di  -  lunedì 14 gennaio 2008

Sarko - The EconomistNell’ambito di una campagna di ristrutturazione del sistema mediatico nazionale, il più fotografato presidente francese di tutti i tempi, ha recentemente lanciato una proposta sulla tassazione degli abbonamenti Internet.

I proventi della tassazione, stando a ciò che si conosce della bozza di proposta, confluirebbero in un compenso alla TV pubblica che, secondo Sarko, andrebbe “ripulita” dagli spot e consegnata alle autentiche finalità di un servizio pubblico.

Quanto dovranno, eventualmente, contribuire gli utenti di Internet alla copertura di quasi un miliardo di euro che la TV pubblica francese attualmente raccoglie dalla pubblicità, sarà interessante scoprire. Di certo quel budget tornerà nelle mani di qualche privato, che sarà ben contento di perdere un grosso competitor nella raccolta pubblicitaria. Ma questo basta ad affermare che la manovra sia finalizzata a favorire i signori dell’emittenza?

È d’altronde difficile che una ipotetica sovrattassa di 1 euro/mese sui 16.1 milioni di abbonamenti Internet francesi, capace di generare da sola quasi 200 mln di Euro l’anno, possa bloccare la rivoluzione digitale. Più facile è in effetti ipotizzare che restituirà al pubblico una TV di maggior qualità, diversa da quella che ha fatto scappare, fra gli altri, anche tanti internauti.

Fonte: Dailytech

9 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    io sono contrario: non conosco bene la TV di stato francese, ma se penso che il canone (se ce l’hanno) e la pubblicità servono a pagare milioni di euro questo o quel presentatore, questa o quella soubrette… be’, a me non starebbe bene…

    lo so, sto dando per scontato che la TV francese funzioni più o meno come quella italiana (e magari – spero – mi sbaglio di grosso), ma mi suona troppo come “concorrenza sleale” (tipo: mi serve 1 miliardo di euro per far funzionare la TV d istato, levo le pubblicità e vado a mettere le mani in tasca alle persone che magari la TV nemmeno la guardano)

  • # 2
    v
     scrive: 

    Sta cercando di far sprofondare la TV pubblica a favore di quella privata. Una volta tolti gli spot promozionali toglierà anche la tassa su Internet e abbasserà la percentuale dei soldi che devono pagare le TV private. Lasciando così sul lastrico i canali pubblici. Teniamo presente che così il pubblico dipende dal privato. Tanto quell’euro mensile sarà sempre meno delle entrate derivate dalla tassa sulle pubblicità per le TV private.

  • # 3
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Boh, io penso che dai francesi la cosa potrebbe anche funzionare.
    Il problema sarebbe attuarlo in Italia (anche solo parzialmente su alcuni canali pubblici).

    La prima cosa sarebbe poter verificare il bilancio della RAI e di quanto e come vengono pagate le persone/servizi (i pagamenti in nero li fa la RAI in Italia, gli stipendi di alcuni presentatori no sono ancora chiari ma anzi…).

    Altra cosa è l’utilità indubbia per aziende di fare pubblicità per poter vendere… se non fai più la pubblicità sui 14 canali pubblici questa si deve riversare tutta sui privati… che: o raddoppiano i canali, o raddoppiano il tempo degli spot, o tagliano della metà le pubblicità del paese con danni economici immensi per tutti.

    – Per me RAI 1,2,3 con pubblicità
    – TUTTI gli altri tassativamente in chiaro sia su satellite che su terrestre e senza publicità.
    – Si a tassare la pubblicità per il pubblico.
    – Ripulire la RAI da tutti i fannuloni, i figli di papà e i politici e mettere dei tetti di spesa per stipendi (se santoro o pippo vogliono quegli stipendi vadano da mediaset o da sky, che la rai dia spazio ai bravi giovani che cercano lavoro!!!!).
    – In rai faremmo bene a mettere di legge solo i Co.Co.Co.Pro come contratti di assunzione… che ricordino anche loro che la vita è dura fuoi!

    ^__^

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Invece in RAI, malgrado circa 5000 esuberi su 13000 dipendenti, continuano ad assumere…

  • # 5
    Attilio
     scrive: 

    A me l’idea piace. Perché senza pubblicità finirebbe la corsa allo share, quindi addio a programmi spazzatura tipo domenica in, pacchi e cazzatine varie. Solo servizio, approfondimenti, news e magari qualche quiz, tipo il milionario, dove conta avere una certa cultura per guadagnare soldi. Per una RAI così ci metterei la firma. Però se si smonta la rai, bisogna creare almeno un paio di concorrenti per Mediaset

  • # 6
    Attilio
     scrive: 

    X Paganetor: non credo sia concorrenza sleale, in quanto non si andrebbe ad intaccare la fonte di guadagno delle tv private, anzi! Tv di servizio, vuol dire non pagare milioni per un presentatore, vuol dire addio ai programmi che hanno come unico scopo lo share. Immagina un tv, fatta da Report, Porta a porta, blog, per un pugno di libri, parla con me, magari qualche fiction storica o di attualità, rassegne sul cinema indipendente o concerti di musica… per me è un sogno. magari forse senza “porta a porta” ma quello è un programma che fa share ed anche un pò, ma molto poco, servizio

  • # 7
    Che orrore
     scrive: 

    Che schifo..

    se hanno una tv che non funziona ( con tutti i miliardi di pubblicità che guadagnano ) vengono a tassare chi usa internet????

    Sono pazzi… E poi chi garantirebbe che quei soldi degli internettiani vengano usati correttmanete per migliorare la tv?…

    Pessima pessima proposta…

  • # 8
    dj mtt
     scrive: 

    Forse in francia avrebbe senso, nel senso cmq la tivù cm realtà durerà ancora x molto…anke se in futuro penso ci sarà sempre meno…questa roba mi par giusta se attuata in un paese cm la francia o la spagna…quà in italia è impensabile..con i soggetti da ricovero ke abbiamo sarebbe impossibile..andrebbero ad arricchire i soliti berlusconi o prodi e tutta la feccia del governo…in francia direi si…in italia risponderei cn il gesto di ”sai mio nonno dove si metteva l’ombrello”…^_^

  • # 9
    Tudhalyas
     scrive: 

    Pessima proposta. Se un “internauta” non guarda la TV, perché deve pagare una tassa a favore di quest’ultima? Avrei capito di più un aumento del canone della TV pubblica, lì il nuovo balzello almeno un senso logico l’avrebbe avuto.

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