di  -  lunedì 28 gennaio 2008

pc raffreddato a liquidoAgli albori della mia frequentazione del mondo dei PC, l’attenzione verso le nuove CPU non era ancora sul numero di core ma sulla pura frequenza in Mhz. Ogni tanto qualche buontempone, più o meno serio, se ne usciva con la frase “si certo, e se va avanti così un giorno la frequenza sarà così alta che ci fischieranno le orecchie”.

In realtà le cose non sono andate proprio così, ma c’è invece un problema che esisteva allora e che cresce costantemente: la temperatura di esercizio dei microprocessori. Nonostante la miniaturizzazione dei transistor, l’aumento delle frequenza ha ultimamente portato il concetto di raffreddamento a liquido anche nel mondo dei pc casalinghi, specialmente quelli ultraperformanti dei giocatori più incalliti.

Quella che all’inizio era un’idea un po’ balzana, ancorché sensata, è al giorno d’oggi una realtà per un numero sempre maggiore di persone, ma anch’essa non è esente da difetti; il principale problema di questa tecnologia è che il liquido più economico e comune – l’acqua – bolle a una temperatura non impossibile da raggiungere all’interno di un computer. La formazione di vapore è in grado di generare una “pellicola” che degrada le prestazioni del sistema, e quindi abbassa il potere di raffreddamento.

Ari Gletzer ha trovato un modo di rallentare questo processo, come scrive NewsScientist: sostanzialmente inserendo uno speaker sulla faccia opposta di un ipotetico cubo pieno di liquido (l’altra faccia sarebbe a contatto con la superficie da raffreddare) e proiettando un suono a circa 1 kilohertz, si riuscirebbe ad abbattere la temperatura di quasi il 150% in più rispetto a un sistema tradizionale a liquido. E per giunta i risultati migliori si otterrebbero nel piccolo spazio, cioè con pochi millimetri di liquido tra lo speaker e il processore, una vera manna per i costruttori di sistemi di raffreddamento per PC.

La notizia buona è che questa tecnologia può servire anche per altri scopi, ad esempio nel raffreddamento di componenti aerospaziali. La cattiva è che l’orecchio umano percepisce suoni tra i 20 e i 20.000 Hz, quindi l’ipotetico suono risultante si sommerebbe a quello della ventola dell’alimentatore.

In un modo o nell’altro i miei amici avevano ragione…

4 Commenti »

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  • # 1
    CereS
     scrive: 

    “si certo, e se va avanti così un giorno la frequenza sarà così alta che ci fischieranno le orecchie”

    Non l’ho mica capita, un fischio ha una frequenza plausibile di circa un kHz, quando ero bocia io le cpu viaggiavano a circa 1MHz… Un buontempone avrebbe potuto dire che se si fosse andato avanti di quel passo sarebbe arrivato il giorno in cui le cpu ci avrebbero cotto come un microonde…

    Ok, lo so, sono un po’ nerd :)

  • # 2
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    certo, è un’esagerazione la battuta finale. Ma chi può dire che fra qualche anno, nel caso questa tecnologia prendesse piede, qualcuno non scopra che 20Khz è meglio? e poi 150 e così via? :)

  • # 3
    arkanoid
     scrive: 

    Come tutti i sistemi complessi, non è possibile ottenere buoni risultati senza conoscienze. Anche il raffreddamento aria/acqua pone dei problemi che vanno affrontati per bene sapendo quello di cui si parla. Ad esempio, normalmente le persone ignorano completamente che la portata della pompa ha un’effetto inversamente proporzioneale alla temperatura media dell’acqua, oppure che la pompa stessa non ha “una portata”, ma un curva H-Q, che il radiatore ha un’efficienza che varia in funzione della temperatura e che quelli che spacchiano di avere un sistema con la cpu a 30°C sono dei burloni o sono degli ignoranti (sempre che non vivano in un frigorifero, s’intende)

  • # 4
    Kris
     scrive: 

    l’acqua – bolle a una temperatura non impossibile da raggiungere all’interno di un computer.

    ???

    100 gradi l’acqua del raffreddamento a liquido in un computer? Stiamo scherzando?

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