di  -  venerdì 26 marzo 2010

C’era una volta un agente polacco in fuga da un castello nazista, che si trovò ad affrontare, solo, un folto gruppo di avversari armati fino ai denti. Decine di migliaia di ragazzini, nel lontano 1992, guidarono l’eroico William B.J. Blazkowitz, protagonista di quel capolavoro che fu Wolfenstein 3D, e con vero piacere ripresero il gioco a livelli di difficoltà sempre superiori, scaricando sui cattivoni più bipartisan del XX secolo, tonnellate di piombo virtuale.

Debellato l’esercito nazista – compreso il Hitler in carne, ossa e mitragliatrici integrate – a chi destinare i flussi di violenza videoludica che ancora animavano schiere di adolescenti? Immagino John Romero e John Carmack presi in una dissertazione degna dei dialoghi socratici, concludere dopo ore di sudore, all’unisono: “il diavolo in persona!”.

Per la gioia di coloro che nel 1993 scoprivano il sottile piacere di ridurre a macinato fino demoni di ogni foggia, con l’ausilio di un vasto e fantasioso arsenale, oggi parleremo dunque di Doom, uno dei giochi più popolari dell’intera storia videoludica, in questo nuovo incontro con l’informatica al passato remoto.

Arruolati nello UAC (United Aerospace Corporation), ci ritroviamo su Marte dopo aver maltrattato un nostro superiore – il quale, manco a dirlo, ci chiedeva di sparare a un gruppo di civili, in spregio ai nobili principi che qualche secolo prima guidarono le bombe intelligenti durante l’invasione dell’Iraq.

Una volta sul pianeta rosso, veniamo a conoscenza di esperimenti segreti di teletrasporto fra le due lune di Marte, Phobos e Deimos, durante i quali qualcosa va storto, ma molto storto.

Spediti immediatamente con un commando a perlustrare Phobos, scopriamo infatti, non senza qualche stupore, che il tunnel di teletrasporto ha aperto un canale che porta dritto all’inferno, attraverso il quale orde di demoni stanno invadendo la base.

Ben presto ci accorgiamo che i nostri compagni di missione sono belli e spacciati: armati di coraggio, spirito di abnegazione e una misera pistola, partiamo dunque alla caccia dei crudeli invasori. Una caccia che ci porterà molto lontano, per la precisione fin dentro l’inferno, sede dell’ultimo episodio.

Similmente al predecessore Wolfenstein 3D, il gioco si articola infatti in episodi, ciascuno composto da 9 livelli. Il primo episodio, come nel predecessore, è disponibile gratuitamente con licenza shareware, il che consente al titolo di avere una diffusione spropositata: nel 1995, sembra circolassero oltre 10 milioni di copie di Doom, il che ne fece per qualche tempo il software più diffuso al mondo, più dello stesso Windows 95.

La trama del gioco, piuttosto scarna, non impedisce a Doom di rappresentare una pietra miliare anche in quanto ad atmosfera e immersività: il merito va al motore grafico programmato dallo stesso John Carmack, che stabilisce per anni a venire un punto di riferimento nel settore.

Dopo un solo anno  il motore di Wolfenstein 3D sembra già vecchio, grazie all’uso di texture complesse, allo sviluppo verticale delle mappe, ai miglioramenti alla geometria e alla prospettiva dello scenario, alla resa uber-splatter dei combattimenti e a mille altri croccantissimi dettagli.

L’azione nei vari scenari è frenetica e i livelli di difficoltà conferiscono al titolo un’ottima longevità, rafforzata dalla modalità multiplayer (cooperativa e deathmatch, 1/4 giocatori), dalla personalizzazione del gioco attraverso l’uso dei celebri file WAD e, nel 1997, dal rilascio del codice sorgente del titolo.

Se i numerosi livelli, l’arsenale a disposizione del protagonista – di cui fa parte anche una motosega, finita su Marte per motivi che non è dato di comprendere – e il vasto assortimento di mostri tengono milioni di giocatori incollati allo schermo per mesi, è proprio la modalità multiplayer che trasforma Doom in un vero e proprio culto, praticato in case e uffici di tutto il mondo, con grande scorno degli sventurati amministratori di rete.

Si tratta di un’anteprima assoluta per il genere FPS – che fino a qualche anno dopo il rilascio di Doom sarà definito semplicemente “Doom clone” – che regala, come sanno tutti coloro che l’hanno provato, ore di divertimento fra amici e tassi di violenza gratuita ai danni del computer del tutto inediti.

Con decine fra conversioni e sequel ed un’intera generazione di titoli derivati – fra cui l’indimenticabile e molto più autoironico Duke Nukem – i motivi che rendono Doom una leggenda del settore sono numerosissimi, e non c’è modo migliore per scoprirli che caricare il gioco nel proprio emulatore di fiducia, cosa che mi appresto a fare.

Prima di lasciarvi, desidero però proporvi una chicca: un video in cui scopriamo la reale identità del nostro tostissimo personaggio, niente popò di meno che il noto fondatore di una delle aziende più ricche al mondo…

21 Commenti »

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  • # 1
    lakar
     scrive: 

    Semplicemente leggendario!

    Quante ore passate sul mio 386! Ricordo anche che c’era (in Doom 1 o forse nel 2) almeno un livello segreto fatto come Wolfenstein 3D (grafica compresa) e alla cui fine ci trovavi pure il personaggio di Commander Keen!

  • # 2
    n0v0
     scrive: 

    la prima volta che ho visto Doom…. un mio amico me lo installò nel pc e ci cominciò a giocare.

    Sarà che avevo una decina di anni, sarà che non avevo mai sentito parlare di giochi per pc…

    MA MI PRESE UNA PAURA FOTTUTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    XDXDXDXDXDXDXDXDXD

  • # 3
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    @n0v0
    Anche io avevo paura a giocarci. Ero piccolino e i mostri che spuntavano da dietro ai muri mi spaventavano a morte. Pensavo di essere l’unico ma a quanto pare non è così! :D

  • # 4
    magilvia
     scrive: 

    Decisamente un gran gioco, ci faccio ancora qualche puntatina ogni tanto con il doomsday engine e le texture in alta risoluzione, tanto per ritrovarmi in quell’atmosfera unica.
    Una curiosità: le motoseghe effettivamente erano così fuori luogo sulla luna di marte che in Doom3 ne hanno dato una giustificazione: è stata una spedizione avvenuta per errore dalla terra, e la nota del magazziniere che se ne lamenta è geniale :D

  • # 5
    asd
     scrive: 

    Il gioco che ho giocato di più in tutta la mia vita.

  • # 6
    Michele
     scrive: 

    Mitico il BFG9000 l’ultima arma

  • # 7
    red dragon
     scrive: 

    gran bel gioco, io ci giocai ai tempi su psx a doom 2, ma ormai l’unico vero erede di questo gioco e quello che praticamente gli somiglia di piu’e’ il mitico serious sam

  • # 8
    El Toc
     scrive: 

    Come se fosse ieri, che torno indietro sul balcone, appena iniziato il primo schema, a prender la motosega e farmelo tutto con quella…

  • # 9
    Thade
     scrive: 

    @Lakar: Il livello segreto di cui parli è il 32 di Doom2. A distanza di 18 anni me lo ricordo ancora, ce l’ho impresso nella mente.

    Il livello inizia con una stanza con tutte le armi e le munizioni possibili ed un superhealth pack. C’è una singola porta davanti, aprendola si scopre una stanza lunghissima piena di colonne ai lati, dalle quali escono le SS con l’MP38. Carneficina assoluta.
    Circa ad 1/3 di questa stanza sulla destra c’è una porta segreta nascosta nel muro, altro rifornimento ed in più anche una sfera Berserk. In fondo alla sala colonnata c’è un’altra porta, aprendola ci troviamo davanti un Cyberdemon, oltre c’è una stanza con Commander Keen ed un teletrasporto per tornare al livello originale da cui siamo passati.

    E poi mi lamento che mia moglie mi dà di geek. <_<

  • # 10
    Flare
     scrive: 

    La cosa che più mi colpiva di Doom era che, nonostante le notevoli migliorie del motore grafico rispetto a Wolfenstein 3D, se la cavava ancora sui 386. John Carmack sapeva il fatto suo.
    Il gioco non mi appassionò molto, perché in generale preferivo trame più complesse o gameplay d’altro tipo, tuttavia è uno dei pochissimi FPS che ho piacere di ricordare (anche se non tanto per il gioco in sé), insieme (anzi ancor di più) al divertentissimo e già citato Duke Nukem, col quale invece “persi” un sacco di tempo in multiplayer :D

  • # 11
    Lanfi
     scrive: 

    Doom…ricordo ancora i mille dischetti che ci volevano per installarlo….che gioco fantastico!

  • # 12
    SteveJK
     scrive: 

    Ancora emulatore… ALESSIOOO c’è STEAM che te lo da compatibile per piattaforma Windows… Già avevo provato a dirtelo nel post su Wolfenstein 3D…

  • # 13
    Giacomo
     scrive: 

    qualcuno più informato di me sa se esiste una conversione di doom con texture in alta risoluzione, uso di alte risoluzioni di gioco, uso di directx/opengl, insomma un aggiornamento alle tecnologie moderne?

  • # 14
    mede
     scrive: 

    da tempo esiste jdoom, una riconversione totale che permette di giocare con mouse e tastiera oltre che a permettere di migliorare le mappe, i modelli delle armi i modelli dei nemici, mettere texture ad alta definizione. con queste modifiche rimane il gran gioco che era, lo accendi spari con gusto 10 minuti e sei soddisfatto. non come i giochi di oggi che se non fai sessioni da tre ore non è successo nulla e non riesci a seguire la storia, sto giocando a stalker adesso ma se non hai tempo non ci si riesce ad andare avanti…

    quando ero piccolo sul 386 non avevo sound blaster, forse per questo il gioco non mi faceva assolutamente paura, non avevo la più pallida idea che ci fosse una storia dietro. per me era solo uno spara-mostri. invece alone in the dark, pur facendo sorridere oggi, mi faceva sporcare le mutande fin dalla prima scena…

  • # 15
    opossum81x
     scrive: 

    mitico doom, avevo il demo della version per w95..
    all’epoca senza mouse era anche impegnativo come fps.

    serious sam comunque è il migliore fps fracassone post 2000 anni hokuto, immediato e scalabile nella difficoltà, poi la modalità coop è una figata
    SS 4 ever.

  • # 16
    alberto
     scrive: 

    Doom 2 per me è da top 3 tra gli fps di sempre.
    Ancora oggi giocato tramite doomsday è davvero divertente, ultra giocabile, divertente, adrenalinico, livelli molto ampi e ben costruiti, musiche di altissimo livello (molte sono arramgiamenti di hit metal anni 80-90).
    Un capolavoro senza tempo

  • # 17
    Nat
     scrive: 

    Il mio primissimo gioco, ricordo che ci giocavo dal mio migliore amico, ci dividevamo la tastiera, uno si muoveva l’altro sparava e cambiava armi, a fine livello ci scambiavamo xD
    E’ roba che fa ridere ma mi divertivo un botto

  • # 18
    malkavo
     scrive: 

    Ricordo che ci giocavo con un mio amico nella concessionaria auto di suo padre, andavamo li per giocare in multiplayer l’uno contro l’altro. ci abbiamo passato intere nottate a giocare cosi!

    usavamo i pc che rano li, ma erano cosi scarsi che per farlo andare smontavamo da due pc due banchi di ram per metterli nei due che si usavano per gicare dato che quella che avevano non bastava! poi a fine serata si rimetteva tutto a posto.
    che matti che eravamo

  • # 19
    programmatore
     scrive: 

    doom e doom 2 fanno parte dei gochi più belli mai fatti. doom3 è leggermentee inferiore ma comunque bellissimo anche quello.
    Chi si ricorda le riviste dell’epoca, tuti i giochi fps che seguirono avevano come metro di giudizio doom.. non è come doom doom è leggermente migliore in.. questo è l’erede di doom.. ecc ecc.
    Attendo la recensione di command & conquer un altro gioco che ha fatto la storia nella sua categoria rts come doom l’ha fatta per gli fps…

  • # 20
    pratico dispenser
     scrive: 

    Mitici Doom e Duke, con i port che sono stati fatti mi regalano ancora ore e ore di puro divertimento!
    “Un classico è qualcosa che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”
    PS: grazie Alessio per l’ottima rubrica per tutti i nostalgici informatici!

  • # 21
    paola
     scrive: 

    io non giocavo a doom da secoli ed è uno dei pochissimi giochi che mi piacciono! Moltissime cose non le ricordo più!! :(
    Qualcuno ricorda come si fa ad accedere allo spazio esterno da cui prendere la motosega? Ogni tanto torno e ci provo, cerco interruttori o altro ma niente! Non riesco a ricordare come si faceva! Eppure anni fa ci ero riuscita eccome!

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