di  -  lunedì 22 febbraio 2010

@ jorge cham

In questi ultimi anni è diventato estremamente popolare commentare le notizie attraverso sondaggi. Quasi ogni giornale, alla fine di una notizia su una nuova legge o addririttura su una notizia di cronaca, aggiunge il classico sondaggio “Siete d’accordo?”. Spesso i numeri relativi ai partecipanti a questi sondaggi diventano anche considerevollmente alti. Hanno qualche valore? Come vanno letti? E cosa dire di quei sondaggi che vengono sbandierati in televisione, quasi come risultati politici. È giusto darli? E che effetto hanno sulla popolazione?

Sembrerà assurdo, ma un fisico generalmente sa affrontare questi problemi. Anche se in maniera diversa da quella a cui siamo abituati. E ogni tanto, è sorprendente vedere come problemi statistici vengono affrontati con leggerezza dai media.

Alla fine il senso di questo post è riassunto dal fumetto che appare all’inizio. Forse qualcuno di voi conosce questa striscia settimanale, PhD Comic,  pubblicata ormai da molti anni da un ragazzo che ha completato il suo PhD alla Stanford University. Nella sua comicità ha generalmente il pregio di dire con grande chiarezza come stanno le cose. Ed è così anche nel caso di questo fumetto specifico.

I punti che tocca sono aspetti chiave che uno scienziato deve sempre tenere sotto controllo, con il rischio altrimenti di dover buttare via anni di lavoro, ma che spesso non vengono nemmeno nominati nei sondaggi pubblici. Come è possibile?

Fare un sondaggio pubblico non è un lavoro banale: bisogna scegliere il campione correttamente, formulare le domande correttamente e fare una scrupolosa analisi dei risultati. Nella maggiorparte dei casi vengono sparati dei risultati senza fornire le informazioni su come sono stati raccolti ed analizzati i dati.

Faccio un esempio. Negli Stati Uniti hanno un termine per definire questo tipo di sondaggi, spesso utilizzati a fini politici. Vengono chiamati “push polls”. Sono facilmente riconoscibili in quanto generalmente non contengono informazioni sulla distribuzione geografica e sociale degli intervistati, sono spesso molto brevi, con solo poche domande, e le domande spesso includono un’opinione loro stesse. È famoso il sondaggio che è stato portato avanti dall’ex presidente Bush in South Carolina, durante le elezioni primarie del 2000. In quell’occasione, per esempio, una delle domande era: “Voteresti il candidato John McCain se sapessi che ha avuto un bambino illegittimo di colore?”. Una domanda del genere non ha nessun valore statistico, ma serve per raggiungere migliaia di elettori con questa frase. Per farla sentire in giro.

Il modo in cui è formulata la domanda, il numero di persone che vengono intervistate e il criterio con cui viene scelto il campione, attribuisce un valore, un peso, al sondaggio. Se questo peso è troppo basso il sondaggio non ha nessun valore.

In fisica, per esempio, quando si vuole fare un’analisi che può essere ripetuta una sola volta, bisogna stare molto attenti ad essere imparziali. Per esempio, se io voglio dimostrare che una certa stella emette neutrini (come in effetti faccio) non posso sviluppare la mia analisi attorno a quella stella. Perché è umano che io cerchi di “forzare” il risultato e, se poi rivelassi effettivamente un neutrino, il mio risultato sarebbe impubblicabile, perché non posso dimostrare che la mia analisi sia generale e non semplicemente costruita attorno a quel caso specifico, per ottenere quello che volevo.

Devo fare la mia analisi attorno ad un’altra stella, che SO non produrre nessun neutrino. A questo punto sviluppo la mia analisi completamente e quando è finita, la applico alla stella che voglio io, senza però poterla più modificare. Questo metodo viene chiamata strategia “blinded”, alla cieca. Serve per dare un valore statistico alla scoperta scientifica.  Sembra non avere nulla a che fare coi sondaggi, ma in realtà è molto simile.

Domandare “Voteresti Pinco, visto che Pallino è un incompetente” non è “blinded” perché facendo questa domanda hai perturbato il sistema, facendolo propendere da una parte. Analogamente,  uno non può dare un valore ad un sondaggio che viene fatto, per esempio, tra i lettori di un singolo giornale, o tra gli elettori di un singolo partito. È ovvio che un campione del genere sarà pressocché concorde, poiché rientra nello stesso bacino culturale.

Quando il campione è scelto correttamente e le domande sono formulate in modo sensato, bisogna analizzare i risultati. In sostanza quello che la statistica ci può dire è se l’ipotesi “zero” può venir scartata. Nel caso dell’esempio della stella coi neutrini, l’ipotesi è che la stella non emetta neutrini. Se si può scartare quest’ipotesi, si suppone che quindi emetta neutrini, con un certo “livello di confidenza” che tiene conto anche dell’accuratezza statistica (il numero di stelle studiate, il numero di neutrini misurati) ccon cui è supportato il risultato.

Nel caso delle elezioni, per esempio, l’ipotesi va chiarificata, in genere si vuole vedere se le due fazioni, il gruppo di quelli che preferiscono un candidato e quelli che preferiscono l’altro sono “significativamente” diversi. Non basta contare e vedere se un gruppo ha un voto piu dell’altro, ma va fatto un test che tiene conto della quantità di variabili in gioco e del valore statistico di ciascuna di esse.

Trovo molto importante che la popolazione sia a conoscenza del valore dei sondaggi che sente per televisione o nei giornali, perché spesso vengono usati come armi mediatiche per convincere gli altri delle proprie ragioni. Questo non ha nessun senso. Nel fumetto c’è l’esempio dell’intervistatore che cerca di convincere Galileo che la Terra è piatta perché nei sondaggi risulta che la maggior parte della gente pensa che sia piatta. Sembra ridicolo, ma spesso ci vengono presentate delle frasi del genere. La realtà, invece, non è influenzata dai sondaggi o dalle opinioni ed è sbagliato utilizzarli in questa maniera.

Siete d’accordo con me, vero? ;-)

11 Commenti »

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  • # 1
    TheFoggy
     scrive: 

    Più che d’accordissimo! Mi trovo spesso a sentire/leggere informazioni riguardanti sondaggi, senza che venga benché minimamente specificato il campione..e mi domando sempre “grazie tante..ma a chi han posto le domande?”. E ora si usano i sondaggi anche nei giochi televisivi (quella cosa chiamata “cento x cento” su italia uno), con gli stessi termini: ti pongono una domanda (su cui punti dei soldi), ma senza specificare il campione! Insomma..si va alla cieca, ma non nel senso che è stato esposto nel post! ;)
    I sondaggi stanno assumendo sempre meno significato.. Su mediaset – parlando di politica – si trova sempre una certa fazione davanti all’altra. Sulla rai – raitre specialmente – è quasi sempre l’opposto. ovviamente il campione a cui è stata posta la domanda, è diverso e, molto probabilmente, fazioso. Insomma: valenza del sondaggio = 0. E così è per ogni cosa..su hwupgrade (vostra affiliata), si parlava di un sondaggio effettuato sulle x360 difettose (cito questo perchè lo ricordo meglio di altri) e su un sito del settore, la percentuale di utenti con consolle difettose era prossima al 75%. Peccato che non considerassero chi non visita quel sito, chi ha una consolle “sana” e che probabilmente non ha risposto, essendo indirizzato fondamentalmente alla sezione guasti, ecc.
    I sondaggi con un benché minimo valore, stanno diventando sempre più rari. Referendum/elezioni inclusi.

  • # 2
    G
     scrive: 

    Ma la popolazione è sempre in grado di comprendere cosa sia un sondaggio, un campione statistico etc?
    Occhio perchè una bella fetta non comprende il significato del percentuale, ne’ di una frazione. Quindi anche lo spiegare i metodi usati nel sondaggio (che tra l’altro non è un obbligo di legge, almeno per quelli elettorali? O sbaglio?) viene compreso solo da quelli che già sanno leggere i risultati con le opportune cautele :)

  • # 3
    Ale
     scrive: 

    I sondaggi ormai secondo me sono farse , eccetto quello dei forum , perchè oin quel caso +o- abbiamo , la possibilità di estrarre i dati che potrebbero darci una visuale completa.
    Per quanto riguarda i sondaggi politici , invece in quel caso valgono zero a priori, perchè dò per scontato vedendo i risultati chi ha incaricato di fare quel sondaggio e percui la scelta dei partecipanti è faziosa a priori.
    Ad esempio sul sondaggio della x360 secondo me il 75% è plausibile solo io nè ho mandate 5/6 console , e una di queste l’ho rimandata per ben 4 volte -.-‘

  • # 4
    Andrea
     scrive: 

    Mi é piaciuto il “Siete d’accordo con me, vero? ;-)”

  • # 5
    Lollo
     scrive: 

    Già i dati ISTAT qui nel Belpaese sono delle farse, figuriamoci i vari sondaggi.
    Ricevo dall’Istat almeno 6-7 questionari l’anno riguardanti l’andamento e i numeri delle aziende… la compilazione richiederebbe minimo una settimana ininterrotta di lavoro, domandano centinaia di dati specifici… li compilo quindi A CASO… devo lavorare per me e per i miei dipendenti io, mica per l’ISTAT!
    Così fan tutti quelli che conosco.

  • # 6
    densou
     scrive: 

    tutti i sondaggi che raffigurino la vera italicità nella sua inutile interezza sono sempre veritieri. E’ un fatto non una scienza :D

  • # 7
    Lorenzo Tosetto (author)
     scrive: 

    @ G:
    D’accordissimo con te: poche persone hanno gli strumenti (non necessariamente le basi matematiche, ma anche solo il concetto di fermarsi e _pensare_) per comprendere -o, meglio, analizzare- un risultato di un sondaggio.
    E del resto, parere penso diffuso tra tutti noi (autrice compresa, mi pare) è proprio che i sondaggi vengono sfruttati non a scopo informativo ma a scopo di fazioso convincimento, di plagio, se posso usare una parola un po’ eccessiva.

  • # 8
    Nat
     scrive: 

    7/7 sono daccordo con te… nn posso che concordare xD

    I sondaggi che sono piu’ ridicoli a mio parere sono quelli pseudoscientifici, che cercano di dare una valutazione o spiegazione concreta basandosi sull’opinione personale dei partecipanti… il fumetto di Galileo riassume alla perfezione :)

    D’altro canto la presa che hanno i sondaggi e’ abbastanza comprensibile. Chi non e’ in grado di valutarli con il giusto metodo li vede come una misurazione scentifica di un qualcosa; e quindi tende a prenderli piu’ seriamente rispetto al valore che darebbe alle opinioni dei singoli. Tenendo conto che in un sondaggio mancano le argomentazioni e quindi gli elementi che piu’ facilmente possono stonare, anche all’orecchio del meno attento.

  • # 9
    maxsanty
     scrive: 

    Parlando dell’Istat vorrei porre l’attenzione che la scienza statistica in generale (poi spero che anche l’Istat lo faccia…) TIENE conto delle risposte date a caso! Le risposte a caso fanno parte del campione, ANZI negli studi più evoluti alcuni dati \capita\ che siano assolutamente sparati a caso, senza una legge precisa e ciò aumenta l’affidabilità dello studio. Infine vorrei dire che proprio in tal senso la statistica è più furba di quello che si pensa, se usata bene, infatti anche tu che spari a caso di fatto PENSI di sparare a caso ma se leggi anche solo una delle domande il tuo cervello risponderà secondo una legge che, di fatto è quella che lo studio sta cercando… Chiaro, non è sempre così, il campione deve essere fatto bene abbastanza ampio, con delle domande chiare, come specificato nell’articolo. Ciao buona serata

  • # 10
    Crono
     scrive: 

    la statistica è una materia seria..usata male in italia..vedi berlusconi ed i suoi millemila sondaggi

    “nell’ultimo sondaggio di mezz’ora fa il 98% degli italiani preferisce il pdl al pd…”

  • # 11
    lakar
     scrive: 

    Ottimo articolo e bellissima la vignetta su Galileo!
    Una delle cose che mi fa più arrabbiare nella vita sono le persone che cercano di “dimostrare” le loro affermazioni non con argomentazioni logiche e scientifiche ma con frasi del tipo: “Eh, ma la pensano tutti così…”, magari presentando anche delle pseudo-statistiche.

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