di  -  venerdì 29 gennaio 2010

George HotzHo sempre fatto parte di quella scuola di pensiero che attribuisce al successo di una console, e non solo, una forte componente derivante dalla pirateria. In passato Sony è stato forse il produttore di console che più di ogni altro ha tratto vantaggio da questa pratica per tutta una serie di motivazioni tra cui metterei al primo posto la facilità con cui era possibile duplicare i giochi grazie all’adozione di un supporto diffuso come i CD e i DVD.

Se confrontiamo tale scelta con quella di concorrenti come il Nintendo 64 all’epoca della prima PlayStation e del GameCube all’epoca della PS2, è evidente che i supporti adottati da Sony erano largamente più diffusi ed economici, oltre che facilmente duplicabili.

Esistono, naturalmente, moltissimi altri aspetti, probabilmente i più decisivi, che hanno portato le console Sony al meritato successo che hanno ottenuto nel corso degli ultimi 16 anni, ma l’elemento che mi preme sottolineare in questa occasione è il netto cambio di rotta che c’è stato tra la politica di protezione dalla pirateria adottata da Sony per le sue prime due generazioni di PlayStation e quella vista sulla più recente PS3.

Forse, infatti, non tutti sanno che l’ultimo gioiello di casa Sony è senza ombra di dubbio la più blindata sia tra le console di ultima generazione, che tra tutte le console prodotte da Sony stessa.

Tale protezione dall’hacking è stata ottenuta con una sinergia di soluzioni hardware e software tra le quali, la più ovvia, è naturalmente l’adozione del BluRay come supporto: ammesso, ma non è così, che sia possibile utilizzare senza alcun problema copie di BluRay originali, date un’occhiata ai prezzi dei masterizzatori e dei supporti vergini per rendervi conto che non c’è storia rispetto al passato, anche confrontando il tutto con i prezzi dei masterizzatori CD\DVD all’epoca della PSX e PS2.

Il 23 Gennaio 2010, tuttavia, George Hotz, hacker americano classe 1989, ha pubblicato sul suo blog la notizia di aver hackerato la PS3 riuscendo ad accedere completamente alla memoria di sistema. Hotz, che ha comunque sottolineato il notevole lavoro fatto da Sony per proteggere la sua console, in realtà non è nuovo ad imprese del genere ed è sicuramente già noto a coloro che seguono il mondo dell’iPhone avendo dato un enorme contributo nello sviluppo della pratica del jailbreak, cioè dello sblocco delle funzionalità e dell’accesso al file system sullo smartphone della Mela.

Per completezza bisogna precisare che lo stesso George Hotz ha affermato di non avere come obiettivo quello di diffondere la pirateria su PS3, ma la sua è più che altro una sfida personale. Permettetemi, tuttavia, di sollevare qualche dubbio non tanto sulla buona fede del ragazzo, ma sull’uso che molti altri ne potranno fare. La costituzione del DevTeam che porta avanti tutti i progetti per sbloccare gli iPhone ne è un esempio lampante.

Anche se non si tratta del primo tentativo di hacking della console di ultima generazione di Sony, si tratta probabilmente del più promettente e se, come è lecito aspettarsi, George Hotz pubblicherà in rete tutti i dettagli della sua impresa, pensate che in quel di Tokyo, almeno nella veste di produttore di console e non di sviluppatore software, avranno di che preoccuparsi o oppure no?

11 Commenti »

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  • # 1
    Mj
     scrive: 

    In quel di tochio probabilmente sono stati inviati per mail ad un hacker credibile le specifiche per superare le blindature della ps3 e per diversi motivi.
    In primis per sdoganare il nuovo formato blye ray che non si decide a partire come i cd e i dvd prima di lui, non dimenticando che essendo sony uno degli ideatori per ogni unita’ masterizzatore / lettore anche per pc guadagnera’ qualcosa e con i prezzi di adesso anche le aziende produttirici ringrazieranno eccome
    In secondo luogo, la ps3 ha segnato ad ora un non malvagio risultato di vendite, considerando il fatto che la Sony da poco si vocifera sia arrivata al pareggio del prezzo di vendita con quellod i produzione ( di norma all’uscita di una nuova console le aziende perdono in amiera anche considerevole vendendole sotto costo ) l’hacking ad oggi non porterebbe danno a sony con un numero eccessivo di console vendute ma forse anche un guadagno.
    Inoltre non dimentichiamo che e’ da poco uscita una nuova versione della console, mentre la vecchia ah piu’ di 2 anni, per cui con un possbile hack potrebbe spingere vecchi acquirenti a comperarne una seconda qualora fosse hakerabile solo una delle 2, cosa che credo possa accadere almeno per il momento, quindi altre vendite.
    In un quadro dove sony non e’ distaccata tantissimo dalle rivali che hanno a disposizione un hack da poco dopo l’uscita la cosa potrebbe far esplodere la ps3 mania anche a coloro che sono divenuti xbox fan solo per la disponibilita’ dell’hack con una possibile ( io direi probabile ) impennata esplosiva di vendite in un momento in cui la crisi economicha che fa stagnare un po le vendite in tutti i settori e’ ancora presente ma tutto sommato sulla via del superamento.
    Gli unici a cui la cosa non fa piacere possono essere gli sviluppatori di giochi che vedrebbero messe in pericolo le vendite, ma questa e’ un’analisi che non sono in grado di sviluppare non essendo un consumatore di console come tanti altei.

  • # 2
    alessandro P.
     scrive: 

    Non è che una minima parte del lavoro che si deve fare per fare girare software craccato. Parte finale sarebbe trovare un modo per estrarre facilmente la chiave privata usata per i controlli di consistenza e per le cifrature in HW.
    Se non si trova un modo semplice per arrivare a questa chiave, poco si fa… e sembra molto ben protetta, anche perchè non si sa fisicamente dove l’abbiano nascosta… In memoria non dovrebbe mai venir copiata, quindi sarà difficle da scovare.

  • # 3
    floc
     scrive: 

    ancora con sta leggenda dell’hack della ps3, pure voi ci siete cascati? non ha hackato un tubo, o meglio, ha solo trovato il modo di iniettare codice nella memoria ma tale codice non verra’ mai eseguito da una spu, in quanto non firmato con le chiavi che risiedono SOLO nella spu stessa. se poi ha trovato il modo di farsi dare le chiavi ben venga, ma da quello che ha pubblicato finora non avviene niente di tutto questo. la scena ha a disposizione un metodo per attaccare la spu, ok e onore a lui, ma nulla di piu’

  • # 4
    michele
     scrive: 

    voglio proprio vedere come va a finire…ma l’eliminazione di linux sulle slim…e il fatto che cmq si mancano le chiavi e manca la possibilità di usare le spe bhè…si ricorrono a complicate operazioni di emulazione di ppe su spe escludendone l’ultima che ne esegue i controlli…
    magari per un hello world ci si potrebbe anche fare…
    ma da li a fare girare software certificato e NON ce ne passa…

  • # 5
    ilruz
     scrive: 

    “In quel di tochio probabilmente sono stati inviati per mail ad un hacker credibile le specifiche per superare le blindature della ps3″.

    Concordo.

    Chissa come mai la crack software per la WII e’ uscita piu’ o meno nel periodo in cui le vendite subivano una flessione … che coincidenza, vero? Altra coincidenza e’ che siano tutti giovanissimi, spesso nemmeno punibili.

    Se la Sony/Nintendo volessero fermre la pirateria, gli basterebbe assumerli … e come dipendente sarebbero votati alla segretezza (oltre che una preziosa fonte di informazioni sul leak scoperto).

  • # 6
    misocurdo
     scrive: 

    Mi fa piacere vedere di non essere l’unico a pensare che si sia ben lontani dal far girare homebrew e backup… Per averlo affermato sul forum di HWU un paio di giorni fa mi sono beccato degli insulti gratuiti da parte dei paladini dell’hacking, manco fossi un analfabeta… Per molti affermare la non crackabilità è una bestemmia paragonabile a dire nel medioevo che dio non esiste…

  • # 7
    IRAx
     scrive: 

    Piccola osservazione….

    Io sono convinto che tutto ciò che viene protetto da un essere umano non può essere inviolabile, se qualcuno ha creato tale protezione, qualcuno la farà diventare inutile e la bypassera.

    Tutti i commenti letti hanno delle verità, ma ripeto l’uomo non può fare qualcosa di perfetto, perchè lui stesso non lo è…
    Quindi a mio parere ciò che oggi sembra solo un piccolissimo passo avanti, domani può essere la soluzione a tale protezione.

    Era giusto una piccola osservazione/parere tutto qui :)
    Ciauz a tutti.

  • # 8
    pippo
     scrive: 

    @ misocurdo

    anche qui: allora non vuoi proprio capire.!!!!
    Nel forum tu hai fatto un paragone tra crak software e crack hardware: questo non fa di te un analfabeta ma un ignorante si.

  • # 9
    misocurdo
     scrive: 

    @pippo
    Non mi riferivo ai tuoi commenti, che anzi ho ritenuto costruttivi (anche perché ero effettivamente ignorante sui dettagli specifici degli esempi che ho portato a mio sostegno)… In ogni caso la distanza tra SW e HW è molto più labile di quello che può sembrare utilizzando un PC, non ho voglia di scrivere in dettaglio, ma alla fine un algoritmo SW è traducibile in un circuito HW per un sistema embedded… Quindi la chiave che cripta il segnale sia nell’ecosistema Sky che quello PS3 potrebbe venir generata da un algoritmo, la differenza è che allo stato attuale non è possibile “criptare” l’algoritmo stesso…

  • # 10
    glivex
     scrive: 

    crakkata o no a me non cambia, compro i giochi originali dopo qualche mese dall’uscita ad un prezzo decente e ci posso giocare online ;-)

  • # 11
    mede
     scrive: 

    anche se considero vero il fatto che la popolarità della ps1, in alcuni paesi è stato condizionato dal fatto che potevi avere un gran catalogo di giochi a costo zero, non penso che sia più tanto rilevante in questa generazione… anche cracckando la ps3 i costi dei supporti saranno per anni poco accessibili. dunque per farsi 10 giochi piratati ci vorranno comunque un bel po di soldi. e comunque sarà sempre castrata per il gioco online…

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