accordo. La visione ambientalista intesa come protezione e conservazione è superata da ormai oltre 20-30 anni. Ciò che conta ed è quantificabile è la biodiversità: in termini di tutela della biodiversità uccidere un ratto non comporta lo stesso danno ecologico dell’uccidere un panda. Allo stesso modo consumare carne comporta un danno quando il consumo risulta indiscriminato dato che gli allevamenti intensivi (e mettiamoci anche l’agricoltura) tendono a diminuire la biodiversità semplificando gli ecosistemi.
    Ecosistemi più semplici (cioè con meno biodiversità) hanno meno capacità di resistenza agli stressori (che in genere sono di tipo antropico ma che possono anche essere di origine naturale come gli incendi o le alluvioni) per cui si genera un ciclo difficilmente controllabile che porta inevitabilmente alla scomparsa di specie animali e vegetali.

  • # 27
    n0v0
     scrive: 

    mi sta bene un punto di vista ambientale (e l’ ho anche detto all’ inizio).. mi fanno afa i moralismi oziosi sui poveri animali che vengono uccisi, neanche fossero persone.

    il paragone è imperciso (il calore serve comunque) ma rende l’ idea che mi ero fatto dei discorsi di The Solutor, che se vuole mi può correggere il tiro. Se quel che voleva dire non è quel che ho inteso allora è un’ altra questione, altrimenti resto sulla mia posizione.

  • # 28
    The Solutor
     scrive: 

    >ma te al posto della caldaia hai un ciccione che nutri con lardo di >colonnata ogni giorno? Che è questa fissa sul calore? Neanche fossimo delle >stufe.. O vorresti diventare un rettile?

    Non voglio diventare niente, ne tantomeno polemizzare con uno che non ha capito o fa finta di non aver capito quello che dico.

    C’è poco da essere fissati, gli animali a sangue caldo (ti dice nulla questa parolina ?) usano buona pare di quello che mangiano per produrre calore, che ti piaccia o meno.

    >e le funzioni vitali? e l’ attività cosciente? e il rapporto col mondo >esterno?

    Le funzioni vitali, il movimento, l’accrescimento ecc… richiederanno il 10/15% di quello che consumiamo.

    >qual’ è il problema?

    Il problema è che, oltre a te, quanto sopra sfugge alla quasi totalità dei dietologi, ed anche nell’articolo che stiamo commentando.

  • # 29
    n0v0
     scrive: 

    ma questi sono davvero discorsi fini a se stessi..

    ok, sei una stufa, sfrutti tutto il cibo per produrre calore (wow!). E allora?

    qual’ è la cosa di cui si devono accorgere i dietologi e il resto del mondo? Che dobbiamo diventare tutti a sangue freddo?

  • # 30
    Badtzmaru
     scrive: 

    Lol, qui rasentiamo l’asilo: “tu hai fatto questa cosa quando ne hai detta un’altra? Allora io faccio quello che mi pare!! Ecco!” anche “uffa” ci starebbe bene.

    Peccato che quello che facciamo non ricada sulla coerenza del comportamento altrui, ma solo sul nostro.
    Altrimenti chiuque vedesse Hitler urlare “viva la pace e viva la libertà!” potrebbe fare il killer a cuor sereno. Già me li immagino gli opportunisti disumani come questo n0v0: eh ma lui ha detto così e poi ha fatto cosà!
    Questi mezzucci che sviano dal discorso e offendono l’intelligenza di chi legge (ma soprattutto di chi scrive) non c’entrano nulla col decidere quale sia il comportamento più giusto da seguire a livello personale.
    La perfezione non esiste in nessuno di noi ovviamente. E infatti nessuno appende la patente al chiodo alla prima multa ne entra in convento alla prima delusione amorosa. Peccato poi lo pseudo furbetto di turno pretenda coerenza divina dagli altri, sapendo già di non trovarla, così da giustificare le proprie azioni.

    Chi ha fame mangia e anche giustamente direi.
    Chi mangia però la nonna pur avendo un piattone di pasta al pomodoro pronto, è un pezzo di marmellata (oltre che un malato mentale). Chi mangia uno sconosciuto pur avendo un piatto di pasta al pomodoro, è un pezzo di marmellata (e sempre malato). Chi mangia il cane del vicino pur avendo un piatto di pasta al pomodoro, è un pezzo di marmellata. Chi mangia un cane randagio pur avendo un piatto di pasta al pomodoro è sempre un pezzo di marmellata.
    Perchè non dovrebbe esserlo chi paga qualcuno per crescere un altro essere vivente dentro ad un lager e poi macellarlo il prima possibile, in modo da poterlo comprare e cucinare?
    I bambini ignoranti e disumani possono piangere e strillare quanto gli pare ma non c’è alcuna necessità per l’uomo di mangiare la carne per vivere in salute, se ha a disposizione tutta la varietà di cibo che abbiamo noi, l’unica cosa a cui si possono appellare per darsi ragione è la legge.
    Legge che stabilisce che la vita di un essere debole non vale nulla, se serve a generare profitto con la sua morte.

    Visto che gli animali, essendo fatti di carne, ossa, nervi e sangue come noi, soffrono come noi, l’apologia al loro consumo è solo indicativa di quanto sia misera la vita di chi non ha altre speranze che ricercare nel piatto in cui mangia, un briciolo di felicità.

  • # 31
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Siete patetici con la vostra aria da illuminati superiori che conoscono la “verità”. E mi fate rivoltare lo stomaco con tutti questi discorsi pseudo-raffinati per etichettare, alla fine, gli altri, i “diversi”, come “deboli”, “inumani”, pezzi di “m*” (dove * non sta per armellata, ma per ben altro; “accà nisciuno ‘e fesso!”), ecc. ecc.

    Siete peggio dei talebani. Il bello che buona parte dei vegetariani o vegani che conosco sono pure atei, ma nemmeno vi rendete conto che avete lasciato una religione, per abbracciarne un’altra, ben peggiore (visto l’integralismo intransigente con cui la professate).

    E considerate e trattate come “infedeli” chi ha semplicemente una visione diversa dalla vostra sull’alimentazione (e che dovreste imparare a rispettare). Perché non può che classificarsi come tale, visto che la natura ci ha fatti ONNIVORI (incredibile!).

    Sì, lo siete anche voi, e continuate a esserlo nella misura in cui respirando vi tirate dentro anche gli acari che… sono ANIMALI! Perché non andate in giro con la mascherina onde evitare cotanto scempio? Così vi sentirete a posto con la vostra coscienza.

    E adesso, cortesemente, mi potreste spiegare cosa c’entrano i vostri commenti con un articolo a carattere prettamente scientifico? L’avete letto prima di postare i soliti discorsi da fanatici dell’involtino verde? Se sì, vi rendete conto che siete andati LEGGERMENTE fuori tema? Magari sarebbe ora di rientrare in topic, che ne dite? Tanto le cose scontate che avevate da dire le avete spiattellate, e gli schifosi disumani vi ringraziano per il bel trattamento che hanno ricevuto (as usual).

  • # 32
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Rispondo solo a The Solutor per quanto riguarda la distribuzione del metabolismo basale.
    Nell’articolo certo non volevo addentrarmi in tali dettagli, anche perché non è il mio campo, il punto fondamentale è che il metabolismo basale è strettamente legato alla dimensione del cervello (leggi per esempio l’articolo su Nature http://www.nature.com/nature/journal/v293/n5827/abs/293057a0.html) e in particolare alle abitudini alimentari dell’animale in questione. L’introduzione della carne nell’alimentazione dell’uomo primitivo ha contribuito allo sviluppo del cervello, questo è spiegato nell’articolo che ho linkato sul post. Poi io non sto suggerendo nessun tipo di dieta a nessuno, sto parlando di una cosa che è avvenuta in fase evolutiva dell’uomo centinaia di migliaia di anni fa…

  • # 33
    Badtzmaru
     scrive: 

    Nessuno qui è andato off topic, perchè questo periodo mi pare sia stato pubblicato nell’articolo:
    “Vi sono quelle dette “complete” e quelle “incomplete”. Quelle complete contengono tutti gli aminoacidi essenziali, che sono di estrema importanza perché il corpo umano non è in grado di sintetizzare autonomamente ed è quindi costretto ad assumerle tramite il cibo. Le proteine di origine vegetale, non sono mai complete, quindi non contengono questi amminoacidi essenziali. I vegetariani, quindi, dovrebbero sempre stare attenti ad introdurre proteine di tipo animale, per esempio mangiando uova o latticini.”

    Se non ci si informa prima di pubblicare un articolo, è normale che poi venga qualcuno ad indicare lo strafalcione scritto.
    A parte ciò, dovrebbe essere naturale per chi scrive qualcosa, aspettarsi che possa venire qualcun altro a discuterne.

    Comunque mi fanno ridere queste persone (non riferito all’autrice) con una tale paura della vita, che sono costrette a dividere la realtà in macro blocchi, ritrovandosi a costruire nella loro fantasia, stuoli di persone tutti uguali semplicemente perchè queste hanno UN aspetto in comune. Ogni individuo fa storia a se certo, ma in questo modo queste persone (tristi) possono avere, seppur di fantasia, una rassicurante opinione.
    Chi parla di credo religioso quando si parla di rinnegare stupri e violenze gratuite, penso dovrebbe andare da un buono psicologo. Consiglio spassionato;)

  • # 34
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Nessuno strafalcione: ho anche messo il link con una possibile fonte, ma ce ne sono altre.

    Le proteine di origine vegetale hanno valore biologico inferiore alle proteine di origine animale, perché prive o carenti degli aminoacidi essenziali, aminoacidi che l’organismo non può sintetizzare e deve assumerli con il cibo.
    Gli aminoacidi essenziali per l’uomo sono:
    Isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina.
    Altri aminoacidi sono comuque importanti ma non essenziali o essenziali solo in certe condizioni.
    Come vengono definiti essenziali è spiegato in questi due articoli scientifici su una delle più famose riviste di nutrizione:
    http://jn.nutrition.org/cgi/content/full/134/6/1558S
    http://jn.nutrition.org/cgi/content/full/130/7/1835S

    Per cui, io non voglio impedire a nessuno di esprimere la propria opinione o di commentare, anzi mi fa piacere avere consigli su come migliorare la qualità dei post, ma magari c’è modo e modo, dire che faccio strafalcioni e che non mi informo prima di scrivere mi sembra un po’ azzardato…

  • # 35
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Badtzmaru: io invece non ho nessuna difficoltà a riferirmi a te, come ho fatto anche prima.

    Invece di fare lo psicologo in erba parlando a vanvera di “paura della vita” e amenità simili, dovresti leggerti qualche pubblicazione scientifica, come quelle che ha suggerito Eleonora: magari un po’ di cultura sull’argomento te la fai tu, prima additare gli altri di ignoranza et similia.

    La realtà è quella che ho spiattellato prima: siete tutti uguali nella vostra presunzione di essere nel giusto, ma soprattutto più fastidiosi delle zecche nel cercare di voler imporre a tutti la vostra visione, etichettando come poco di buono (e ci sto andando leggero) chi la pensa diversamente.

    E lo si vede tranquillamente anche dal tuo ultimo messaggio, che puoi anche condire con faccine sorridenti, ma rimane sempre uno sdoganare letame con chi ha avuto l’ardire di risponderti.

    Addirittura tirando in ballo lo psicologo, e scene truculente nel penoso tentativo di far sentire in colpa i “non allineati”.

    Il classico attacco ad hominen condito con quel tocco di maleducazione che si commenta da sé, insomma.

    Torna pure a mangiare erba, e sta tranquillo: quando addento il mio MacTasty scrupoli di coscienza non ne ho di certo, come non li avrebbe nessun leone nei confronti di un cerbiatto.

  • # 36
    Badtzmaru
     scrive: 

    Premesso che adesso non ho tempo di leggere gli articoli linkati ma che lo farò più tardi, mi risulta difficile credere (per ora rimango cmq nel dubbio) che ci possa essere riportato qualcosa di diverso da quello che si puà evincere guardando una qualsiasi tabella nutrizionale.
    Ecco un esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Amminoacidi_essenziali

    Qualsiasi tabella porta valori analoghi e tutti gli articoli riguardo la nutrizione concordano sul fatto che, come si vede, innanzitutto non esiste nessun alimento privo di aminoacidi essenziali e che secondo poi, basta una semplice unione (che non deve essere quotidiana) di cereali e legumi, per ottenere un apporto di am. essenziali completo e oltremodo sufficiente.
    Ci sarà un motivo se per secoli interi campi sono stati coltivati da gente che mangiava pasta/pane e fagioli?
    Ci sarà un motivo se l’uomo è definito dagli scenziati onnivoro e non carnivoro no?
    Ci sarà un motivo se io sono vivo e in salute, faccio spesso sport e la gente (ma non è questo certo il motivo per cui non mangio carne) mi da molti meno anni di quel che ho.
    Ripeto, mi prenderò il tempo per leggere quei due articoli, ma trovo difficile credere possano sovvertire la più banale letteratura scientifica e i semplici dati oggettivi riscontrabili uscendo di casa.
    Se non mangiare la carne facesse male, ci sarebbe cartelloni pubblicitari sovvenzionati dall’industria dell’allevamento a suggerirlo. Se non ci sono, ahimè per loro, un motivo ci sarà.

  • # 37
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Nemmeno mangiare carne fa male. Non è che negando un’affermazione si nega anche la collegata. Logica alla mano, ovviamente.

    La carne può far male nella misura in cui se ne abusa. Ma questo vale per praticamente tutte le cose.

  • # 38
    n0v0
     scrive: 

    che noia gli integralisti..

    quando uno è al punto di porsi il problema su cosa mangiare siamo arrivati. La qual cosa inoltre è del tutto propria dei paesi civilizzati: il miglioramento delle condizioni di vita con l’ arrivo di una quantità di nutrienti ben superiore alle reali necessità di ognuno ha portato al problema opposto, cioè le diete, le tabelle nutrizionali, le storture mentali sul cibo…

    Mi consolo sapendo che non durerà. Un tale modello non è sostenibile. Se già adesso le risorse non bastano per servire quel miliardo di persone “agiate” (ma forse sono meno), cosa pensate succederebbe se lo estendessimo agli altri sei?

    Io mangio di tutto e sto da dieci, tu Badtzmaru bruchi l’ erba e sei felice, ma non venire a farcele quadrate in nome della tua superiorità (ma dove?) dandoci di opportunisti, pezzi di merda (si, io lo scrivo) e squilibrati.

  • # 39
    Badtzmaru
     scrive: 

    “Torna pure a mangiare erba, e sta tranquillo: quando addento il mio MacTasty scrupoli di coscienza non ne ho di certo, come non li avrebbe nessun leone nei confronti di un cerbiatto.”

    Primo, io non addento erba.

    Secondo, il leone è carnivoro, senza ciccia muore.
    Tu, sempre appartenga alla razza umana, sei onnivoro. Ovvero, non sei costretto a uccidere qualcuno se sparisce la carne dagli scaffali.
    Se uccidi il cane di qualcuno per cucinartelo, il proprietario, sapendo che il vostro contesto è lo stesso, ovvero un contesto fatto di supermarket strabordanti cibo, viene e ti prende a calci nel fondoschiena, perchè gli hai fatto fuori il cane inutilemnte.
    Non mangi i cani da compagnia ma compri la carne di animali di proprietari che li allevano con lo scopo di ucciderli per venderteli a pezzi.
    E continuano a farlo solo perchè qualcuno li compra. Qualcuno che potrebbe benissimo vivere senza, perchè non ha solo quello come fonte di nutrimento, come se fosse su un’isola sperduta come il protagonista di Cast away. Quindi la loro morte avviene perchè qualcuno non può vivere senza un certo sapore nel gargarozzo. Non perchè altrimenti muore.
    Puoi dire che la legge te lo permette e tu sei libero di decidere. Padronissimo di farlo perchè è così.
    Ma per cortesia non venire a dire che lo fai perchè altrimenti stai male fisicamente perchè non è così.

  • # 40
    n0v0
     scrive: 

    Badtzmaru, sei duro come le pigne.

    “non sei costretto a uccidere qualcuno se manca la carne dagli scaffali?”

    ma che discorsi sono? Mi ricorda le «domande» di Silvio alla manifestazione in piazza S. Giovanni: “volete più tasse?” “no!”, “volete essere intercettati?” “no!”… E che vuol dire, che gli altri lo vogliono??? LOL!

    stessa questione, ma lo pensi davvero, realmente hai la convinzione che uno che mangia carne perché gli piace vada a uccidere se non la trova? Perché questo è ciò che dici.

    siete allucinati (e allucinanti)

  • # 41
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Si vede che l’evoluzione ha fallito…

    @Badtzmaru: evidentemente non hai capito o non vuoi capire. La mia risposta al tuo ultimo commento la trovi semplicemente leggendo quest’articolo: né più né meno.

  • # 42
    Howl
     scrive: 

    Io sono nuovo e mi intrometto in questa discussione perchè mi pare che si sia mancato di cogliere un punto fondamentale:
    chi se ne frega se la povera mucca muore?

    Sono d’accordo quando si dice che mangiamo carne perchè ci piace il sapore, ma che con le giuste dosi di vegetali si potrebbe campare benissimo (prova empirica ne è lo stesso Badtzamaru…) eppure io continuo a pappare hamburger perchè mi piacciono.
    Certo non vorrei il mio cane morto, ridotto in cotolette, perchè gli voglio bene, mica per altro. Nemmeno vado a uccidere il cane del vicino, per il semplice fatto che è del vicino…e voglio conservare buoni rapporti ed evitare denunce. Nemmeno mi metterei a sgozzare un povero coniglio per preparare la cena perchè mi fa tenerezza…ma se lo fa l’allevatore scrupoli zero!
    Badate bene, i moralismi sono un frutto della società umana… dai tempi dei tempi.
    Uccidere è male perchè se tutti ci mettiamo a uccidere il proprio nemico non si potrebbe costruire una società civile, in quanto non sarebbe assicurata la sicurezza degli individui che si associano e non ci sarebbero quindi evidenti vantaggi nell’associarsi…ecc…
    Che poi si pensi che sia una cosa abietta l’uccidere un uomo è a causa dell’educazione che riceviamo… andatelo a chiedere ai cannibali.
    Uccidere una mucca non è vietato perchè non influisce sulla società dell’uomo, ma solo su quella della mucca (che non esiste, in pratica…). Quindi la mucca può morire se mi piace che sia così.
    Certo ben altra cosa è il discorso sulla preservazione della bio-diversità. Questo ha un senso (per me…) solo e soltanto perchè è dimostrato che riducendo la biodiversità si alterano gli equilibri del pianeta maturati in milioni di anni, e si alterano su tempi scala dell’ordine della vita di un uomo. Ciò non può essere privo di conseguenze (vedi ad esempio il surriscaldamento del globo…)…ergo io, UOMO, dovrei stare attento a cosa faccio, a chi uccido , a quanti alberi taglio, ecc..ecc.. per puro spirito di autoconservazione e perchè magari desidero che i miei geni vengano tramandati!!!
    Scusate l’OT.

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.