di  -  martedì 16 febbraio 2010

Capita sempre più spesso sentire i termini “semantica” e “sociale” accoppiati al concetto di desktop. Vengono presentati ipotetici scenari in cui finalmente all’interno dei PC i nostri documenti e programmi non saranno più isolati e vivranno in una fitta rete di relazioni (speriamo non pericolose) tra di loro.

La rivoluzione iniziata dal social web si estenderà fino ad intrufolarsi sulle nostre scrivanie. Potremmo finalmente cercare una canzone nel nostro pc semplicemente ricordandoci che ci era stata inviata da un amico in una determinata occasione. Potremmo accedere alle nostre foto di famiglia da qualsiasi programma in maniera trasparente senza dover cercare tra un mucchio di file più o meno organizzati. Potremo taggare votare e condividere qualsiasi cosa con chiunque vogliamo nel pieno spirito della “social media revolution”.

Questo naturalmente è il futuro che tutti vorremmo vivere. Un futuro in cui le macchine assecondino in maniera trasparente i nostri bisogni, in cui si prendano carico della parte noiosa dei nostri lavori lasciandoci quella creativa e divertente.

Come fare per portare tutta la parte sociale delle applicazioni web sul desktop?

IL DESKTOP NEL WEB:

La prima possibilità è quella che sta tentando Google con Chrome OS. L’approccio è tanto semplice quanto ambizioso. Il nostro desktop non esisterà più.

Sarà semplicemente un browser e tutte le applicazioni che comunemente utilizziamo saranno spostate al suo interno. La nuova infrastruttura poggerà pesantemente sulla capacità di Google di aggregare vari servizi web in un unico contenitore. Pensate per esempio al neonato google buzz di cui tanto si parla che già al suo interno riesce a collegare servizi come youtube, picasa, twitter e altri.

Per la parte tecnologica google dovrebbe puntare sul mix di standard aperti (preesistenti o in divenire come HTML5) e soluzioni proprietarie che ha decretato la sua ascesa a re nel mondo dei motori di ricerca. La speranza ovviamente è che gli standard aperti coinvolti nel processo vengano spinti e migliorati al fine di superare gli ostacoli tecnologici che verranno incontrati lungo il percorso.

IL WEB NEL DESKTOP:

Nell’annuncio della recente uscita della KDE Software Compilation 4.4 campeggia come prima novità la frase:

“Lo spazio di lavoro Plasma guadagna capacità di interazione sociale e per il web”


La sfida della comunità KDE è quella di presentare una piattaforma che garantisca la potenza e flessibilità delle applicazioni desktop senza fare a meno delle capacità sociali del web. Nella pratica sempre più applicazioni kde stanno implementando in maniera nativa le API di vari servizi online. Mi viene in mente, solo per fare un esempio, la possibilità del visualizzatore di foto Gwenview di interfacciarsi con Flickr o la capacità di ottenere direttamente da un programma informazioni sugli sviluppatori aggiornate grazie alla sincronizzazione con profili su opendesktop.org.

Altro piano su cui si sta muovendo il progetto KDE è quello dell’implementazione delle API nepomuk che forniscono a chi sviluppa la possibilità di integrare feature di collaborazione in maniera estremamente semplice. Per adesso l’implementazione di nepomuk si traduce a livello utente nella possibilità di taggare, votare e inserire commenti su qualsiasi file per poi ricercarli con svariati criteri.

QUAL È LA STRADA MIGLIORE OGGI?

Sinceramente, allo stato attuale, mi sento di poter affermare che la speranza presentata ad inizio articolo è ancora molto lontana. Se si vuole tentare di abbracciare uno solo dei due approcci per l’utilizzo di tutti i giorni ci si troverà nel primo caso con una piattaforma troppo sbilanciata verso la visione sociale mentre nel secondo caso con una sbilanciata sulle funzionalità. Attualmente per prendere il meglio dei due mondi siamo obbligati sostanzialmente a mantenerli separati. Probabilmente con la futura possibilità di far girare codice nativo all’interno dei browser da una parte e la maggiore attenzione da parte di chi offre servizi web a rilasciare API complete e semplici da utilizzare dall’altra il futuro sarà una convergenza naturale delle due filosofie.

[Immagine in Home di Robert S. Donovan]

18 Commenti »

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  • # 1
    Notturnia
     scrive: 

    lol

    la versione di google chrome OS mi ricorda quando esisteva Windows 3.11 e parenti suoi dove non c’era un desktop “aperto” come oggi ma si era in una finestra dentro la quale c’erano le cose..

    onestamente non è mai cambiato.. cambia il modo di vedere l’applicativo OS ma non cambia il concetto.. spero che non si torni indietro come vorrebbe quel chrome OS..

    circa la condivisione delle cose etc etc.. preferisco il sistema attuale.. già ci sono troppe falle..

    eppoi.. sarò antico.. ma questi sistemi li conosco.. una cosa così mi pare un sistema “figlio dei fiori”..

    non fa per me :-D ma sicuramente andrà bene per altri.. di certo per chi produce quel OS e i relativi applicativi..

  • # 2
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Notturnia
    Per come utilizzo io il PC ti dico sinceramente che probabilmente non mi troverei a utilizzare un browser per tutto.
    Nell’uso del pc sono abbastanza conservatore e abitudinario ma mi piace comunque mantenermi aperto e provare ad esplorare nuovi paradigmi. C’è anche da dire che il pc per come lo conosciamo oggi è nettamente troppo complesso da gestire per una buona percentuale dell’utenza mondiale quindi un approccio semplificato potrebbe senza dubbio risultare vincente. La visione che ho io è quella di una convergenza forte con il mondo mobile, e se tale convergenza ci sarà secondo me partirà proprio dall’utilizzo del minimo comun denominatore tra i due mondi cioè il web.

    Detto questo credo che i sistemi operativi per come li conosciamo oggi non sono destinati ad estinguersi ma probabilmente sarà ridimensionato il loro utilizzo a chi necessita veramente di tutte le funzionalità che espongono.

  • # 3
    Matador
     scrive: 

    Emanuele Rampichini (author) scrive:
    “…C’è anche da dire che il pc per come lo conosciamo oggi è nettamente troppo complesso da gestire per una buona percentuale dell’utenza mondiale quindi un approccio semplificato potrebbe senza dubbio risultare vincente…”

    La mia risposta illustrata a questa frase sarebbe : “Ma scusi, se ti vuoi sedere dentro ad un cockpit di jumbojet è perché lo vuoi, quindi impari a pilotarlo”.
    Il problema non è la gestione “troppo complessa” ma l’utenza troppa ignorante. Colpa di tante cose (consumismo, pubblicità…) che cercano di far passare il computer come un elettrodomestico.

    Innovare perché si vede un altro modo di gestire un computer in modo più intuitivo si, ma non mi dire che è per facilitare l’accesso ad utonti che non si informano e non vogliono impegnarsi un minimo…significherebbe la morte dell'”Golden Age” del computer (per uno che ha conosciuto i computer negli anni ’80 col Amiga, sarebbe tempo buio).

  • # 4
    marco
     scrive: 

    @ matador
    condivido quasi totalmente quello che dici; anche io ho vissuto la Golden Age partendo dal C64, Amiga etc etc. E’ vero che la gente è troppo ignorante e spesso la massa pende dalle labbra di chi spaccia per utilissime cose davvero banali solo per alimentare un sempre + esteso consumismo che ha appiattito tutta la sperimentazione pionieristica dei tempi d’oro.
    E’ anche pur vero che la tecnologia deve essere trasparente perchè, parlo da grafico 3D, troppo spesso mi son trovato a perdere tempo appresso a problemi tecnici da smanettone hardware o da programmatore piuttosto che potermi concentrare sull’ambito del mio lavoro.
    E’ vero che se mi metto a bordo di un jumbo lo devo imparare,ma il jumbo è l’unica cosa che ci mette a disposizione il mercato mentre a molti basterebbe un semplice aliante….
    Sono daccordo dunque anche con l’autore quando dice “largo alla semplificazione”. Se poi voglio un jumbo, pienamente daccordo con matador…

  • # 5
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    Io sono il primo che si diverte a comprendere a fondo come funziona ogni cosa che gira sulla mia macchina per poterla gestire al meglio ma non posso pretendere che tutti gli altri per utilizzare con profitto un pc debbano avere la mia stessa passione.
    Il discorso che facevo io è che se vuoi soltanto fare un viaggio saper guidare il jumbo jet non deve essere necessario. Certo che se uno vuole fare il pilota allora dovrà conoscere bene quello che sta pilotando.
    Per finire non considero giusto dare dell’ignorante magari ad un luminare della medicina solo perchè non ha tempo da spendere per imparare a gestire bene il suo sistema operativo.

  • # 6
    Pluto
     scrive: 

    Secondo me dipende da come viene usato il PC.

    Spesso mi trovo davanti ad un bash e quasi mi diverto a trovare il modo di costruire comandi molto complessi.

    Un mio amico invece vive nel web e prova tutte le ultime novità, io invece faccio a capire i risultati di google
    Non so mai da che verso guardare il web.
    E’ troppo come dire … visuale.

  • # 7
    Fede
     scrive: 

    Io sono totalmente contrario alle Web Applications, come sono cobtrario ad emule e compagnia bella per i seguenti motivi:

    1- In primis gli utenti verrebbero depauperati della loro totale riservatezza senza dare loro la possibilità di difendersi da ciò perché sarà impossibile controllare le web applications visto che saranno fornite dai server remoti e visto che indubbiamente le stesse web application e i quindi i server remoti dovranno avere maggior accesso alle risorse della macchina cliente più di quanto sia possibile ai browsers accedervi aggi.

    2- Il web non sarebbe più di tutti e alla portata di tutti perché il passo successivo sarebbe quello di pretendere il pagamento nell’uso degli applicativi e sicuramente a questo ambiscono le società come google, ma voi mi direte si ma se vuoi usare 3D Studio Max devi comunque acquistare la licenza e il costo della licenza di 3D Studio non è proprio alla portata di tutti, be uno che spende sulla licenza di 3D Studio o anche di LightWave 3D o ancora di Maya o ancora di AutoCAD ecc.e cc. proprio per gli elevati costi lo farà per un uso professionale, per lavoro e dunque una volta fatta la spesa e una volta superato il periodo di ammortizzazione della spessa stessa, resta solo da guadagnarci … invece nel panorama prospettato dall’articolo sicuramente si arriverà a pagare ad ogni uso della web application, sicché per esempio per scrivere una banale lettera commerciale si dovrà pagare, per ritoccare una fotografia scattata con la propria fotocamera digitale si dovrà pagare, per creare un dvd delle proprie vacanze si dovrà pagare ecc. ecc. Insomma sarebbe un modo di tornare indietro con il tempo a periodi passati in cui per avere lo sviluppo delle foto scattate in vacanza dovevi rivolgerti al fotografo e pagare, per scrivere una lettera dovevi rivolgerti al colto del paesello e pagargli il servizio prestato ecc. ecc.
    Sono convinto che chi promuove il panorama prospettato nell’articolo lo fa solo ed esclusivamente per allargare le possibili fonti di guadagno.

    3- I costi di accesso ad internet lieviteranno, si perché per far girare ed utilizzare proficuamente le web applications occorrerà disporre di bande di connessione dati molto ampie e transfer rate da e verso i server molto più alti

  • # 8
    Fede
     scrive: 

    Che la situazione attuale resti così come è piuttosto i produttori di sistemi operativi ed in primis la Microsft faccino maggior sforzi per tutelare la riserfvatezza diei dati nei computer perché oggi mentre si naviga in internet troppe porte si aprono senza che l’utente del computer lo sappia etroppi dati sensibili vengono furtivamente prelevati.
    INSOMMA BISOGNA CHIUDERE LE PORTE PIUTTOSTO CHE SPALANCARLE

  • # 9
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @fede
    Il problema della riservatezza e della sicurezza dei propri dati è uno degli aspetti da valutare sicuramente.

    L’altro discorso del web alla portata di tutti invece non lo condivido pienamente. Io credo che finchè il web sarà guidato da standard aperti e condivisi chiunque potrà proporre la sua piattaforma e il suo modello di business. Modello che non è scritto da nessuna parte debba essere quello che hai prospettato tu (google fornisce servizi gratuiti grazie al core business dell’advertising per esempio). Il modello vincente come al solito sarà dettato dal mercato.

    Non condivido neanche la visione dell’aumento dei costi di accesso a internet visto che fino ad ora la cosa non è accaduta. Io pagavo più quando avevo la linea 56k rispetto ad adesso che ho una 8Mbit e il trend mi sembra ormai abbastanza segnato.

    Personalmente non mi sento di sperare nel fallimento di questo tipo di evoluzione perchè credo che abbia buone premesse per l’instaurazione di un mercato sano.

    Come in tutte le cose poi bisognerà osservare attentamente quello che succederà in pratica.

  • # 10
    Fede
     scrive: 

    Poi nell’articolo si parla di Goolge, be Google è il ladro per eccellenza di informazioni riservate, fateci caso ( ame non succede e lo capitrrete più avanti)quando fate delle ricerche con google automaticamente qualche giorno dopo ti ritrovi la casella di posta elettronica piena di messaggi immondizia proveniente di socità e individui sconosciuti che propongono prodotti o affari che riguardano proprio gli oggetti di ricerca effettuati in google, io navigo nella modalità privata, ho impostato due account di accesso al mio computer uno da amministratore ed uno da semplice user e per navigare uso quest’ultimo, ho impostato il browser in modo che ad ogni sua chiusura vengano cancellate tutte le tracce sulla navigazione, non uso le barre dei preferiti, non uso le tools bar che puntualmente google propina, nessun controllo active x si può installare automaticamente, senza il mio consenso nessun software piuò essere scaricato automaticamente, nell’avvio del sistema operativo sono bloccati tutti quei procecessi che mirano ad aggiornamenti automatici o che in qualche modo richiedono automaticamente connessioni ad internet, tutti i software installati sono impostati in modo che non si aggiornino automaticamente ad connessione internet, il firewall è impostato a bloccare tutto senza eccezioni, tengo sempre sotto controllo il registro di sistema anzi l’ho impostato in modo che da remoto non sia possibile accedervi, ho impostato la cancellazione automatica del file di swap per la memoria virtuale ogni volta che si spegne il computer e la cancellazione delle applicazioni avviate e dei documenti aperti, non faccio gli aggiornamenti automatici per windows scarico gli aggiornamenti dal catalogo e li installo io manualmente, ho installato l’antivisu e lo aggiorno manualmente con assiduità e con molta frequenza ecc. ecc.
    insomma io le porte le tengo sempre chiuse e devo essere io ad aprirle se lo voglio

  • # 11
    Fede
     scrive: 

    @ Emanuele Rampichini

    Non posso che rispettare le tue opinioni al riguardo degli argomenti dell’articolo, in futuro si vedrà se ho ragione io o te, però devi convenire che oggi più che mai il fine di tutto ciò che si fa è quello di guadagnare, oggi google offre applicativi web gratuiti ma in un futuro in cui lo scenario è solo quello prospettato nell’articolo, la gente avrà bisogno di usare le web applications ed è a quel punto che sussisterenno le condizioni per guagnarci sopra e anzi non ho detto che la forma di pagamento sarà a forziori mediante carte di credito quindi le propabilità di rischi, frodi e truffe saranno ancora più alti.
    per quest cosa fidati è meglio essere malfidati che fiduciosi dammi retta

  • # 12
    Daniele
     scrive: 

    C’è pure eyeOS…. http://www.eyeos.org

  • # 13
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Daniele
    Lo conosco. Circa un anno fa l’ho installato in locale incuriosito ma mi era parso un po limitato. Più che altro mi aveva lasciato perplesso la scelta degli sviluppatori di scrivere il tutto in php + javascript. Se avrò tempo darò un occhiata a come si è evoluto il progetto.

  • # 14
    Devis
     scrive: 

    Scusate… ma non è preferibile continuare a sviluppare piattaforme che rendono performanti le virtualizzazione dei client, piuttosto che utilizzare web-OS?

  • # 15
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Davis
    Concordo in pieno. Un esempio di una azienda che sta seguendo questa strada è ULTEO:

    http://www.ulteo.com/home/it/newhome

    Sinceramente sono progetti molto innovativi e proprio per questo è abbastanza difficile dire chi sarà il “mattatore”. C’è poi da considerare che questi tipi di progetti potrebbero fallire miseramente contro il vecchio e rodato modello classico.

  • # 16
    Daniele
     scrive: 

    Riguardo a EyeOS, a me sorprende pensando che, su Chrome (quindi con un browser engine javascript veloce), servito da un buon webserver (lighttpd+php_fcgi) e messo a schermo intero ingannerebbe un bel po’ di “utonti” (ma forse anche non…). Ti assicuro che rispetto ad un anno fa ha fatto molti passi avanti (anche io lo avevo “parcheggiato” un anno fa circa, per riscoprirlo un mesetto fa).

    Personalmente lo ritengo ancora molto un esercizio di stile, ma la 2.0 promette molto bene e già ora (svn) è sensibilmente più veloce e meglio ingenierizzata.

  • # 17
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Daniele
    Allora è giunto il momento di farci un altro giro! Magari se trovo spunti interessanti potrei anche farci un articolo.

  • # 18
    Cristian
     scrive: 

    Premetto di non aver letto tutti i commenti, quindi scusatemi se ripeto qualcosa di già detto.
    Non mi reputo un utonto, ma non mi reputo neppure un genio dell’informatica. Penso di essere nella fascia medio-alta.
    Davanti a progetti “cloud” desktop ho una pesante sensazione di limitatezza (vuoi anche perché magari i vari progetti si trovano ancora ad uno stadio embrionale) e l’idea di fondo è quella di non poter sfruttare completamente la mia macchina.
    Un “webOS” potrebbe magari essere funzionale per un utente che usa msn/skype per chiacchierare con gli amici, leggere la posta, intrattenersi con facebook, il tutto mentre ascolta un po’ di musica con qualche player. Riuscirebbero a trovare posto in un sistema webOS cose come giochi in 3D? Ricordo che molti “puritani” linux continuano ad avere il dual boot con un qualsiasi Windows pur di poter spendere un po’ del loro tempo su qualche bel game. Oppure cosa ne pensate della virtualizzazione di altri sistemi operativi (es. VirtualBox)?
    Probabilmente ci sarà ulteriore innovazione nel settore, però i vari progetti as-is non offrono nulla di migliore rispetto a quanto abbiamo già.
    Almeno, questa è la mia opinione.

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