di  -  giovedì 18 marzo 2010

Il Mega Drive è stato senza dubbio una delle console che ha maggiormente affascinato i videogiocatori dalla fine degli anni ’80 alla prima metà dei 90.
Nella battaglia senza fine con il suo acerrimo nemico “a 16 bit”, il Super Nintendo, ha mostrato grandi doti di versatilità, sfornando capolavori in tutte le tipologie di titolo possibili, dal platform (Sonic e Ristar solo per citare un paio di nomi), agli RPG (Shining Force), ai beat’em up sia 1-on-1 (con il porting di Street Fighter II o Mortal Kombat) che a scorrimento orizzontale (la serie di Streets of Rage).
Nonostante gli ottimi Axelay e Super R-Type forse proprio negli shoot’em up la grande N ha dimostrato di soffrire la concorrenza con la rivale di sempre, Sega appunto.
La vena “sparatutto” è rappresentata da un’icona del genere come Thunder Force, in particolare l’immenso quarto capitolo, già “ispezionato” qualche tempo fa.

Oggi però cominceremo a volgere il nostro sguardo altrove, verso lidi meno conosciuti ma non certo privi di soddisfazioni.
Il primo di questa cavalcata “degli altri” ad essere trattato, il protagonista dell’appuntamento settimanale de “La valigia del videogamer” è Eliminate Down.
Se il nome potrà non dirvi granché, gli appassionati cultori nippofili sicuramente ne avranno già sentito parlare se non addirittura decantato le lodi.
A questo punto però è doverosa una spiegazione, per cui facciamo un passo indietro.

Una grossa fetta dei titoli sviluppati in Giappone, da sempre, rimane confinata nel territorio nazionale, per tutta una serie di motivi che andrebbero sviluppati probabilmente in un articolo a sé stante.
Uno di questi però è rappresentato dai gusti piuttosto particolari e specifici del pubblico che dimora nel Sol Levante; e non è un caso che i generi maggiormente penalizzati dalla regionalizzazione siano stati gli RPG (J-RPG nella corretta accezione del caso) e shoot’em up.

Questo lo si può desumere facilmente anche dai titoli più in voga nelle console di ultima generazione. Fate la conta e provate a vedere quanti sono gli FPS, gli action e quanti ad esempio gli sparatutto che ricordano i fasti dei vari Raiden, TF4 e soci.

Per essere competitivo nella terra natia il Mega Drive doveva quindi accontentare gli amanti del genere sopravanzando il dominatore della terza generazione, ovvero il NES.
Al tempo stesso però era necessario contenere il Turbografx-16, con tutte le sue incarnazioni successive, la prima macchina “a 16 bit” uscita sul mercato.
Il PC Engine da tutti gli appassionati ed addetti ai lavori è considerato LA macchina per eccellenza quando si parla di shoot’em up, nomea più che meritata se si pensa solo ai vari Gate of Thunder o Sapphire, evitando di stilare la classica lista della spesa.

Eliminate Down rientra nel progetto e percorso Sega intrapreso qualche anno prima: contrastare la NEC sul suo terreno preferito.
Sviluppato da Aprinet e pubblicato nel 1993 per mano della Soft Vision, ricorda da diversi punti di vista Hellfire, storico sparatutto arcade di fine anni ’80, di cui moralmente appare come una sorta di seguito.
Proprio come in Hellfire infatti il giocatore ha tre armi a disposizione fin da subito, tra le bombe e laser diagonali ed il classico sparo esplosivo monodirezionale.
A differenza di questi però il devteam ha scelto di non utilizzare il sistema di checkpoint, rendendo la vita piuttosto difficile all’utente (e non caso E-Down è considerato come uno dei titoli più difficili per il Mega Drive, ma non solo) anche perché gli otto livelli da superare pur non essendo numericamente un record, sono estremamente lunghi e complessi.
Lo scorrimento è orizzontale e la composizione degli stage, tutti ambientati nello spazio profondo, ricorda senza dubbio il buon vecchio R-Type.
Immancabile il meccanismo di power up che però consente di upgradare l’arsenale solo fino al terzo livello.
Il comparto musicale è di ottima fattura, seppur lontano dai fasti di Thunder Force e Lords of Thunder, riflette bene lo stato frenetico e di tensione dato dal pericolo “muori e ricominci da capo”.

Se siete amanti degli shoot’em up, non vi spaventa la sfida e cercate un titolo longevo, non potete non recuperare questo piccolo cult del genere.
Occhio solo al prezzo: attualmente Eliminate Down è uno dei giochi import più ricercati nel panorama Mega Drive e la sua quotazione può tranquillamente toccare soglia 400$.
Male che vada, deo gratias, esistono gli emulatori.

4 Commenti »

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  • # 1
    Mr. Gibson
     scrive: 

    400 neurini? emulo <.<

  • # 2
    Tony73
     scrive: 

    Maledizione ce l’avevo! lo trovai usato, l’ho permutai per 2 lire un paio di mesi dopo :_( chi se lo immaginava che un giochetto (svergognava di fronte a TF4) del genere avrebbe avuto una quotazione del genere… peccato.

  • # 3
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Graficamente è molto appagante, ma si vede che è un gioco per giapponesi: nemmeno il tempo di iniziare e ci sono miliardi di oggetti sullo schermo che ti perseguitano e che devi distruggere o schivare… :D

  • # 4
    Benedetto
     scrive: 

    Difficile (molto), ma niente in confronto ai vari DoDonPachi, Mushihime Sama Futari e ai rari sparatutto uscenti adesso sul mercato (nipponico).

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