di  -  giovedì 14 gennaio 2010

Qualche giorno fa riflettevo su alcune ripercussioni che la diffusione massiccia della grande rete ha portato nella vita di tutti i giorni ed in particolare su una sorta di “tendenza all’isolamento” che nasce da alcuni meccanismi comportamentali che forse inconsapevolmente si stanno diffondendo tra il pubblico più o meno vasto.

loneliness

Non voglio inutilmente demonizzare social network e simili, lascio il compito a tutta quella stampa generalista che ben poco ne sa di queste cose ma che comunque si sente sempre in diritto di poter salire in cattedra per puntare il dito contro le streghe del terzo millennio.

Pensavo più alla diffusione di svariati servizi online che permettono di espletare tutta una serie di commissioni direttamente da casa, siano esse per necessità o per pura voluttà.

Insomma, ormai si può comprare praticamente tutto tramite Internet e anche sul suolo Italiano alcuni supermercati di generi alimentari hanno attivato un servizio di consegna della spesa a domicilio. La burocrazia, seppur con estenuante lentezza, sta pian piano trasferendosi nel mondo telematico (ad esempio ormai da qualche anno pago il bollo dell’auto tramite il portale ACI).

Viaggi e soggiorni di ogni genere sono organizzabili tranquillamente online. Il gaming online è da diverso tempo arrivato anche su console, mandando in soffita i tempi in cui si andava dall’amico portandosi appresso il joypad per trascorrere insieme un pomeriggio di videogiocate. I biglietti del cinema si prenotano tramite Internet, scegliendo addirittura il posto preferito. Anche lo skipass di alcuni blasonati comprensori sciistici sono acquistabili sulla rete.

Generalmente si tratta di indubbie comodità e, per chi è accidioso come il sottoscritto, sono comodità “impagabili”. Il rovescio della medaglia è però l’annichilimento di un certo tipo di rapporto e interazione umana di cui tutti gli episodi citati sopra sono intrisi quando condotti in maniera “tradizionale”.

Qualcuno dice che l’homo sapiens sia un animale sociale; l'”homo tecnologicus” tenderà ad esserlo sempre meno?

17 Commenti »

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  • # 1
    Caleb
     scrive: 

    Domanda lecita, anche se credo che alla fine l’istinto dell’animale sociale prevarrà sulla “pigrizia” indotta dalle nuove tecnologie.

    Tuttavia il rischio concreto è quello di un annichilimento dei rapporti interpersonali: ad esempio facebook e i social network, che sviliscono il concetto di “amicizia”, e delle presunte storie sentimentali che nascono nella rete.

    La tecnologia dovrebbe servire a accoriciare distanze, ma dovrebbe essere un “aiuto” in un rapporto d’amicizia o sentimentale nato in modo “tradizionale”. Per quanto potenti, le parole scritte in una chat, una foto o un video non potranno mai competere con la conoscenza a quattr’occhi

  • # 2
    banryu
     scrive: 

    Mah, io penso che dipenda da persona a persona.

    Se uno si abitua a fare tutto con internet è chiaro che rinuncia a tutta la parte di “contatto sociale diretto” che avrebbe avuto procedendo in “modo tradizionale”, e ogni tanto in questo modo si fanno incontri imprevisti interessanti, oltre (e, appunto, dipende dalla singola persona) ai semplici piaceri connessi con tutte quelle piccole attività di contorno connesse con lo svolgimento dell’attività principale (uscire, fare 4 passi, vedere altri, ecc..).

    Dall’altro lato con i ritmi di vita che abbiamo nella nostra società e in base allo stile di vita che uno sceglie di condurre è davvero molto comodo poter scegliere cosa e quanto gestire completamente online e tagliare sui tempi (si immagini un single con lavoro a 8-9 ore al giorno, la casa e tutte le altre cose da seguire da solo più qualche attività sportiva/hobbistica: il tempo da gestire diventa un’aspetto importante).

    Alla fine è sempre (almeno è quello che penso io) un problema di scelta dell’individuo del modo in cui usare un certo strumento.

    Se poi questo individuo si ritrova a passare una fetta molto importante del suo tempo quotidiano davanti ad un pc surrogando tutti i rapporti umani o quasi tramite il monitor di una macchina e comincia a sentire che nella vita gli manca qualcosa, bhe, forse è arrivato il momento di porsi qualche domanda e di accettare qualche sfida…

  • # 3
    dtm
     scrive: 

    Paura del tutto ingiustificata: ci si trova ancora con gli amici per giocare, non posso acquistare tutto in rete (frutta e verdura la vedo proprio dura!) e se comprassi in negozio quel poco che acquisto in rete non ne ricaverei granchè in termini di rapporti sociali (ultimo acquisto tecnologico: nokia 5130. andò così: buonasera, vorrei il nokia 5130 -perfetto, lo conosce già? -sì, mi fa un pacchetto regalo? -certo! grazie, arrivederci! -a lei, arrivederci!).

    La burocrazia è poi un’immane perdita di tempo (seppur necessaria) quindi ridurne i tempi vuol dire aumentare il tempo a disposizione per i rapporti sociali – quelli veri: al bar con gli amici, al pub, al cinema, in piazza, blablabla.

  • # 4
    Giovanni
     scrive: 

    Io mi chiedo chi vada al supermercato o in agenzia viaggi solo per socializzare..
    E quanto possa essere utile il “contatto sociale” tra una eventuale cassiere e il cliente. Onestamente credo che potendo risparmiare tempo, denaro e sopratutto !pazienza! (chi socializza alla posta? Io al massimo mi incazzo..) ,facendo queste cose da casa , non vedo perché non farle.
    Che ognuno si scelga poi con chi socializzare davvero e con quali amici uscire, tanto più che non sono certo i luoghi ad essere elencati nell’articolo che definiscono l’universo sociale di un soggetto.
    Inoltre su internet ci sono tanti altri servizi che producono l’effetto opposto…

    Mi sembra che non ci sia proprio di che argomentare al riguardo.

  • # 5
    Don Luca
     scrive: 

    Giovanni m’hai anticipato! :P

    Stavo per scrivere esattamente le tue stesse cose!

    Inoltre, come già citato, l’acquisto o esecuzione di operazioni in rete sono più veloci della loro controparte “fisica”, questo ci consente di avere uno stile di vita più rilassato e concedere più tempo libero agli hobby e alla famiglia :)

  • # 6
    Filippo
     scrive: 

    Concordo con Giovanni.

    Credo che siamo nella direzione giusta, nel senso che la Grande Rete sta agevolando quel genere di interazioni che dal punto di vista sociale non portano nessun valore aggiunto: allo sportello per pagare le bollette, o al supermercato, o in posta, ci si va per necessità, non per piacere personale. Tanto vale, giustamente, minimizzare il fastidio: il tempo risparmiato in queste interazioni lo possiamo reinvestire per i momenti che veramente ci interessano (il weekend in montagna, la serata con gli amici, ecc.). Il che, a ben guardare, è l’unico vero scopo per cui l’uomo si affida alla tecnologia: alleviare le attività più fastidiose per avere più tempo per sé.

    Ciao
    Filippo

  • # 7
    avve
     scrive: 

    Se sono questi i rapporti umani(?) di cui avere bisogno, siamo rovinati! A parte la storia dei videogiochi (la quale ha una giustificazione tutta sua) il resto sono tutti rapporti clientelari di cui faccio volentieri a meno.
    Viceversa, io vedo che:
    i rapporti umani rimangono più legati nonostante le distanze geografiche, grazie ai vari sistemi mediatici internettiani;
    Quando ci sono le possibilità geografiche, e in questo mondo frenetico e dove è in atto una diaspora totale di cui spero tutti sono al corrente, diventano sempre più frequenti le occasioni di incontro;
    ci si incontra di più, si parla di più, si ciula di più e persino i cessi ciospi problematici come me ce la fanno a farsi una ragazza;
    quando non si ha un cazzo da fare ma si vuol perdere tempo giocando, non lo si fa con stupide AI ma con gente vera dall’altra parte del monitor.

    Nel frattempo:
    gli acquisti sono diventati più efficienti, più economici e con un range di scelta maggiori;
    i sistemi di prenotazione fanno risparmiare tempo e benzina;
    non sei limitato alle prestazioni di un umano “troppo umano” per poter star dietro ad un’esercizio commerciale con tutte le combinazioni di scelta che possono interessare ai clienti, o le capacità materiali di erogarti un servizio, o anche solo la sua buona educazione o mancanza di essa.

    Insomma a me sembra che il mondo migliori.

  • # 8
    floc
     scrive: 

    io la vedo al contrario. prima quando ero a casa davanti al pc ero solo, adesso sono “in compagnia” su msn et similia, non e’ raro che a volte si guardi lo stesso programma commentandolo con persone lontane.

    insomma, se dovessi fare un bilancio personale direi che rispetto a 10 anni fa esco uguale a prima ma ho molti + contatti adesso grazie al web, altro che isolamento. E oltre ai contatti nuovi ho in linea quasi perennemente tutti i miei amici

    che poi la rete sia un facile scudo per persone con difficolta’ a relazionarsi dal vivo e’ anche vero, ma non credo proprio siano la maggioranza. Anzi, + di una volta e’ successo di fare gruppo su un forum per sfociare in megaraduni ;)

  • # 9
    densou
     scrive: 

    E chi era già isolato a causa di un ambiente a lui ostile da sempre ?!

  • # 10
    elevul
     scrive: 

    E te ne accorgi solo adesso? :D
    Io è da anni che mi sono reso conto che tutto l’ambiente informatico, così com’è impostato ora, è un’alienazione dalla realtà.
    Spero seriamente che si arrivi in fretta ad un collegamento diretto ai sensi della persona (tramite nanomacchine, possibilmente, che avere innesti simil-BORG non mi garberebbe molto. :D), così da poter avere un’informatica come AR invece che come VR. Così finalmente le videochiamate avrebbero senso, e si potrebbe tranquillamente fare incontri su internet come se li si facesse nella vita reale (grazie alla VR, però).
    Mah, aspettiamo e vediamo.

  • # 11
    KONEY
     scrive: 

    Spunto interessante, ci ho pensato ankio qualke volta. La mia konklusione comunque e’ ke non ho mai fatto inkontri interessanti in koda alla posta, o al cinema, o nei vari uffici. Al massimo qalke amiko inkontrato per kaso. Quindi se il tempo risparmiato lo si dedika ad aperitivi e serate direi ke nel complesso preferisko questo sistema :)

  • # 12
    joe4th
     scrive: 

    Io credo che Andrea abbia ragione, passare troppo tempo in rete credo isoli dalla realtà, o meglio ne porta a una deriva, e che si magari trovi in una fase “post-internet”, e dopo una scorpacciata di decenni dagli alboeri, cominci a chiedersi, “dove sto andando? Cosa significa tutto ciò?”.

    Siamo fatti anche di carne, e passando troppo tempo in rete, finiamo per utilizzare solo 2 dei cinque sensi (vista e udito, se hai le casse collegate) anche con i rapporti umani, rinunciando agli altri tre (odorato, tatto e gusto). E’ vero che magari alle code in banca o alla posta non si incontrano che pensionati, magari ciberimbranati, ma a parte lamentarsi della lunghezza della coda, avete mai parlato veramente con la gente che vi circonda a una coda (anche se non è una bionda uscita da vogue)? Provateci. E’ perche’ ci si lamenta della lunghezza della coda? Perché si vive costantemente nella fretta. La rete viene utilizzata per riempire tutti i buchi “temporali” e può dare origine anche a comportamenti leggermente compulsivi (ovvio ben lontani da quelli dei videopoker, etc.). Per esempio lavori al PC? Beh, uno sguardo alla news (interruzione), uno a YT per il video dell’amico (altra interruzione), uno all’email (nuova interruzione), mangio un panino (beh, il cellulare non lo spengo…), sto scrivendo una mail (beh, il messanger con tutti i miei amici di facebook online, interruzione…) etc.; amicizie? certo è possibilissimo fare amicizie in rete, ma io per esempio notavo come molti degli amici pre-internet (cioè conosciuti prima dell’avvento di internet) con i quali si usa l’email per fissare qualche meeting, sono assolutamente anonimi e poco interessanti in rete, e dubito che se mi fossi basato solo su quello che la rete puo’ dare non sarebbero mai diventati miei amici né io di loro. Eppure sono persone interessanti e magnifiche.

    Oltretutto tutto cio’ che non è in rete, viene visto con sospetto e fonte di potenziali fregature. Devo comprare un oggetto? Guardo prima in rete le settecentomiladuecentoventisette recensioni, totale perso 3 giorni a filtrare il pattume proponato dai ranking dei motori di ricerca, quando magari al negozio sottocasa bastava CHIEDERE (chiedere = parlare) al commesso/a e in cinque minuti ci avrebbe proposto una soluzione…

    In altre parole, ogni tanto, pagate col bollettino alla posta, andate al supermercato, etc., fate una passeggiata, della serie, spegnete il PC…

  • # 13
    Simon71
     scrive: 

    Forse a molti di voi, evidentemente “Estroversoni” (come venite chiamati in un noto forum di psicoterapia), “normaloni”,non passa neppure per l’anticamera del cervello che per molte persone specie nelle grandi città, non esiste molta alternativa…
    quando esci a milano cosa pensate che succeda? Ve lo dico io..Niente!
    Se non hai il vil danaro per andare nei locali Trendy, se non sai recitare la parte del Figo…Se non sei vestito bene, niente macchina,,,Che pensate che ormai a Milano (o a Roma) si faccia???
    NIENTE. Esci, sali su qualche mezzo, vai al lavoro, dove incontri dei semplici “colleghi” che tu pensi sia giusto chiamare amici solo perché li vedi tutti i giorni…Altri mezzi, torni a casa e dopo che quei pochi amici che hai/ti sono rimasti li conosci quasi meglio della loro madre da tanto li hai visti…Beh che fai? Ti attacchi ad internet, ecco che fai! Cerchi qualcosa, sia esso un amore, una scopata, oppure 4 chiacchiere con uno sconosciuto in qualche chat o forum….
    Perché demonizzare Facebook?
    Prima di scoprire Facebook pensavo che la mia vita avesse preso una brutta piega, e che a quasi 40 anni mi fossi ridotto male….Da quando ho ritrovato decine di persone mi sono subito ringalluzzito!!!
    Sarà sfigato, ma almeno sono in buona compagnia….
    Saluti

  • # 14
    mede
     scrive: 

    anche la televisione fa questo effetto, solo che ormai è uno strumento che abbiamo accettato, dunque a mio avviso fa anche più danni.

    il pc come ogni strumento tecnologico di per se è solo uno strumento che migliora la qualità della vita ed è pensato per questo e per fornire dei servizi, come l’email per esempio….
    solo l’utilizzo compulsivo rappresenta un problema non banale, così come il fattore distrazione di certi servizi per la produttività… di per se la rete non isola, anzi con strumenti come facebook ho ritrovato molte persone, il problema è poi i rapporti che si decide di avere con queste persone. se decidi di non vederle più perchè tanto le incontri su FB e non hai tempo per incontrarle dal vivo perchè passi il tempo li a chattare allora stai semplicemente facendo un uso sbagliato del mezzo. infatti facebook lo odio, così come parcheggiare il culo davanti alla TV ogni sera e vedere una marea di programmi spazzatura non fa bene al cervello di nessuno. ma c’è tranquillamente gente che rinuncia a possibilità di fare vita sociale perchè c’è la partita o un programma del cacchio alla tele…
    posso dire che non è la rete a isolare, ma i comportamenti delle persone. i rapporti interpersonali sono molto complessi, e in alcuni casi chi è già predisposto all’isolamento e non ha successo nei rapporti interpersonali può sviluppare un interesse più alto per la rete. per le chat, per la pornografia (che come sapete è una fetta importante della rete, e non a caso), e per tutta un’altra serie di motivi.

  • # 15
    Tex Murphy
     scrive: 

    Tutta la tecnologia isola l’individuo, dall’invenzione della ruota in avanti (basta pensare al tempo che trascorriamo chiusi in macchina).
    Il fatto che oggi (più di ieri) la solitudine sia un problema sociale, c’entra solo in minima parte.
    Sicuramente persone introverse o che comunque hanno difficoltà ad integrarsi per motivi anche molto diversi, trovano nella rete una scappatoia.

  • # 16
    Simone82
     scrive: 

    Quando lavoro al cantiere archeologico esco alle 06:00 di mattina e torno a casa alle 17:00 dopo aver scavato e studiato materiali. Se non sono sullo scavo sono dalle 09:00 alle 18:00 in biblioteca. Immagino che la stessa cosa si possa dire di chi lavora negli uffici, nelle miniere, nelle officine, o di chi percorre l’Italia avanti ed indietro a cercare lavoro, e così via seguitando.
    È un vero peccato non avere carrozza e cavallo per andare a fare la spesa o farsi 2 ore di fila alla posta: mi si vuole dire che pagare il bollo ACI via internet elimina le interazioni umane? Perché avere l’interazione di pagare a mano la cassiera di un supermercato è così vitale per il cervello umano? Conosco tanti ragazzi che finché è giorno giocano all’oratorio oppure al cortile del palazzo, ma si può pretendere che lo facciano anche alle 19:00 quando d’inverno è buio e fa freddo? È soltanto un altro modo di fare interazione sociale, non mi pare che internet abbia trasformato l’umanità di un ammasso di eremiti…
    Appunto, i parrucconi che pontificano su cose che non conoscono farebbero meglio a capire una volta per tutte che il loro mestiere è un altro… Beati che questi parrucconi che hanno €20 da buttare ogni giorno in locali trendy o alla moda o per mantenere una Mercedes SLK o una BMW Z8 o per vestirsi Armani: noi gente del popolo al massimo si hanno €20 al mese per manterene un abbonamento ADSL flat…

  • # 17
    iloveusb
     scrive: 

    Con internet si risparmia un sacco di tempo. Tempo per “aggiungere” nuovi amici. Così tanti amici da non avere più tempo.

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