di  -  venerdì 18 gennaio 2008

calendario mobilePer lavoro faccio lo sviluppatore web, non è una novità, e uso due monitor 1280×1024: il perché è semplice: mi serve spazio sul desktop perché ho molte applicazioni che girano contemporaneamente (posta, browser, editor di codice, editor di css, a volte photoshop, interfaccia verso il database, sessioni remote, eccetera) e perché per me è molto veloce sviluppare codice su un monitor e refreshare sull’altro per vedere il risultato. A casa devo accontentarmi di un monitor solo, ma ci sto lavorando :)

Al mio collega è arrivato un 16:10 da 22 pollici, e siccome nessuno li usa il mio capo vorrebbe darmi due widescreen 1440×900. Questo il preambolo lavorativo. Poi ci sono le nuove generazioni di smartphone, che servono a soddisfare un bisogno sempre più primario di connettersi ovunque: Iphone in primis (480×320 quando è orizzontale) solo per citare il più in voga, ma sto parlando di tutti i nuovi telefonini di fascia alta (Nokia N95 320×240, sempre in orizzontale) e dei piccoli tablet (N810 , sempre Nokia, 800×480 4,13 pollici). E in ultimo abbiamo recentemente assistito all’ascesa dei subnotebook, ovviamente Asus EeePC su tutti (800×480, ma 7 pollici).

Il filo conduttore del discorso è la discesa dei prezzi della tecnologia dei display, che vale nelle TV ma vale altrettanto (o forse più) nei computer, dove con “computer” intendo un’accezione molto ampia del termine. Al giorno d’oggi è infatti possibile portarsi a casa un monitor da PC 24 pollici a un prezzo abbastanza umano. Da una parte noto una forma di gigantismo unita a una standardizzazione del formato widescreen nei monitor per desktop, dall’altra parte una spinta all’aumento della risoluzione ma non nelle dimensioni nei dispositivi portatili. C’è un problema di fruizione secondo me: più spazio sul desktop significa più elementi, e in una pagina a layout fluido anche più contenuto: pensiamo a un editor di testo semplice, che va a capo quando “finisce” lo schermo. Lo inizio a editare a casa su un monitor mastodontico, lo salvo e lo riapro in treno sull’EeePC e quando arrivo in ufficio su un monitor medio. Oppure di mezzo di mettiamo uno smartphone. La fruizione del contenuto dello schermo passa anche dalla definizione di punti di riferimento, se non certi almeno familiari; “mi ricordo che la frase che cerco partiva dopo un A CAPO con molto spazio bianco”. si ma su che monitor? e ora dov’è questo paragrafo?

Non penso ovviamente a uno standard, lungi da me, ma questo proliferare di formati (VGA, XGA, QVGA, QQVGA, HQVGA…) è dannoso per la nostra fruzione dei contenuti. Oltre che per chi come me deve sviluppare un sito e pensare a come non far sparire parte della pagina nella maggior parte possibile di schermi (“mi baso su 1024 o su 900 in altezza?”). Sono troppo integralista?

4 Commenti »

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  • # 1
    CereS
     scrive: 

    Spesso mi imbatto nel tuo stesso problema.

    In genere cerco di tener traccia delle risoluzioni più usate sui siti che devo andare a modificare e poi cerco un compromesso.

    Quando non ho questa possibilità cerco di mantenermi sul 1024*768 (ed è già uno sforzo visto che sviluppo su un monitor in 1600*1200) ma negli ultimi anni è divenuto tutto più complesso.

    Fino a pochi anni fa le risoluzioni non 4:3 non erano neanche da tenere in conto, ora la situazione è ben diversa e il problema della risoluzione verticale diventa in alcuni casi critico.

    Per cercare di mediare tento di mantenere buono il principio del 1024*768. Su un monitor 8:5 o 16:9 ci sarà forse troppo spazio vuoto sui lati ma almeno la pagina sarà sempre visibile verticalmente.

    Per smartphone e dispositivi portatili al momento adotto la politica del “me ne frego” almeno fino a quando non cederò alla tentazione di comprarmi un iPhone :D

  • # 2
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    i siti sono solo la punta dell’iceberg… è un problema che attanaglia anche le applicazioni, specie quelle per mobile…

  • # 3
    Francesco
     scrive: 

    Potrei suggerirti una soluzione, non so se ti andrà bene, ma penso che possa farti risparmiare dei soldi.
    Tutto è nato con il recente Leopard di Apple, ma adesso si è sviluppato anche su Windows, non so che sistema operativo usi, ma oramai sembra dovunque.
    Sto parlando dei “desktop virtuali”, come gli “Spaces” del Leopard, sicuramente sai di cosa sto parlando.
    Ho voluto dirtelo perché “Deskpot”, uno di questi programmi che forniscono desktop virtuali ha risolto brillantemente un problema che condividiamo, quello di lavorare con più programmi aperti contemporaneamente, ovvero più schede sulla barra del sistema operativo, te lo consiglio davvero, è pure gratuito.
    Spero di esserti stato utile, anche se questo è un suggerimento non richiesto, forse fuori luogo, chissà…

  • # 4
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    ti ringrazio, per gestire due schermi uso Ultramon 2.5 e va benone così. avere la barra lunga come la somma dei desktop e ogni applicazione che si minimizza sullo schermo in cui sta è un grosso passo avanti :)

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