di  -  giovedì 11 febbraio 2010

C’è stato un periodo nella storia dell’informatica in cui qualsiasi soluzione integrata veniva evitata come la peste quando si era intenti a fare l’elenco delle componenti che avrebbero fatto parte del proprio nuovo e fiammante PC assemblato. Ricordo che quando si osservavano le schede madri che integravano una scheda audio e/o un processore grafico, il dito scorreva oltre andando alla ricerca delle soluzioni audio/video dedicate più desiderabili.

Che cosa è cambiato, dunque, negli ultimi anni al punto da portare i maggiori produttori di processori x86 a presentare, per AMD, e a commercializzare, per Intel, addirittura CPU con grafica integrata?

Una delle prime motivazioni che mi sovviene è l’enorme grado di popolarità che l’informatica ha raggiunto. Parliamoci chiaro, fino a qualche anno fa i personal computer erano roba da smanettoni, appassionati, videogiocatori, nerd, gente che proprio a causa della fede per l’informatica poneva e pone ancora moltissima attenzione nella scelta dell’hardware di un personal computer: chi avrebbe mai osato negli anni 90 non acquistare una Sound Blaster come scheda audio? Pochissimi. E quanti oggi, invece, hanno una scheda audio integrata nel proprio personal computer? La gran parte.

La divulgazione dell’uso dei personal computer, tuttavia, non è la sola causa della spinta tecnologica verso la massima integrazione, ma è certamente una concausa. I produttori di chipset, infatti, hanno sapientemente sfruttato questo momento storico per proporre soluzioni che, in fin dei conti, dal punto di vista qualitativo fossero mediamente più che accettabili, a costi molto competitivi.

Ed è proprio il miglioramento del rapporto qualità/prezzo, in abbinamento ad una clientela più variegata e accondiscendente, che ha dato il via al processo di diffusione delle soluzioni integrate o, volendo essere più cattivi e di più ampio respiro, di mediocrizzazione dell’informatica. Perché un acquirente dovrebbe comprare una scheda audio dedicata se la maggioranza del tempo lo passa a navigare su internet, controllare la posta elettronica e, volendo spingersi nel campo multimediale, guardare video su Youtube? Non esiste alcun motivo per farlo: la qualità dell’audio ascoltato è di per sé scadente alla fonte e, molto probabilmente, i diffusori utilizzati sono gli altoparlanti integrati nel notebook o poco più, tutte situazioni ampiamente alla portata dell’audio integrato di qualsiasi scheda madre.

E per quanto riguarda le schede video? Anch’esse sono destinate al medesimo fato? In realtà se osserviamo i dati di vendita delle soluzioni video integrate e le confrontiamo con quelle globali, ci accorgiamo che di fatto è già così. Non è un caso che Intel detenga oltre il 50% del mercato dei processori grafici, pur non avendo (ancora) GPU destinate al mercato delle schede video.

Anzi si può affermare che il lavoro d’integrazione che si sta tentando di attuare sui processori grafici è ben più profondo di quanto non si sia fatto con le schede audio. Intel, infatti, ha già presentato i suoi processori della famiglia Arrandale (notebook) e Westmere (desktop) che racchiudono nel package della CPU anche il die della GPU. AMD, invece, dopo due anni dalla presentazione del progetto Fusion, solo recentemente ha divulgato maggiori informazioni su LIano, la sua prima generazione di APU (Accelerated Processing Unit), termine con il quale si indica un processore che integra direttamente sul die sia la CPU, che la GPU.

Queste scelte partono dalla necessità non solo di abbattere i costi di produzione di schede madri e notebook (i chipset diventano più semplici così come il layout del PCB), ma trovano terreno fertile anche nel continuo processo di generalizzazione delle unità di calcolo delle GPU e, conseguentemente, nella crescente diffusione dell’ambito GPGPU (General Purpose Computation using GPU), cioè dell’uso dei processori grafici per eseguire elaborazioni generiche e non legate esclusivamente alla grafica ed alla riproduzione video.

11 Commenti »

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  • # 1
    Mirko
     scrive: 

    naaaaaaa, quello che hanno fatto con le schede audio non è assolutamente riproducibile per le schede video e non lo sarà mai perchè un chip audio sarà fatto al max da 1 milione di transistor mentre una scheda video è talmente complessa da essere molto spesso enormemente più grande di una CPU.
    Il fatto che i chip video integrati vadano per la maggiore è solo perchè si vendono un sacco di sistemi per uso ufficio e piccoli notebook.

  • # 2
    juego
     scrive: 

    @ mirko
    Massì, facciamoli a valvole ‘sti chip audio, alè:

    http://techreport.com/articles.x/8884

    51 milioni di transistor. Dicevi un milione al massimo? Chi offre di più?

  • # 3
    itjad
     scrive: 

    Il fatto che intel sia il primo produttore di gpu dipende dal fatto che la maggior parte degli utenti non sanno che nel nuovissimo pc appena comprato c’è una scheda video che non va oltre l’office…………
    Di solito valutano le prestazioni di un pc dal quantitativo di ram e dalla capienza dell’hard-disk!

  • # 4
    TheFoggy
     scrive: 

    quoto Itjad (ma..sei QUEL itjad?)..quando ti chiedono pareri dal pc da comprare, mi viene da chiedergli “RAM?” “…..” “quanta memoria ha?” (sottintendendo RAM..tanto è stato appurato appena prima che si tratta di un’informazione superflua..) e puntualmente rispondono con “xyz Giga”..quindi già la RAM è un elemento secondario..per chi ne capisce già qualcosa più di zero! ;) Ovvio..questi elementi puntano ad avere 16Gb di RAM, magari su un pentium mobile dual core, perchè “più ram = maggiori prestazioni”.. Personalmente, ho un’integrata sul notebook, ma perchè mi serviva soprattutto per studiare e programmare (i test ogl e dx, però, li effettuo sul desktop! ;) ) e per un 12″ era difficile trovare di meglio.. Le soluzioni Intel, non mi convincono molto..vedremo quelle ATi, ma credo che difficilmente verrà mai integrata una soluzione mainstream..anche per questioni di calore/superficie dissipante.. L’audio, come dici nell’articolo, ha subito una tendenza diversa, ma proprio a causa della qualità dell’hw/sw di contorno! Su delle casse standard, la qualità non si nota..e su casse di media qualità, forse noti solo qualcosina verso le alte frequenze, ma se ci presti attenzione..anche perchè alcuni chip integrati, offrono un SNR ben superiore ai 100db..molto prossimo a quello di soluzioni discrete!
    E il punto è proprio questo: i chip audio integrati (almeno in molte MB di fascia medio-alta), hanno quasi raggiunto le schede discrete, e le differenze sono ravvisabili solo con particolari software o hardware..giocando o ascoltando un mp3, non le si notano! Il video, invece, deve essere di qualità..fluido al punto giusto e avere la stessa risoluzione delle schede discrete (se l’audio andava da 50hz a 18000, invece di 16-20k, non lo si nota..se una scheda video ti limitasse,invece, a 1024×768, si noterebbe eccome!). E garantire un minimo di giocabilità..cosa che al giorno d’oggi consentono solo a risoluzioni e con dettagli che, quasi quasi, neanche un casual gamer accetterebbe..

  • # 5
    Pluto
     scrive: 

    Nelle schede audio discrete di solito è presente un chip MIDI con wavetable,
    con i chip integrati invece gli strumenti MIDI sono emulati via software

    Questo può portare ad un peggioramento dei suoni MIDI?

  • # 6
    D
     scrive: 

    “Questo può portare ad un peggioramento dei suoni MIDI?”

    Dal momento che “emulato” implica “elaborato dalla cpu” ovvero quello stesso pezzo di metallo che deve elaborare 50 mila cose diverse credo che potrebbe sorgere un problema di latenza

  • # 7
    francesco
     scrive: 

    X mirko.

    Guarda che tutto cio già avviene se prendi un portatile con
    le 5850 mobile integrata puoi giocare a tutto e con una scheda di tutto rispetto senza ventoloni casinari o impalcature nel case degne di un grattacielo (5970 docet).

    Secondo me l’articolo è giusto è la naturale evoluzione delle cose.
    Noi smanettoni, come Will Smith in io robot con lo stereo a cassette e la moto a benzina, continueremo ostinatamente a comprare le nostre schedozze e a smontare overcloccare perchè è quello che ci piace, il resto , su cui le aziende fanno il business, comprerà quello che il mercato offre di piu cioè il tutto in uno ( che brutta fine) Bye bye.
    Te lo dice uno che ancora smonta gli amiga e li innesta con periferiche nuove …. hi hi hi hi

  • # 8
    matic
     scrive: 

    I chipset video integrati, come anche quelli audio, sono parecchio migliorati, soprattutto quelli ATI/AMD e Nvidia, il capostipite della new generation fu il 6100 di Nvidia (dal quale vi scrivo). Oltre a consentire l’accelerazione hardware di una sinfonia di formati video, permettono anche l’uso di videogiochi 3D di qualche generazione fa (a casa riesco a giocare ad Urbanterror col motore grafico di Quake con un chipset ATI 690V. Su Linux).
    Il tutto con un dissipatore passivo e senza i consumi da decine di Watt e il rumore generato da foetide ventoline.

  • # 9
    Raffaele Fanizzi (Autore del post)
     scrive: 

    Diciamo che se da un lato sono migliorati parecchio, dall’altra allargandosi il mercato, sono calate le pretese da parte degli end-user che sono sempre meno “gli appassionati di turno” e sempre più gli utenti “email, facebook e msn”.

  • # 10
    battagliacom
     scrive: 

    Penso che coloro che un tempo sceglievano da soli i componenti del proprio computer lo fanno ancora oggi, mentre coloro che non si interessano d’informatica non lo faranno mai.
    Ma se prima il mercato era rappresentato al 90% da coloro che si sceglievano le componenti, adesso il 90% è rappresentato da coloro che scelgono soluzioni preassemblate.
    Per questo credo che molte volte le stime dei mercati di processori e schede video, devono essere interpretate con le pinze, perchè ormai il marketing e partnership svolgono un ruolo sempre più importante sulla diffusione di un prodotto.

  • # 11
    mentalrey
     scrive: 

    Se posso concordare con battagliacom, non faccio altrettanto con
    chi pensa che un chip audio integrato si avvicini ad una soluzione discreta.
    Si avvicina magari a quelle vendute a 14 euro abbinate al solito
    compatto da supermercato che molti pensano che suoni bene.
    Nel momento in cui si dispone di un sistema audio con amplificatore
    e casse piu’ o meno Hi-Fi, la differenza diventa abissale.
    Il problema casomai e’ che siamo in una soiceta’ visual based e qualsiasi
    cosa che esula da quel concetto ormai e’ poco valutata.

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