di  -  venerdì 5 marzo 2010

Correva l’anno 1990: sebbene avesse mancato di conquistare fette significative del mercato business dominato da IBM, o dell'”industria creativa” presidiata da una Apple con quota di mercato ancora a due cifre, la piattaforma Amiga era in corsa, e godeva ancora di qualche credito presso l’industria.

In questa nuova puntata della rubrica dedicata al brodo primordiale informatico, ci occuperemo di un sistema che rappresenta forse il “punto d’inflessione” della capacità innovativa della piattaforma Amiga – il punto dopo il quale in cui il genio degli ingegneri Amiga inizierà a fare i conti con crescenti difficoltà economiche: l’Amiga 3000.

Amiga 3000 non è argomento che si presti a semplificazioni: per questo motivo con Cesare ci siamo divisi i compiti. Io introdurrò il sistema e cercherò di individuarne il significato nelle strategie Commodore e la convivenza con le piattaforme avversarie.

Cesare, nei prossimi giorni, esaurirà gli aspetti tecnici e getterà un occhio alle evoluzioni della piattaforma A3000 che non videro mai la luce, pur portando in dote straordinarie novità – il “vizio” di stare anni luce avanti alla concorrenza, gli ingegneri del progetto Amiga non lo persero fino all’ultimo giorno.

Veniamo a noi. Amiga 3000, progettato dal geniale Dave Haynie, debutta sul mercato nel 1990, ereditando dall’Amiga 2000 e dal successivo 2500, il ruolo di ammiraglio della sfortunata gamma professionale Amiga. Tecnicamente Amiga 3000 è il secondo esponente della famiglia ad offrire un’architettura completamente a 32 bit – l’Amiga 2500 lo precede di un anno ma rappresenta una soluzione ibrida, essenzialmente un 2000 con schede di espansione A2620 (68020) o A2630 (68030).

A differenza del 2500, Amiga 3000 integra tutte le soluzioni che il predecessore metteva a disposizione via add-on card, a partire dalla CPU 68030 e dal controller per hard disk, risultando in costi di produzione più contenuti.

Basato su CPU 68030 a 16 e 25 Mhz, il 3000 integra per la prima volta il chipset ECS (la revision C di Amiga 2000, nota anche come Amiga 2000+, debutterà nel 1991 assieme all’A500+, anch’esso basato su ECS) in un case desktop di dimensioni più contenute rispetto a quelle del predecessore A2000. Seguirà una versione tower (1991) con maggiore espandibilità.

A circa $ 4000 (1000 in più per la versione tower), Amiga 3000 ha un prezzo notevolmente più basso rispetto a quello di un Macintosh II o di una workstation Unix (per non parlare dei NeXT), ma simile se non superiore a quello di un PC di marca basato su CPU 386 (il 486 è in dirittura d’arrivo).

Pur offrendo un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, il posizionamento di A3000 risente dello straripante successo di Amiga 500 nel settore home, con particolare riferimento ai videogiochi, e di una penetrazione dei suoi predecessori “pro” marginale rispetto alla forte concorrenza dei compatibili – i quali, a differenza delle piattaforme chiuse, sono già oggetto di bruschi cali di prezzo ed evoluzioni hardware sempre più rapide. A ciò si aggiunge il peso del marchio Commodore, che molti ancora associano al popolarissimo C64.

Con il Macintosh ad occupare il segmento “creativo” dell’industria, malgrado prezzi ancora astronomici, e i compatibili che dilagano negli uffici di mezzo mondo, sul destino di Amiga 3000 pesa anche un’ambivalente strategia Commodore per il mercato business, che fa concorrenza al suo gioiello con mediocri sistemi IBM compatibili, per di più offerti su fasce di prezzo del tutto sovrapponibili a quelli della gamma Amiga.

Il potenziale tecnico dell’A3000 si trova poi fortemente limitato da una scarsa disponibilità di software AmigaOS – su cui pesa una parziale incompatibilità dovuta alle novità architetturali introdotte dai successori della CPU 68000 – e da una strategia marketing minata alle fondamenta dall’idea che un prodotto tecnicamente valido sia in grado di “vendersi da solo”.

Fanno eccezione a questo scenario applicazioni fortemente legate alla multimedialità, di cui la piattaforma Amiga può, fin dalle sue prime incarnazioni, essere considerata una vera antesignana: dal Video Toaster di cui parlammo qualche mese fa, fino all’ambiente di sviluppo a oggetti AmigaVision, alle applicazioni legate al mondo musicale e al software di animazione, il multimedia rappresenta un campo di applicazione in cui la piattaforma dà sfoggio di tutto il suo potenziale.

Si tratta tuttavia di un segmento numericamente poco rilevante e già occupato dal più costoso, tecnicamente inferiore ma molto più diffuso Macintosh, che dunque non basterà mai a sostenere la diffusione della piattaforma.

Come già Acorn con la piattaforma RISC Archimedes (RISCiX, 1988) e A2500, anche A3000 tenta dunque la carta Unix con una versione UX. A meno di $ 5.000, il prezzo è competitivo con le workstation Unix presenti sul mercato e per qualche mese A3000UX rappresenta l’unica piattaforma su cui è possibile eseguire Unix System 5 R4 (brandizzato AMIX), assieme ad AmigaOS 2.04.

Il sistema, provvisto di interfaccia Ethernet, scheda grafica ad alta risoluzione A2410, HD da 200 MB e 9 MB di RAM, è equipaggiabile con unità a nastro e condivide con A3000 il resto della configurazione hardware. Pur rappresentando un ottimo concorrente nel mondo workstation Unix di fascia media, va ad inserirsi con un mercato già molto competitivo, in cui non conquista quote significative.

Con una ecosistema software AmigaOS largamente sottodimensionato rispetto alle piattaforme IBM compatibile ed Apple, Amiga 3000 sbarca negli USA con l’ambizione di ribaltare una situazione critica: oltreoceano, nonostante una ricca ed “evangelizzata” community Amiga, le vendite sono scarse e il brand Commodore non riesce a far breccia nel mercato business. Malgrado i buoni propositi, neppure A3000 riesce ad invertire questa situazione.

Un’accoglienza migliore sarà riservata al sistema nel mercato europeo – in cui già i suoi predecessori avevano ottenuto risultati incoraggianti – ma questo, in un mondo informatico i cui ritmi sono scanditi oltreoceano, non basterà a contenere l’avanzata delle piattaforme rivali.

Cos’è mancato dunque ad A3000? Dal punto di vista tecnico ben poco, per quanto il progetto fosse perfettibile, come scopriremo con l’aiuto di Cesare. I veri deficit del sistema risalgono in ultima analisi all’incapacità della Commodore di far valere i suoi vantaggi tecnici, declinandoli fin da principio in un posizionamento di mercato univoco e riconoscibile.

Come abbiamo sostenuto nell’introduzione, si tratta tuttavia di problemi anteriori all’Amiga 3000, una macchina il cui valore tecnico rimane indiscusso. Problemi che hanno forse decretato la morte della piattaforma fin dai suoi primi vagiti (precisamente al lancio di Amiga 500): molto prima che le difficoltà economiche costringessero a cancellare le evoluzioni di A3000 immaginate da Dave Haynie, riducendo l’Amiga 4000 ad una macchina di compromesso.

Parliamo dopotutto di problemi che hanno a che vedere con la strategia di marchio e di prodotto, zavorre enormi su un computer di cui avremmo potuto ancora parlare al presente e al futuro. D’altronde di manager capaci di trasformare il piombo in oro – coi PC e i Mac degli anni ’90 ce n’era davvero bisogno – ne nascono pochissimi ogni secolo, e forse nei pressi della Commodore non se ne sono mai visti.

23 Commenti »

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  • # 1
    PB
     scrive: 

    Grandioso! Questi articoli sono eccezionali.
    Da possessore di Amiga 3000, concordo al 100% con quanto dici.
    Ho qualche riserva sulla bontà dell’ECS, magari avrò modo di esprimerla nella seconda puntata dell’articolo ;)
    Continuate così.

  • # 2
    LucaS
     scrive: 

    miiiii mittttici anni 90, l’intervista oldgeneration è troppo bella. :)

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ PB
    Su ECS trovi un contributo dedicato qui:
    http://www.appuntidigitali.it/6695/enhanced-chip-set-ecs-una-spolverata-al-chipset-dellamiga/

  • # 4
    PB
     scrive: 

    [ECS]
    Interessante anche questo articolo. Trovo molto triste pensare che già nel 1991 esisteva una ottima scheda grafica, la A2410 dell’A3000UX, basata sul potente TMS34010 a 50 MHz.
    Si è dovuto aspettare molti, troppi anni per vedere effettivamente in commercio schede grafiche di terze parti, quando nel frattempo Commodore avrebbe potuto spingere e migliorare la sua A2410, invece di far finta che non esistesse e facendola morire lentamente assieme all’Amiga 3000UX.

  • # 5
    gtangari
     scrive: 

    Gli Amiga erano delle macchine dalle potenzialità immense è indiscutibile … ma il Workbench aveva un’interfaccia grafica che a prima vista (non ho mai avuto il piacere d’usarlo a fondo) sembrava veramente “rudimentale”, specialmente se confrontata a quella del Macintosh.

  • # 6
    PATOP69
     scrive: 

    Caro gtangari……se non l’hai usato a fondo non puoi esprimere giudizi così superficiali……..AMIGA WORKBENCH e AMIGADOS e AMIGA BASIC erano veramente notevoli soprattutto in considerazione che erano gli unici ai tempi con multitasking preemptive nativo……….credo che per la fascia di prezzo AMIGA fosse veramente imbattibile. L’ultima versione del sistema operativo di casa commodore (3.1) è a mio avviso tutt’oggi considerevole nonostante gli anni ormai passati.
    Infine non dimentichiamoci dell’esclusiva gestione dei BITPLANE che consentiva, già sul workbench, schermi grafici traslabili a diverse risoluzioni!

  • # 7
    PB
     scrive: 

    @PATOP69:
    l’ultima versione di AmigaOS è la 4.1

    @gtangari: l’interfaccia grafica di AmigaOS, come tutti i sistemi operativi, ha avuto varie evoluzioni nel corso degli anni, e spesso ha introdotto caratteristiche molto innovative, alcune delle quali ancora ineguagliate. Un Workbench 2.0 (1990) non ha nulla a che vedere con la versione 1.3 a cui probabilmente ti riferisci.

  • # 8
    PATOP69
     scrive: 

    @PB
    Si ma io ho scritto “l’ultima versione di casa commodore” e quella è la 3.1
    L’attuale versione 4.1 che menzioni NON è di casa commodore ma ormai un derivato non molto identificabile con CBM e soprattotto con CPU della famiglia MC68000.

  • # 9
    KONEY
     scrive: 

    Ke dire…sono emozionato! Le cose ke ho fatto col mio A3000 sono incalcolabili: musica, BBS, grafika, web… e’ stato il miglior Amiga mai prodotto, io stesso dopo aver posseduto un A4000 per qualke mese ho preferito passare ad un A3000 ke con ‘030 e controller SCSI integrato aveva delle prestazioni medie superiori al 4000 con ‘040 e IDE!

    C’e’ l’ho ancora…kissa’ ke un giorno non lo faccia resuscitare :)

  • # 10
    gtangari
     scrive: 

    @PATOP69

    Caro Patop69, se leggi bene quello che ho scritto mi sono limitato ad esprimere un giudizio sulla GUI del Workbench che agli occhi di un utilizzatore saltuario ribadisco da l’idea di essere approssimativo (a partire dal font di sitema) … ma tu guarda se uno non può neanche esprimere un parere …

    @PB
    Guarda, la versione che ho usato è quella che si vede nel filmato riportato in calce all’articolo.

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Dai un’occhiata alle immagini di questo http://www.sasg.com/mui/gallery/Stefan_Stuntz/index.html sito.

    Come vedi l’interfaccia grafica è tutt’altro che superata.

    Preciso che MUI è un toolkit nato per realizzare GUI per AmigaOS, ma è interamente basato sugli oggetti BOOPSI che sono arrivati con la versione 2.0 di AmigaOS e proprio con l’Amiga 3000. ;)

  • # 12
    PB
     scrive: 

    @gtangari
    nel filmato si vede un workbench 2.0 impostato a soli quattro colori e con alcuni font di sistema oscenamente grandi (probabilmente per essere più visibili nel video).
    Senza voler scomodare MUI citato da Cesare di Mauro, basta aumentare il numero di colori a 8 e installare il pacchetto MagicWB ( http://www.sasg.com/mwb ) per cambiare radicalmente faccia al Workbench. MagicWB può essere usato su qualsiasi Amiga ECS senza bisogno di hardware aggiuntivo, anche a risoluzioni PAL standard.
    Concludo facendo notare che nel 1990 il Workbench 2.x era l’unico (a livello home, escludendo S.O. come IRIX o Solaris) che offriva un look & feel 3D, al contrario della “piattezza” dei contemporanei Windows 3.1 e System 6 del Mac.

  • # 13
    Lobo
     scrive: 

    Sempre desiderato possederne uno.
    Cmq mi fa sempre “strano” sentire menzionare NeXT con il suo HW e OS vicino a PC, Mac e Amiga; e’ sempre stato un altro mondo, un mondo migliore. Sob!

  • # 14
    Raffaele
     scrive: 

    L’Amiga 2500 mancava di software serio?

    I soliti disinformati…

    Date un’occhiata all’incompletissima lista di software amiga che occupa 4 articoli diversi su Wikipedia.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Amiga_software

    Inoltre sappiate che non è solo l’Amiga 4000 ad essere stato una macchina di ripego.

    Lo stesso A3000 nasce zoppo.

    Infatti l’A3000 doveva avere il chipest AA di Amiga 4000 con 16 milioni di colori e l’architettura AGA.

    Invece si preferì dare all’A3000 l’infimo ECS evoluzione miserrima dell’Old Chip Set, dove in pratica erano sempre 4096 colori, ma il chipset poteva indirizzare fino a 2 megabyte di RAM grafica/audio, e niente altro.

    Dave Hanyie, l’ingegnere che ha costruito l’A3000 è l’unica persona al mondo ad avere un A3000 con chipest AA funzionante a 16 milioni di colori. E più volte l’ha portato a vedere alle fiere Amiga.

    (Dave possiede anche alcune piastre madre del nuovo Amiga AAA che mai vide la luce, però queste NON sono funzionanti perché dovevano essere pesantemente debuggate e la piastra madre ridisegnata)

    L’A4000 invece doveva nascere col Chipset AAA con 16 milioni di colori, decompressione video hardware (di qualità all’altezza del MPEG2 ma con architettura e prestazioni proprietarie di Commodore) e suono audio 16 bit, ma anche questo progetto venne “degradato” dandogli il chipset del prototipo A3000-AA, e spacciandolo come se fosse una grande novità.

    Tutto merito del vicepresidente Mehdi Alì, messo apposta dal proprietario di Commodore, Irving Gould, letteralmente ad “ammazzare” ogni nuovo progetto, per risparmiare sul budget.

    Fu Mehdì Alì a far cessare lo sviluppo dell’Amiga A3000 ALTERNATIVO costruito con un chip DSP che avrebbe fatto da input-output al volo di dati provenienti da digitalizzatori video e audio, fare da sintetizzatore audio Hi-Fi 16 bit, oltre a poter essere usato al volo anche come modem interno a 56K, una velocità decente all’epoca.

    (Al posto di Amiga fu poi l’Atari Falcon ad essere costruito col DSP)

    Strano personaggio questo Mehdi Alì, che per non pagare le tasse USA come residente, soggiornava fuori degli Stati Uniti ogni fine settimana, per dimostrare che non era stato presente sul territorio USA per 7 giorni di seguito.

    Lo stesso Irving Gould, vivendo alle Bahamas coe proprietario di Commodore, aveva uno stipendio principesco di 1 milione di dollari USA dell’epoca, quando la commodore come attivo di bilancio aveva (a parità di debiti e crediti) solamente 10 milioni di dollari l’anno.

    Ogni fine settimana pretendeva che i dirigenti Commodore facessero il rapporto della situazione direttamente nella sua villa alle Bahamas dove venivano trasportati col jet aziendale sul conto della ditta.

    E infine è stato acclarato che Irvin Gould stornava i soldi che Commodore fatturava, gionfiando le spese di sviluppo… Sviluppo di nuove macchine che invece poi nella realtà veniva coscienziosamente bloccato da mehdì Alì e i due si intascavano il surplus esentasse.

    E così ad Amiga venivano tarpate le ali, ammazzato lo sviluppo, i soldi venivano stornati, vi erano spese pazze della dirigenza, e non vi era un reale progetto di marketing per la macchina.

    Come sia sopravvissuto Amiga a tutto questo e alla chiusura della Commodore, posta in liquidazione per non far scoprire le magagne di bilancio, è un mistero…

    Ed è un miracolo che Amiga sia ancora qui a sedici anni dalla chiusura della Commodore, con nuove macchine ed un nuovo avanzato sistema operativo, il 4.1.

  • # 15
    luca
     scrive: 

    Raffaele ha scritto parole Sante

    Medhi era solo un fantoccio per far fallire la Commodore….

  • # 16
    Marco
     scrive: 

    @Alessio
    Hai fatto centro con l’analisi!
    Grande peccato per il sottovalutatissimo AmigaVision, rivoluzionario per quei tempi.

    @Raffaele
    Se parliamo di caratteristiche in cantiere e mai implementate su modelli di serie non la finiamo più. BTW pure il chipset AAA era, secondo lo stesso Hanye, già vecchio quando ancora doveva uscire sul mercato l’AGA.

    “poter essere usato al volo anche come modem interno a 56K, una velocità decente all’epoca”

    Questa si che è disinformazione casomai: nei primi anni novanta non era ancora standardizzato il protocollo V.34 a 33.6k, figuriamoci il V.90!

  • # 17
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Raffaele
    Lungi da me fare l’avvocato difensore di quei somari degli executive commodore o cantare le lodi di ECS. Detto questo:

    “The Amiga 3000+ was the first computer based on the Pandora chipset (which was later dubbed AA, then AGA). Revision 0 of this system first booted successfully in February of 1991, thanks due to a chip revision that got the display logic actually working. This is revision 1, which completed the audio subsystem, and moved to surface-mount components.

    http://www.amiga-hardware.com/showhardware.cgi?HARDID=23

    Parla Haynie, 3000+ ha fatto il primo boot nel 1991 e avrebbe forse richiesto un altro annetto per andare sugli scaffali. Non vedo proprio come Commodore avrebbe potuto farlo uscire al posto di A3000. AA3000, stando al link riportato, è la rev. 2 del progetto A3000+. Certo, se commodore avesse dato piena fiducia ad Haynie invece di tagliargli i fondi, avremmo anche potuto vedere le feature di AA3000 nel ’90 al posto di A3000. Sarebbe comunque stato un progetto molto avanti rispetto allo stato dei competitor – più avanti di quanto già A3000 era, in rapporto al suo prezzo – il che mi porta a ritenere che non sia stato questo il primo errore di Commodore.

    Non voglio comunque approfondire oltre la questione, per la quale rimando alla trattazione di Cesare nei prossimi giorni.

  • # 18
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco
    Grazie per i complimenti :-)
    Mi pare che V34 (1994) sia 28.8kbit, è con V34bis (1998) che arrivano i 33.6. Mi pare siano entrambi fuori tempo per quelli che avrebbero potuto essere i tempi di rilascio di A3000+, su cui più probabilmente avremmo visto V32.

  • # 19
    Maxweb
     scrive: 

    Se qualcuno volesse provare l'”ebrezza” di un sistema amiga ultrapompato con schede di espansione e vari tool che lo fanno rassomigliare molto ad un moderno pc vi consiglio di visitare questo sito http://amikit.amiga.sk/ e di….. provare per credere….

  • # 20
    Raffaele
     scrive: 

    Attenzione ragazzi io ho scritto che il DSP poteva essere usato al volo come modem interno fino a 56k, ma non ho parlato di alcuna aderenza a standard.

    E’stato provato che diversi DSP hanno potuto funzionare come modem fino a 56k di velocità ma ovviamente quando lo standard già era stato approvato da tempo e c’era dall’altra parte della linea un modem della stessa classe con cui dialogare.

    :-D

    E’palese che non essendoci altri modem con quelle velocità il DSP di Amiga3000 DSP sarebbe stato usato prima a 14.400 e poi a 28.800 e poi a 36K, eccetera fino spingerlo ai limiti di programmazione e trasferimento dati, magari qualche bravo programmatore sarebbe riuscito a spingerlo fino ad arrivare anche allo standard V92+.

  • # 21
    Raffaele
     scrive: 

    Difatti Marco ha perfettamente ragione sulle velocità.

    Sul sito di Amiga Hardware Dave Hanyie scrive che il DSP aveva già il code 16bit per funzionare come digitalizzatore e riproduttore a 16 bit e il codec con correttore di fase hardware per fungere da modem a V32.

    [quote]
    You can see quite a bit of support circuitry for the DSP in the upper lefthand corner of this board. There was an audio CODEC here, designed to allow 16-bit, 2-channel recording and playback. This was very cutting edge at the time, such chips, common today, where just becoming available. In addition, there was a separate mono CODEC with hardware phase correction, which supported modem protocols up to V32. The actual DSP was located above and to the right of the CPU.
    [/quote]

    Rimango comunque sicuro al 100% (per aver visto effettuare miracoli sui vecchi Amiga e aumentare dai programmatori indipendenti le performance di porta seriale, porta parallela, e i miracoli fatti dai programmatori di Octamed su Paula che un buon programmatore Amiga avrebbe potuto realizzare un driver per far funzionare il DSP come modem ben oltre i limiti dettati dal codec v32 di mamma Commodore, e l’avrebbe spinto fino ai limiti teorici di funzionamnto dei DSp che si sono dimostrati tranquillamente lavorare a 56k senza impedimenti o blocchi.

  • # 22
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Raffaele, guarda che per l’Amiga c’era già lo standard AHI per l’audio ad alta definizione che permetteva di usare dispositivi esterni anziché Paula.

    Comunque sui miracoli dei programmatori ci andrei coi piedi di piombo: i limiti dell’hardware rimangono lo stesso, per quanto codice di buona qualità si potesse scrivere.

  • # 23
    Army
     scrive: 

    Che ricordi!
    Da piccolo mi alzavo alle 7 per andare a giocare da un amico che ce l’aveva.

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