di  -  lunedì 15 marzo 2010

Si è parlato molto del caso Google China nelle ultime settimane. Riassumendo, dopo anni di tensione fra le misure censorie imposte dal governo cinese e le politiche di business di Google, in seguito a un massiccio attacco proveniente dalla Cina, Google si è pronunciata a favore della rimozione dei filtri di censura e dunque della cessazione delle operazioni in Cina (qui una timeline a cura della BBC).

Dopo il 13 gennaio, data dell’annuncio di Google relativo alla sospensione della collaborazione col governo cinese, abbiamo assistito ad una dura presa di posizione del Segretario di Stato USA Hillary Clinton contro le misure censorie del governo cinese su Internet, ma, ad oggi, nella pratica nulla è cambiato. Google.cn è ancora attivo, raggiungibile dalla Cina, con tutti i filtri censori imposti dal governo locale al loro posto.

La notizia di oggi proviene dal Financial Times (reperita via Geek.com) e dà come certa al 99,9% la chiusura di Google China.

Malgrado una posizione non maggioritaria – Google in Cina detiene un terzo del mercato, con la restante parte prevalentemente controllata dal locale Baidu – la decisione di Google non mancherà di impattare sul presente e sul futuro della società, quotata in borsa dal 2004: la Cina rappresenta dopotutto il primo bacino di utenti Internet al mondo – 384 milioni di utenti e tassi di crescita a due decimali.

Google cerca di tranquillizzare i suoi investitori sostenendo che la sua decisione non indichi una cessazione irreversibile delle attività cinesi, quanto piuttosto una presa di posizione contro le misure liberticide praticate dal governo cinese.

Il che ci lascia con una serie di punti interrogativi: qual è il peso della politica estera USA nella mossa di Google? Sarà davvero Google capace di abbandonare il più promettente mercato Internet mondiale nella prevedibile assenza di cooperazione del governo cinese – che non si è mai lasciato “tirare per la giacchetta”? E se in ultima analisi fosse tutta una “ammuina”, cosa resterebbe del buon vecchio “don’t be evil”?

In attesa che tutti questi dubbi si chiariscano, i rappresentanti del governo cinese hanno ribadito serafici che la rivoluzione di Internet in Cina proseguirà, alle loro regole, con o senza Google. D’altro canto c’è già una certa Microsoft pronta ad occupare lo spazio che Google lascerebbe, e pare non abbia la minima intenzione di sollevare obiezioni etiche. Del resto non ha mai neppure provato a convincerci di averne.

12 Commenti »

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  • # 1
    Alex
     scrive: 

    Se la microsoft ha intenzione di sostituirsi a Google allora tanto meglio che google resti. Tra i due Google sarebbe il male peggiore. In ogni caso gli USA dimostrano che non avere una politica interna comune su come gestire i rapporti con la Cina e spesso criticano l’Europa per la mancanza di prese di posizione.

  • # 2
    Stefano
     scrive: 

    beh le società private fanno quello che gli conviene fare.
    Le lotte di classe le lasciano ai Governi, se poi qualcuna si vuole battere per la libertà d’espressione dei popoli al di fuori dai “propri confini” può essere solo un plus ma non un obbligo.

  • # 3
    Nat
     scrive: 

    Mah vicenda abbastanza strana nel suo complesso.
    L’unica cosa di cui sono convinto e’ che google, ammesso che rinunci al mercato cinese, non lo fara’ per motivi etici.
    La questione e’ chi l’ha pagato o cosa gli e’ stato promesso in cambio.
    Sempre ammesso che non sia un colossale bluff.

    Non sono contrario al fatto che un’azienda abbia un etica, ma credo che, in un’economia di mercato come quella attuale, in un settore dove c’e’ una guerra spietata a nuove fette di mercato, una societa’ come google non si sognerebbe mai di anteporre l’etica ai profitti; soprattutto in un enorme paese in crescita come la cina.

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    dubito che la chiusura di google.cn impatti sulla società.. ricordo il loro report finanziario.. parlavano di appena un 5% degli utili fatti li.. se lo chiudono è prroprioperchè hanno visto che la cina epr quanto grande non è un mercato appetibile..

  • # 5
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    @Notturnia
    Hai presente quanto sia il 5% degli utili di una società come google. Non sono mica bruscolini!

  • # 6
    bonzuccio
     scrive: 

    Per il 5% il ritorno di immagine potrebbe essere superiore, di utili senza libertà se ne fanno pochi dapertutto.
    Inoltre anche se MS dovesse rimpiazzarli il competitor ne sarebbe svantaggiato a livello di immagine.
    Per me comunque sarebbe meglio rimanessero, Baidu credo posssa fare molto altro che rincorrere sul lato delle applicazioni anche se non so quanto il cinese medio possa essere cosciente di quanto il progresso derivi dalla libertà di pensiero.

  • # 7
    avve
     scrive: 

    Beh se nessuno fa un cazzo perché “tanto gli altri comunque farebbero i cazzi loro lo stesso” allora con la stessa ferrea logica come si fa a dire a un commerciante di non pagare il pizzo, mettendo a rischio attività, vita e familiari?

    Io spero che google faccia qualcosa. Cazzo ne ho pieni i coglioni di gente che pensa solo al denaro, ‘cogiuda. Manco gli mancasse poi.
    Gli azionisti hanno problemi? SI FOTTANO.

    Scusate il linguaggio da trivio ma il mondo ogni anno che passa mi fa sempre più vomitare.

  • # 8
    Griso
     scrive: 

    IMHO finirà a tarallucci e vino

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ avve
    Fare gli interessi degli azionisti è parte integrante del dovere di una società quotata. Si rovesciano consigli di amministrazione per questi motivi ed è un mezzo di controllo se vogliamo più democratico di quanto non lo siano le decisioni prese nel chiuso del board of directors.
    Dopodiché le corporations non hanno corpo né anima, né tanto meno valori esterni a quelli che sono imposti loro dagli stati in cui operano. Ma questo è un altro discorso, e ci porterebbe molto lontano…

  • # 10
    the_m
     scrive: 

    @Nat: “L’unica cosa di cui sono convinto e’ che google, ammesso che rinunci al mercato cinese, non lo fara’ per motivi etici.
    La questione e’ chi l’ha pagato o cosa gli e’ stato promesso in cambio.”

    Non capisco chi o cosa dovrebbe aver promesso a google per abbandonare il mercato cinese.

    Questa invece sarebbe proprio una presa di posizione etica e contraria alla logica del “solo profitto”.

    Leggiti “Google Story” per capire che nella maggior parte dei loro progetti collegati a google, spesso Brin e Page almeno inizialmente se ne se ne sono altamente fregati del profitto. E sono ancora loro i proprietari di google, quindi gli investitori possono dire quello che vogliono ma le decisioni le prendono loro.

  • # 11
    Nat
     scrive: 

    @the_m
    “Non capisco chi o cosa dovrebbe aver promesso a google per abbandonare il mercato cinese.

    Questa invece sarebbe proprio una presa di posizione etica e contraria alla logica del “solo profitto”.”

    La mia e’ un’opinione personale, felice di essere smentita se mai sara’ effettivamente possibile appurare i motivi di una o dell’altra decisione. Resta il fatto che una societa’ cosi’ immensa come google dubito possa prendere decisioni di simile entita’ sulla base dell’etica, sarebbe una rara eccezione. Per quanto riguarda il discorso della quota di mercato in cina bisogna tener conto della crescita che e’ in corso; essere presenti fin dagli inizi, anche se con una minima percentuale puo’ ripagare molto di + nel lungo termine.

  • # 12
    mede
     scrive: 

    questa cosa puzza lontano diecimila chilometri… chissà cosa c’era dietro l’ultimo attacco informatico e i veri motivi per i quali google alza le tende. e chissà se lo sapremo mai. sinceramente non so che pensare, credere in una società come google come baluardo della difesa dei diritti e della libertà dell’intera umanità mi risulta parecchio difficile sinceramente. ma mi trove sempre più a condividere le posizioni di google rispetto a quelle degli altri, quasi come se dietro al loro grande potere ci fosse davvero una mano responsabile. vai google spiderman!!!

    sinceramente non sono abbastanza illuso per credere questo…

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