di  -  giovedì 17 gennaio 2008

TwitterCome molti sapranno, il 15 si è tenuto alle 18, ora italiana, il keynote di Steve Jobs al Macword 2008, in corso al Moscone Center di San Francisco. E’ un evento di grande rilevanza in quanto il Macworld è l’occasione dell’anno in cui Apple è solita presentare i prodotti di punta.

Si tratta di una manifestazione prettamente consumer, infatti parliamo di grandi novità consumer più che business (tanto è vero che il nuovo Mac Pro e Xserve è stato presentato prima e in sordina) che attirano grande attenzione sia da parte della stampa che da parte dei consumatori più appassionati.

Inutile dire che da ogni parte del mondo ci si è attivati per seguire in diretta l’evento. Tanti sono stati i siti che hanno prodotto un buon live blogging, alcuni con tanto di immagini e streaming audio. Se è vero che nel pomeriggio era già disponibile il video ufficiale, seguire il keynote in diretta è tutta un’altra cosa.

Ciò che ieri mi ha fatto riflettere è stato il totale fallimento di Twitter, il popolare servizio web che da tempo è ormai diventato uno degli strumenti preferiti da chi, come me, ama seguire (e quando capita anche raccontare) in diretta gli eventi che più ama.

C’è poi una dimensione anche lavorativa del fenomeno Twitter, basti pensare che molti giornalisti ed esperti del settore si tengono in contatto durante queste manifestazione proprio grazie a reciproci “twits”. Twitter è insomma diventato anche uno strumento di lavoro, ma forse troppo spesso ci si dimentica che è un servizio gratuito che non da nessuna garanzia.

Durante tutta la durata del keynote, infatti, Twitter è rimasto completamente inutilizzabile e dal team di sviluppo non è trapelata alcuna informazione circa l’origine del problema, che comunque pare ovvia. Resta tuttavia incomprensibile il fatto che una giovane società come Twitter si lasci sfuggire di mano occasioni simili e scontenti così amaramente i suoi affezionati utenti (non è la prima volta che capita, purtroppo).

Se oggi Twitter ha il monopolio incontrastato nel suo campo, non è detto che sia così anche domani. Una buona politica è quella di coccolare e curare i propri clienti anche nel momento di maggior successo, perchè il futuro potrebbe riservare (e sicuramente riserverà) grosse sorprese.

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