di  -  giovedì 11 febbraio 2010

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. No non il nostro Di Mauro nonostante sia estremamente ferrato anche su questo argomento.

Street Fighter II è stato IL picchiaduro 2D 1-on-1 della storia dei videogiochi. Ha rivoluzionato il genere con un mix ripreso, imitato ed a volte plagiato da decine di titoli susseguitisi negli anni a venire.
Un ampio roster di personaggi eleggibili, sprite dalle dimensioni imponenti, gameplay semplice ma dannatamente funzionale, senza dimenticare l’audio avvolgente e coinvolgente (resa possibile dal QSound).
Ed è stato anche il primo esempio concreto di cosa potesse diventare un videogioco di successo e quali business fosse in grado di attrarre: film, fumetti, anime, un fenomeno planetario anche a livello di merchandising.

Il successo fu talmente clamoroso da oscurare sia i capostipiti del genere sia molti dei suoi antagonisti.
Abbiamo più volte parlato del Neo Geo, la punta di diamante della quarta generazione, il periodo di riferimento nel quale ci muoveremo per le prossime settimane, come anticipato con l’articolo sul PC Engine.
Con la sua vena arcade è risultata forse la massima espressione del beat’em up, attraversando indenne più generazioni e consegnando alla storia decine di titoli di valore.
Non possiamo non ricordare Art of Fighting, Samurai Shodown, Last Blade, World Heroes, Kizuna Encounter o il pluridecorato King of Fighters, giochi o vere e proprie serie apprezzate dai cultori del picchia-picchia.

Fatal Fury è stata la prima risposta SNK a CapCom.
Nel febbraio del 1991 il mondo conosce Street Fighter II. Nove mesi dopo, molto più in sordina, il 25 novembre per l’esattezza, il lupo affamato fa la sua comparsa sul mercato.
Per l’occasione venne approntato un team di tutto rispetto, a cominciare dai team di sviluppo, ben tre, un’unione di intenti piuttosto rara anche al giorno d’oggi: Aspect, Takara e SNK, quest’ultima deputata inoltre al ruolo di publisher.
I produttori Matsumoto e Nishiyama avevano fatto parte del team del primo Street Fighter ed a Hiroshi Matsumoto dobbiamo anche l’intera saga Art of Fighting.

La storia non si discosta eccessivamente da quel che aveva proposto il filone fino a quel momento (e d’altra parte la trama non è mai stato il pezzo forte dei beat’em up).
Jeff Bogard, uno dei migliori interpreti delle arti marziali nella città americana di Southtown, resta ucciso per mano di Geese Howard, lasciando orfani i due fratelli Terry e Andy i quali ovviamente si alleneranno per riscattare la memoria del padre.
La vendetta è la matrice ispiratrice, vendetta che arriverà anni dopo per mano del fratello maggiore, il quale batterà lo stesso Howard durante uno dei tornei indetti da quest’ultimo e chiamati “The King of Fighters”.

In realtà pur anteponendosi anche dal punto di vista cronologico a Street Fighter II, non tutte le intuizioni messe in luce da CapCom vennero prese in considerazione.
Il casting support del lupo affamato, Terry Bogard, venne ristretto ai soli personaggi Andy e Joe Higashi, un esperto di muay thai amico dei due fratelli.
Dal punto di vista grafico seppur l’impressionante per l’epoca cartuccia da 55 Mbit, risultò meno convincente, così come i background decisamente meno curati rispetto al capolavoro CapCom.
Interessante però la novità del combattimento su due piani, ripresa poi nei capitoli successivi.

Il vero antagonista, e le recensioni delle riviste del settore lo dimostrarono, fu in realtà il secondo episodio, apice per anni dell’intera saga Fatal Fury, con una varietà di lottatori che poco aveva da invidiare sia a Street Fighter sia agli altri esponenti del genere, un character design ed un comparto audio ai massimi livelli.
D’altronde da qualche parte occorreva iniziare e nemmeno il primo SF fu tutto rose e fiori…
Per la cronaca, Garou Densetsu: Mark of The Wolves resta il mio preferito, ma questa è un’altra storia.

11 Commenti »

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  • # 1
    Mirko
     scrive: 

    ricordo che quelli che mi impressionò più di tutti per l’epoca fu Fatal Fury Special, aveva dei fondali pazzeschi rispetto alla grafica delle console dell’epoca ma anche rispetto a molti giochi da Bar.
    In particolare il livello del monaco cinese lo ricordo magnifico.

  • # 2
    Majinga
     scrive: 

    Samurai Shodown, quello che ricordo più con piacere.
    Ne ho la versione per Mega Drive, ottima conversione, tranne per le ombre dei personaggi, fastidiosissime.
    Fatel Fury me lo prestarono, sempre per MD, ricordo che mi piacque molto la possibilità di cambiare piano di gioco, però non l’ho avuto così tanto da appassionarmici.

  • # 3
    D
     scrive: 

    Posso consigliare un articoletto sul Qsound e se è della famiglia (ma non lo so per certo) sul SRS ?
    Anzi tagliamo la testa al toro, sull’elaborazione dei suoni nei sistemi a 16bit, tutto il discorso che lega sintetizzatori fm della yamaha e z80

  • # 4
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Assolutamente, linka pure :)

    Potrebbe essere lo spunto per un articolo ad hoc magari di Cesare di Mauro visto il taglio della sua rubrica.

  • # 5
    D
     scrive: 

    http://www.srcf.ucam.org/~rga24/computer/music/index.html

    Ho a tiro solo questo per i chip audio mentre sono a zero per qsound e soci (che credo, facilmente sbagliando, essere solo dei sistemi per preamplificare l’audio)

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sul General Instruments AY-3-8910 / Yamaha YM2149 c’ho lavorato parecchio tempo (era il chip audio usato nei primi video poker col jolly; comunque si tratta di un chip molto usato nei sistemi arcade, come pure nella famiglia MSX e negli Atari ST), e ho della documentazione.

    Probabilmente in futuro ci farò un articoletto (ne ho già fatto uno sul SID del Commodore 64).

    Sugli altri, mi pare difficile, se non riesco a trovare i data sheet. Dalle 4 righe che ho visto e che semplicemente riportano le caratteristiche di massima ci si potrebbe scrivere qualcosa, ma veramente troppo poco per farci un pezzo decente.

    Tornando a Fatal Fury, c’ho giocato poco, ma debbo dire che l’unica cosa interessante che ho trovato rispetto a Street Fighter II è stata la possibilità di spostarsi fra i due livelli.

    Per il resto ho sempre preferito SF2 che ho trovato artisticamente migliore, e in generale più giocabile.

  • # 7
    programmatore
     scrive: 

    real bout fata fury special è il migliore della serie fatal fury.. mentre king of fighters 98 della serie king of fighters (che è sempre fatal fury).. comunque grandi giochi ci gioco tuttora con l’emulatore neo geo.. il migliore? jin chonrei

  • # 8
    D
     scrive: 

    Un bel articolo tecnico su come sono fatti i video poker lo fai ?
    Sarei curioso di sapere cosa montano al loro interno

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Me lo appunto, ma se ne parlerà fra parecchio tempo (ho un mare di argomenti da trattare).

  • # 10
    Black_jad
     scrive: 

    Pensare che è stato il gioco per cui ho acquistato la console,
    però le nottate a Samurai shodown e Art of Fighting non si battono!
    Street fighter II è stato un gran gioco ma avere a casa quel mostro del NeoGeo era tutt’altra cosa

  • # 11
    Kold666
     scrive: 

    C’e’ un piccolo errore nell’articolo. Il primo SF2 non usava il Qsound ma un YM2151 per il synth + 2 OKI M6295 per batteria e campionamenti vari.
    SF2 andava sul sistema CPS1.

    Gli SF2 successivi che andavano su scheda CPS2 invece utilizzavano il Qsound

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