di  -  lunedì 25 gennaio 2010

Il 13 gennaio alle 12:46 p.m. ora di Greenwich, un oggetto del diametro dell’ordine di una decina di metri ha sfiorato la Terra a distanza incredibilmente ravvicinata.

L’oggetto è stato identificato come un asteroide e battezzato 2010 AL30. Scoperto dal Linear Survey dei Lincoln Laboratories del MIT il 10 gennaio scorso, si pensava inizialmente che potesse trattarsi anche di un rottame spaziale, il resto di un qualche razzo spedito nel cielo dalla Terra e poi dimenticato.

Quando poi ha raggiunto la sua minima distanza dalla Terra si è potuto osservare “da vicino” e si è visto che effettivamente era un asteroide, anche se molto piccolo, tra i 10 e 20 metri di diametro.

Con queste misure l’asteroide avrebbe difficilmente causato un’Armageddon sulla Terra, ma si sarebbe disgregato durante il suo viaggio attraverso l’atmosfera. Servirebbe almeno un diametro di più di 25 metri perché l’asteroide riesca a toccare la superficie terreste.

Ciò nonstante avrebbe probabilmente indotto del panico nella popolazione locale, poiché non capita tutti i giorni di vedere un’esplosione nel cielo, probabilmente seguita da un’onda d’urto abbastanza forte da far tremare la terra. Insomma, un’esperienza abbastanza indimenticabile!

AL30 ha ottenuto una certa popolarità nei giornali di tutto il mondo, a causa della sua vicinanza con il nostro pianeta. Ha infatti raggiunto una distanza mnima di 125 mila kilometri dalla Terra, cioè circa un terzo della distanza Terra Luna. Come si vede dalla tabella del link, però, il suo viaggio non finisce qui, e continuerà ad avere rapporto ravvicinati con la Terra e il pianeta Venere, durante il corso del prossimo secolo.

Nonostante la sua copertura mediatica, però, il piccolo AL30 non ha infranto nessun record, poiché si piazza appena 26esimo nella classifica degli asteroidi che più si sono avvicinati alla Terra. Sono centinaia, infatti, gli oggetti di queste dimensioni che viaggiano attorno al nostro pianeta, e non è sorprendente che qualcuno si avvicini alla superficie, e non c’è bisogno di aspettare il 2012 perché uno di essi entri nell’atmosfera. Nessuno di loro, però, ha dimensioni tali da suscitare la preoccupazione degli esperti, che li monitorizzano costantemente.

Traiettoria dellasteroide AL30, che si è avvicinato alla Terra ad un terzo della distanza Terra-Luna

Traiettoria dell'asteroide AL30, che si è avvicinato alla Terra ad un terzo della distanza Terra-Luna

Gli asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta hanno un nome, NEO (near-Earth object) ed esiste una sezione della NASA il cui compito è esclusivamente osservarli e classificarli. La loro attenzione è accentrata su quelli il cui diametro supera i 140 m, perché sono quelli classificati pericolosi, in grado di distruggere una zona della Terra non trascurabile (con un danno equivalente all’esplosione di una bomba atomica), o di causare uno tsunami che potrebbe rivelarsi pericoloso.

Anche in questo, però, sembra che il principale problema degli esperti sia la mancanza di fondi. Nel 2005 è stato fatto un piano quindicennale per il consiglio della NASA sull’osservazione dei NEO, con lo scopo di classificale il 90% degli oggetti più grandi di 140m.  Recentemente, però, la NASA sembra lamentarsi che i 4 milioni di dollari annuali stanziati per il progetto non siano sufficienti per adempire questo obiettivo.

Ciò nonostante, nel corso dei 10 anni passati, gli scienziati hanno identificato l’85% dei circa 940 oggetti di diametro dell’ordine del kilometro che avrebbero potuto raggiungere la Terra. Nessuno di questi potrà raggiungere la Terra nei prossimi secoli, per cui da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, confidando che si sbrighino a identificare anche il restante 15%.

Il problema sorge per alcuni tipi di asteroidi che tendono a “nascondersi” alla nostra vista, come il recente AL30. Quest’oggetto, infatti, si è mantenuto a debita distanza dai nostri telescopi per diversi anni, impedendoci di vederlo, finché ce lo siamo ritrovati dietro l’angolo. La ragione è che AL30 ha un periodo di rotazione attorno al sole di 366 giorni, quindi molto simile a quello terrestre. Ci ritroviamo quindi in una situazione simile a due auto che girano in un percorso circolare e che si incontrano solo quando una riesce a “doppiare” l’altra, restando lontane per il resto del tempo. Questo tipo di asteroidi vengono chiamati “sincroni”.

Vi è inoltre un’altra categoria di asteroidi “invisibili”, quelli che vengono chiamati Atens, in onore del primo che è stato scoperto. Questi asteroidi hanno un’orbita interna rispetto alla Terra, ovvero rimangono sempre nello spazio tra la Terra e il Sole. Risultano quindi difficili da osservare, poiché si dovrebbe guardarli “contro luce” rispetto al Sole.

Tutti questi asteroidi, però, sono molto piccoli, poché se fossero più grandi si potrebbero vedere anche a distnze molto maggiori, per cui da questo punto di vista possiamo dormire sonni tranquilli.

Lo studio e l’osservazione degli asteroidi, inoltre, è interessante anche da un altro punto di vista: quello dell’asteroide. Infatti passare vicino alla Terra non li lascia del tutto privi di effetti. In particolare, come viene riferito in un articolo pubblicato su “Nature” di R. Binzel, un asteroide che transiti in prossimità della Terra può andare soggetto a sommovimenti sismici che portano alla formazione sulla sua superficie di regolite.

La regolite è uno strato di materiale poco compatto costituito da polvere e roccia frantumata, che è presente sulla superficie della Terra, della Luna, di Marte e di alcuni asteroidi.

Ci si è inizialmente interessati a questo materiale perché si è osservato che solo gli asteroidi con presenza di regolite raggiungevano la Terra, mentre quelli presenti nella fascia di Kuiper, tra Marte e Giove, ne erano privi. Binzel e colleghi hanno quindi ipotizzato che la formazione di regolite fosse legata all’incontro ravvicinato degli asteroidi con la Terra. Hanno quindi effettuato osservazioni su un gruppo di 95 asteroidi e hanno visto come questi “impallidiscano” nell’avvicinarsi al nostro pianeta: un segno della formazione di regolita sulla loro superficie.

La nostra conoscenza di questi oggetti, quindi, aumenta di anno in anno, e in tutto il mondo vi sono osservatori e gruppi di studio sugli asteroidi, e devo quindi concludere che, almeno dal mio punto di vista, il 2012 dovrà inventarsi un’altra scusa per distruggere la Terra! Nel frattempo è secondo me sempre interessante continuare a osservare e comprendere, perché lo spazio che ci circonda è ancora pieno di sorprese per l’uomo, che attendono solo di essere svelate.

23 Commenti »

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  • # 1
    imayoda
     scrive: 

    Questa notizia sembra quasi un motivo di rifinanziamento alla NASA. Non so cosa si potrebbe fare anche prevedendone l’impatto mesi prima.. non sarebbe di certo la prima volta che ottengono nuovi fondi per “procurato allarme” :)

  • # 2
    redeagle
     scrive: 

    bell’articolo, ottimo per instillare la curiosità iniziale in chi è un minimo interessato all’argomento. :)

  • # 3
    Paganetor
     scrive: 

    sarebbe interessante anche capire il rapporto tra dimensione dell’asteroide e angolo di impatto affinchè questo riesca a penetrare l’atmosfera fino a toccare il suolo… a seconda dell’angolazione, infatti, questi “grossi sassi” possono semplicemente rimbalzare sull’atmosfera, oppure disintegrarsi nonostante le dimensioni ragguardevoli.

  • # 4
    Paganetor
     scrive: 

    ah, altra cosa: non occorre che tocchi il suolo per fare danni (tipo l’evento di Tunguska, nel quale pare che un “sassolone” di circa 30 metri sia esploso in aria). però lì dipende anche dalla consistenza del meteorite…

  • # 5
    Alex
     scrive: 

    E’ di poco la notizia che un meteorite è entrato (senza bussare) nel laboratorio di due ricercatori di origine italiane.

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_24/meteorite-precipita%20su-casa-due-medici-italo-americani_1b133ea2-0907-11df-a931-00144f02aabe.shtml

    Mi chiedo di quanto si riduce un asteroide nel momento in cui entra nell’atmosfera terrestre.

  • # 6
    Piererentolo
     scrive: 

    Certo che se un’asteroide di 140m causerebbe un’esplosione in stile bomba atomica non oso immaginare uno grande come quello della foto che cade in una zona altamente popolata tipo New-York o Pechino

  • # 7
    sceriffo
     scrive: 

    x Pierentolo

    Con un asteroide grosso come quello della foto puoi benissimo dire addio a tutto quello che oggi c’è sulla terra e ne riparliamo tra ..iaia di anni (come minimo)…

    il tutto IMHO

  • # 8
    ilruz
     scrive: 

    @Pierantolo

    Un oggetto molto piu’ piccolo di quello, ha causato l’estinzione dei dinosauri. Uno di quelle dimensioni metterebbe fine alla vita sulla terra, probabilmente ne sposterebbe l’asse e l’orbita; e in caso estremo potrebbe aprirla … come un proiettile apre una mela.

  • # 10
    droid
     scrive: 

    ma magari :asd:

  • # 11
    K-Christian27
     scrive: 

    I dinosauri non si sono estinti per via di un meteorite..
    L’essere umano non si è evoluto “nel corso del tempo” da una scimmia.”
    Siamo soli nell’universo… etc etc..

    Ancora credete alle FAVOLETTE?

  • # 12
    LMC
     scrive: 

    Oh mio dio, i ‘kilometri’. Brr.

  • # 13
    max
     scrive: 

    Certo che, considerando l’enorme superficie terrestre e la rarità di simili eventi, bisogna proprio avere una sfiga da Guinness, se un “sassolino” che ha viaggiato come un proiettile per milioni di Km per il Sistema Solare, decide di concludere la propria folle corsa nel soggiorno di casa tua dopo averti ridotto il soffitto a un colabrodo! Mah…finchè la puoi raccontare, la cosa può avere anche dei risvolti positivi…la notorietà (finisci in tutte le edizioni di tutti i TG per tutta la giornata), poter raccontare ai nipoti una storia così incredibile, magari ci rimedi anche un pò di quattrini e via dicendo. Ma pensa se in quel preciso istante fossi stato, invece, seduto sulla tazza del ces…ehm, wc, mentre, immerso nella lettura del giornale, facevi i tuoi bisognini, e il “simpatico sassetto” non si fosse accontentato di atterrare sul pavimento del tuo bagno, bensì sulla tua capoccia…

  • # 14
    redeagle
     scrive: 

    certo che atteggiarsi a grandi scienziati – conoscitori della verità assoluta – qui, fra i commenti di un blog, è davvero triste… ‘-_-

  • # 15
    densou
     scrive: 

    redeagle ancora ti stupisci della uguaglianza nullità = italicità ? ;)

  • # 16
    arkanoid
     scrive: 

    Ho letto un libro di surendra verma sull’evento di tunguska, libro che mi ha lasciato un po’ esterrefatto per la scarsità di informazioni che abbiamo sulla dinamica di ingresso in atmosfera di un corpo extraterrestre.
    Ci sono più modelli tutti degni di rispetto che oprtano a conclusioni differenti e ad effetti sul pianeta differenti, che richiederebbero credo anche approcci differenti al’eventuale contrasto del pericolo imminente.
    Primo su tutti penso all’eventualità che a seconda delle caratteristiche fisiche e chimiche l’oggetto può bruciare monoliticamente, smembrarsi in una “rosa”, esplodere ad alta o a bassa quota.
    Insomma credo che una soluzione vera e propria al problema asteroidi ad oggi non ci sia indipendentemente dal poterli tracciare.

  • # 17
    dynola
     scrive: 

    (Servirebbe almeno un diametro di più di 25 metri perché l’asteroide riesca a toccare la superficie terreste.) è del tutto inesatto, arrivano a terra anche oggetti inferiori al Kg.

  • # 18
    Paganetor
     scrive: 

    @dynola: gli oggetti inferiori al kg toccano terra proprio perchè all’ingresso nell’atmosfera erano dei massi molto pù grandi (altrimenti l’attrito li sbriciolerebbe prima di raggiungere il suolo)

  • # 19
    asdo
     scrive: 

    gli italiacici dovrebbero smetterla di occuparsi di scienza.

  • # 20
    banryu
     scrive: 

    Interessante la parte riguardante il fenomeno di formazione della regolite, e ottimo articolo.

  • # 21
    matteo
     scrive: 

    Il 2012 sarà la Cina che si abbatte sul mondo.

  • # 22
    mat
     scrive: 

    fuggite….sciocchi! (cit.)

  • # 23
    Max
     scrive: 

    Ciao!
    Volevo solo dire che la fascia di Kuiper non è quella tra Marte e Giove, ma quella esterna ai pianeti maggiori(dalle 30 alle 50 UA, considerando circa 150 milioni di km una UA), dalla quale in effetti provengono, attratti dalla forza di gravità dei suddetti, soprattutto Giove e Saturno, la maggior parte dei meteoroidi maggiori, quelli che ci “preoccupano”.

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